Politica in materia di ricerca e sviluppo tecnologico

La politica europea in materia di ricerca e sviluppo tecnologico (RST) ha occupato una posizione importante nella normativa dell'UE fin dalla firma dei primi trattati comunitari e nei primi anni Ottanta è stata ampliata attraverso la creazione di un programma quadro europeo di ricerca. A partire dal 2014, gran parte dei finanziamenti dell'UE a favore della ricerca sono stati raggruppati nel quadro di Orizzonte 2020, l'ottavo programma quadro di ricerca e innovazione dell'UE per il periodo 2014-2020, che mira a garantire la competitività dell'Unione sul piano globale.

Base giuridica

Articoli da 179 a 190 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).

Obiettivi

Fin dall'adozione dell'Atto unico europeo, lo scopo della politica dell'Unione in materia di ricerca e sviluppo tecnologico è stato quello di rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell'industria dell'UE e di farla diventare più competitiva a livello internazionale. Inoltre, l'articolo 179 TFUE specifica che «l'Unione si propone l'obiettivo di rafforzare le sue basi scientifiche e tecnologiche con la realizzazione di uno spazio europeo della ricerca nel quale i ricercatori, le conoscenze scientifiche e le tecnologie circolino liberamente».

Risultati

A. Programmi quadro per la ricerca

Il primo programma quadro (PQ) è stato istituito nel 1983 per un periodo di quattro anni. Nei trent'anni seguenti, i programmi quadro che si sono susseguiti hanno fornito un sostegno finanziario all'attuazione delle politiche di ricerca e innovazione (R&I) dell'UE. I programmi quadro sono diventati una componente importante della cooperazione in materia di ricerca nell'UE, e sono cresciuti gradualmente in termini di dimensione, portata e ambizione. Anche il loro obiettivo è cambiato, passando da un sostegno alla collaborazione transfrontaliera nel campo della ricerca e della tecnologia alla promozione di un vero coordinamento a livello europeo delle attività e delle politiche. Oggi, Orizzonte 2020, l'ottavo programma quadro, è il programma più vasto e ambizioso, con una dotazione di bilancio di quasi 80 miliardi di EUR. Inoltre, la politica di coesione e altri programmi dell'UE offrono opportunità correlate alla ricerca, come i Fondi strutturali e d'investimento europei, COSME, Erasmus+, il programma LIFE, il meccanismo per collegare l'Europa e i programmi sanitari dell'Unione.

B. Coordinamento e collaborazione (internazionali)

Il piano della Rete dello spazio europeo della ricerca (ERA-NET) è stato lanciato nel 2002 al fine di sostenere il coordinamento e la collaborazione tra i programmi di ricerca nazionali e regionali e di rafforzare il coordinamento dei programmi realizzati negli Stati membri e nei paesi associati attraverso la creazione di reti di collegamento, anche attraverso «l'apertura reciproca» dei programmi e l'attuazione di attività comuni. In quest'ottica di coordinamento e cooperazione, Orizzonte 2020 copre i costi operativi di COST, un quadro intergovernativo per la cooperazione europea in campo scientifico e tecnologico elaborato per contribuire al coordinamento a livello dell'Unione dei progetti di ricerca finanziati mediante risorse nazionali. Esso anticipa e integra le attività dei programmi quadro. Orizzonte 2020 coordina altresì le proprie attività con quelle dell'iniziativa intergovernativa EUREKA allo scopo di promuovere la ricerca e l'innovazione orientate al mercato a livello internazionale. Attraverso EUREKA, gli organismi di ricerca e le imprese introducono attualmente sul mercato nuovi prodotti, sistemi e servizi.

C. Istituto europeo di innovazione e tecnologia

L'Istituto europeo di innovazione e tecnologia è stato istituito nel 2008 per stimolare e fornire un'innovazione d'avanguardia attraverso la creazione di comunità della conoscenza e dell'innovazione (CCI) fortemente integrate. Le CCI connettono istruzione superiore, ricerca, attività economica e imprenditorialità al fine di produrre innovazioni e nuovi modelli di innovazione, che possono essere fonte d'ispirazione per gli altri.

Partecipazione

Di norma, i progetti finanziati dall'UE coinvolgono diverse entità giuridiche, vale a dire università, centri di ricerca, imprese (incluse le piccole e medie imprese — PMI) e singoli ricercatori provenienti da diversi Stati membri, nonché da paesi associati e paesi terzi. Il programma quadro è attuato mediante programmi specifici. L'UE dispone di diversi strumenti per perseguire gli obiettivi in materia di RST nell'ambito dei seguenti programmi specifici:

  • interventi diretti realizzati dal Centro comune di ricerca (JRC) e interamente finanziati dall'Unione;
  • interventi indiretti, che possono consistere in: i) progetti di ricerca condotti in collaborazione da consorzi di entità giuridiche in Stati membri e in paesi associati e paesi terzi; ii) reti di eccellenza — un programma congiunto di attività attuato da diversi organismi di ricerca che mettono in comune le loro attività in un determinato settore; iii) azioni di coordinamento e di sostegno; iv) progetti individuali (sostegno alla ricerca «di frontiera»); oppure v) sostegno alla formazione e allo sviluppo professionale dei ricercatori, principalmente ai fini dell'attuazione delle azioni Marie Skłodowska-Curie (MSCA).

Programma Orizzonte 2020

Nel novembre 2011, la Commissione ha presentato un pacchetto legislativo per Orizzonte 2020, l'attuale programma quadro dell'UE per il periodo 2014-2020. Orizzonte 2020 è il primo programma dell'UE volto a integrare la ricerca e l'innovazione attraverso un maggiore sostegno ai partenariati pubblico-privato (PPP), alle PMI innovative e all'uso di strumenti finanziari.

Grazie all'introduzione di un'unica serie di norme, Orizzonte 2020 garantisce una notevole semplificazione e permette di rispondere alle sfide cui è confrontata la società, contribuendo a colmare il divario tra ricerca e mercato, ad esempio aiutando le imprese innovative a trasformare i loro progressi tecnologici in prodotti validi con un autentico potenziale commerciale. Questo approccio orientato al mercato prevede la creazione di partenariati con il settore privato e gli Stati membri per reperire le risorse necessarie.

Orizzonte 2020 punta inoltre alla più chiara definizione degli obiettivi, alla semplificazione delle procedure e alla prevenzione di duplicazioni e frammentazione. Viene inoltre prestata particolare attenzione a una maggiore partecipazione ai programmi UE da parte di PMI e industria, ricercatrici, nuovi Stati membri e paesi terzi. Inoltre, Orizzonte 2020 si prefigge di garantire una migliore assimilazione e un migliore utilizzo dei risultati da parte di società, investitori, enti pubblici, altri ricercatori e responsabili politici.

Orizzonte 2020 è incentrato su tre pilastri principali:

  • Eccellenza scientifica: consente di sostenere la posizione dell'UE quale leader mondiale nel settore della scienza, con un bilancio specifico pari a 24,4 miliardi di EUR, compreso un aumento del 77% dei finanziamenti per il Consiglio europeo della ricerca (CER).
  • Leadership industriale: mira a contribuire a garantire la leadership industriale nel campo dell'innovazione con una dotazione di 17,01 miliardi di EUR. Ciò comprende un investimento pari a 13,5 miliardi di EUR in tecnologie essenziali nonché un maggiore accesso ai capitali e sostegno per le PMI.
  • Sfide della società: sono stanziati 29,68 miliardi di EUR per affrontare sette sfide della società europea: salute, cambiamenti demografici e benessere; sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina, marittima e sulle acque interne e bioeconomia; energia sicura, pulita ed efficiente; trasporti intelligenti, ecologici e integrati; azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime; l'Europa in un mondo che cambia — società inclusive, innovative e riflessive; nonché società sicure — proteggere la libertà e la sicurezza dell'Europa e dei suoi cittadini.

Diverse priorità vengono affrontate in maniera trasversale nell'ambito di tutti e tre i pilastri di Orizzonte 2020. Tra queste figurano la parità e la dimensione di genere nella ricerca; le scienze economiche e sociali e le discipline umanistiche; la cooperazione internazionale; la promozione del funzionamento e dei risultati dello Spazio europeo della ricerca e dell'Unione dell'innovazione, nonché il contributo ad altre iniziative faro di Europa 2020 (ad esempio l'agenda digitale). Esistono anche dotazioni di bilancio ad hoc destinate ai programmi «Diffondere l'eccellenza e ampliare la partecipazione» e «Scienza con e per la società».

Al fine di incoraggiare il coinvolgimento delle PMI, la Commissione dispone di uno strumento finanziario specifico che eroga sovvenzioni destinate alla R&S e che contribuisce alla commercializzazione mediante l'accesso a strumenti di capitale (finanziamenti per gli investimenti in fase iniziale e di crescita) e di debito (per esempio prestiti e garanzie).

Nel novembre 2013, il Parlamento ha approvato il quadro finanziario pluriennale (QFP), assegnando una dotazione di 77 miliardi di EUR (a prezzi 2013) al programma Orizzonte 2020. Tuttavia, nel giugno 2015, con l'adozione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), l'importo si è ridotto a 74,8 miliardi di EUR.

Orizzonte 2020 ha già attratto gli istituti di ricerca e i ricercatori migliori del mondo, ha sostenuto 340 000 ricercatori e sviluppato il capitale umano qualificato dell'UE. Le pubblicazioni scientifiche sui progetti di Orizzonte 2020 hanno contribuito alla realizzazione di grandi progressi scientifici.

Il suo successore, Orizzonte Europa (COM(2018)0435), migliorerà la competitività dell'Unione e contribuirà inoltre a realizzare le sue priorità strategiche. Secondo la Commissione, il nuovo programma dovrebbe determinare direttamente una crescita media del PIL compresa tra lo 0,08% e lo 0,19% nel corso di 25 anni e generare, in base alle stime, fino a 100 000 nuovi posti di lavoro in attività di R&I nella fase di investimento (2021-2027). Si prevede che l'attività economica generata dal programma promuova una crescita indiretta che potrebbe creare fino a 200 000 posti di lavoro nel periodo compreso tra il 2027 e il 2036, il 40% dei quali sarà altamente specializzato.

Ruolo del Parlamento europeo

Da oltre vent'anni il Parlamento europeo caldeggia, a livello di Unione, una politica sempre più ambiziosa in materia di RST nonché un aumento sostanziale della spesa totale per la ricerca negli Stati membri, al fine di mantenere e rafforzare la competitività dell'UE sul piano internazionale. Il Parlamento ha altresì auspicato una maggiore collaborazione con i partner extraeuropei, una stretta integrazione delle attività tra i fondi strutturali e i programmi quadro, nonché un approccio mirato per ottimizzare il coinvolgimento delle PMI e agevolare la partecipazione di soggetti promettenti ma più deboli. Inoltre, il Parlamento ha insistito per semplificare le procedure e per conferire maggiore flessibilità ai programmi quadro, nell'ottica di consentire il trasferimento di risorse verso ambiti più promettenti e la reazione dinanzi a circostanze mutevoli e a nuove priorità di ricerca.

Durante i negoziati a livello di trilogo sul pacchetto Orizzonte 2020, sfociati in un accordo con il Consiglio nel giugno del 2013, i deputati al Parlamento europeo sono riusciti ad apportare diverse modifiche alla proposta, segnatamente l'inserimento di due nuovi obiettivi con strutture e linee di bilancio distinte:

  • rafforzare la cooperazione e il dialogo tra la comunità scientifica e la società e aumentare l'attrattiva delle carriere nel settore della ricerca e dello sviluppo per i giovani;
  • ampliare la gamma di partecipanti al programma mediante la creazione di gruppi interistituzionali, il gemellaggio del personale di ricerca e lo scambio delle migliori pratiche.

Inoltre, le PMI riceveranno almeno il 20% degli stanziamenti combinati dei pilastri «leadership industriale» e «sfide per la società». In aggiunta, il 7% degli stanziamenti combinati di tali pilastri sarà destinato al nuovo strumento specifico per le PMI, volto ad aumentare la loro partecipazione ai progetti finanziati da Orizzonte 2020 (per esempio agevolando l'esternalizzazione della ricerca per le PMI non ad alta intensità di ricerca e sostenendo la collaborazione tra le stesse). Nel 2015 è stato istituito un nuovo programma chiamato «Corsia veloce per l'innovazione» per ridurre i tempi che intercorrono «dall'idea alla commercializzazione» e per accrescere la partecipazione delle PMI e dell'industria. Inoltre, il libero accesso alle pubblicazioni scientifiche realizzate grazie al finanziamento di Orizzonte 2020 è obbligatorio nella maggior parte dei casi.

Al fine di ristabilire l'equilibrio tra progetti di piccole, medie e grandi dimensioni, il 40% degli stanziamenti per le tecnologie emergenti e future (parte del primo pilastro) è destinato a un sistema di finanziamento leggero, aperto ed efficiente di progetti di collaborazione (TEF aperte). I deputati hanno inoltre destinato l'85% della dotazione per la sfida energetica (parte del terzo pilastro) alla ricerca sulle energie derivanti da combustibili non fossili.

Durante la negoziazione del bilancio del FEIS nel 2015, il Parlamento è riuscito a ridurre il contributo massimo di Orizzonte 2020 a favore del FEIS da 2,7 a 2,2 miliardi di EUR. I tagli non hanno inciso sul CER, sulle MSCA o sul programma «Diffondere l'eccellenza e ampliare la partecipazione», ma hanno riguardato soprattutto i pilastri «Eccellenza scientifica» (con una riduzione della dotazione dell'ordine di 209 milioni di EUR), «Leadership industriale» (riduzione di 549 milioni di EUR) e «Sfide per la società» (riduzione di un miliardo di EUR).

Allo scopo di evitare la proliferazione di partenariati pubblico-privato in sede di attuazione di Orizzonte 2020, è stata introdotta una valutazione più rigorosa della creazione e del funzionamento di tali strutture. Nella comunicazione sulla valutazione intermedia di Orizzonte 2020 (COM(2018)0002), che offre una solida base di dati ai fini della progettazione delle future attività e iniziative, e in risposta alle raccomandazioni del Parlamento, la Commissione ha messo in evidenza alcuni possibili miglioramenti per l'attuazione del programma. I risultati sono stati utilizzati per gettare le basi della struttura e dei contenuti di Orizzonte Europa, che forma oggetto della proposta della Commissione presentata nel giugno 2018 (COM(2018)0435).

Di seguito è riportato un elenco indicante alcune delle più recenti risoluzioni e relazioni del Parlamento europeo relative a Orizzonte 2020:

  • GU C 331 del 18.9.2018, pag. 30, Risoluzione del Parlamento europeo del 13 giugno 2017 sulla valutazione della messa in atto di Orizzonte 2020 in vista della sua valutazione intermedia e della proposta relativa al 9o Programma quadro;
  • A8-0209/2017, del 6 giugno 2017, relazione sulla valutazione della messa in atto di Orizzonte 2020 in vista della sua valutazione intermedia e della proposta relativa al 9o Programma quadro, commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, relatore: Soledad Cabezón Ruiz;
  • A7-0002/2013, dell'8 gennaio 2013, relazione sulla proposta di decisione del Consiglio che stabilisce il programma specifico recante attuazione del programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) — Orizzonte 2020; (COM(2011)0811 — C7-0509/2011 — 2011/0402(CNS)), commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, relatore: Maria Da Graça Carvalho;
  • A7-0427/2012, del 20 dicembre 2012, relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma quadro di ricerca e innovazione (2014-2020) — Orizzonte 2020; (COM(2011)0809 — C7-0466/2011 — 2011/0401(COD)), commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, relatore: Teresa Riera Madurell;
  • A7-0428/2012, del 19 dicembre 2012, relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole di partecipazione e di diffusione nell'ambito del programma quadro di ricerca e di innovazione «Orizzonte 2020» (2014-2020), (COM(2011)0810 — C7-0465/2011 — 2011/0399(COD)), commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, relatore: Christian Ehler;
  • GU C 56 E del 26.2.2013, pag. 1, risoluzione del Parlamento europeo del 27 settembre 2011 sul Libro verde Trasformare le sfide in opportunità: verso un quadro strategico comune per il finanziamento della ricerca e dell'innovazione dell'Unione europea.

 

Frédéric Gouardères