Assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d'Europa (REACT-EU)

REACT-EU è una proposta legislativa che mira a riparare i danni sociali ed economici causati dalla pandemia di COVID-19 e a preparare una ripresa verde, digitale e resiliente. REACT-EU cerca di mobilitare altri 58 miliardi di euro per i fondi strutturali nel periodo 2020-2022 e di aumentare la flessibilità nella spesa della politica di coesione.

Basi giuridiche

Articoli 177 e 322 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda le risorse aggiuntive straordinarie e le modalità di attuazione nel quadro dell'obiettivo Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione per fornire assistenza allo scopo di promuovere il superamento degli effetti della crisi nel contesto della pandemia di Covid-19 e preparare una ripresa verde, digitale e resiliente dell'economia (REACT-EU)

Contesto

Dall'inizio della pandemia di COVID-19, il rallentamento dell'attività economica in tutta l'Unione ha causato notevoli danni, in particolare l'aumento della disoccupazione e la contrazione dell'economia. REACT-EU, un'iniziativa presentata dalla Commissione europea il 28 maggio 2020, intende porre rimedio a questi danni. Essa integra due precedenti proposte, l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus (CRII) e l'iniziativa di investimento in risposta al coronavirus Plus (CRII+), due iniziative che hanno modificato le norme in materia di spesa regionale. REACT-EU assume la forma di modifiche mirate al regolamento UE (n. 1303/2013), il regolamento sulle disposizioni comuni, che costituisce il quadro giuridico che disciplina il periodo di programmazione della politica di coesione 2014-2020.

Proposta della Commissione

La proposta iniziale della Commissione prevedeva di mobilitare altri 58 miliardi di euro (a prezzi correnti) per i fondi strutturali nel periodo 2020-2022. Di questo importo totale, 5 miliardi di euro devono essere messi a disposizione nel 2020 come complemento ai programmi esistenti della politica di coesione. Attraverso lo strumento europeo per la ripresa (Next Generation EU) verranno stanziati 42 miliardi di euro nel 2021 e 11 miliardi di euro nel 2022.

Gli Stati membri possono spendere questi importi aggiuntivi attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) o il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD).

Per il FESR e l'FSE, ulteriori fondi saranno resi disponibili nell'ambito di un nuovo obiettivo tematico unico chiamato «Promuovere il superamento degli effetti della crisi nel contesto dell'epidemia di COVID-19 e preparare una ripresa verde, digitale e resiliente dell'economia» nell'ambito dell'obiettivo «Investimenti in favore della crescita e dell'occupazione».

Nel caso del FESR, queste risorse aggiuntive devono essere utilizzate principalmente per sostenere investimenti in prodotti e servizi a carattere sanitario e per fornire un sostegno alle per le PMI sotto forma di capitale di esercizio o di sostegno agli investimenti, con l'inclusione dei costi operativi e del personale nonché delle misure per la salute e la sicurezza.

Per quanto concerne l'FSE, le risorse aggiuntive devono essere utilizzate principalmente per preservare i posti di lavoro, anche attraverso regimi di riduzione dell'orario lavorativo e il sostegno ai lavoratori autonomi, la creazione di posti di lavoro, in particolare per le persone in situazioni di vulnerabilità, il sostegno a misure a favore dell'occupazione giovanile e lo sviluppo delle competenze, nonché per migliorare l'accesso ai servizi sociali di interesse generale, anche a favore dei minori.

Fino al 4% delle risorse aggiuntive disponibili per i programmi del FESR e del FSE può essere destinato all'assistenza tecnica.

I fondi devono essere distribuiti tra gli Stati membri sulla base di una decisione di esecuzione della Commissione e secondo determinati criteri di assegnazione, che tengono conto della prosperità relativa degli Stati membri e dell'entità degli effetti dell'attuale crisi sulle loro economie e società. Non vi è una ripartizione per regione, come è consuetudine per la politica di coesione.

La Commissione propone un tasso di prefinanziamento elevato (50%) per garantire che il sostegno venga erogato rapidamente all'economia reale. Inoltre, il sostegno supplementare può essere finanziato interamente dal bilancio dell'UE, senza alcun bisogno di cofinanziamento nazionale, il che si discosta dalle norme abituali della politica di coesione.

Posizione del Consiglio

Al vertice del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020, i capi di Stato e di governo dell'UE hanno approvato un bilancio di 47,5 miliardi di euro per REACT-EU per il periodo 2021-2022, nell'ambito dell'accordo sul piano europeo di ripresa. Tuttavia, questo è inferiore del 5% rispetto alla proposta iniziale della Commissione. Il 22 luglio 2020, in linea con le linee guida del Consiglio europeo, il Consiglio ha concordato un mandato parziale per i negoziati con il Parlamento europeo. Il Consiglio ha sottolineato la necessità di investire di più nella cultura e nel turismo, settori duramente colpiti dalla pandemia. Ha inoltre aggiunto una nuova disposizione che consente l'adozione di misure temporanee per l'uso flessibile dei fondi in caso di crisi futura. Tutte le disposizioni aventi implicazioni di bilancio o carattere orizzontale sono state lasciate da parte in attesa di ulteriori progressi in merito al quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 e allo strumento europeo per la ripresa.

Ruolo del Parlamento europeo

La proposta REACT-EU mira a modificare il regolamento sulle disposizioni comuni. Essa sarà adottata secondo la procedura legislativa ordinaria, che pone Parlamento e Consiglio sullo stesso piano. Il Parlamento ha quindi un ruolo fondamentale da svolgere. In seno al Parlamento è stata nominata competente per il merito la commissione per lo sviluppo regionale (REGI), la quale il 7 settembre 2020 ha approvato la sua relazione. La relazione include una serie di importanti emendamenti alla proposta della Commissione. In particolare sottolinea la necessità di mantenere il bilancio iniziale di 58 miliardi di euro proposto dalla Commissione, nonostante i tagli apportati dal Consiglio europeo. Raccomanda inoltre di concentrare gli investimenti su: infrastrutture sanitarie e sociali, sistemi e servizi sanitari per tutti, comprese le zone transfrontaliere, le regioni ultraperiferiche, le zone interessate dalla transizione industriale e dallo spopolamento, il turismo e la cultura, l'occupazione giovanile e i gruppi svantaggiati. Inoltre, sottolinea la necessità di utilizzare i fondi aggiuntivi anche per gli impegni di bilancio nel 2023 e nel 2024, superando il termine fissato dalla Commissione per il 2022. La relazione ricorda anche che qualsiasi deroga alle norme abituali della politica di coesione in materia di spesa può essere solo di natura temporanea e che i principi di responsabilità democratica devono essere salvaguardati. Nella sessione plenaria del settembre 2020 il Parlamento ha confermato il mandato per l'avvio di negoziati interistituzionali con il Consiglio sulla base della relazione della commissione REGI.

 

Stephan Dietzen