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Caterina CHINNICI Caterina CHINNICI
Caterina CHINNICI

Szocialisták és Demokraták Progresszív Szövetsége az Európai Parlamentben képviselőcsoport

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Olaszország - Partito Democratico (Olaszország)

Születési idő : , Palermo

A szavazáshoz fűzött írásbeli indokolások Caterina CHINNICI

A képviselők írásbeli indokolást nyújthatnak be a plenáris ülésen leadott szavazatukhoz. 194. cikk

A „Minority Safepack – egymillió aláírás a sokszínű Európáért” című európai polgári kezdeményezés (B9-0403/2020, B9-0405/2020) IT

17-12-2020

I cittadini europei, tramite lo strumento di partecipazione diretta del diritto di iniziativa, sancito dal Trattato sull’ Unione europea, hanno portato all’ attenzione della Commissione la proposta sul Minority Safe Pack, che mira a tutelare e promuovere le diversità linguistiche e culturali delle minoranze presenti nell’Unione.
L’elevato numero di identità culturali, nonché di ceppi linguistici, contribuisce ad arricchire il vasto patrimonio culturale dell’Unione europea. Pertanto, sarebbe compito dell’Unione, realizzare quanto espresso nell’iniziativa: finanziando i programmi delle piccole comunità linguistiche, aiutando la creazione di un centro della diversità linguistica europea, affrontando il delicato tema delle persone definite apolidi, che nella maggior parte dei casi fanno parte di gruppi minoritari, ed infine, includendo i contenuti audiovisivi in lingue minoritarie nella direttiva europea sul copyright, affinché possano essere sviluppati e trasmessi, al pari degli altri, su tutti i canali multimediali e promuovere il multilinguismo regionale.
Ho pertanto votato a favore della relazione di iniziativa che invita la Commissione a sostenere gli Stati membri nella salvaguardia delle lingue minoritarie, poiché sono espressione della diversificata ricchezza del patrimonio culturale europeo e svolgono un ruolo significativo nella promozione delle identità dei cittadini europei.

A méltányos átállást szolgáló erős szociális Európa (A9-0233/2020 - Dennis Radtke, Agnes Jongerius) IT

17-12-2020

Per realizzare una transizione verde e una transizione digitale giuste, senza che nessuno sia lasciato indietro, occorre garantirne la sostenibilità sociale.
In vista del prossimo Piano d'azione sociale europeo che sarà presentato dalla Commissione nel febbraio 2021 e dell’incontro sull’Agenda dell'UE 2030 per lo sviluppo sostenibile che si terrà a Porto, nel maggio 2021, il Parlamento europeo, con tale relazione d’iniziativa, ha voluto fornire il suo contributo.
Il testo, alla luce dell’emergenza sociale che rischia di innescarsi a seguito della pandemia Covid-19, contiene uno spettro di diversificate proposte volte a garantire l’adozione di obiettivi chiari e obbligatori.
Questi, tra gli altri, comprendono il rafforzamento dei sistemi di sicurezza sociale, misure per i senzatetto, che negli ultimi dieci anni sono aumentati del 70 % , la revisione della direttiva quadro in materia di salute e sicurezza sul posto di lavoro, la proposta di una direttiva per garantire condizioni di lavoro dignitose, sui diritti nell'economia digitale per lavoratori atipici, nonché per eliminare il divario retributivo di genere - e il conseguente divario pensionistico - entro il 2030.
Ho votato a favore della relazione, consapevole che una forte ripresa dell’Europa potrà realizzarsi solo attraverso politiche capaci di garantire sostenibilità sociale, ambientale ed economica.

Az Európa kulturális fővárosai kezdeményezés 2020–2033. évekre szóló uniós fellépése (A9-0201/2020 - Željana Zovko) IT

17-12-2020

Ho votato a favore della proposta che modifica l’azione dell'Unione "Capitali europee della cultura" per gli anni dal 2020 al 2033. Tale importante azione, adottata nel 2017, che ha stabilito il calendario delle città elette fino al 2033, è volta a promuove la diversità culturale e linguistica europea, il contributo della cultura allo sviluppo a lungo termine delle città, ed ancora a sostenere il settore culturale, amplificando l'accesso e la partecipazione alla cultura e aumentando la visibilità delle città elette a livello internazionale.
Il conseguimento di tali obiettivi, connesso alla mobilità e alla partecipazione del pubblico è stato, ovviamente, gravemente compromesso dalla pandemia COVID-19, che ha avuto pesanti ripercussioni sugli spostamenti e sulla realizzazione di eventi culturali nelle Capitali europee della cultura 2020, Fiume in Croazia e Galway in Irlanda.
Nella consapevolezza dei positivi riscontri ottenuti da Matera, Capitale europea della cultura nel 2019, con tale modifica al regolamento, si è previsto di estendere di un anno, il periodo durante la quale Fiume e a Galway potranno rimanere Capitali europee della cultura, così da consentire loro di svolgere i previsti programmi e attività.

Az uniós vízügyi jogszabályok végrehajtása (B9-0401/2020) IT

17-12-2020

La risoluzione, per la quale ho votato a favore, ribadisce l’importanza che la direttiva Quadro sulle Acque (DQA) continui a perseguire i propri obiettivi fino al 2027, nonostante i risultati conseguiti finora non siano pienamente soddisfacenti.
La DQA, infatti, resta un testo da non modificare poiché si propone di prevenire il deterioramento qualitativo e quantitativo dei bacini idrografici e le risorse idriche degli Stati membri, migliorarne lo stato e assicurarne un utilizzo sostenibile; pur se l’efficacia della direttiva dipende dalla sua corretta attuazione da parte delle autorità competenti degli Stati membri, così come lo stanziamento di fondi adeguati per la sua implementazione e l’integrazione con altre politiche settoriali ad essa connesse.
La risoluzione, inoltre, punta ad incentivare l’utilizzo dell’energia idroelettrica, investendo in nuove centrali senza compromettere l’integrità ambientale dei luoghi in cui andranno edificate, ed invita a migliorare i sistemi di monitoraggio sulle sostanze inquinanti nocive per la qualità delle acque, come microplastiche, residui radioattivi, pesticidi agricoli e prodotti chimici.
Nel rispetto del “principio di precauzione” e del criterio “chi inquina paga”, la risoluzione invita gli Stati membri a conseguire gli obiettivi stabiliti dalla Direttiva quadro: raggiungere un “buono stato ecologico e chimico” dei corpi idrici dell’UE, entro il 2027.

A biztonsági unióra vonatkozó uniós stratégia (B9-0421/2020) IT

17-12-2020

Le minacce alla sicurezza, come anche la pandemia dimostra, sono in rapida evoluzione e richiedono risposte all’altezza delle sfide attuali ed emergenti. Va quindi accolta con favore la Strategia dell'UE per l'Unione della sicurezza, che individua quali sfide principali cibercrimialità e cibersicurezza, minacce ibride, disinformazione, terrorismo, criminalità organizzata, tratta di esseri umani, traffico di armi e droga, reati finanziari ed ambientali.
Una strategia che deve ora essere concretamente realizzata, anzitutto colmando le lacune normative o applicative, sempre nel rispetto dei valori sanciti nell'art. 2 TUE e della Carta dei diritti fondamentali.
In particolare, occorre finalmente introdurre una nuova nozione comune di criminalità organizzata che includa l’utilizzo, da parte dei gruppi criminali, di violenza, intimidazione o corruzione per ottenere appalti o il controllo di attività economiche oppure ancora per condizionare il processo democratico. È poi necessario rafforzare il sistema delle confische dei profitti criminali e la normativa antiriciclaggio; migliorare la cooperazione nella lotta al terrorismo e fronteggiare la radicalizzazione con un approccio onnicomprensivo che includa educazione ed integrazione; intensificare la lotta agli abusi sessuali su minori; garantire alle agenzie GAI risorse e strumenti adeguati; attuare compiutamente le norme a tutela delle vittime di reato.
Ho perciò votato a favore della risoluzione.

Az éghajlatváltozás hatásaihoz való alkalmazkodásra vonatkozó uniós stratégia (B9-0422/2020) IT

17-12-2020

L'adattamento delle politiche europee ai cambiamenti climatici non è solo improntato all'interesse economico dell'UE, ma è anche un imperativo per il benessere dei suoi cittadini. L’Europa già subisce gli effetti negativi dei cambiamenti climatici che comportano rischi ambientali, economici e minano la sicurezza delle comunità e delle economie locali.
La nuova strategia di adattamento è l’occasione per dimostrare il ruolo di leader che l'UE ricopre globalmente nello sviluppo della resilienza ai cambiamenti climatici. L'obiettivo è realizzare uno sviluppo economico sostenibile, attraverso la sicurezza idrica e alimentare, la protezione della biodiversità, promuovendo il ricorso a fonti di energia pulita e garantendo il rispetto della giustizia sociale.
È pertanto fondamentale che l'Unione adotti una strategia di adattamento ai cambiamenti climatici volta a ridurne al minimo gli effetti negativi, attraverso misure ambiziose di mitigazione, al fine di contenere il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi rispetto ai livelli preindustriali.
Tali obiettivi saranno raggiungibili solo se l’UE riuscirà a sfruttare pienamente le opportunità di sviluppo sostenibile attraverso politiche e legislazioni ambientali all’avanguardia.
Ho votato a favore della Risoluzione, condividendo l’opportunità di ridefinire gli standard ed i requisiti per l’accesso ai fondi europei affinché sia garantita la loro compatibilità con gli obiettivi climatici.

Az európai kkv-kra vonatkozó új stratégia (A9-0237/2020 - Paolo Borchia) IT

16-12-2020

In Europa 25 milioni di PMI hanno bisogno di essere sostenute per far fronte alle drammatiche conseguenze della pandemia e per affrontare la transizione ambientale e digitale.
La risoluzione di iniziativa del Parlamento, è significativamente importante per la ripresa europea e per il tessuto economico dell’Italia, secondo Paese manifatturiero dell’Unione, che vanta uno dei più alti numeri di PMI dell’Europa.
La strategia riconosce, infatti, il ruolo centrale delle PMI in ogni settore dell’economia europea e la loro capacità di portare soluzioni innovative a sfide come il cambiamento climatico e l'efficienza delle risorse e la coesione sociale.
Sono, infatti, le piccole e medie imprese europee che stanno maggiormente sostenendo il peso della grave emergenza economica generata dalla pandemia. Una crisi che ha maggiormente accentuato le difficoltà con cui le stesse spesso si confrontano, come oneri burocratici e difficoltà di accesso al credito.
In una prospettiva indirizzata a risolvere tali ostacoli, ho votato a favore della nuova strategia europea per le PMI che dovrà allinearsi con il Green Deal e concentrarsi sulle opportunità offerte dalla transizione ambientale, con specifico riferimento al Circular Economy Action Plan, nonché agli obiettivi ambientali 2050 e alla normativa sugli appalti pubblici verdi e circolari.

Az EMVA-ból és az EMGA-ból 2021-ben és 2022-ben nyújtandó támogatásra vonatkozó egyes átmeneti rendelkezések (A9-0101/2020 - Elsi Katainen) IT

15-12-2020

Ho votato a favore della relazione che stabilisce disposizioni transitorie al sostegno da parte del Fondo Europeo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) e del Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (FEAGA) a partire dal 2021.
Lo Strumento europeo per la ripresa dopo la crisi generata dall'epidemia della Covid-19, attribuisce infatti al FEARS, una dotazione aggiuntiva di oltre 8 miliardi che, nella proposta originaria, avrebbero dovuto essere disponibili, solo dopo l'entrata in vigore della nuova Politica agricola comune, prevista per il 1° gennaio 2023. Il contributo europeo si propone come obiettivo di stimolare la ripresa economica nel nome della resilienza, della sostenibilità e della digitalizzazione, in linea con gli obiettivi delineati dal Green Deal europeo, dalle strategie Farm-to-Fork e Biodiversità, presentate la scorsa primavera, dalla Commissione europea, nonché dagli impegni internazionali in ambito ambientale e climatico.
Almeno il 55% di tali fondi, dovrà essere destinato al sostegno di misure di cooperazione, nonché al primo insediamento di giovani agricoltori, e soprattutto ad investimenti che promuovano lo sviluppo sociale ed economico delle aree rurali, perseguendo obiettivi come: maggiore efficienza nell'utilizzo delle risorse, digitalizzazione e modernizzazione dei macchinari, migliori condizioni di sicurezza sul lavoro, filiere corte e mercati locali, energie rinnovabili, economia circolare e bio-economia.

Az alapvető jogok helyzete az Európai Unióban – A 2018–2019 közötti időszakra vonatkozó éves jelentés (A9-0226/2020 - Clare Daly) IT

26-11-2020

L'UE non è soltanto un'entità economica, ma anche un'unione di principi, fondata sui valori sanciti nell'articolo 2 del TUE: rispetto della dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani, compresi quelli delle minoranze. L'UE, inoltre, riconosce i diritti, le libertà e i principi della Carta di Nizza, che ha lo stesso valore giuridico dei Trattati (articolo 6 TUE), e i diritti sociali fondamentali (articolo 151 TFUE).
Tutti questi valori e principi devono essere rispettati e promossi attivamente dall'UE e dagli Stati membri. È quindi necessario monitorare costantemente e attentamente la situazione dei diritti fondamentali nell'UE, per assicurarne con continuità un'adeguata tutela.
Ciò vale per i diritti economici e sociali, soprattutto a fronte della crisi causata dalla pandemia; il diritto alla parità di trattamento, in particolare la lotta alla violenza contro le donne; le libertà fondamentali; lo Stato di diritto, presupposto della protezione dei diritti fondamentali, e la lotta a corruzione e criminalità organizzata, che quei diritti minacciano; i diritti dei minori, esposti a un rischio sproporzionato di esclusione sociale e di lesione dei loro diritti fondamentali a causa di abusi, violenza, sfruttamento e povertà.
Ho quindi votato a favore della relazione.

A Covid19-oltóanyagokra és in vitro diagnosztikai orvostechnikai eszközökre alkalmazandó hozzáadottérték-adóval kapcsolatos, a Covid19-világjárványra adott válaszként hozott átmeneti intézkedések (C9-0352/2020) IT

26-11-2020

La pandemia da COVID-19 ha reso necessaria l'adozione di nuove misure urgenti per far fronte all'emergenza sanitaria. Lo scorso aprile la Commissione aveva già sospeso temporaneamente la riscossione dell'Imposta sul valore aggiunto (IVA) per i beni vitali necessari per contrastare gli effetti della pandemia, come i ventilatori, gli equipaggiamenti di protezione personale, i dispositivi medico-diagnostici in vitro e medicinali specifici.
Il protrarsi dell'emergenza rende necessaria l'adozione da parte del Parlamento europeo di misure ulteriori finalizzate a rendere i vaccini, i dispositivi per i test ed i servizi correlati accessibili a tutti ad un costo sostenibile, consentendo agli Stati membri di esentarli dall'IVA.
Tali disposizioni straordinarie avranno carattere temporaneo per non generare effetti controproducenti e distorsivi sul settore farmaceutico ma persisteranno almeno fino al 31 dicembre 2021, con possibilità di estensione fino a quando l'emergenza sanitaria non cesserà. La proposta, per la quale ho espresso voto favorevole, supportata da ampio consenso ed adottata con "procedura d'urgenza", sottolinea che combattere gli effetti dell'emergenza della pandemia di COVID-19 è attualmente priorità assoluta ed è rivolta a consentire agli Stati membri di ridurre i costi, agevolando un sempre più ampio accesso ai vaccini e ai dispositivi medico-diagnostici in vitro.

Kapcsolat

Bruxelles

Strasbourg