Premio Sacharov 2021: i finalisti 

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Premio Sacharov 2021: i finalisti  

I finalisti del 2021 per il Premio Sacharov per la libertà di pensiero del Parlamento europeo sono le donne afgane, Jeanine Áñez e Alexei Navalny.

I finalisti del Premio Sacharov per la libertà di pensiero del Parlamento europeo di quest'anno, selezionati il 14 ottobre nella riunione congiunta delle commissioni parlamentari per gli affari esteri e sviluppo, sono :


  • Afghan women, rappresentate da 11 attiviste per i diritti umani
  • Jeanine Áñez, politica boliviana simbolo della repressione contro i dissidenti
  • Alexei Navalny, attivista e prigioniero politico russo

Le donne afghane

 

Candidate dal Gruppo dell'Alleanza progressista di Socialisti e Democratici (S&D) e dal Gruppo dei Verdi/Alleanza libera europea. Le donne afghane in passato hanno già sperimentato gli effetti del regime talebano sulla propria pelle: matrimoni forzati, un elevato tasso di decessi per maternità, la scarsa alfabetizzazione, i test di verginità forzati e il divieto di viaggiare in assenza di un uomo. Con il ritorno al potere dei talebani, le donne afghane sono state nuovamente escluse dal governo e dal mondo dell'istruzione. I loro diritti, così come le loro libertà, sono ancora sotto minaccia.

Le donne incluse nella nomination per la loro coraggiosa battaglia per l'uguaglianza e i diritti umani, sono:

  • Shaharzad Akbar - Presidente della Commissione indipendente afghana per i diritti umani (AIHRC);
  • Mary Akrami - Capo dell'Afghan Women's Network
  • Zarifa Ghafari - Sindaca di Maidan Shar dal 2018
  • Palwasha Hassan - Attivista e direttrice dell'AWEC (Afghan Women Educational Centre)
  • Freshta Karim - Fondatrice di una biblioteca mobile e sostenitrice dell'istruzione e dell'apprendimento
  • Sahraa Karimi - Prima residente donna della compagnia cinematografica statale afghana
  • Metra Mehran - Sostenitrice dell'emancipazione e dell'istruzione delle donne e co-fondatrice del Movimento per le prospettive femminili
  • Horia Mosadiq - Attivista per i diritti umani e delle donne
  • Sima Samar - Sostenitrice dei diritti umani, ex ministro degli affari femminili ed ex presidente della Commissione indipendente per i diritti umani afghana
  • Habiba Sarabi - Membro della squadra negoziale della Repubblica Islamica dell'Afghanistan
  • Anisa Shaheed - Giornalista politica

Jeanine Áñez


Jeanine Áñez candidata dal Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei (ECR). Già nominata presidente ad interim nel novembre 2019, a seguito dei presunti brogli elettorali dell'uscente Evo Morales. Nel novembre 2020, in virtù di elezioni libere ed eque, è avvenuta una pacifica transizione di potere. Tuttavia, il 13 marzo 2021, è stata arrestata con l'accusa di “terrorismo, sedizione e cospirazione”. Da allora vive in regime di detenzione con l’accusa di aver tramato un colpo di Stato contro Morales.


Alexei Navalny

Alexei Navalny candidato dal Gruppo del Partito popolare europeo (PPE) e da Renew Europe. Navalny è un politico dell'opposizione russa, un attivista anticorruzione e un oppositore politico del presidente Putin. Conosciuto per il suo blog LiveJournal presente anche su YouTube e Twitter, dove conta milioni di followers. Navalny è salito agli onori della cronaca internazionale per aver organizzato varie manifestazioni ed essersi candidato alla Presidenza, dopo aver sostenuto riforme contro la corruzione, il presidente Vladimir Putin e il suo governo in Russia. Nell'agosto 2020, durante un viaggio in Siberia, Navalny è stato avvelenato e ha dovuto trascorrere diversi mesi a Berlino per guarire. Nel gennaio 2021 è poi tornato a Mosca, dove è stato arrestato. A febbraio è stato condannato a 2 anni e mezzo di carcere da scontare in una colonia penale di massima sicurezza, dove si trova ancora attualmente. Nel mese di aprile Navalny ha iniziato uno sciopero della fame durato 23 giorni, per protestare contro l'assenza di cure mediche. Nel giugno 2021, le attività della Fondazione anticorruzione di Navalny sono state vietate da un tribunale russo.

Contesto

Dal 1988 il Premio Sacharov per la libertà di pensiero viene assegnato annualmente a singoli individui, gruppi e organizzazioni che difendono i diritti umani e le libertà fondamentali. Il Premio è intitolato al fisico sovietico e dissidente politico Andrei Sakharov e assegna al vincitore un premio in denaro della somma di € 50.000. Nel 2020, il premio è andato all'opposizione bielorussa per aver difeso la democrazia nel paese.

Prossime tappe

  • 20 ottobre: il vincitore verrà proclamato dal presidente del Parlamento e dai leader dei gruppi politici
  • 15 dicembre: il Premio Sacharov verrà consegnato nel corso di una cerimonia a Strasburgo