COVID-19: l’UE può aiutare le piccole imprese a rafforzarsi 

 
 

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Le piccole imprese sono state duramente colpite dalla crisi di COVID-19. Gli europarlamentari credono che l’UE possa aiutarle semplificando i requisiti e sostenendo la loro resilienza.

In una relazione adottata a dicembre 2020 il Parlamento europeo ha auspicato misure per aiutare le piccole e medie imprese (PMI) ad affrontare la crisi e la doppia sfida della digitalizzazione e della decarbonizzazione.

Perché le piccole e medie imprese sono così importanti


I 24 milioni di piccole e medie imprese UE sono la colonna portante dell’economia europea, rappresentando il 99% delle imprese UE. Generano più della metà del PIL dell’Unione europea e prima della crisi davano lavoro a circa 100 milioni di lavoratori. L’UE ha il dovere di aiutarle a sopravvivere durante la crisi di COVID-19.

Secondo i primi risultati del Censimento permanente delle imprese 2019 condotto dall’Istat, le 821mila microimprese (3-9 addetti in organico) rappresentano il 79,5% del totale delle imprese in Italia, le 187mila piccole imprese (10-49 addetti) il 18,2%, le 21mila medie imprese (50-249 addetti) il 2%.

La relazione del Parlamento europeo di dicembre ha sottolineato, alla luce degli effetti della pandemia di COVID-19, il bisogno di aggiornare la strategia per le PMI europee della Commissione europea dato che è stata pubblicata dalla Commissione il 10 marzo 2020, ovvero un giorno prima che l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dichiarasse il passaggio da epidemia a pandemia lanciando l’allarme.

Alcune delle proposte della Commissione hanno lo scopo di ampliare l’accesso per le PMI ai mercati esterni all’UE e di espandere il programma europeo di scambio per giovani imprenditori Global ('Erasmus for Young Entrepreneurs Global') che permette ai nuovi aspiranti imprenditori la possibilità di imparare dall’esperienza diretta di professionisti affermati che gestiscono piccole o medie imprese in tutto il mondo.

Gli europarlamentari hanno anche chiesto che la strategia per le PMI sia in linea con la strategia industriale, la strategia europea in materia di dati e il Green deal europeo per coinvolgere attivamente e sostenere la transizione di piccole e medie imprese verso un’Europa più verde e digitale. Le PMI sono fondamentali per la competitività e prosperità europea, per gli ecosistemi industriali, per la sovranità in materia economica e tecnologica, per la resilienza a shock esterni.

I settori turistici, alberghieri, culturali, creativi, dei trasporti, delle fiere e degli eventi, in larga parte rappresentati da piccole e medie imprese, sono stati i più colpiti dalla crisi di COVID-19.

Un artigiano di una piccola impresa al lavoro su una ceramica che raffigura lo scrittore Fernando Pessoa. ©PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP  

Serve meno burocrazia

Le piccole e medie imprese hanno bisogno di maggiori risorse per rispondere a requisiti burocratici complessi. L’eccesso di oneri regolamentari e amministrativi sta bloccando la loro capacità di crescere secondo il Parlamento europeo, che ha chiesto la creazione di una tabella di marcia con obiettivi concreti e vincolanti per una migliore regolamentazione e semplificazione delle procedure.

Gli oneri amministrativi eccessivi hanno un impatto importante sul potenziale di crescita delle PMI in tutta l’Unione europea: secondo il sondaggio 2019 sulle imprese di Eurochambres le procedure amministrative rappresentano una grande sfida per circa il 78% delle PMI.

Le complesse formalità che le PMI, in particolare le microimprese, devono affrontare rendono difficile riuscire a ottenere la liquidità necessaria per il loro funzionamento di base. Il Parlamento europeo ha espresso la propria preoccupazione riguardo la difficoltà di accesso alle linee di finanziamento della Banca europea per gli investimenti (BEI): per questo motivo hanno auspicato un rilassamento temporaneo riguardante le norme sugli aiuti statali.


Focus su innovazione e accesso al mercato

 

Il Parlamento vuole anche che le PMI vengano prese in considerazione per gli investimenti destinati all’innovazione. Questo include il bisogno di sviluppare iniziative pilota per l’accelerazione dell’adozione di soluzioni di e-commerce da parte delle PMI, visto che la pandemia ha spinto le piccole imprese a perseguire modelli commerciali digitali. Finora solo il 17% delle PMI ha integrato con successo le tecnologie digitali nel proprio business. Le PMI hanno bisogno di sostegno per sfruttare le opportunità di innovazione e massimizzare le sinergie con i programmi UE.

Gli europarlamentari hanno anche richiesto alla Commissione e agli Stati membri di investire nell’economia dei dati, nell’intelligenza artificiale, nella produzione intelligente, nell’Internet delle cose (‘Internet of things’), nell’informatica quantistica e di assicurare che una larga fetta delle PMI si occupi di questi campi.

Al momento sono circa 600mila le PMI che esportano i loro prodotti e servizi fuori dall’UE. Il Parlamento europeo fa notare che queste imprese che hanno accesso al mercato globale miglioreranno la loro competitività solo se sostenute a livello sia locale che internazionale.