Bilancio UE: il Parlamento europeo chiede nuove fonti d’entrata 

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Per finanziare la ripresa dell’UE post-COVID-19 e investire nel futuro dell’Europa, il Parlamento chiede nuove fonti d’entrata per il bilancio dell’UE. Scopri di più nel nostro video

La pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto socio-economico senza precedenti. Secondo le previsioni più recenti, l’economia dell’UE subirà una contrazione dell’8,3% nel 2020. Per rispondere alla crisi, l’UE e gli stati membri hanno già adottato misure straordinarie. Attraverso il bilancio a lungo termine, l’UE vuole riparare al danno immediato causato dal coronavirus e costruire al tempo stesso un’Europa più verde e digitale.

Un bilancio per la ripresa

La preparazione del bilancio per il periodo 2021-2027 ha preso il via a maggio 2018. Tuttavia, a maggio 2020 la Commissione europea ha presentato una nuova proposta di bilancio per far fronte all’impatto della pandemia del coronavirus. La proposta della Commissione è arrivata in risposta alla richiesta del Parlamento di un massiccio pacchetto per la ripresa e include un bilancio dal valore di 1100 miliardi di euro e uno strumento di ripresa da 750 miliardi sotto forma di prestiti e sovvenzioni.

Durante il vertice del 17-21 luglio 2020, i leader dell'UE hanno proposto un bilancio più contenuto, di 1074 miliardi, provocando le proteste degli eurodeputati che hanno sottolineato come la riduzione metterebbe a rischio programmi fondamentali. Il bilancio deve essere negoziato dal Parlamento e dai governi nazionali in Consiglio. I negoziati sono cominciati ad agosto 2020.

Scopri di più sul piano per la ripresa dell’UE

Il prestito per il pacchetto di ripresa da 750 miliardi di euro sarà reso possibile attraverso una modifica alle norme sulle condizioni per il finanziamento del bilancio dell'UE. Per potenziare la capacità dell’UE di indebitarsi sui mercati finanziari e rimborsare il debito in seguito, la Commissione propone di aumentare l'importo massimo di fondi che l'Unione può raccogliere dagli stati membri.Il Parlamento europeo ha approvato la procedura il 16 settembre. Il voto del Parlamento europeo permette al Consiglio di adottare le nuove regole rapidamente e iniziare la procedura di ratificazione nei paesi UE, in modo che il Fondo per la ripresa sia messo in pratica prima possibile.

Nuove fonti di entrata per finanziare la ripresa

Le fonti di entrata del bilancio dell’UE, dette anche risorse proprie, includono dazi doganali e contributi basati sul gettito IVA e sul PIL. Per decenni le risorse proprie sono rimaste invariate, sebbene il Parlamento abbia ripetutamente chiesto una riforma del sistema.

Per sostenere l’Europa a riprendersi dalla pandemia del coronavirus, gli eurodeputati vogliono nuove fonti di entrata che coprano i costi di rifinanziamento dello strumento per la ripresa. Le nuove entrate servirebbero inoltre a prevenire forti riduzioni nelle spese di bilancio ed evitare che la risposta al coronavirus pesi sulle generazioni future.

Il Parlamento propone nuove entrate sotto forma di tassazioni finanziarie, tra cui una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, un’imposta sui servizi digitali e un'imposta sulle transazioni finanziarie. Inoltre propone di finanziare il bilancio dell'UE tramite tassazioni ambientali, come il reddito derivante dal sistema di scambio delle quote di emissione, un contributo per gli imballaggi di plastica non riciclati e un’imposta sul carbonio alle frontiere.

Nel voto in sessione plenaria del 16 settembre, i deputati hanno insistito su un calendario vincolante per l'introduzione di nuove fonti di entrata.

Il Parlamento ha anche chiesto più volte l’abolizione di tutte le riduzioni e correzioni del bilancio, che vanno a beneficio di alcuni paesi soltanto.

Gli europei chiedono un bilancio UE più consistente

Per ogni decisione sul bilancio a lungo termine occorre il consenso degli eurodeputati. Il Parlamento ha detto che l’introduzione di nuove fonti d’entrata è un prerequisito essenziale per un accordo sul bilancio. Inoltre, secondo una nuova indagine voluta dal Parlamento e condotta a giugno 2020, la maggior parte dei cittadini europei (56%) pensa che l’UE dovrebbe avere a disposizione risorse finanziarie più ampie per superare l’impatto di COVID-19.

“I passi positivi fatti in merito a dimensione ed equilibrio dello strumento per la ripresa non possono compensare proposte che guardano indietro,” ha detto Johan Van Overtveldt, presidente della commissione Bilanci, parlando in vista del vertice UE di luglio.

“I programmi fondamentali dell’Unione hanno subito ulteriori tagli. Mi riferisco a Orizzonte Europa, Erasmus+, Europa digitale e all'immigrazione.” Il presidente Van Overtveldt ha aggiunto che gli obiettivi a lungo termine non sono scomparsi con la pandemia di COVID-19 e non dovrebbero essere sacrificati.

Non penalizziamo le generazioni future

Il 14 settembre 2020 l’eurodeputata Valérie Hayer, che guida la riforma sulle risorse proprie del bilancio, ha dichiarato “dobbiamo assicurare che i risparmi degli europei non vengano spazzati via. Dobbiamo guardare all'impronta ecologica delle importazioni a basso prezzo. Ed è giusto che le multinazionali facciano ottimizzazione fiscale. Sono loro che devono pagare il conto per la ripresa, non i cittadini europei"

Anche José Manuel Fernandes, altro deputato responsabile per la riforma sulle risorse proprie, ha chiesto decisioni vincolanti: “non penalizziamo le prossime generazioni tagliando programmi o politiche UE. Per questo difendiamo le risorse proprie, che devono essere sufficienti per ripagare il debito”.

Prossime tappe

Il Parlamento europeo avrà l’ultima parola prima dell’entrata in vigore del bilancio per il periodo 2021-2027. L’attuale bilancio pluriennale termina il 31 dicembre 2020.