Il mercato interno: principi generali
Il mercato interno è uno spazio che promuove la prosperità e consente la libera circolazione di merci, servizi, persone e capitali. In quanto mercato unico più grande al mondo, sfrutta le sue dimensioni per creare posti di lavoro e opportunità commerciali, ma anche per promuovere le norme europee a livello mondiale. Un motore fondamentale della competitività europea, l'UE si concentra sull'eliminazione degli ostacoli rimanenti per garantire che il mercato interno produca tutti i suoi benefici per le imprese e i cittadini.
Base giuridica
Articolo 3, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea (TUE); articolo 3, paragrafo 1, lettera b), articolo 4, paragrafo 2, lettera a), e articoli 26, 27, 114 e 115 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).
Obiettivi
Il mercato comune, successivamente chiamato mercato unico o mercato interno, fu instaurato dal trattato di Roma nel 1958 con l'intento di eliminare le barriere commerciali tra gli Stati membri al fine di accrescere la loro prosperità economica e di contribuire a "un'unione sempre più stretta fra i popoli europei". L'Atto unico europeo del 1986 ha integrato il trattato di Roma per includere l'obiettivo della creazione del mercato interno, definendolo come "uno spazio senza frontiere interne, nel quale è assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali".
Per garantire una concorrenza leale all'interno del mercato comune, il trattato di Roma ha vietato qualsiasi azione intesa a impedire, limitare o distorcere la concorrenza, con alcune eccezioni specifiche. Ha inoltre conferito alla Commissione il compito di far rispettare tali norme. Le norme dell'UE in materia di concorrenza sono tuttora essenziali per il corretto funzionamento del mercato interno dell'UE (nota tematica 2.5.12).
Anche alcuni paesi terzi allineano le loro norme a quelle del mercato unico, estendendone così gli effetti oltre i confini dell'UE; tra questi figurano i paesi terzi membri dello Spazio economico europeo: Norvegia, Islanda e Liechtenstein. Grazie ad accordi bilaterali con l'UE, anche la Svizzera commercia nel mercato unico
Risultati
A. Il mercato comune
Il mercato comune, obiettivo principale del trattato di Roma, è stato realizzato tramite l'unione doganale del 1968, l'eliminazione dei contingenti, la libera circolazione dei cittadini e dei lavoratori e una certa armonizzazione fiscale ottenuta con l'introduzione generalizzata dell'imposta sul valore aggiunto nel 1970. Tuttavia, le pratiche anticoncorrenziali imposte dalle autorità pubbliche continuavano a porre limiti al libero scambio di beni e servizi e alla libertà di stabilimento.
B. L'avvio del mercato interno negli anni '80 e l'Atto unico europeo
L'approccio iniziale, delineato nel trattato di Roma, di un'armonizzazione legislativa dettagliata e la necessità dell'unanimità in seno al Consiglio erano considerati ostacoli al progresso, ma alcune sentenze chiave della Corte di giustizia dell'UE negli anni '70 hanno cambiato la situazione. Con la causa Dassonville (causa 8-74), la Corte ha ampliato la portata di ciò che può essere considerato come una misura restrittiva degli scambi all'interno del mercato comune. Mediante la causa Cassis de Dijon (causa 120/78), la Corte ha introdotto il principio del reciproco riconoscimento dei prodotti legalmente fabbricati e commercializzati all'interno dell'UE. Queste sentenze hanno rivitalizzato il dibattito sul commercio intracomunitario e indirizzato la Comunità economica europea verso l'attuazione del mercato interno.
L'Atto unico europeo, entrato in vigore il 1º luglio 1987, ha rafforzato i meccanismi decisionali relativi al mercato interno, introducendo il voto a maggioranza qualificata su temi quali la tariffa doganale comune, la libera prestazione di servizi, la libera circolazione dei capitali e il ravvicinamento delle legislazioni nazionali. Entro il 1992 era stato adottato più del 90 % degli atti legislativi contemplati nel Libro bianco della Commissione per il Consiglio europeo, pubblicato nel 1985 e intitolato "Il completamento del mercato interno", principalmente mediante il voto a maggioranza qualificata; il mercato unico fu creato nel 1993.
C. Verso una responsabilità condivisa per il completamento del mercato interno 2003-2010
Il mercato interno ha contribuito in misura notevole alla prosperità e all'integrazione dell'economia dell'UE. La strategia per il mercato interno relativa al periodo 2003-2010 si è concentrata sulla necessità di agevolare la libera circolazione delle merci, integrare i mercati dei servizi, ridurre l'impatto degli ostacoli fiscali e semplificare il contesto normativo. Sono stati compiuti notevoli progressi per quanto concerne la liberalizzazione dei servizi nel settore postale, dei trasporti, delle telecomunicazioni, dell'energia elettrica e del gas.
D. Il rilancio nel 2010: una nuova strategia per il mercato unico
A seguito della crisi economica e finanziaria iniziata nel 2008, è emersa la chiara necessità di rilanciare il mercato unico per rafforzare la fiducia e stimolare la crescita economica. A tal fine, e a seguito della relazione di Mario Monti pubblicata nel 2010, la Commissione ha presentato una serie di misure per stimolare l'economia dell'UE e creare posti di lavoro ponendo i cittadini, i consumatori e le piccole e medie imprese (PMI) al centro di una politica del mercato unico più ambiziosa.
Nell'ottobre 2010 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo "Verso un atto per il mercato unico". Nell'aprile 2011 ha presentato l'Atto per il mercato unico, che definisce 12 leve per stimolare la crescita e rafforzare la fiducia nell'economia. L'Atto per il mercato unico II e la comunicazione della Commissione dal titolo "Una governance migliore per il mercato unico" sono seguiti nel 2012 per sviluppare e sfruttare ulteriormente il potenziale inutilizzato del mercato unico quale motore di crescita.
Nell'ottobre 2015 la Commissione ha pubblicato una comunicazione dal titolo "Migliorare il mercato unico: maggiori opportunità per i cittadini e le imprese", e nell'aprile 2019 è stata adottata una direttiva sulle pratiche commerciali sleali (direttiva (UE) 2019/633).
Nel maggio 2015 la Commissione ha adottato una strategia per il mercato unico digitale che prevedeva un intenso programma legislativo per la creazione di un'economia digitale europea. Nel Programma per l'Europa per il periodo 2019-2024 la Commissione ha posto con decisione il rafforzamento del mercato unico digitale al centro dei suoi orientamenti di lavoro. Tale impegno è stato rinnovato mediante la comunicazione della Commissione del febbraio 2020 dal titolo "Plasmare il futuro digitale dell'Europa".
E. Reazione del mercato interno alla pandemia di COVID-19 e alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina
Durante la pandemia di COVID-19, nella sua comunicazione dal titolo "Il momento dell'Europa: riparare i danni e preparare il futuro per la prossima generazione", la Commissione ha evidenziato il ruolo centrale che la digitalizzazione del mercato unico svolgerà nella ripresa dell'Unione.
Nell'aprile 2021, mediante il regolamento (UE) 2021/690, le istituzioni dell'UE hanno istituito il programma per il mercato interno, un programma di finanziamento dell'UE (da 4,2 miliardi di EUR per il periodo 2021-2027) per sostenere la ripresa dell'Europa dalla pandemia di COVID-19.
Inoltre, in risposta alla crisi della COVID-19 e alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell'Ucraina, il regolamento sulle emergenze e la resilienza nel mercato interno (regolamento (UE) 2024/2747) ha istituito un sistema completo di preparazione e risposta alle crisi all'interno del mercato unico.
F. 30º anniversario del mercato unico: un nuovo slancio
Nel marzo 2023 la Commissione ha pubblicato una comunicazione dal titolo "30 anni di mercato unico", in cui propone una maggiore integrazione affrontando gli ostacoli in settori chiave, come il settore dei servizi, dei capitali, dell'energia, del digitale e dei dati.
Due eminenti analisi del 2024 richieste dai leader dell'UE, presentate rispettivamente nella relazione di Enrico Letta e nella relazione di Mario Draghi, sono convergenti nel sottolineare che il mercato unico rimane altamente frammentato. Secondo entrambe le relazioni, la finanza, l'energia, l'innovazione, le telecomunicazioni, la difesa e lo spazio sono i settori da privilegiare per approfondire il mercato unico.
G. Strategia per il mercato unico e semplificazione
Come annunciato nella comunicazione dal titolo "Bussola per la competitività dell'UE", nel maggio 2025 la Commissione ha presentato una nuova strategia per il mercato unico con l'obiettivo di eliminare i restanti ostacoli all'interno del mercato unico. La nuova strategia identifica i dieci ostacoli più dannosi ("Terrible Ten") e si concentra in particolare sul mercato dei servizi, sulle PMI e sulla digitalizzazione, come pure sull'applicazione delle norme del mercato unico. Tale strategia è stata accompagnata da un pacchetto di semplificazione, uno dei pacchetti di semplificazione "omnibus" adottati dalla Commissione, che mira a semplificare le norme e a ridurre la burocrazia per le imprese.
Ruolo del Parlamento europeo
A. Aspetti generali
Il Parlamento europeo è stata la forza propulsiva nel processo che ha portato allo sviluppo del mercato interno. In particolare, in una risoluzione del 1997, ha sostenuto l'idea di trasformare entro il 2002 il mercato interno in un mercato unico completamente integrato. In numerose risoluzioni approvate nel 2006, il Parlamento ha sostenuto l'idea che il mercato interno debba essere un quadro comune nonché un punto di riferimento per molte politiche dell'Unione.
Il Parlamento ha anche svolto un ruolo attivo nel rilancio del mercato interno. Nella risoluzione del 2010 sulla creazione di un mercato unico per i consumatori e i cittadini, ha posto l'accento sulla necessità di adottare provvedimenti intesi a informare più efficacemente i consumatori e le PMI, e a rafforzare la loro posizione, così come la fiducia dei cittadini. Il Parlamento ha inoltre reagito all'Atto per il mercato unico con tre risoluzioni approvate il 6 aprile 2011: "Governance e partenariato nel mercato unico", "Mercato unico per gli europei" e "Un mercato unico per le imprese e la crescita".
Il Parlamento è stato attivo anche nell'ambito della governance del mercato unico. Il 7 febbraio 2013 ha approvato una risoluzione recante raccomandazioni alla Commissione concernenti la governance del mercato unico, con cui ha chiesto l'istituzione di un ciclo di governance del mercato unico quale pilastro specifico del semestre europeo. Inoltre, nel 2014 il Parlamento ha approvato la risoluzione sulla governance del mercato unico nell'ambito del semestre europeo 2014, seguita dalla risoluzione su SOLVIT, un servizio su scala UE che offre soluzioni a problemi concernenti i diritti europei. Nel 2016 il Parlamento ha quindi approvato una risoluzione dal titolo "Verso una migliore normativa sul mercato unico".
Nel 2016 una ricerca della commissione del Parlamento per il mercato interno e la protezione dei consumatori (IMCO) ha sottolineato lo spostamento dell'economia dell'UE verso politiche digitali, verdi e sociali[1]. Su tale base, il Parlamento ha chiesto un mercato unico più innovativo, più approfondito e più equo.
Cittadini e imprese dell'UE, in particolare quelli stabiliti in un altro Stato membro, hanno spesso difficoltà a comprendere le norme applicabili. Il Parlamento ha caldeggiato l'adozione dello "sportello digitale unico" (regolamento (UE) 2018/1724) per fornire accesso online alle informazioni e ai servizi di assistenza di cui i cittadini e le imprese dell'UE potrebbero aver bisogno in un altro paese dell'UE.
Uno studio pubblicato nel novembre 2020 dal titolo "Legal obstacles in Member States to Single Market rules" (Ostacoli giuridici alle norme del mercato unico negli Stati membri) ha dimostrato che, sebbene il mercato unico dell'UE sia un esempio particolarmente riuscito di integrazione dei mercati, gli ostacoli ancora presenti negli Stati membri impediscono di realizzare appieno il suo potenziale. Lo studio chiedeva un esame più locale della regolamentazione nazionale proposta che potrebbe entrare in conflitto con le norme e i principi del mercato unico.
Uno degli ambiti di conflitto è la libera circolazione dei servizi. Il 20 gennaio 2021 il Parlamento ha approvato una risoluzione sul rafforzamento del mercato unico, in cui si sottolinea la necessità di garantire l'attuazione delle norme del mercato unico dei servizi e di migliorare l'azione di attuazione da parte della Commissione.
Il 23 novembre 2022 il Parlamento e il Consiglio hanno firmato il regolamento che istituisce l'ambiente dello sportello unico dell'Unione europea per le dogane (regolamento (UE) 2022/2399), il cui obiettivo è agevolare il commercio internazionale riducendo gli oneri amministrativi e i costi mediante strumenti digitali. Le imprese e gli operatori commerciali potranno così fornire i dati doganali e non doganali necessari per lo sdoganamento delle merci ed espletare le formalità in un unico portale in un determinato Stato membro.
Nel gennaio 2023 il Parlamento ha approvato la risoluzione sul 30º anniversario del mercato unico, in cui evidenzia l'importanza del mercato unico quale motore dell'integrazione europea e colonna portante della sua economia. La risoluzione avverte, tuttavia, che i suoi risultati non possono essere dati per scontati e chiede un rinnovato impegno da parte degli Stati membri e delle altre istituzioni dell'UE a rafforzare ulteriormente il mercato unico, in particolare in settori quali i servizi, l'energia, le telecomunicazioni e il mercato unico digitale.
Nel luglio 2023, tramite una relazione sulla proposta di regolamento che istituisce uno strumento per le emergenze nel mercato unico, la commissione IMCO ha approvato lo strumento per le emergenze nel mercato unico, proponendo di rinominarlo "Regolamento sulle emergenze e la resilienza nel mercato interno", per una migliore preparazione alle crisi future.
Uno studio sulla vigilanza del mercato per un'efficace protezione dei consumatori nell'UE, richiesto dalla commissione IMCO e pubblicato nell'ottobre 2023, ha sottolineato il ruolo cruciale delle autorità di vigilanza del mercato nel garantire che i prodotti soddisfino le norme in materia di salute, sicurezza e ambiente e ha fornito raccomandazioni chiave per colmare le lacune nella vigilanza del mercato e garantire una protezione coerente dei consumatori.
Per sostenere un mercato unico più forte, nel settembre 2025 il Parlamento ha approvato una risoluzione sull'attuazione e razionalizzazione delle norme del mercato interno dell'UE per rafforzare il mercato unico, esortando la Commissione a garantire che qualsiasi sforzo di semplificazione non comprometta le norme sociali, ambientali e di protezione dei consumatori. Il Parlamento ha inoltre chiesto di evitare un'attuazione frammentaria e di applicare in modo più rigoroso le norme del mercato unico.
B. Il mercato unico e il superamento della crisi della COVID-19
La pandemia di COVID-19 ha avuto forti ripercussioni sulla libera circolazione delle merci nel mercato interno. Di conseguenza il 17 aprile 2020 il Parlamento ha approvato una risoluzione sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze.
Uno studio sull'impatto della COVID-19 sul mercato interno è stato presentato nel febbraio 2021 in seno alla commissione IMCO. Dalla ricerca è emerso che le chiusure iniziali delle frontiere e le altre misure adottate dagli Stati membri hanno notevolmente ridotto la libera circolazione non soltanto delle merci, ma anche dei servizi e delle persone nel mercato interno. Nello stesso mese il Parlamento e il Consiglio hanno istituito il dispositivo per la ripresa e la resilienza, ribadendo così che la ripresa sostenibile di un mercato interno ben funzionante dovrebbe coinvolgere PMI solide. La risoluzione del Parlamento del 2022 sull'eliminazione delle barriere non tariffarie e non fiscali nel mercato unico è molto pertinente al riguardo, in quanto affronta non soltanto le barriere generali e persistenti alla libera circolazione delle merci e dei servizi, ma analizza anche in modo specifico come la COVID-19 e le risposte politiche alla pandemia abbiano costituito un ostacolo alle quattro libertà del mercato unico (beni, capitali, servizi e persone).
Per maggiori informazioni sull'argomento, si rimanda al sito web della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento.
Altri esempi: Ström, P., "The European Services Sector and the Green Transition" (Il settore europeo dei servizi e la transizione verde), 2020; Núñez Ferrer, J., "The EU's Public Procurement Framework" (Il quadro dell'UE in materia di appalti pubblici), 2020; Keirsbilck, B. et al., "Sustainable Consumption and Consumer Protection Legislation" (Consumo sostenibile e legislazione in materia di protezione dei consumatori), 2020; Marcus, J. S. et al., "The Impact of COVID-19 on the Internal Market" (L'impatto della pandemia di COVID-19 sul mercato interno), pubblicazioni richieste dalla commissione del Parlamento per il mercato interno e la protezione dei consumatori e pubblicate dal dipartimento tematico Politica economica e scientifica e qualità di vita, Parlamento europeo, Lussemburgo, 2021.
Costanza Pierdonati