Rivoluzione verde: quali prospettive per l'occupazione? 

 
 

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"Con una volontà politica chiara e le giuste decisioni, il potenziale dell'economia verde potrebbe già dare i suoi frutti" ©BELGA  

Di posti di lavoro "verdi" ormai si parla spesso, e come se fossero la panacea di tutti i mali: risolverebbero i problemi di occupazione, contribuendo al tempo stesso alla lotta ai cambiamenti climatici. Anche l'UE ne ha fatto un cavallo di battaglia, tanto che si tratta di un pilastro della strategia EU2020 per la crescita e l'occupazione. Ma di che si tratta davvero, e quanti nuovi posti di lavoro potrebbe creare la "rivoluzione verde"? Lo abbiamo chiesto a una deputata che la sa lunga…

Settimana scorsa a Strasburgo la plenaria ha approvato la relazione di Elisabeth Schroedter, una "green" tedesca che ritiene che ogni posto di lavoro, abbia in realtà un potenziale verde nascosto.


Il potenziale "verde" di ogni lavoro


"Il messaggio principale del rapporto è che ogni lavoro può diventare un "impiego verde": un lavoro che risparmia energia tramite l'uso di energie rinnovabili e che riduce al minimo la produzione di rifiuti e l'inquinamento atmosferico", spiega la Schroedter.


Potenziale a parte, nell'occupazione verde ci sono diverse categorie. La prima sono i settori delle nuove tecnologie. Ma anche nei settori tradizionali l'occupazione verde aumenterà. Nel settore metalmeccanico per esempio la produzione di pale eoliche continuerà a crescere. Una terza categoria sono i lavori che cambieranno faccia per adeguarsi alle nuove esigenze di sostenibilità, per esempio la ristrutturazione ecologica nel settore edilizio.


Quando si creeranno i nuovi posti di lavoro, e come?


La Schroedter non ha dubbi: "Con volontà politica e decisioni giuste, potremmo realizzare il potenziale dell'occupazione verde immediatamente". Fra gli Stati membri dell'UE esistono però grandi differenze: alcuni hanno già 10 anni d'esperienza nella trasformazione ecologica, altri devono ancora iniziare. Vari paesi UE stanno capendo il potenziale dell'eco-costruzione, perché tutti gli edifici prima o poi dovranno essere costruiti secondo nuove regole, e stanno investendo. In Germania, dove siamo già piuttosto avanti, si sono già creati 250.000 nuovi posti, e entro il 2020 potremmo arrivare a 450.000".  Che questa trasformazione debba essere una priorità europea lo ha sottolineato anche il presidente della Commissione nel dibattito sullo stato dell'Unione, annunciando la creazione di 3 milioni di "colletti verdi" entro il 2020. Secondo Greenpeace la "rivoluzione verde" può generare 8 milioni di nuovi impieghi nel mondo. 


Il rapporto propone varie misure per incoraggiare la transizione a un'economia verde: una strategia europea per l'occupazione sostenibile, un quadro regolamentare stabile a lungo termine, l'introduzione di incentivi fiscali per incoraggiare le PMI a optare per politiche occupazionali verdi e elevati standard ambientali per appalti pubblici. ´


I vantaggi di un "green job"


La Schroedter sottolinea che in alcuni settori la trasformazione ecologica è l'unico modo per evitare la perdita di posti di lavoro e rilanciare la competitività della produzione. E il vantaggio per il lavoratore? "Un impiego verde è un impiego sicuro", spiega.


Che percorso serve per lavorare nell'economia verde?


I nuovi posti di lavoro non saranno riservati solo ai professionisti di alto livello, ma anche a impiegati e tecnici più o meno specializzati. La deputata tedesca conclude con un  messaggio diretto ai giovani: "integrate le conoscenze ecologiche nei vostri curricoli di studio, o scegliete corsi con un risvolto ecologico forte: così avrete un posto di lavoro assicurato in futuro!"