Addio cookies? Il Parlamento europeo pensa a un nuove regole per la privacy online  

 
 

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Le nuove leggi sulla privacy online, o e-privacy, potrebbero cambiare il modo in cui in nostri dati vengono protetti, a cominciare da come i cookies registrano le nostre attività online.

Il nuovo regolamento sulla e-privacy, presentato dalla Commissione a gennaio, non tratta solo dell’uso delle informazioni che condividiamo in rete ma anche delle tracce che lasciamo quando navighiamo. Questo tipo di informazione è di solito registrata dai cookie che accettiamo (o molto più raramente rifiutiamo) cliccando sul pop up che appare quando visitiamo un nuovo sito.

Il regolamento potrebbe cambiare questo procedimento a favore delle preferenze delle impostazioni del browser o dei nostri apparecchi.

Ne abbiamo parlato con la deputata estone Marju Lauristin (S&D, Socialisti e Democratici) che presenta questa settimana una bozza di relazione sulle raccomandazioni della Commissione. Le nuove regole verranno votate ad ottobre dalla commissione Libertà civili, giustizia e affari interni.

MEP Lauristin about on-line tracking  

Deputata Lauristin, perché c’è bisogno di aggiornare le norme vigenti sulla privacy online?

 

La direttiva sull’argomento è stata creata nel 2002. Può immaginare quante cose siano cambiate da allora! Il cambiamento più significativo della privacy elettronica è il modo in cui si svolgono lo scambio di informazioni e la nostra vita online. Ci scambiamo informazioni attraverso i social media: Instagram, WhatsApp, Messenger e così via. Tutti questi strumenti e canali non sono compresi in quella direttiva.

Inoltre questo regolamento sarà messo in pratica in tutti gli Stati membri in modi simili, così ci sarà lo stesso livello di protezione per tutti.

 

In particolare, in relazione al tema dei cookie nei siti web, che cosa dicono le nuove regole?

 

Lei avrà nel suo browser, nel sito o nel suo dispositivo l’opportunità (di accettare i cookie). I ad esempio potrei volere che la mia posizione sia registrata perché voglio sapere la località in caso perda il telefono, oppure voglio usare Uber e per questo posso dare la possibilità di geolocalizzarmi. Ma dobbiamo farlo in modo che il nostro ambiente privato sia sotto il nostro controllo, non sotto il controllo di qualcun altro.

C’è un obbligo per gli sviluppatori e i fornitori di servizi di dare informazioni che siano sufficienti, comprensibili e semplici. La scelta per il consumatore dovrebbe anche essere graduale. Ci sarebbero così sempre più interazioni fra il fornitore di servizi e i consumatori.

Penso che questo darà un vantaggio alle imprese digitali europee. So di molte piccole e medie imprese dove giovani stanno già lavorando a soluzioni innovative su come proteggere la privacy dei consumatori.

Alcuni editori europei hanno espresso preoccupazione riguardo al cambio delle regole sui cookie, sostenendo che il cambiamento darebbe troppo potere ai giganti di internet che controllano i browser, il posto dove probabilmente si darà il consenso sui cookie. Come risponde a questa preoccupazione?

 

Siamo a conoscenza di questa preoccupazione e la prendiamo davvero molto seriamente. Guardando al testo proposto dalla Commissione e discutendo con tutte le parti in causa, è venuto fuori da diverse parti che sono preoccupati dal fatto che il browser numero uno -per tutti noi credo- sia di Google.

Noi abbiamo cercato di proporre una soluzione in questo modo: dando ai consumatori diversi livelli di scelta. Vogliamo arrivare all’obiettivo secondo cui le impostazioni di base siano “nessuna registrazione di dati”. Dovremmo anche avere informazioni su cosa significhino i diversi cookies. Così potremmo dare il consenso secondo i nostri interessi. Le aziende europee dovrebbero comunicare di più riguardo le loro offerte, così potremmo fare scelte consapevoli e informate.