In Yemen, in seguito alla fallita transizione democratica avvenuta nel 2012-2014, abbiamo assistito nel marzo 2015 ad un intervento della coalizione saudita su richiesta del governo internazionalmente riconosciuto, contro i ribelli Houthi. A distanza di 6 anni, il Paese è ancora attraversato da un profondo conflitto fra la coalizione a guida saudita e le formazioni dei ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran. Uno scontro che ha portato il paese verso una catastrofe umanitaria senza precedenti, ad oggi aggravata anche dall’epidemia di COVID-19. Preoccupato per le notizie di nuovi attacchi compiuti da Ansar Allah nei governatorati di Marib e Al-Jawf e i ripetuti tentativi di attacchi transfrontalieri sul territorio dell'Arabia Saudita, confermati anche dal Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), ritengo che l’Unione europea, preso atto della disponibilità al dialogo di alcuni dei più attori internazionali coinvolti, nello spirito della Risoluziome che votiamo oggi, deve farsi carico di una conferenza di pace per fare avanzare il processo politico e raggiungere un cessate il fuoco immediato a livello nazionale, tramite un negoziato inclusivo che coinvolga tutte le componenti della società yemenita, nello spirito degli sforzi che le Nazioni Unite hanno già messo in campo in questi anni.
Oggi in Plenaria siamo impegnati ad approvare la Risoluzione di condanna della situazione in Myanmar. Il recente colpo di Stato costituisce una chiara violazione della Costituzione del Myanmar e rappresenta una grave involuzione rispetto ai progressi democratici compiuti dal paese dalla fine del governo militare nel 2010. Come Unione europea dobbiamo non riconoscere i vertici dell'esercito e chiedere l'immediato rilascio e la reintegrazione immediata di tutti i membri del governo, i funzionari e i rappresentanti eletti detenuti e arrestati durante il golpe, in particolare la consigliera di Stato Aung San Suu Kyi, il suo stretto collaboratore Win Htein e il presidente U Win Myint. Lavoriamo affinche' la Commissione e gli Stati membri collaborino con i partner democratici a livello sia mondiale che regionale al fine di pervenire a una soluzione pacifica dell'attuale situazione in Myanmar.