Produzione dell'acquacoltura nell'Unione europea

La produzione dell'acquacoltura nell'Unione europea rimane relativamente statica rispetto ai crescenti tassi di produzione ittica d'allevamento a livello mondiale. Negli ultimi 20 anni, nel tentativo di aumentare il potenziale produttivo dell'UE, la Commissione ha presentato numerosi documenti strategici e di orientamento e nel 2016 è stato istituito il consiglio consultivo per l'acquacoltura. Si tratta di un organismo composto da rappresentanti del settore e da altre pertinenti organizzazioni delle parti interessate che fornisce consulenza alle istituzioni europee e agli Stati membri.

Contesto

Se, da un lato, la produzione dell'acquacoltura è quadruplicata a livello globale tra il 1990 e il 2017, dall'altro la produzione aggregata di prodotti ittici d'allevamento in tutti gli Stati membri dell'UE è rimasta stabile per lungo tempo, attestandosi intorno agli 1,2 milioni di tonnellate. Tuttavia, di recente, i dati relativi alla produzione dell'UE sono aumentati di circa il 24 %, con una produzione dell'acquacoltura europea che ha raggiunto i 5,6 miliardi di euro nel 2017. Di questi, il 76 % è imputabile ai prodotti ittici e il 24 % ai crostacei e ai molluschi. L'acquacoltura dell'UE si concentra principalmente su quattro specie: mitili (35 % del volume totale), salmone (15 %), trota (14 %) e ostriche (7 %), cui si aggiungono altre importanti specie allevate nell'UE quali orate, carpe, branzino e vongole.

Nel 2017 i principali produttori di acquacoltura tra gli Stati membri dell'UE erano la Spagna (21 %), la Francia (15 %), il Regno Unito (14 %), l'Italia (14 %) e la Grecia (10 %), che insieme rappresentavano circa il 74 % della produzione complessiva di acquacoltura. In termini di valore della produzione, tuttavia, è stato il Regno Unito a collocarsi al primo posto (21 %), seguito da Francia (16 %), Spagna (13 %) Grecia (12 %) e Italia (11%). I molluschi bivalve (mitili, ostriche e vongole) sono predominanti in Spagna, Francia e Italia. Il Regno Unito produceva principalmente salmoni, mentre la Grecia produceva soprattutto branzini e orate.

Una strategia per lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura europea

Come primo tentativo per affrontare la stagnazione della produzione dell'acquacoltura, nel 2002 la Commissione ha pubblicato una comunicazione intitolata «Una strategia per lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura europea» (COM(2002)0511). Gli obiettivi della strategia erano:

  • creare occupazione stabile e duratura, in particolare nelle zone dipendenti dalla pesca, e incrementare l'occupazione nel settore dell'acquacoltura, creando dagli 8 000 ai 10 000 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno tra il 2003 e il 2008;
  • garantire al consumatore la disponibilità di prodotti sani, sicuri e di buona qualità, nonché promuovere livelli elevati di salute e benessere degli animali;
  • sostenere un'attività ecocompatibile.

Tuttavia la strategia non ha raggiunto i suoi obiettivi, in particolare in termini di aumento della produzione e dell'occupazione: non ha conseguito né l'obiettivo di un tasso di crescita del 4 % né quello della creazione di 8 000-10 000 nuovi posti di lavoro.

Il problema principale del settore dell'acquacoltura è legato alla mancata crescita della produzione, in contrasto con l'elevato tasso di crescita osservato su scala globale. Il settore ha tuttavia registrato progressi positivi per quanto riguarda gli obiettivi di garantire la disponibilità di prodotti di qualità per i consumatori e la sostenibilità ambientale.

Oltre agli ostacoli e ai vincoli tradizionali, dal 2002 l'acquacoltura europea subisce un aumento della concorrenza della produzione di paesi terzi e deve affrontare crisi di governance e gli effetti della crisi economica dopo il 2007.

Costruire un futuro sostenibile per l'acquacoltura — Un nuovo impulso alla strategia per lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura europea

Solo dopo sette anni, l'8 aprile 2009 la Commissione ha pubblicato la sua seconda comunicazione sull'acquacoltura (COM(2009)0162), al fine di individuare e affrontare le cause della stagnazione della produzione del settore nell'UE. La nuova comunicazione, dal titolo «Costruire un futuro sostenibile per l'acquacoltura – Un nuovo impulso alla strategia per lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura europea», mirava a garantire che l'UE continuasse a svolgere un ruolo chiave in questo settore strategico, aumentando la produzione e l'occupazione attraverso l'attuazione delle seguenti azioni:

A. Promuovere la competitività della produzione dell'acquacoltura dell'UE:

  • favorendo la ricerca e lo sviluppo tecnologico;
  • promuovendo la pianificazione spaziale dell'acquacoltura per tentare di risolvere il problema della concorrenza in termini di spazio disponibile;
  • facendo sì che le aziende acquicole siano messe in condizione di far fronte alle richieste del mercato;
  • promuovendo lo sviluppo dell'acquacoltura nella sua dimensione internazionale.

B. Stabilire le condizioni per uno sviluppo sostenibile dell'acquacoltura:

  • garantendo la compatibilità fra acquacoltura e ambiente;
  • dando vita a un'industria acquicola ad alto rendimento;
  • garantendo la protezione della salute dei consumatori e riconoscendo i benefici per la salute dei prodotti alimentari di origine acquatica.

C. Migliorare l'immagine e la governance del settore:

  • migliorando l'applicazione della legislazione UE;
  • riducendo gli oneri amministrativi;
  • garantendo un'adeguata partecipazione delle parti interessate e la trasmissione di informazioni corrette al pubblico;
  • garantendo un'adeguata sorveglianza del settore dell'acquacoltura.

Orientamenti strategici per lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura nell'UE

Infine, gli orientamenti strategici (COM(2013)0229) pubblicati dalla Commissione il 29 aprile 2013 hanno lo scopo di aiutare gli Stati membri a definire i propri obiettivi nazionali tenendo conto della situazione di partenza, del contesto nazionale e delle strutture istituzionali di ciascun paese. Gli orientamenti riguardavano quattro settori prioritari:

  • la semplificazione delle procedure amministrative e la riduzione della durata della procedura di rilascio delle licenze per le aziende acquicole;
  • la pianificazione coordinata dello spazio per superare l'ostacolo della mancanza di spazio;
  • la promozione della competitività dell'acquacoltura nell'UE;
  • la promozione di condizioni di parità.

Piani strategici nazionali pluriennali

Come sancito dall'articolo 34 del nuovo regolamento di base della PCP (regolamento (UE) n. 1380/2013[1]), gli Stati membri erano tenuti a presentare, entro il 30 giugno 2014, piani strategici nazionali pluriennali per lo sviluppo delle attività di acquacoltura sul loro territorio per il periodo 2014-2020. La Commissione ha incoraggiato lo scambio di informazioni e di migliori pratiche tra gli Stati membri attraverso diversi seminari e riunioni. In seguito, ha agevolato il coordinamento delle misure nazionali previste nei piani strategici nazionali pluriennali. Alla fine del 2017 gli Stati membri hanno condotto una valutazione intermedia dell'attuazione dei rispettivi piani strategici nazionali pluriennali. Le relazioni finali di valutazione sono attese dai governi nazionali all'inizio del 2021.

Ruolo del Parlamento europeo

Il Parlamento ha approvato numerose risoluzioni finalizzate a rafforzare ulteriormente il settore dell'acquacoltura dell'UE, tra cui:

  • la risoluzione del 16 gennaio 2003 sull'acquacoltura nell'Unione europea: presente e futuro[2];
  • la risoluzione legislativa del 27 aprile 2006 sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa alle condizioni di polizia sanitaria applicabili alle specie animali d'acquacoltura e ai relativi prodotti, nonché alla prevenzione di talune malattie degli animali acquatici[3] e alle misure di lotta contro tali malattie;
  • la risoluzione legislativa del 14 novembre 2006 sulla proposta di regolamento del Consiglio relativo all'impiego in acquacoltura di specie esotiche e di specie localmente assenti[4];
  • la risoluzione legislativa del 14 novembre 2006 sulla proposta di regolamento (CE) n. 104/2000 del Consiglio relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura[5];
  • la risoluzione del 4 dicembre 2008 sull'elaborazione di un Piano europeo di gestione della popolazione di cormorani al fine di ridurre il loro impatto crescente sulle risorse ittiche, la pesca e l'acquacoltura[6];
  • la risoluzione del 17 giugno 2010 su un nuovo impulso alla strategia per lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura europea[7];
  • la risoluzione dell'8 luglio 2010 sul regime di importazione nell'UE dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura in vista della riforma della PCP[8];
  • la risoluzione legislativa del 23 novembre 2010 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 708/2007 relativo all'impiego in acquacoltura di specie esotiche e di specie localmente assenti[9];
  • la risoluzione legislativa del 12 settembre 2012 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura[10];
  • la risoluzione legislativa del 10 dicembre 2013 relativa alla posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione del regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura recante modifica ai regolamenti (CE) n. 1184/2006 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga il regolamento (CE) n. 104/2000 del Consiglio[11];
  • la risoluzione dell'8 settembre 2015 sulla valorizzazione del potenziale della ricerca e dell'innovazione nell'economia blu per creare crescita e posti di lavoro[12];
  • la risoluzione del 12 maggio 2016 sulla tracciabilità dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura nella ristorazione e nella vendita al dettaglio[13];
  • la risoluzione del 12 giugno 2018 su Verso un settore europeo dell'acquacoltura sostenibile e competitivo: situazione attuale e sfide future[14].

 

Marcus Ernst Gerhard Breuer / Thaya Dinkel