Laura FERRARA : Written explanations of vote 

Members can submit a written explanation of their vote in plenary. Rule 194

Climate and environmental emergency (RC-B9-0209/2019, B9-0209/2019, B9-0211/2019, B9-0212/2019, B9-0215/2019, B9-0216/2019, B9-0218/2019, B9-0220/2019) IT  
 

Nel corso dell'anno, le proteste guidate dai giovani hanno mobilitato milioni di persone nell'UE e nel mondo per sollecitare una risposta globale ai cambiamenti climatici. Sono state molteplici sia le manifestazioni e le richieste provenienti dalla società civile per ulteriori azioni sul clima sia le posizioni assunte da diversi governi che hanno annunciato nuovi obiettivi e misure ambientali. Una strategia europea per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra, in conformità dell'accordo di Parigi, dovrà ispirare l’agenda politica dei prossimi decenni. Questa è la strada da seguire se vorremo impegnarci per ridurre inquinamento e contenere le conseguenze del cambiamento climatico. Nella direzione giusta va l’esortazione alla nuova Commissione europea al fine di effettuare una valutazione completa dell'impatto climatico e ambientale di tutte le proposte legislative e di bilancio, le quali dovranno essere in linea con l'obiettivo di contenere il riscaldamento globale e non contribuire alla perdita di biodiversità.
Un accordo su una sede unica per il Parlamento europeo sarebbe un segnale importante per contribuire alla riduzione di emissioni che si realizza anche attraverso esempi coerenti da parte delle Istituzioni europee nell’ambito delle politiche perseguite. Dichiaro, pertanto, il mio voto favorevole.

2019 UN Climate Change Conference (COP25) (B9-0174/2019) IT  
 

Le conferenze delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici sono diventate tra i più grandi incontri internazionali al mondo su questo tema. In vista della COP25 di Madrid anche il Parlamento europeo sarà chiamato a dare il proprio contributo per cambiare l’approccio al problema climatico e fronteggiare quella che è diventata un’emergenza planetaria. L’UE deve dare seguito con i fatti al proposito di voler ridurre del 55% le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030, per arrivare alla neutralità climatica entro il 2050. Il carbone, gli inceneritori, la plastica non biodegradabile e tutto ciò che altera gravemente il clima sono il passato. L’economia verde, le fonti rinnovabili, il rispetto del pianeta in cui viviamo dovranno dettare l’agenda politica ed economica del futuro. Abbiamo bisogno di un cambiamento radicale del nostro modello produttivo ed economico e lavorare insieme per cogliere le nuove opportunità di questo percorso, accompagnandolo con misure sociali e inclusive che assicurino una transizione equa e giusta, salvaguardando la necessità di disporre di un elevato livello di protezione sociale, di posti di lavoro e di formazione di qualità. Dichiaro, pertanto, il mio voto favorevole.

EU accession to the Istanbul Convention and other measures to combat gender-based violence (B9-0224/2019, B9-0225/2019, B9-0226/2019) IT  
 

Nell’UE sono allarmanti i dati sulle donne che hanno subito molestie sessuali, violenza fisica e/o sessuale da un partner o che hanno sperimentato una qualche forma di comportamento psicologicamente violento e/o di controllo nell’ambito di una relazione. La violenza contro le donne spesso arriva da persone a loro più vicine. Ogni essere umano ha il diritto di vivere libero dalla violenza nella sfera pubblica e in quella privata. La Convenzione di Istanbul è uno strumento internazionale diretto a prevenire la violenza di genere, proteggere le vittime e punire i responsabili. L'UE ha firmato la Convenzione nel 2017 ma sette Stati membri non l'hanno ancora ratificata: Bulgaria, Repubblica ceca, Ungheria, Lituania, Lettonia, Slovacchia, Lettonia, Slovacchia e Regno Unito. Tutti gli Stati membri dovrebbero garantire che la Convenzione sia attuata e applicata correttamente, prevedendo finanziamenti e risorse adeguate per realizzare lo scopo che si prefigge, soprattutto sul piano della formazione e dei servizi riguardanti i soggetti che si occupano delle vittime. Dichiaro, pertanto, il mio voto favorevole

Children rights in occasion of the 30th anniversary of the Convention of the Rights of the Child (B9-0178/2019, B9-0179/2019, B9-0180/2019) IT  
 

Assicurare la piena attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo nell’UE significa innanzitutto porre i diritti dei minori al centro delle politiche europee.
C’è ancora molto lavoro da compiere per porre fine, nei confronti dei minori, alle violenze fisiche, sessuali e verbali online e offline, ai matrimoni forzati, al lavoro minorile, alla prostituzione, tratta, traffico di organi, tortura, trattamenti o punizioni crudeli, mutilazioni genitali femminili, reclutamento, coscrizione e utilizzo di bambini in conflitti armati, privazioni, abbandono e malnutrizione, violenza psicologica e forme di bullismo.
A queste emergenze vanno ad aggiungersi nuove minacce legate ai cambiamenti globali, così come ribadito nelle diverse testimonianze ascoltate pochi giorni fa durante la Conferenza organizzata al Parlamento europeo per celebrare la Giornata internazionale dei diritti del fanciullo. I cambiamenti climatici, i rischi legati al web e nuove vulnerabilità richiedono ulteriori impegni da parte dell’UE e degli Stati Membri. La tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza è un obiettivo primario, una sfida che richiede investimenti importanti, una battaglia di civiltà per l’affermazione dei diritti fondamentali di ogni minore.

Eurojust and Serbia Cooperation Agreement (A9-0009/2019 - Juan Fernando López Aguilar) IT  
 

La cooperazione giudiziaria in materia penale ha un ruolo fondamentale per la lotta in Europa contro reati gravi come criminalità organizzata e terrorismo, il cui carattere transfrontaliero è aumentato esponenzialmente.
La stipulazione di questo accordo con la Serbia, insieme a quelli riguardanti la cooperazione di polizia, sono rilevanti per un efficace scambio di informazioni concernenti anche procedure penali, metodi di contrasto e prevenzione del crimine.
Dichiaro pertanto il mio voto favorevole.

Employment and social policies of the euro area (A9-0016/2019 - Yana Toom) IT  
 

Se nell'Unione europea bisogna rafforzare la protezione dei lavoratori e dei diritti sociali, richiedendo anche proposte legislative per istituire un salario minimo, contrastare fenomeni come la disoccupazione giovanile e di lungo periodo, il divario retributivo di genere, la povertà infantile, le problematiche occupazionali e sociali che affliggono i diversamente abili, è necessario che ciò debba essere fatto senza ipocrisie. Pertanto, anche se possono essere condivise alcune analisi e richieste contenute nella relazione, altrettanto non può essere fatto per quella parte in cui si esorta la Commissione europea ad esercitare pressione sugli Stati membri, affinché implementino delle Raccomandazioni Specifiche per Paese (RSP) che prevedono tagli alla spesa pubblica e riforme sul solco delle politiche di austerità. Non possiamo consentire il ricorso a politiche che rischiano di sortire effetti devastanti per milioni di famiglie e cittadini europei.

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