Marco ZANNI : Written explanations of vote 

Is féidir le Feisirí míniú i scríbhinn dá vóta sa suí iomlánach a thíolacadh. Riail 194

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La relazione in voto oggi, sulla quale mi sono espresso a favore, consiste nella mobilitazione del Fondo di solidarietà dell’UE per concedere aiuti alla Grecia dopo i disastri meteorologici dello scorso Febbraio.
Il Fondo di solidarietà è uno strumento finanziato dai contribuenti europei e mi preme sottolineare l'importanza che gli aiuti finanziari vengano erogati in maniera celere, cosa che spesso non accade.

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La relazione in voto oggi, che ho deciso di sostenere, mira a iscrivere in anticipo a bilancio per il 2020 una prima tranche di 50 milioni di euro (dei 500 milioni di massimale annuo consentito), con l’obiettivo di garantire un versamento più rapido di anticipi nel caso si verificassero catastrofi naturali di grave entità nei primi mesi del prossimo anno. Mi preme sottolineare quanto il Fondo di solidarietà dell’Unione europea (FSUE), utile ma in ogni caso finanziato dai contribuenti europei, rimanga spesso lento in senso burocratico. Le crisi dovute a catastrofi climatiche, come nel caso di Venezia, hanno infatti bisogno di risposte e interventi più rapidi.

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La relazione in voto oggi sulla procedura di Bilancio 2020, riguardo la quale il Consiglio e il Parlamento europeo hanno trovato un accordo finale lo scorso 18 novembre, sancisce l’ennesimo incremento globale del Bilancio UE che aumenta ogni anno senza alcuna soluzione di continuità portando così un aggravio per i contributori europei.
La crociata ambientalista intrapresa recentemente dalla Commissione Von der Leyen pare un’operazione di facciata senza una chiara volontà politica di risolvere il problema partendo dalla radice, con un approccio estremamente ideologico e poco pratico.
Per quanto riguarda l’immigrazione, l’UE continua a dimostrarsi incapace nel risolvere la crisi, come attestato recentemente anche dalla stessa Corte dei Conti, la quale ha definito le politiche di rimpatri e ricollocamenti sostanzialmente dei fallimenti.
Positivo invece il segnale dato dal taglio degli stanziamenti destinati alla Turchia, anche se occorrerebbe tenere una linea di maggiore fermezza al fine di lanciare un messaggio più significativo.
Per questi motivi, non ho sostenuto la relazione.

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La relazione ha come oggetto la modifica del sistema comune Iva e delle accise nell’area per quanto riguarda lo sforzo di difesa nell’ambito dell’Unione. Ad oggi l’esenzione Iva per approvvigionamenti militari è applicata solo in ambito NATO, questa relazione vorrebbe estendere questo tipo di esenzione anche alla politica di sicurezza e di difesa comune europea (PSDC). Per via della scarsa prevedibilità delle conseguenze pratiche dovute ad una riforma dell’Iva, il cui impatto si può valutare solo ex-post, ritengo serva un approccio prudente rispetto alla modifica proposta oggi. Infatti, pur dando pieno sostegno alle missioni di pace dei nostri militari nel mondo, non vorrei che il tanto evocato progetto di difesa comune europea - che vede proprio il Presidente Macron tra i suoi maggiori sostenitori - comportasse in futuro per il nostro Paese un’ulteriore cessione di sovranità all’asse franco-tedesco.
Per questi motivi ho deciso di astenermi.

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Con la risoluzione in votazione oggi, il Parlamento europeo intende ribadire la propria posizione - votata in prima lettura lo scorso marzo - sulla comunicazione pubblica paese per paese, in merito ai dati fiscali delle imprese, il cui obiettivo è l'aumento della trasparenza ed il contrasto all'evasione ed elusione fiscale internazionale, anche tramite una soglia di applicazione sufficientemente elevata, e i criteri di applicazione sensati.
Questa risoluzione invita gli Stati membri a sbloccare la situazione di stallo in seno al Consiglio, con il fine di portare a termine appena possibile l'iter legislativo, tramite l'avvio di negoziati interistituzionali con il Parlamento.
Mi sono quindi espresso a favore di questa risoluzione, ribadendo la posizione già affermata la scorsa primavera.

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Ho deciso di astenermi sulla risoluzione sull'operazione militare turca nel Nord-Est della Siria e le sue conseguenze, poiché il testo finale risulta incompleto.
Sicuramente sono condivisibili la condanna delle violenze, la preoccupazione per la presenza di combattenti ISIS e la sospensione delle esportazioni di armi.
Tuttavia il testo ignora completamente le questioni relative alle trivellazioni illegali a Cipro da parte di navi turche e non menziona mai la possibilità di tagli dei fondi verso il regime di Erdogan, né la eventualità di mettere fine ai negoziati di adesione, iniziati nel 2004.

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La risoluzione in voto oggi rappresenta la posizione del Parlamento europeo sul bilancio annuale dell'UE: non solo viene rigettata la quasi totalità dei tagli di spesa chiesti dal Consiglio, ma addirittura aumentata la richiesta di fondi rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea.
Dalle ultime elezioni è arrivato un chiaro messaggio politico alle istituzioni europee e, considerando che il bilancio rappresenta l'atto più politico di una Istituzione, mi sarei aspettato qualcosa di diverso nel bilancio 2020. Quello che viene presentato oggi invece è un testo insostenibile che conferma la scarsa volontà di cambiamento delle Istituzioni europee.
I contribuenti nazionali vengono sottoposti all'ennesima richiesta di nuove ed ingenti risorse.
L'Italia è uno dei principali contributori netti del bilancio UE e per questo chiedo efficienza e trasparenza nell'utilizzo dei fondi europei.
Inoltre resto scettico rispetto alla gestione di alcune risorse, spesso amministrate in modo sconsiderato e senza risultati concreti. Mi riferisco ad esempio ai fondi per i flussi migratori, a cui la gestione nazionale avrebbe garantito maggiore efficienza.
Per questi motivi mi sono espresso in maniera contraria a questa relazione.

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La procedura di discarico consiste nell'approvare la chiusura dei conti di un determinato esercizio di bilancio delle Istituzioni europee. Da diversi anni è in corso una lunga diatriba tra Parlamento europeo e Consiglio in cui quest'ultimo si rifiuta sistematicamente di sottostare alle richieste di maggiori informazioni e trasparenza finanziaria in merito alla propria gestione, dando luogo a continui scontri interistituzionali.
Ritengo inaccettabile che non sia fatta piena luce sull'utilizzo del denaro dei contribuenti europei.
Voto quindi in maniera favorevole alla decisione di non concedere il discarico al Consiglio e al Consiglio europeo per l'anno 2017, e sostengo altresì la risoluzione che accompagna la proposta.

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La proposta originale della Commissione avrebbe ottenuto il nostro sostegno, poiché prevedeva una modifica della ripartizione dei contributi degli Stati membri al bilancio UE e, nel caso specifico dell'Italia, avrebbe comportato una riduzione dei contributi da versare a Bruxelles. Tuttavia, tale proposta è stata purtroppo modificata ed è stata ripristinata la quasi totalità delle riduzioni previste, cancellando così la possibilità di una riduzione del contributo dell'Italia.
Per questo motivo mi sono espresso in maniera contraria a questa relazione.

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Lo strumento di flessibilità è destinato a permettere il finanziamento di spese straordinarie che non potrebbero essere finanziate all'interno dei massimali disponibili per una o più rubriche.
Pur continuando a nutrire diverse perplessità sull'efficacia dell'utilizzo dei fondi UE che trattano la questione dell'immigrazione e la gestione della sicurezza delle frontiere, vista la situazione in corso in diversi Stati membri, tra cui l'Italia, ho deciso di astenermi, auspicando che per il futuro, tali fondi possano realmente essere utilizzati in maniera proficua per il nostro Paese.

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