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Ungheria e Polonia: il Parlamento valuterà i progressi sull'articolo 7 

I deputati valuteranno i progressi compiuti dai ministri UE nel determinare se lo Stato di diritto sia a rischio in Ungheria e in Polonia. Due risoluzioni saranno votate giovedì.

Nel settembre 2018, il Parlamento ha chiesto al Consiglio di agire per evitare che le autorità ungheresi violino i valori fondanti dell'UE. I deputati si sono detti preoccupati soprattutto per i rischi relativi a indipendenza giudiziaria, libertà di espressione, corruzione, diritti delle minoranze e per la situazione dei migranti e dei rifugiati.


Nel caso della Polonia, la Commissione europea ha chiesto l'intervento dell'UE nel dicembre 2017, in considerazione delle minacce percepite relative all'indipendenza della magistratura. In una risoluzione adottata nel marzo 2018, il Parlamento europeo si è detto d’accordo con la Commissione i rischi per lo Stato di diritto in Polonia.


Ai sensi dell'articolo 7 del Trattato sull’Unione europea, a seguito di tali richieste, il Consiglio può stabilire che esiste un evidente rischio di grave violazione dei valori UE nei Paesi interessati. Prima di procedere in tal senso, i ministri ascoltano le opinioni delle autorità nazionali.


I ministri UE hanno tenuto due audizioni con il governo ungherese, nel settembre e nel dicembre 2019. I deputati hanno più volte criticato il fatto di non essere stati formalmente inclusi in queste discussioni. Le autorità polacche si sono difese davanti al Consiglio in tre occasioni, nel periodo da giugno a dicembre 2018.


In una fase successiva, il Consiglio europeo potrà stabilire, all'unanimità e con l'approvazione del Parlamento, che vi è una grave e persistente violazione dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali. Ciò potrebbe eventualmente portare a sanzioni, come ad esempio la sospensione del diritto di voto in seno al Consiglio.



Dibattito: mercoledì 15 gennaio

Votazione: giovedì 16 gennaio

Procedura: dichiarazione di Consiglio e Commissione, con risoluzione