Multinazionali e tasse: il Parlamento critica l’inerzia del Consiglio  

 
 

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Nella plenaria di ottobre gli eurodeputati hanno esortato gli stati ad accordarsi sulle leggi che obbligano le multinazionali a rendere pubblici i profitti e le tasse pagate in ogni paese

Ha fatto scarsi progressi in Consiglio la proposta sulla rendicontazione fiscale per le multinazionali ©Sasirin Pamai/123RF/EP  

Ha fatto scarsi progressi in Consiglio la proposta del 2016 della Commissione europea sulla rendicontazione fiscale paese per paese per le grandi imprese.

Il Parlamento ha concordato la sua posizione a riguardo a luglio 2017 e sta aspettando da allora di iniziare i negoziati con l’altro co-legislatore dell’UE. La legislazione deve essere approvata da entrambi per poter entrare in vigore.

La proposta riguarda le multinazionali con un fatturato globale di almeno 750 milioni di euro. Le regole introdurrebbero l’obbligo per queste aziende di rivelare pubblicamente quanto hanno guadagnato e quante tasse hanno pagato in ogni paese membro dell’UE.

L’Unione europea ha già adottato una legislazione che obbliga le aziende a fornire tali informazioni alle autorità fiscali nazionali, ma gli eurodeputati ritengono che rendere le informazioni pubbliche aumenterebbe la trasparenza e scoraggerebbe le aziende a spostare i profitti in cerca di regimi fiscali agevolati.

Durante un dibattito nella plenaria del 22 ottobre, i membri del Parlamento hanno insistito sul fatto che i cittadini hanno il diritto di sapere di più sulla tassazione delle multinazionali.
Evelyn Regner, eurodeputata austriaca dei Socialisti e democratici, ha dichiarato: “Spesso queste grandissime aziende non pagano tasse adeguate e creano costruzioni fittizie per ridurre il loro carico fiscale. Le aziende hanno il dovere di essere chiari con i cittadini riguardo a quante tasse hanno pagato e dove.”

“E’ un modo di far luce sull’evasione fiscale”, ha affermato l’austriaco Othmar Karas del Partito popolare europeo. Ha sottolineato che l’UE ha introdotto per le banche la rendicontazione pubblica paese per paese, ed è stato un successo. “Perché non proseguiamo con le multinazionali? Cosa stiamo cercando di nascondere?”, ha chiesto.

Altri hanno sostenuto che la mancanza di trasparenza riguardo a come le multinazionali pagano le tasse sta danneggiando le piccole imprese. “Questa [proposta] non va solo a beneficio delle autorità fiscali, ma anche delle imprese locali, molte delle quali sono piccole e medie imprese, che competono in casa contro aziende del genere eppure non hanno il vantaggio di poter distribuire le loro tasse tra più giurisdizioni”, ha detto Ondřej Kovařík, deputato ceco di Renew Europe.

Gli stati membri, tuttavia, hanno trovato difficoltà nel concordare una posizione. La ministra finlandese per gli Affari europei Tytti Tuppurainen, parlando a nome dell’attuale presidenza del Consiglio UE, ha garantito agli eurodeputati che il lavoro è stato portato avanti e sono previsti altri incontri, ma ha aggiunto che “il Consiglio avrà probabilmente bisogno di più tempo per chiarire la propria posizione.”


Il Consiglio mette anche in discussione la base legale della proposta della Commissione, che è la giustificazione per l’azione dell’Unione europea, e avrebbe un impatto sulla modalità in cui verrà presa la decisione.

La Commissione l’ha classificato come un problema che riguarda il mercato unico, il che richiederebbe che Parlamento e Consiglio si accordassero sul testo secondo la procedura legislativa ordinaria, mentre il servizio giuridico del Consiglio sostiene che sia un problema di tassazione per il quale le decisioni richiederebbero unanimità in Consiglio mentre il Parlamento verrebbe soltanto consultato.

I membri del Parlamento, da parte loro, hanno criticato l’inazione del Consiglio. Sven Giegold, eurodeputato tedesco del gruppo dei Verdi/ALE, ha dichiarato: “E’ un vero rompicapo per molti europei capire perché abbiamo questi paradisi fiscali in cui finiscono i soldi delle tasse. La proposta sulla trasparenza è sul tavolo da tre anni. I governi stanno intralciando la giustizia fiscale e la concorrenza leale.”

Il Parlamento ha approvato una risoluzione sulla questione il 24 ottobre.