L’UE e l’accordo di Parigi: verso la neutralità climatica 

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L’UE deve aggiornare gli obiettivi climatici a lungo termine nel 2020. Il Parlamento vuole più ambizione, ma i paesi dell'UE accetteranno di mirare alla neutralità climatica entro il 2050?

L'acqua alta a Venezia ha raggiunto livelli critici nelle ultime settimane ©123RF/Unione europea–EP  

Il 28 novembre, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che chiede all'UE di fissare la neutralità climatica entro il 2050 come obiettivo a lungo termine nell'ambito dell'accordo di Parigi e di aumentare gli obiettivi di riduzione delle emissioni fino al 55% entro il 2030. In un'altra risoluzione, i deputati hanno dichiarato l'emergenza climatica in Europa.

Il voto precede la Conferenza COP25 delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che si terrà a Madrid a dicembre.

L'accordo di Parigi mira a limitare il riscaldamento globale al di sotto di 2°C e a proseguire gli sforzi per circoscriverlo a 1,5°C al fine di evitare le conseguenze catastrofiche del cambiamento climatico.

L’accordo di Parigi è stato firmato da 194 paesi e dall’UE. Tutti i paesi del l'Unione europea sono firmatari per conto proprio, ma coordinano insieme le loro posizioni e fissano obiettivi comuni di riduzione delle emissioni a livello UE.



Obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni

Per raggiungere l'obiettivo dell'accordo di Parigi, ogni cinque anni i paesi devono fissare obiettivi per i loro sforzi in materia di clima, aumentando nel tempo il loro livello di ambizione. Questi obiettivi sono noti come NDC (dall’inglese nationally determined contributions contributi determinati a livello nazionale). Attualmente è previsto che tutti i firmatari apportino aggiornamenti e nuovi obiettivi entro la fine del 2020.

92%  ; Il 92 % degli europei concorda sul fatto che le emissioni di gas serra dovrebbero essere ridotte al minimo, controbilanciando al contempo le emissioni rimanenti, al fine di rendere l'economia dell'UE neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050.

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Fonte: sondaggio speciale Eurobarometro sull’azione per il clima, 2019





Obiettivi climatici dell'UE

L'UE è stata la prima grande economia a presentare il proprio obiettivo di riduzione delle emissioni nel quadro dell'accordo di Parigi. L'obiettivo attuale dell'UE è ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990. Tuttavia, c'è sempre più pressione per la creazione di obiettivi più ambiziosi.

Secondo una relazione sul riscaldamento globale del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) del 2018, se si vuole raggiungere l'obiettivo di 1,5°C  le emissioni globali devono raggiungere lo zero netto entro il 2050. Manifestazioni giovanili globali, scioperi scolastici per il clima iniziati dall'attivista svedese Greta Thunberg, e un sondaggio Eurobarometro del 2019 mostrano che gli europei sono disposti a rafforzare gli obiettivi climatici.
I capi dell'UE discuteranno il cambiamento climatico e gli obiettivi a lungo termine dell'Unione europea in occasione del vertice di dicembre, e l'UE dovrebbe presentare alle Nazioni Unite la sua strategia aggiornata all'inizio del 2020.

 

Parole chiave 
  • UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici): entrata in vigore nel 1994, in base alla quale sono stati concordati l'accordo di Parigi e il protocollo di Kyoto.  
  • COP della UNFCCC (Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici): si riunisce ogni anno per discutere su come raggiungere gli obiettivi della Convenzione. 
  • NDC (contributo determinato a livello nazionale): l'obiettivo di mitigazione del cambiamento climatico che ciascun firmatario dell'accordo di Parigi deve fissare ogni cinque anni.  

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