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Asilo: voto finale sulle nuove norme UE su paesi di origine e paesi terzi sicuri 

Martedì, il Parlamento dovrebbe dare il via libera al primo elenco UE di paesi di origine sicuri e alle norme che stabiliscono quando un paese non UE può essere considerato sicuro.

Il voto sarà preceduto da un breve dibattito. Entrambe le norme riguardano il trattamento delle domande di asilo e modificano il Patto su migrazione e asilo, adottato dal Parlamento ad aprile 2024 e in vigore dal giugno di quest’anno.

Paesi di origine sicuri

Il primo elenco comune dell’UE dei paesi di origine sicuri dovrebbe comprendere, in linea con la proposta della Commissione, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia. Ciò consentirà un procedimento accelerato delle domande di asilo presentate dai cittadini di questi paesi.

Anche i paesi candidati all’UE saranno presunti sicuri per i propri cittadini, salvo circostanze specifiche che giustifichino una valutazione diversa, come violenze indiscriminate legate a conflitti armati, un tasso di riconoscimento dell’asilo a livello UE superiore al 20% o sanzioni per violazioni dei diritti fondamentali.

I Paesi UE manterranno comunque la possibilità di designare ulteriori paesi di origine sicuri a livello nazionale, ad eccezione di quelli sospesi dall’elenco UE. Durante le trattative, i deputati e il Consiglio hanno inoltre deciso che alcune disposizioni sulla designazione nazionale di un paese sicuro e sull’applicazione anticipata delle procedure accelerate alla frontiera potranno entrare in vigore anche prima che la legislazione UE sull’asilo diventi pienamente applicabile nel giugno 2026.

Paesi terzi sicuri

Le norme aggiornate consentiranno agli Stati membri di dichiarare inammissibili le domande di asilo quando i richiedenti abbiano un collegamento con, siano transitati attraverso o possano essere trasferiti in un paese non UE considerato sicuro, sulla base di accordi bilaterali o a livello dell’UE con paesi terzi.

In base alla nuova legislazione, il ricorso contro una decisione di inammissibilità non sospenderà automaticamente le decisioni di rimpatrio.


Dibattito (un intervento per gruppo politico): martedì 10 febbraio prima della votazione

Votazione: martedì 10 febbraio alle 12.30

Procedura: procedura legislativa ordinaria, accordo in prima lettura (votazione finale)

Conferenza stampa: martedì 10 febbraio alle 14.00, con i relatori Alessandro Ciriani (ECR, IT) e Lena Düpont (EPP, DE)