Registro per la trasparenza: più chiarezza sui rapporti fra lobby e UE 

Aggiornato il: 
 
Pubblicato:   
 

Condividi questa pagina: 

Le istituzioni dell'UE approvano la riforma del "registro per la trasparenza" con la lista dei lobbisti che lavorano a contatto con le istituzioni europee. Scoprite perché è importante.

Durante la plenaria di Aprile, il Parlamento europeo ha approvato l'accordo raggiunto con Commissione e Consiglio sul'aggiornamento delle regole comuni, che renderanno più trasparenti le attività dei rappresentanti di interessi che si rivolgono all’UE. L'accordo è stato siglato dalle tre istituzioni il 20 Maggio.


Dal 2011 Parlamento e Commissione dispongono di un registro comune denominato Registro per la trasparenza. Questo registro è andato a sostituire i due registri che venivano tenuti separatamente dalle due istituzioni. Il registro del Parlamento esiste fin dal 1995, mentre quello della Commissione vide la luce nel 2008.

Dal canto suo, il Consiglio ha svolto il ruolo di osservatore dell'attuale processo dal 2014, ma è solo in virtù delle conclusioni dei negoziati sul nuovo accordo raggiunte a fine 2020, che ne è entrato a far parte a pieno titolo.



Chi si rivolge all’UE?

 

Il registro per la trasparenza ha come obiettivo quello di garantire più accessibilità a coloro che vogliono interagire con le istituzioni dell'UE, permettendogli di dichiarare pubblicamente i propri interessi e di fornire le proprie informazioni.

L’iscrizione al registro diventa tuttavia necessaria, qualora si desideri svolgere determinate attività tese a influenzare le politiche UE, come per esempio l’intervento all'audizione pubblica di una commissione del Parlamento europeo.


Il numero delle organizzazioni iscritte è cresciuto negli anni. Al momento si contano circa 12.500 organizzazioni per un totale di quasi 50.000 lavoratori, fra di esse compaiono  le organizzazioni non governative, le associazioni di categoria, le imprese, i sindacati e le commissioni di esperti.

Le organizzazioni che compaiono nel registro variano molto fra loro, sia in termini di dimensioni che di interessi. Tuttavia per la maggior parte delle organizzazioni, i temi che riscuotono il più alto interesse sono l’ambiente, la ricerca e l'innovazione, e l’azione per il clima. Quasi un quinto di queste organizzazioni dispone di una sede in Belgio.

Quali sono le regole sul lobbismo nei paesi dell'UE?

 

Al momento non esiste un unico modo di regolamentare le lobby in Europa. Gli Stati membri dell’UE hanno seguito approcci diversi. Austria, Francia, Germania, Irlanda, Lituania, Polonia, Slovenia così come la regione Spagnola della Catalogna hanno imposto dei requisiti a questo proposito. Belgio, Italia e Olanda invece, hanno offerto incentivi affinché i lobbisti si iscrivano volontariamente.

In altri paesi dell'UE le autorità non hanno introdotto una legislazione al riguardo, ma i rappresentanti di interessi hanno istituito meccanismi di autoregolamentazione.

Il Parlamento chiede maggior trasparenza


Durante i negoziati per il nuovo accordo con la Commissione e il Consiglio, il Parlamento ha cercato di rafforzare la responsabilità delle istituzioni UE migliorandola, per garantire un processo decisionale aperto e trasparente a livello europeo.


Nella sua risoluzione dell'aprile 2021 il Parlamento ha accolto con favore l’estensione dell'obbligo di registrazione anche per le attività di lobbismo indiretto, ai sensi del nuovo accordo. Questo avviene in virtù del fatto che la pandemia ha ridotto il numero di riunioni in presenza, dando luogo a nuove forme di interazione tra rappresentanti di interessi e le istituzioni dell’UE.


I deputati plaudono al cambiamento di status del Consiglio, diventato parte formale del registro. “Dando un esempio positivo, possiamo diventare un modello anche per gli Stati membri e spostare il paradigma su tutta la linea. Con le nuove regole, i cittadini possono capire più facilmente come vengono prese le decisioni che influenzano la loro vita quotidiana " ha affermato la vicepresidente del Parlamento Katarina Barley (S&D, DE), co-negoziatrice dell'accordo.


La relatrice e co-negoziatrice del Parlamento Danuta Maria Hübner (EPP, PL) ha dichiarato: "Gli obiettivi del Parlamento si riflettono pienamente nel nuovo quadro: da un lato abbiamo rafforzato il registro per la trasparenza ampliandone il mandato, dall’altro abbiamo garantito che rimanesse intatto il mandato conferito agli eurodeputati dai cittadini europei”.