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Eleonora EVI Eleonora EVI
Eleonora EVI

Nezařazení poslanci

Itálie - Movimento 5 Stelle (Itálie)

Datum narození : , Milano

Písemná vysvětlení hlasování Eleonora EVI

Poslanci mohou podat písemné vysvětlení svého hlasování v plénu. Článek 194 jednacího řádu

Program činnosti Unie v oblasti zdraví na období 2021–2027 (program „EU pro zdraví“) (A9-0196/2020 - Cristian-Silviu Buşoi) IT

13-11-2020

Ho votato a favore del programma EU4Health per il periodo 2021.2027 che chiede maggiori poteri all’UE in materia sanitaria e un meccanismo europeo di risposta alle emergenze coordinato dall’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) e guidato dal commissario per la Salute e dal commissario per la Gestione delle crisi.
Per migliorare la condizione degli approvvigionamenti di medicinali in Europa, messi alla prova durante la pandemia, il Parlamento propone lo sviluppo di un sistema europeo di monitoraggio, rendicontazione e notifica per controllare eventuali carenze di farmaci, dispositivi medici, vaccini, strumenti di diagnostica e altri prodotti sanitari.

Investiční plán pro udržitelnou Evropu – jak financovat Zelenou dohodu pro Evropu (A9-0198/2020 -Siegfried Mureşan, Paul Tang) IT

13-11-2020

Ho votato a favore del piano di investimenti per un'Europa sostenibile. Finanziamenti pubblici e privati sono essenziali per garantire il successo della transizione verde e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
Sia la Commissione che gli Stati Membri dovranno elaborare dei piani per coprire i finanziamenti necessari. I fondi dovranno essere mobilitati nella massima trasparenza e tracciabilità possibile e rispettare il Regolamento sulla Tassonomia nel passaggio da attività economiche non sostenibili ad attività economiche sostenibili e il principio "non arrecare danni significativi". Viene inoltre sottolineata la necessità di indicatori di sostenibilità armonizzati e di una metodologia per misurare l'impatto.
Il testo adottato esplora nuovi modi per favorire una maggiore mobilizzazione degli investimenti privati, ad esempio attraverso l’emissione di Green Bonds. Si rimarca infine l’importanza di una effettiva lotta alla evasione e elusione fiscale.

Program InvestEU (A9-203/2020 - José Manuel Fernandes, Irene Tinagli) IT

13-11-2020

Ritengo che il voto espresso dal Parlamento europeo sul programma di investimenti InvestEU sia un’importante occasione persa. Il supporto della ripresa economica dovrebbe seguire le linee tracciate dal Green Deal, caposaldo della nuova legislatura europea. Il voto espresso dal Parlamento, invece, è andato nella direzione opposta, destinando un inefficace 30% della dotazione finanziaria al clima.
Questa percentuale è assolutamente inadeguata per far fronte ad una crisi che ha ricadute sull’intero sistema e la cui soluzione non può più essere rimandata. Con il solito meccanismo della concessione di deroghe, il Parlamento, sebbene escluda gas, carbone e petrolio, di fatto ne rende possibile l’estrazione con le tante deroghe concesse. Il programma di investimenti InvestEU avrebbe potuto essere molto più ambizioso, soprattutto in vista del negoziato con Consiglio e Commissione che, al solito, mirerà ad un accordo al ribasso. Il contrasto agli effetti irreversibili della crisi climatica necessita di azioni più concrete e coraggiose. Questo voto, invece, ha segnato ancora una volta un’inversione di tendenza rispetto ad un percorso serio verso la neutralità climatica e, allo stesso tempo, ha rappresentato un’ulteriore vittoria delle grandi industrie a discapito dell’ambiente. Ecco perché ho votato contro.

Geneticky modifikovaná kukuřice MON 87427 × MON 89034 × MIR162 × NK603 a geneticky modifikovaná kukuřice spojující dvě nebo tři z genetických modifikací MON 87427, MON 89034, MIR162 a NK603 (B9-0346/2020) IT

11-11-2020

Sono soddisfatta dell’adozione di questa Risoluzione che ho firmato insieme ad altri colleghi per rigettare il via libera della Commissione ad autorizzare l’uso di prodotti contenenti, costituiti da od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato.
Il messaggio del Parlamento alla Commissione è forte e chiaro: non vogliamo autorizzare nell’UE colture OGM tolleranti agli erbicidi.
Sono numerosi i rischi connessi alle colture OGM e manca una valutazione approfondita dei residui di erbicidi, metaboliti ed effetti cocktail.
Inoltre, il modo in cui la Commissione Europea continua a concedere autorizzazioni è in totale contrasto con i principi di decisione democratica.
La Commissione, negli anni, ha totalmente ignorato le obiezioni del Parlamento Europeo, l’unico organo europeo democraticamente eletto, e ha continuato a concedere autorizzazioni senza aver ottenuto la maggioranza qualificata di Stati Membri e in mancanza dell’opinione della Commissione di Appello.

Geneticky modifikovaná sója SYHT0H2 (SYN-ØØØH2-5) (B9-0349/2020) IT

11-11-2020

Sono soddisfatta dell’adozione di questa Risoluzione che ho firmato insieme ad altri colleghi per rigettare il via libera della Commissione ad autorizzare l’uso di prodotti contenenti, costituiti da od ottenuti a partire da soia geneticamente modificata.
Il messaggio del Parlamento alla Commissione è forte e chiaro: non vogliamo autorizzare nell’UE colture OGM tolleranti agli erbicidi.
Sono numerosi i rischi connessi alle colture OGM e manca una valutazione approfondita dei residui di erbicidi, metaboliti ed effetti cocktail.
La coltivazione della soia OGM poi è uno dei principali fattori della deforestazione nel mondo e in particolare nella foresta amazzonica e in Sud America dove, ben il 97% e il 100% della soia coltivata rispettivamente in Brasile e in Argentina è soia geneticamente modificata.
La stessa Commissione europea ne è consapevole eppure, in totale contrasto con il Green Deal Europeo, continua ad autorizzare l’importazione di soia OGM in Europa, la maggior parte della quale è utilizzata come mangime per animali che spesso finisce negli allevamenti intensivi e industriali tra i principali responsabili dell’inquinamento atmosferico.

Geneticky modifikovaná kukuřice MON 87427 × MON 87460 × MON 89034 × MIR162 × NK603 a geneticky modifikovaná kukuřice spojující dvě, tři nebo čtyři z genetických modifikací MON 87427, MON 87460, MON 89034, MIR162 a NK603 (B9-0347/2020) IT

11-11-2020

Sono soddisfatta dell’adozione di questa Risoluzione che ho firmato insieme ad altri colleghi per rigettare il via libera della Commissione ad autorizzare l’uso di prodotti contenenti, costituiti da od ottenuti a partire da granturco geneticamente modificato.
Il messaggio del Parlamento alla Commissione è forte e chiaro: non vogliamo autorizzare nell’UE colture OGM tolleranti agli erbicidi.
Sono numerosi i rischi connessi alle colture OGM e manca una valutazione approfondita dei residui di erbicidi, metaboliti ed effetti cocktail.
Inoltre, il modo in cui la Commissione Europea continua a concedere autorizzazioni è in totale contrasto con i principi di decisione democratica.
La Commissione, negli anni, ha totalmente ignorato le obiezioni del Parlamento Europeo, l’unico organo europeo democraticamente eletto, e ha continuato a concedere autorizzazioni senza aver ottenuto la maggioranza qualificata di Stati Membri e in mancanza dell’opinione della Commissione di Appello.

Společná zemědělská politika – podpora pro strategické plány, jež mají být vypracovány členskými státy a financovány EZZF a EZFRV (A8-0200/2019 - Peter Jahr) IT

23-10-2020

La nuova PAC, ancora prevalentemente basata sulla logica delle sovvenzioni erogate in base agli ettari di produzione, non solo è inadatta ad accompagnare il settore agricolo verso una conversione ecologica più che mai necessaria ma risulta in continuità con le storture della precedente, che negli anni ha favorito sproporzionalmente le grandi aziende e modelli di agricoltura industriale, contribuendo alla decimazione dei piccoli agricoltori. Il lavoro emendativo del Parlamento, grazie ai compromessi al ribasso raggiunti dai maggiori gruppi politici, non è riuscito a migliorare significativamente la proposta della Commissione, arrivando addirittura ad indebolire ulteriormente il testo in taluni aspetti chiave, come la nuova "architettura verde". La posizione del Parlamento sulla nuova politica agricola comune non risulta infatti in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo. A partire dagli ecoschemi, snaturati e ridotti a mero contorno, al finanziamento degli allevamenti intensivi, che non viene messo in discussione, sino alle misure ambientali del secondo pilastro, che andranno a finanziare spese che con l'ambiente non hanno nulla a che vedere: la nuova PAC proposta dal Parlamento delude le aspettative dei cittadini e compiace le grandi lobbies. Per queste ragioni ho votato convintamente contro l'adozione di questo testo.

Společná zemědělská politika – změna společné organizace trhů se zemědělskými produkty a další nařízení (A8-0198/2019 - Eric Andrieu) IT

23-10-2020

Il voto su questo testo legislativo è stato teatro di un attacco, orchestrato dalla lobby della carne e del lattiero-caseario, ai danni dei prodotti sostituti di origine vegetale come l'hamburger vegano o lo yogurt di soia. Vi era la volontà di introdurre nel testo disposizioni che avrebbero limitato l'utilizzo di denominazioni quali "hamburger" o "salsiccia", ad oggi largamente utilizzate per prodotti vegetali, ai soli prodotti contenenti carne. Il testo intendeva inoltre introdurre ulteriori restrizioni per proteggere le denominazioni dei prodotti lattiero-caseari, inserendo delle misure sproporzionate e penalizzanti per le alternative vegetali. Tali disposizioni, contenute nell'emendamento 171, andavano ben oltre quanto già stabilito al riguardo da parte della Corte di giustizia, ovvero riservare l'utilizzo di termini come "latte", "burro", "yogurt", esclusivamente ai prodotti caseari. Questo emendamento mirava invece ad impedire, ad esempio, allo yogurt di soia di essere descritto come alternativa vegetale allo yogurt. Mentre il primo tentativo è stato sventato, grazie al rigetto di queste disposizioni in occasione del voto, l'emendamento 171 è stato approvato nel testo finale.
In contraddizione con l'obiettivo di promuovere un regime alimentare incentrato sul consumo di prodotti a base vegetale, stabilito dalla strategia "Farm to Fork ". Per questo ho votato contro l'adozione di questo testo.

Odlesňování (A9-0179/2020 - Delara Burkhardt) IT

22-10-2020

Ad oggi l'Unione europea consuma tra il 7 e il 10% della produzione globale di prodotti agricoli e dell'allevamento associati alla deforestazione nei Paesi di origine. L'Unione è infatti tra i principali importatori mondiali di una serie di forest-risk comodities , ovvero merci che mettono a rischio le foreste, vale a dire olio di palma, soia, gomma, carne, cuoio, mais, cacao e caffè.
Per mettere fine a questa catastrofe non basta indicare in etichetta i prodotti realizzati tramite deforestazione, spostando così la responsabilità sul consumatore. È invece necessario che tutti i prodotti realizzati attraverso il degrado e la conversione di ecosistemi naturali non vengano venduti sui mercati europei. Ecco perché serve un quadro giuridico che si applichi a tutti i soggetti che operano all'interno della catena di approvvigionamento dei beni legati alla deforestazione. Compresi gli istituti di credito europei che in questi anni non si sono fatti problemi a finanziare chi distruggeva il polmone verde del nostro pianeta. I cittadini europei non vogliono macchiarsi di questo crimine ambientale. Per questi motivi ho convintamente espresso voto positivo alla relazione.

Doporučení VCP/HR a Radě při přípravě procesu 10. přezkumu Smlouvy o nešíření jaderných zbraní, kontroly jaderných zbraní a možností jaderného odzbrojování (A9-0020/2020 - Sven Mikser) IT

21-10-2020

Negli ultimi anni la comunità internazionale si è trovata nuovamente a fronteggiare il pericolo concreto di un conflitto nucleare, a causa dei folli esperimenti della Corea del Sud ma anche di una nuova corsa agli armamenti nucleari tra potenze come Stati Uniti, Russia, Cina e Israele. Pur avendo contribuito a 75 anni di astensione dall'uso del nucleare a scopo bellico, il trattato di non proliferazione necessita ora di progressi significativi nel suo processo di revisione. Crediamo che l'Unione europea debba mostrarsi unita e determinata nel raggiungere questi progressi, riaffermando con forza il principio che disarmo e risoluzione pacifica dei conflitti debbano essere l'obiettivo primario della rinegoziazione del trattato. Crediamo ugualmente che sia necessario per l'Unione trovare una posizione comune a supporto del trattato di messa al bando delle armi nucleari, incentivando la più ampia partecipazione tra gli Stati membri. Per queste ragioni, abbiamo supportato i numerosi emendamenti in tal senso, insistendo sul fatto che solamente abbandonando l'energia nucleare e i suoi numerosi rischi, anche ad uso pacifico, si potrà assicurare un futuro definitivamente al riparo della minaccia nucleare. Poiché alcuni di questi riferimenti sono ripresi dal testo finale, abbiamo votato a favore della risoluzione.

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