Briefing 
 

Salario minimo adeguato: voto finale sulle nuove regole UE 

Il PE dovrebbe dare il via libera alle nuove norme UE sul salario minimo per contrastare la povertà dei lavoratori, aumentare il tenore di vita e promuovere la contrattazione collettiva.

In un clima economico caratterizzato dall'aumento dei prezzi, la direttiva UE sui salari minimi adeguati, pur tenendo conto delle pratiche adottate dai Paesi UE nella definizione di salari e contrattazione collettiva, rappresenta un elemento fondamentale della politica sociale europea.


Secondo le nuove regole, la definizione di un salario minimo rimane di competenza nazionale, ma gli Stati membri dovranno garantire che i livelli stabiliti consentano ai lavoratori di condurre una vita dignitosa, tenendo conto del costo della vita e livelli retributivi più ampi. Per la valutazione dell'adeguatezza dei salari minimi esistenti, gli Stati membri possono stabilire un paniere di beni e servizi a prezzi reali, oppure fissarlo al 60% del salario lordo mediano e al 50% del salario lordo medio.


Nei Paesi dove meno dell'80% dei lavoratori è coperto da contrattazione collettiva, gli Stati membri saranno obbligati a stabilire un piano d'azione per aumentare tale valore.


A luglio, i deputati della commissione parlamentare per l'occupazione e gli affari sociali (EMPL) hanno sostenuto l'accordo informale del 6 giugno 2022 con il Consiglio.



Dibattito: martedì 13 settembre

Votazione: mercoledì 14 settembre

Procedura: legislativa ordinaria, accordo in prima lettura (votazione finale)