Un'agenda digitale europea

Le piattaforme di servizi digitali e le tecnologie emergenti, come l'intelligenza artificiale, continuano a rimodellare il modo in cui l'Europa funziona, comunica, effettua acquisti e apprende. Dal 2024 l'UE è passata dalla fase di definizione dell'agenda a quella attuativa, adottando nuove norme sulle piattaforme, i dati, l'identità digitale, l'IA e la cibersicurezza a sostegno di spazi digitali sicuri, di una concorrenza leale e della sovranità digitale, in linea con la transizione verde.

Base giuridica

Sebbene i trattati non prevedano disposizioni sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), in virtù del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) l'UE può agire in ambiti quali: industria, concorrenza, commercio, reti transeuropee, ricerca, energia, creazione del mercato unico, libera circolazione delle merci, circolazione di persone e servizi, istruzione e cultura.

Obiettivi

L'obiettivo dell'UE è offrire ai cittadini e alle imprese gli strumenti per trarre i vantaggi di un futuro digitale antropocentrico, sicuro e sostenibile. Sulla base dell'agenda di Lisbona e dell'agenda digitale del 2010, la strategia per il mercato unico digitale del 2015 ha ampliato l'accesso ai beni e ai servizi digitali e ha creato condizioni migliori per le reti e le piattaforme. La strategia per plasmare il futuro digitale dell'Europa del 2020 era incentrata sulle tecnologie che servono gli interessi delle persone, rafforzano la competitività e sostengono una società aperta e democratica. La bussola per il digitale 2030 definisce obiettivi per il 2030 in materia di competenze, servizi pubblici digitali, trasformazione delle imprese e infrastrutture resilienti. Dal 2022 la dichiarazione sui diritti e i principi digitali àncora i valori dell'UE – rispetto della vita privata, inclusività e sostenibilità – in tutte le iniziative. Insieme, queste componenti sono ormai i pilastri di un decennio digitale orientato ai risultati: flussi di dati affidabili, un'identità digitale interoperabile, mercati delle piattaforme equi, un'IA responsabile e una cibersicurezza solida.

Risultati

A. La prima agenda digitale europea: 2010-2020

Per incoraggiare lo sviluppo di reti e servizi digitali, il Parlamento ha rafforzato l'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC): esso promuove la cooperazione tra le autorità nazionali di regolamentazione e la Commissione, incoraggia le migliori pratiche e si adopera per armonizzare i regolamenti in materia di comunicazione (regolamento (UE) 2018/1971).

La prima agenda digitale ha posto l'accento sulla crescita digitale promuovendo le competenze digitali, il calcolo ad alte prestazioni, la digitalizzazione dell'industria, lo sviluppo dell'IA e la modernizzazione dei servizi pubblici. Inoltre, l'UE ha stabilito norme sui blocchi geografici (regolamento (UE) 2018/302) e sulla portabilità dei servizi digitali (regolamento (UE) 2017/1128), che consentono ai consumatori di accedere ai contenuti online in tutta l'Unione.

Oltre al nuovo quadro normativo sulla protezione dei dati, l'UE ha approvato alcune misure legislative per agevolare lo sviluppo di un'economia agile basata sui dati, quali:

B. La seconda agenda digitale europea: Bussola per il digitale 2030

Questa agenda digitale affronta i cambiamenti introdotti dalle tecnologie digitali e il ruolo essenziale svolto da servizi e mercati digitali, sottolineando gli obiettivi tecnologici e geopolitici dell'UE. Nelle sue comunicazioni "Plasmare il futuro digitale dell'Europa" e "Decennio digitale europeo", la Commissione ha illustrato in dettaglio le azioni per la sicurezza dei servizi e mercati digitali. Ha dato priorità ai seguenti ambiti: informatica quantistica, strategie blockchain, IA, semiconduttori (regolamento sui chip), sovranità digitale, requisiti orizzontali di cibersicurezza per i prodotti con elementi digitali (regolamento (UE) 2019/1020), 5G/6G, spazi europei dei dati e norme tecnologiche globali.

Nel marzo 2021 l'UE ha introdotto la bussola per il digitale, che delinea quattro obiettivi per il 2030:

  • competenze: almeno l'80 % degli adulti dovrebbe avere le competenze digitali di base e l'UE dovrebbe avere 20 milioni di specialisti nel settore delle TIC, con un incremento del numero di donne;
  • imprese: il 75 % delle imprese dovrebbe utilizzare servizi di cloud computing, megadati e IA; oltre il 90 % delle piccole e medie imprese dell'UE dovrebbe raggiungere almeno il livello base di intensità digitale; il numero di imprese "unicorno" dell'UE (start-up ad alto valore) dovrebbe raddoppiare;
  • infrastrutture: tutte le famiglie europee dovrebbero essere coperte da una rete gigabit e tutte le zone abitate dal 5G; la produzione di semiconduttori sostenibili e all'avanguardia in Europa dovrebbe rappresentare il 20 % della produzione mondiale; nell'UE dovrebbero essere installati 10 000 nodi periferici climaticamente neutri e altamente sicuri; infine, l'Europa dovrebbe avere il suo primo computer quantistico;
  • servizi pubblici: tutti i principali servizi pubblici dovrebbero essere disponibili online; tutti i cittadini dovrebbero avere accesso alle proprie cartelle cliniche elettroniche; e l'80 % dei cittadini dovrebbe utilizzare una forma di identità elettronica.

Il programma Europa digitale, introdotto dal regolamento (UE) 2021/694, è un'iniziativa dell'UE che stanzia 7,5 miliardi di EUR (2021-2027) per progetti di tecnologia digitale in settori quali supercalcolo, IA, cibersicurezza, competenze digitali avanzate e integrazione delle tecnologie digitali, con il sostegno dei poli per l'innovazione digitale.

Il programma strategico per il decennio digitale 2030 fissa obiettivi giuridicamente vincolanti a partire dal settembre 2022 e trasforma la bussola per il digitale da strategia a strumento attuativo, con relazioni annuali e meccanismi di cooperazione tra Stati membri.

1. Dati

La condivisione dei dati è fondamentale nella visione digitale dell'Europa. Nel promuovere l'innovazione basata sui dati, l'UE cerca di mantenere un equilibrio tra innovazione e vita privata, etica e sicurezza, valutando al tempo stesso l'uso e la condivisione di dati non personali per le nuove tecnologie e i nuovi paradigmi commerciali.

La strategia europea per i dati ha introdotto il concetto di spazi comuni europei di dati, assicurando la disponibilità di una maggiore quantità di dati per l’uso nell’economia e nella società, ma garantendo a persone e imprese un maggior controllo sui dati che generano. Il quadro normativo europeo in materia di dati è composto dal regolamento generale sulla protezione dei dati (regolamento (UE) 2016/679) e dalla direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie (direttiva (UE) 2016/680), dal regolamento sulla governance dei dati (regolamento (UE) 2022/868) relativo alla fiducia e alla disponibilità dei dati, e dal regolamento sui dati (regolamento (UE) 2023/2854) relativo all'accesso equo ai dati e ai diritti degli utenti, garantendo al contempo la protezione dei dati personali.

2. Intelligenza artificiale

Il Libro bianco sull'intelligenza artificiale del febbraio 2020 ha messo in evidenza il ruolo cruciale dell'IA nella società contemporanea e i benefici sociali ed economici previsti in tutti i settori. Il Parlamento ha approvato il regolamento sull'intelligenza artificiale nel marzo 2024: esso prevede misure di salvaguardia per l'uso dell'intelligenza artificiale per finalità generali, limita l'uso dei sistemi di identificazione biometrica da parte delle forze dell'ordine, vieta il punteggio sociale e l'uso dell'IA per manipolare o sfruttare le vulnerabilità degli utenti, garantisce il diritto dei consumatori a presentare reclami e ricevere spiegazioni congrue. Il regolamento sull'IA è entrato in vigore il 1º agosto 2024 con un'applicazione in più fasi (6/9/12/24/36 mesi) ed è stato istituito un Ufficio per l'IA per coordinare l'applicazione a livello dell'UE.

Nel settembre 2022 la Commissione ha presentato una proposta di direttiva sulla responsabilità in materia di IA per garantire pari tutela alle persone lese dall'IA. Tuttavia, tale proposta è stata nel frattempo ritirata. È stata inoltre presentata una nuova direttiva sulla responsabilità per danno da prodotti difettosi (direttiva (UE) 2024/2853) per affrontare la questione dei prodotti digitali come l'IA.

3. Il regolamento sui servizi digitali e quello sui mercati digitali

Un elemento essenziale della strategia digitale è la creazione di un mercato unico digitale più sicuro e aperto, che ponga l'accento sui diritti degli utenti e su una concorrenza leale tra le imprese. Ciò è reso possibile da due pilastri legislativi: il regolamento sui servizi digitali (Digital Services Act – DSA) e il regolamento sui mercati digitali (Digital Markets Act – DMA), che rinnovano la legislazione dell'UE sui servizi digitali. Adottati dai colegislatori nel 2022 ed entrati in vigori nel maggio 2023, garantiscono un quadro normativo unificato per tutta l'Unione. Il DSA stabilisce le responsabilità per i servizi intermediari, in particolare le piattaforme online. Dati i rischi che le grandi piattaforme presentano per la diffusione di contenuti illegali e dannosi, esse sono disciplinate da specifiche linee guida. Il DMA stabilisce le norme per le imprese che abbiano lo status di gatekeeper, rivolgendosi a quelle più esposte alle pratiche sleali; ciò include servizi quali intermediazione online, social network e cloud computing. Sulla base del DSA, la Commissione ha proposto un regolamento volto a razionalizzare la raccolta e la condivisione dei dati per la locazione di alloggi a breve termine. Il DSA è pienamente in vigore dal 17 febbraio 2024. L'applicazione del DMA si è intensificata nel 2025, con la comminazione delle prime ammende nei confronti dei gatekeeper. Inoltre, l'applicazione e il monitoraggio sono ormai un elemento centrale del lavoro della Commissione.

4. E-government, identità elettronica ed euro digitale

L'agenda digitale pone l'accento sull'e-government e sulla cooperazione transfrontaliera nel settore pubblico. Nel marzo 2024, in seguito alla proposta della Commissione del novembre 2022 che stabilisce misure per un livello elevato di interoperabilità del settore pubblico nell'Unione, il Consiglio ha adottato il regolamento su un'Europa interoperabile (regolamento (UE) 2024/903) per migliorare i servizi pubblici nell'UE: esso istituisce il comitato per un'Europa interoperabile con rappresentanti degli Stati membri, della Commissione e di altri organismi dell'UE.

Creare fiducia online è fondamentale per la crescita sociale ed economica. Il regolamento in materia di identificazione elettronica (regolamento (UE) n. 910/2014) fornisce un quadro normativo che garantisce interazioni digitali sicure tra cittadini, imprese ed enti pubblici. Per conseguire tali obiettivi, nel febbraio 2024 il Parlamento ha approvato un quadro europeo relativo a un'identità digitale (regolamento (UE) 2024/1183) grazie a cui, entro il 2030, l'80 % dei cittadini dell'UE potrà accedere in modo sicuro ai servizi pubblici essenziali con un'identità digitale. Infine, dal 20 maggio 2024 è in vigore il regolamento (UE) 2024/1183 (eIDAS 2.0); gli Stati membri si stanno preparando a introdurre il portafoglio europeo di identità digitale.

5. Cibersicurezza

Il 10 novembre 2022, in risposta all'aggressione russa in Ucraina, la Commissione e l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno introdotto una politica di ciberdifesa dell'UE e un piano d'azione sulla mobilità militare 2.0: entrambi mirano ad aumentare gli investimenti nella ciberdifesa, rafforzare la cooperazione tra il settore informatico civile e militare, garantire una gestione efficiente delle crisi informatiche e rafforzare la posizione dell'UE nelle tecnologie informatiche critiche. Essi consolidano la base industriale e tecnologica di difesa europea, che mira a creare un'industria della difesa integrata paneuropea. Nel dicembre 2022 la direttiva relativa a misure per un livello comune elevato di cibersicurezza nell'Unione (direttiva NIS 2) ha sostituito l'atto che la precedeva, ampliandone la portata per includere un maggior numero di settori e soggetti. Il termine per il recepimento della direttiva NIS 2 era fissato al 17 ottobre 2024, con la possibilità di avviare azioni di infrazione in caso di ritardi. Il regolamento relativo a requisiti orizzontali di cibersicurezza per i prodotti con elementi digitali (regolamento sulla ciberresilienza) è entrato in vigore il 10 dicembre 2024 e prevede il rispetto di obblighi fondamentali entro dicembre del 2027. Nell'aprile 2024 il Parlamento ha approvato il regolamento sulla cibersolidarietà, che stabilisce misure intese a rafforzare la solidarietà e le capacità dell'Unione di rilevamento delle minacce e degli incidenti di cibersicurezza, e di preparazione e risposta agli stessi. Il Parlamento e il Consiglio hanno inoltre raggiunto un accordo sulla modifica del regolamento sulla cibersicurezza.

6. Media e democrazia

Nel dicembre 2020 la Commissione ha presentato in una comunicazione un piano d'azione per sostenere la ripresa e la trasformazione del settore europeo dei media. In essa si sottolinea la necessità di un maggiore sostegno nazionale attraverso i piani di ripresa post-COVID-19 già approvati, l'enorme influenza sui media delle piattaforme online globali, e in particolare la loro posizione dominante sui mercati dei dati e della pubblicità. Il piano d'azione per la democrazia europea integra il suddetto piano per i media e mira a rafforzare l'adeguamento digitale del settore, la liberà e il pluralismo dei media e il contrasto alla disinformazione. Esso affronta inoltre la riduzione della libertà dei media alla luce delle crescenti minacce nei confronti dei giornalisti. Il regolamento che istituisce un quadro comune per i servizi di media nell'ambito del mercato interno (regolamento europeo sulla libertà dei media), adottato nel marzo 2024, garantisce l'indipendenza editoriale e il pluralismo dei media e protegge i giornalisti dalla sorveglianza.

7. Istruzione e competenze

Al di là della regolamentazione, l'UE dà rilievo all'istruzione digitale. Il piano d'azione per l'istruzione digitale 2021-2027 aiuta gli Stati membri ad adeguare i propri sistemi di istruzione all'era digitale: punta infatti a creare un solido ecosistema di istruzione digitale e a migliorare le competenze per la trasformazione digitale.

8. Condizioni del lavoro mediante piattaforme digitali

La direttiva relativa al miglioramento delle condizioni di lavoro nel lavoro mediante piattaforme digitali (direttiva sul lavoro mediante piattaforme digitali) è stata adottata nell'ottobre 2024 e chiarisce i criteri relativi alla situazione occupazionale, oltre a disciplinare la gestione algoritmica.

9. Infrastrutture digitali

Il 21 febbraio 2024 la Commissione ha presentato nuove iniziative per le infrastrutture digitali in Europa, con l'obiettivo di avviare discussioni su proposte concrete per promuovere l'innovazione, la sicurezza e la resilienza delle infrastrutture digitali.

Ruolo del Parlamento europeo

Nella sua risoluzione del 12 marzo 2019 sulle minacce per la sicurezza connesse all'aumento della presenza tecnologica cinese nell'Unione e sulla possibile azione a livello di Unione per ridurre tali minacce, il Parlamento ha esortato la Commissione a riesaminare l'ambito di applicazione della direttiva sulla sicurezza delle reti e dell'informazione, nonché ad affrontare le minacce della digitalizzazione, chiedendo l'allineamento a una politica rafforzata dell'UE in materia di cibersicurezza e un ruolo più importante per l'Agenzia dell'UE per la cibersicurezza.

Il 20 ottobre 2020 il Parlamento ha approvato tre risoluzioni sull'IA riguardanti l'etica, la responsabilità civile e la proprietà intellettuale, chiedendo un quadro giuridico europeo per l'IA basato sull'etica. Per far progredire il mercato unico digitale, il Parlamento ha approvato una risoluzione sul DSA: essa propone che il pacchetto legislativo rafforzi il mercato interno, garantisca la protezione dei consumatori, assicuri la parità di trattamento per le azioni illegali offline e online, mantenga la trasparenza, rispetti i diritti e includa i soggetti di paesi terzi che incidono sui consumatori dell'UE. Chiede inoltre maggiore equità, trasparenza e responsabilità per quanto riguarda la moderazione dei contenuti dei servizi digitali. La risoluzione si è basata sulla ricerca, su un seminario relativo a norme in materia di commercio elettronico adatte all'era digitale e su una serie di studi sui servizi digitali incentrati in modo particolare sul commercio elettronico e l'intelligenza artificiale, commissionati dalla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori. L'allineamento delle proposte per il DSA e il DMA alla risoluzione del Parlamento dimostra che quest'ultimo può influenzare l'agenda legislativa, nonostante non disponga di un formale diritto di iniziativa legislativa.

Il 20 maggio 2021, nella sua risoluzione "Plasmare il futuro digitale dell'Europa", il Parlamento ha chiesto di eliminare gli ostacoli al funzionamento del mercato unico digitale e migliorare l'uso dell'IA per i consumatori europei.

Il 12 dicembre 2023, nella sua risoluzione sulla progettazione di servizi online che crea dipendenza e sulla tutela dei consumatori nel mercato unico dell'UE, il Parlamento ha chiesto di vietare le tecniche che creano dipendenza nella progettazione dei servizi online, ad esempio il continuo scrolling e la riproduzione automatica dei video. Alcuni deputati volevano altresì introdurre il "diritto digitale a non essere disturbati" e una serie di buone prassi in materia di progettazione.

Il 13 dicembre 2023 i deputati hanno sottolineato la necessità di rivedere le regole dell'UE in materia di blocchi geografici per eliminare le limitazioni rimanenti e realizzare appieno il potenziale del mercato unico.

Il 13 marzo 2024, nell'ambito del piano d'azione europeo per la democrazia, il Parlamento ha approvato, mediante risoluzione, la proposta di legge per la libertà dei media e il pluralismo (regolamento europeo sulla libertà dei media), che tutela maggiormente l'indipendenza dei media, e ha approvato il regolamento sulla trasparenza dei processi democratici (regolamento (UE) 2024/900), che disciplina la pubblicità politica.

Il Parlamento, in qualità di colegislatore per il DSA, DMA e il regolamento sull'IA, monitora l'attuazione della direttiva NIS 2 e del regolamento sulla ciberresilienza attraverso il lavoro delle sue commissioni, gli obblighi di comunicazione e il seguito dell'applicazione da parte della Commissione.

Per maggiori informazioni sull'argomento, si rimanda al sito della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e a quello della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia.

 

Maxim Hauk