Come promuovere il consumo sostenibile 

 
 

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Verso un consumo sostenibile  

Il Parlamento richiede nuove misure per promuovere una cultura del riuso e della riparazione, oltre che per sostenere i negozi dell’usato e i riparatori locali.

Mercoledì 25 novembre il Parlamento ha adottato una risoluzione che propone diverse azioni concrete per promuovere un consumo sostenibile nel mercato unico europeo. Tra queste c’è il diritto al riuso.

Dobbiamo porre fine all’obsolescenza prematura dei prodotti inserendola nella lista nera delle pratiche commerciali sleali e rendendo la durata della garanzia legale proporzionata alla durata di vita prevista, stabilendo un vero diritto alla riparazione e garantendo informazioni chiare e coerenti sulla durevolezza e la riparabilità dei prodotti con un’etichettatura obbligatoria... Dobbiamo infine trarre vantaggio dalle nuove tecnologie per accelerare la realizzazione di un’economia circolare.

David Cormand 

Relatore della relazione sul mercato unico più sostenibile

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È importante incoraggiare un consumo sostenibile

Larelazione su un mercato unico più sostenibile redatta dal francese David Cormand (Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea) ricorda come l’Overshoot day, ovvero il giorno in cui l’impronta ecologica del continente supera la biocapacità del pianeta, per l'UE si è verificato il 10 maggio. Vale a dire che se tutti gli abitanti della Terra avessero gli stessi consumi dei cittadini europei sarebbero necessari 2,8 pianeti per soddisfare le nostre esigenze.

La relazione sottolinea anche come l’attuale sistema, fondato sull’obsolescenza programmata, la mancanza dei pezzi di ricambio e di informazioni sulla garanzia, oltre che sulla scarsa consapevolezza dei propri diritti in caso di prodotti difettosi, spinga le persone ad acquistare nuovi prodotti piuttosto che ripararli. Il 59% dei consumatori non è a conoscenza del fatto che il periodo di garanzia legale nell’UE è di almeno 2 anni.

Scopri quali sono i benefici e i vantaggi dell'economia circolare

Il comportamento dei cittadini UE davanti a riuso e riparazione: le statistiche

È ormai piuttosto chiaro che esista una domanda pubblica di maggiore impegno nel campo della sostenibilità. Secondo un sondaggio dell’Eurobarometro il 77% dei cittadini UE prova a riparare i propri oggetti prima di comprarne di nuovi. Uno studio comportamentale del 2018 della Commissione europea ha evidenziato come ci sia una probabilità tre volte superiore che i consumatori comprino un prodotto se questo riporta un avviso che garantisca sostenibilità e riparabilità. Il 79% dei cittadini UE ritiene che i produttori degli apparecchi digitali dovrebbero essere tenuti a commercializzare articoli più facili da riparare o da sostituire nelle singole parti.

Dati aggiornati sulla gestione dei rifiuti nell'UE

Come il Parlamento europeo intende agire per un consumo sostenibile

La sfida fondamentale riportata nella relazione è la creazione di un vero e proprio ‘diritto alla riparazione’, che dovrebbe essere sempre semplice e conveniente. Il Parlamento europeo desidera un migliore accesso a riparazioni professionali e più promozione sul fai-da-te per quelle domestiche, sostegno per i riparatori locali e indipendenti e una garanzia che copra le riparazioni dei prodotti. Il Parlamento vuole anche risolvere il problema dei diritti della proprietà intellettuale che affidano il diritto alla riparazione unicamente a progettisti o distributori.

Il Parlamento europeo vuole una legislazione per un’etichettatura che indichi la durabilità e la riparabilità di un prodotto e la promozione della cultura del riuso. I consumatori hanno bisogno di trasparenza e di garanzie che certifichino la condizione di un oggetto per potersi fidare di un prodotto usato. Ben vengano quindi i modelli aziendali basato sulla locazione ma il Parlamento suggerisce che debbano essere esaminati attentamente per assicurare una redditività a lungo termine.

Gli europarlamentari ricordano che la tecnologia digitale dovrebbe essere utilizzata per promuovere un mercato interno sostenibile con l’istituzione di un database comune e di un passaporto per i prodotti per un migliore tracciamento dei prodotti stessi e delle loro singole parti lungo tutta la catena di produzione del valore. Servono anche una sorveglianza efficace del mercato e un’analisi adeguata che stabilisca se una certa tecnologia sia eco-friendly durante tutta la durata della sua vita, ovvero dall’estrazione delle materie prime e al riutilizzo di materie prime secondarie fino al processo di fine vita, compresi costruzione, trasporto e utilizzo.

Il Parlamento indica inoltre la possibilità di avere un ‘effetto rimbalzo’, ossia quando il miglioramento dell’efficienza rende un prodotto o un servizio meno costoso, aumentando quindi la produzione e il consumo dello stesso.

La relazione chiede alle istituzioni pubbliche, che rappresentano il 16% del PIL UE, di fare da esempio dando la precedenza a piccole imprese locali e sostenibili negli appalti pubblici.

Il Parlamento europeo vuole anche una pubblicità più consapevole, che aiuti le imprese e i consumatori a effettuare scelte informate e sostenibili, disciplinando l’estrazione di massa dei dati personali dei consumatori per messaggi pubblicitari personalizzati e il greenwashing (verniciatura verde), che dà la falsa percezione che un prodotto sia più ecosostenibile di quello che è in realtà.