L’UE e l’accordo di Parigi: verso la neutralità climatica

Per raggiungere gli ambiziosi traguardi dell'Accordo di Parigi, l’UE ha definito i propri obiettivi a lungo termine.Fra questi, il raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050.

In foto: l'acqua alta a Venezia
L'acqua alta a Venezia ha raggiunto livelli critici nelle ultime settimane ©123RF/Unione europea–EP

Il 28 novembre 2019, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che chiede all'UE di fissare la neutralità climatica entro il 2050 come obiettivo a lungo termine nell'ambito dell'accordo di Parigi e di aumentare gli obiettivi di riduzione delle emissioni fino al 55% entro il 2030. In un'altra risoluzione,i deputati hanno dichiarato l'emergenza climatica in Europa. Nel dicembre 2019, la Commissione europea ha presentato la tabella di marcia per un'Europa climaticamente neutra: il Green Deal.


L’accordo di Parigi, firmato da 194 paesi e dall’UE, mira a limitare il riscaldamento globale al di sotto di 2°C e a proseguire gli sforzi per circoscriverlo a 1,5°C al fine di evitare le conseguenze catastrofiche del cambiamento climatico.Tutti i paesi membri del l'Unione europea ne sono firmatari per conto proprio, ma le loro posizioni e gli obiettivi comuni di riduzione delle emissioni vengono coordinati insieme a livello UE.

Obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni

Per raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi, ogni cinque anni i paesi devono fissare dei traguardi per i loro sforzi in materia di clima, aumentando nel tempo il loro livello di ambizione. Questi obiettivi sono noti come contributi determinati a livello nazionale o NDC (dall’inglese nationally determined contributions). Tali obiettivi verranno riesaminati nel 2025.

Obiettivi climatici dell'UE


L'UE è stata la prima grande economia a presentare il proprio obiettivo di riduzione delle emissioni nel quadro dell'accordo di Parigi, attraverso il quale promette di ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990.

Nel giugno 2021, il Parlamento ha approvato la legge UE sul clima, rendendo l'impegno politico del raggiungimento della neutralità climatica entro il 2050, giuridicamente vincolante nel quadro del Green Deal.

L'UE promuoverà l'ambizioso risultato della legge sul clima, durante il vertice sul clima delle Nazioni Unite (COP26).

Perché le conferenze sui cambiamenti climatici sono importanti?

I paesi firmatari dell’accordo di Parigi ogni anno si riuniscono in una conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, nota come COP (abbreviazione di Conferenza delle parti), per verificare i progressi e discutere i prossimi passi nella lotta contro il cambiamento climatico. Questi incontri riuniscono governi, settore privato, società civile e industria.

Le azioni dei singoli paesi sono oggetto di revisione ogni cinque anni. Sulla base di questa revisione, i paesi dovrebbero rafforzare ulteriormente l’ambizione dei loro piani d’azione per il clima.

77%

dei cittadini dell'UE ritiene che il cambiamento climatico sia un problema molto serio (sondaggio Eurobarometro del luglio 2023)

Secondo il rapporto sul riscaldamento globale 2021 del Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Intergovernmental Panel on Climate Change - IPCC), a meno di un'immediata riduzione delle emissioni di gas serra su larga scala, l'obiettivo di limitare il riscaldamento a 1,5°C o addirittura 2°C sarà irraggiungibile.

Nel sondaggio condotto dell’Eurobarometro nel luglio 2023, il77% dei cittadini dell'UE ritiene che il cambiamento climatico sia un problema molto serio (sondaggio Eurobarometro del luglio 2023)

Nel testo della risoluzione approvata il 21 novembre 2023, il Parlamento europeo ha espresso timore per il ritmo allarmante con cui si sta restringendo la finestra per rimanere al di sotto di 1,5 °C, e perché le attuali politiche ci condurrebbero inevitabilmente a un aumento delle temperature globali di 2,8 °C entro la fine del secolo. Pertanto è stata sottolineata l'importanza di adottare misure decisive per invertire questa tendenza. I deputati hanno sollecitato l'eliminazione di tutti i sussidi diretti e indiretti ai combustibili fossili nel più breve tempo possibile, senza oltrepassare il 2025 come data limite. Allo stesso tempo, è stato chiesto a tutti i Paesi di rafforzare i propri impegni in materia di clima e di contribuire in modo equo all'incremento dei finanziamenti internazionali per affrontare la crisi climatica.

Parole chiave

  • UNFCCC (Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici): entrata in vigore nel 1994, in base alla quale sono stati concordati l'accordo di Parigi e il protocollo di Kyoto.
  • COP della UNFCCC (Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici): si riunisce ogni anno per discutere su come raggiungere gli obiettivi della Convenzione.
  • NDC (contributo determinato a livello nazionale): l'obiettivo di mitigazione del cambiamento climatico che ciascun firmatario dell'accordo di Parigi deve fissare ogni cinque anni.

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