Le soluzioni dell’UE per contrastare i cambiamenti climatici 

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Contrastare il cambiamento climatico è una delle priorità del Parlamento europeo. I dettagli nel nostro dossier.

Contrastare il cambiamento climatico è una delle priorità del Parlamento europeo  

Limitare il riscaldamento globale al di sotto dei 2 °C


Le temperature globali medie sono aumentate considerevolmente rispetto all’epoca che precede la rivoluzione industriale e hanno raggiunto il picco massimo fra il 2010 e il 2019, il decennio più caldo registrato fino ad ora. Dei 20 anni più caldi registrati, 19 si sono verificati dal 2000.

I dati del Programma europeo di osservazione della terra Copernicus indicano che il 2020 è stato l'anno più caldo mai registrato in Europa. La maggior parte delle prove scientifiche a disposizione dimostrano che tale anomalia è dovuta all'aumento delle emissioni di gas serra (GHG) prodotte dalle attività umane.

La temperatura media globale attuale è tra 0,94 e 1,03 °C più alta rispetto alla fine del diciannovesimo secolo. Gli scienziati ritengono che un aumento di due gradi centigradi rispetto ai livelli preindustriali possa avere conseguenze pericolose e catastrofiche sia sul clima che sull'ambiente.

Per questo motivo la comunità internazionale concorda sul fatto che il riscaldamento globale debba rimanere ben al di sotto dei 2 °C.


Perché è importante una risposta dell'UE?

L'impatto del cambiamento climatico sull'UE

Il cambiamento climatico sta già colpendo l’Europa in varie forme, a seconda della regione, portando alla perdita di biodiversità, incendi boschivi, diminuzione dei raccolti e aumento delle temperature. Il cambiamento climatico ha un impatto anche sulla salute delle persone.

L’UE è un grande emettitore di gas serra

Secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, nel 2015 l’Unione europea è stato il terzo produttore di gas serra dopo la Cina e gli Stati Uniti.

Maggiori informazioni nelle nostre infografiche sui cambiamenti climatici in Europa

L’UE è impegnata nei negoziati internazionali sui clima

L'UE è un attore chiave nei colloqui delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e ha firmato l'accordo di Parigi. Tutti i paesi dell'UE sono firmatari, ma le loro posizioni e gli obiettivi comuni di riduzione delle emissioni vengono coordinati a livello dell'UE.

Con l'accordo di Parigi, l'UE si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra almeno del 40% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Nel 2021, l’obiettivo è stato portato ad almeno il 55% di riduzione entro il 2030 e alla neutralità climatica entro il 2050.

Scoprite nella nostra infografica la storia dei negoziati sul cambiamento climatico

Gli sforzi dell'UE stanno dando i loro frutti

 Nel 2008 l’Unione europea ha stabilito l’obiettivo del taglio delle emissioni del 20% rispetto ai livelli del 1990.  Le emissioni sono scese del 24%  entro il 2019 e del 31% entro il 2020, in parte anche a causa della pandemia di Covid-19. Nuovi obiettivi sono stati fissati nel 2021.

Scoprite la nostra infografica sui progressi dell’UE negli obiettivi 2020 sul clima



Il Green Deal europeo: raggiungere zero emissioni nette entro il 2050


Nel 2021 l'UE ha reso la neutralità climatica, ovvero l'obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050, giuridicamente vincolante nell'UE. Ha fissato un obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030.

Questo obiettivo di zero emissioni nette è sancito dalla legge sul clima. Il Green Deal europeo è la tabella di marcia affinché l'UE diventi neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050.

La legislazione concreta che consentirà all'Europa di raggiungere gli obiettivi del Green Deal è stabilita nel pacchetto "Pronti per il 55 " presentato dalla Commissione nel Luglio 2021.

Tale pacchetto comprenderà la revisione della normativa esistente sulla riduzione delle emissioni e sull'energia, che sono spiegate più avanti.

L'UE sta inoltre lavorando per realizzare un'economia circolare entro il 2050, creare un sistema alimentare sostenibile e proteggere la biodiversità e gli impollinatori.

Per finanziare il Green Deal, la Commissione europea ha presentato a Gennaio 2020 il Piano di investimenti per un'Europa sostenibile che mira ad attrarre almeno 1000 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati durante i prossimi dieci anni.

All'interno del piano di investimento, il Fondo per una transizione giusta è progettato per supportare le regioni e le comunità più interessate da una transizione verde, ad esempio le regioni che sono fortemente dipendenti dal carbone.

Leggi di più sul Green Deal europeo


Infografica sulle emissioni di gas serra  

Ridurre le emissioni di gas serra


L'UE ha implementato diversi meccanismi a seconda del settore.

Centrali elettriche e industrie

Per ridurre le emissioni delle centrali elettriche e delle industrie, l’Unione europea ha messo in pratica il primo mercato delle emissioni. Con il sistema di scambio delle emissioni (ETS, dall’inglese Emissions Trading System), le aziende devono acquistare permessi per emettere CO2. Ciò significa che meno inquinano, meno pagano. Questo sistema copre il 40% delle emissioni totali di gas a effetto serra nell'UE.

Il Parlamento europeo sta attualmente valutando la riforma dello schema al fine di allinearlo ai più ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni contenuti nel Green deal.

Edilizia e agricoltura

Per gli altri settori, come quello dell'edilizia o dell’agricoltura, le riduzioni verranno attuate tramite obiettivi nazionali calcolati in base al prodotto interno lordo di ciascun paese. Come parte del pacchetto "Pronti per il 55", gli eurodeputati hanno sostenuto l'innalzamento della riduzione per le soglie di emissione di questi settori dal 29% al 40 entro il 2030.

Trasporti

Per quanto riguarda il trasporto su strada, nel giugno 2022 ha appoggiato la proposta che mira al raggiungimento di emissioni zero per le auto e furgoni nuovi.

Fino ad ora, non esistevano requisiti UE finalizzati alla riduzione le emissioni di gas serra per le navi. Come proposto nel pacchetto Fit for 55, il trasporto marittimo verrà incluso nella riforma del sistema ETS dell'UE.

Nel giugno 2022 il Parlamento ha votato a favore di una revisione dell'ETS per il settore dell'aviazione, ivi compresi tutti i voli in partenza dallo Spazio economico europeo in programma.

Deforestazione e uso del suolo

Anche il potere di assorbimento delle foreste viene usato dall’UE per contrastare i cambiamenti climatici. A tal proposito, nel giugno 2022, il Parlamento  ha votato a favore di una riforma delle norme che regolano la deforestazione e il cambio di destinazione d'uso dei terreni (LULUCF). Lo scopo è quello di ottimizzare i pozzi di assorbimento del carbonio europei e ottenere una riduzione ancora maggiore dell'attuale obiettivo di riduzione del 55% entro il 2030.

Importazioni da paesi meno ambiziosi per il clima

Nel luglio 2022, la Commissione europea ha presentato una proposta sul meccanismo di adeguamento alle frontiere per le emissioni di carbonio. L'obiettivo di questo strumento è quello di incoraggiare le aziende all'interno e al difuori dell'UE a decarbonizzare, attraverso l’introduzione di un dazio sull'importazione, per certi prodotti provenienti da paesi extra UE meno ambiziosi sul clima. Questo sistema mira inoltre a prevenire la delocalizzazione delle emissioni di carbonio, che si verifica ogniqualvolta un industrie sposti la propria produzione verso paesi con norme meno rigorose sulle emissioni di gas serra.

Scopri di più sulle misure UE per ridurre le emissioni di gas serra

Affrontare la sfida energetica


L'UE combatte il cambiamento climatico con una politica energetica pulita adottata dal Parlamento nel 2018. L'attenzione è sull'incremento al 32% della quota di energia rinnovabile consumata entro il 2030 e sulla creazione di possibilità per le persone di produrre la propria energia verde.

Inoltre, l'UE vuole migliorare del 32.5% l'efficienza energetica entro il 2030 e adottare una normativa sugli edifici e gli elettrodomestici.

Gli obiettivi per l'energia rinnovabile e l'efficienza energetica saranno rivisti nell'ambito del Green Deal.

Scopri di più sulle misure dell'UE per promuovere l'energia pulita.