Green Deal europeo: la chiave per un’UE sostenibile e climaticamente neutrale 

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Il Parlamento vuole che il Green Deal sia al centro del pacchetto UE per la ripresa post-COVID-19. Ecco la tabella di marcia verso la neutralità climatica in Europa

Il rallentamento delle attività economiche dovuto alla pandemia di COVID-19 ha portato a una riduzione delle emissioni di CO2 ma ha indebolito i paesi europei, che si trovano a dover fronteggiare una recessione. In una risoluzione adottata il 15 maggio 2020 il Parlamento ha chiesto un ambizioso piano per la ripresa articolato attorno al Green Deal europeo.

In risposta alle richieste del Parlamento, la Commissione europea ha presentato il piano per la ripresa “Next Generation EU” il piano dell'UE per la ripresa economica, approvato dal Parlamento nel febbraio 2021. Il piano va di pari passo con il bilancio a lungo termine dell’UE per il 2021-2027, con l’obiettivo di costruire un’Europa più verde, inclusiva, digitale e sostenibile e rafforzare la resilienza dell’UE alle crisi future, come la crisi climatica.

A novembre 2019 il Parlamento ha dichiarato l’emergenza climatica chiedendo alla Commissione di assicurare che tutte le proposte siano in linea con l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5° C e ridurre in modo significativo le emissioni di gas a effetto serra.

La Commissione europea ha quindi presentato il Green Deal europeo, la tabella di marcia per raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050.

Scopri i progressi dell’UE nella lotta al cambiamento climatico.

 

Green Deal europeo: i primi passi

 

Finanziare la transizione verde

A gennaio 2020 la Commissione europea ha presentato il piano d’investimenti del Green Deal europeo. Si tratta di una strategia per attrarre almeno 1000 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati durante i prossimi dieci anni.

Come parte del piano di investimento, il meccanismo per una transizione giusta dovrebbe attenuare l'impatto socio-economico della transizione verso un'economia sostenibile per le regioni e le comunità maggiormente interessate dal riorientamento. Per aiutare le regioni che dipendono fortemente dal carbone, a maggio 2020 la Commissione ha proposto uno strumento di prestito per il settore pubblico a sostegno degli investimenti verdi. La propostaè stata approvata dal Parlamento europeo a giugno 2021.

Il Parlamento e il Consiglio europeo hanno raggiunto un accordo sull'introduzione di nuove fonti di entrata per finanziare il bilancio e il piano per la ripresa. Le nuove risorse proprie dovrebbero includere i ricavati del sistema di scambio delle quote di emissione (ETS dall'inglese Emissions Trading Scheme) e del meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera, ovvero una tassa sull'importazione di determinate merci.

A giugno 2020, il Parlamento ha adottato una nuova legislazione sugli investimenti sostenibili. Lo scopo delle nuove norme è quello di promuovere gli investimenti verso le attività economiche rispettose dell’ambiente ed evitare di finanziare progetti 'greenwashing', cioè progetti che si dichiarano verdi, ma che non sono realmente sostenibili. A novembre del 2020, gli europarlamentari hanno anche richiesto una transizione dal sistema di attività economiche non sostenibili a quello di attività sostenibili, a loro parere cruciale per sviluppare l'autonomia strategica a lungo termine UE e per aumentare la resilienza europea.

Scopri come il meccanismo per una transizione giusta aiuterà le comunità UE per la transizione verso un'economia più verde.

 

Integrare la neutralità climatica nella giurisdizione

A marzo 2020 la Commissione ha proposto la legge europea sul clima. Si tratta di un quadro normativo per raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica entro il 2050. A gennaio 2020 il Parlamento europeo aveva chiesto obiettivi di riduzione delle emissioni più ambiziosi di quelli inizialmente proposti dalla Commissione.

Il Parlamento e il Consiglio hanno raggiunto un accordo sull’aumento degli obiettivi di abbattimento delle emissioni UE dal 40% ad almeno il 55% entro il 2030. Il 24 giugno 2021 il Parlamento ha approvato la legge UE sul clima. Gli obiettivi della neutralità climatica fissati per il 2030 per il 2050, diventeranno giuridicamente vincolanti. Questo permetterà all'UE di avvicinarsi al raggiungimento dell’obiettivo di emissioni negative post-2050, confermando al tempo stesso la sua leadership nella lotta globale contro il cambiamento climatico, in vista della COP26 prevista per novembre 2021.

Tali misure dovrebbero facilitare la trasposizione degli obiettivi in legge e comportando maggiori benefici per: aria, acqua e suolo più puliti, bollette energetiche più economiche, case restaurate, miglioramento dei trasporti pubblici e aumento di stazioni di ricarica per le automobili elettriche, diminuzione dei rifiuti, cibo più sano e un miglioramento della salute per le generazioni presenti e future.

La strategia a cui punta l'Europa per l'innalzamento degli standard globali e la creazione di opportunità, porterà vantaggi anche alle imprese in quelle aree. Si stima un aumento di posti di lavoro, ad esempio,  nel settore delle energie rinnovabili o in quello della ricerca di soluzioni integrate per l'efficienza energetica degli edifici.


Scopri quali sono stati i contributi UE per i piani d'azione mondiale per il clima nella nostra infografica.

 

Potenziare l’industria e le piccole e medie imprese europee

A marzo 2020 la Commissione ha anche presentato una nuova strategia industriale per l’Europa. La strategia punta a sostenere la transizione delle imprese europee verso la neutralità climatica e un futuro digitale. A novembre il Parlamento ha richiesto una revisione della proposta che rifletta l'impatto della pandemia sul settore industriale. Gli europarlamentari vogiono che l'UE sostenga l'industria in due fasi distinte: una incentrata sulla ripresa e l’altra sulla trasformazione e l'aumento di autonomia. Nel maggio 2021 la Commissione ha proposto un aggiornamento della strategia industriale.

Le aziende europee sono per il 99% piccole e medie imprese che rappresentano il 50% del PIL dell’Unione europea e sono responsabili per 2 posti di lavoro su 3. La Commissione europea ha proposto una nuova strategia per le piccole e medie imprese, per promuovere innovazione, ridurre la burocrazia e favorire un miglior accesso ai finanziamenti. Il Parlamento europeo dovrebbe votare nella plenaria di dicembre la posizione sulla strategia iniziale per piccole e medie imprese, con la richiesta che la Commissione la aggiorni alla luce della crisi dovuta alla pandemia, con enfasi sui problemi di liquidità e sugli aspetti digitali e con il proprio sostegno per la transizione verso un'economia più verde.

Leggi di più sulle sfide che la nuova strategia industriale dovrà affrontare.

 

Promuovere un’economia circolare

Sempre a marzo 2020, la Commissione ha presentato un piano d’azione per l’economia circolare, che include misure per tutte le fasi del ciclo di vita dei prodotti. L’obiettivo è promuovere la circolarità dei processi produttivi, favorire un consumo sostenibile e ridurre la quantità di rifiuti. Il piano d’azione si concentrerà su elettronica e tecnologie dell'informazione e comunicazione, batterie, veicoli, imballaggi, plastica, prodotti tessili, costruzione, edilizia e prodotti alimentari.

Leggi di più sui benefici dell'economia circolare e sulle misure del Parlamento contro l’inquinamento da plastica.

 

Creare un sistema alimentare sostenibile

Il settore alimentare è una delle principali cause del cambiamento climatico. Il settore agricolo dell’UE è l’unico al mondo ad aver ridotto le emissioni di gas serra, con un calo del 20% rispetto ai livelli del 1990. Tuttavia il settore rimane responsabile di circa il 10% delle emissioni, di cui il 70% sono causate dall’allevamento.

La strategia ‘dai campi alla tavola’ presentata dalla Commissione a maggio 2020 punta a garantire un sistema alimentare equo, salutare e ecosostenibile, sostenendo al tempo stesso i produttori. La strategia riguarda l’intera catena alimentare, dalla riduzione dell’uso di pesticidi e fertilizzanti e delle vendite di antibiotici fino all’aumento dell’agricoltura biologica.

Scopri che cosa fa il Parlamento per affrontare il problema dei pesticidi nel cibo.

 

Preservare la biodiversità

Un milione di specie al mondo è a rischio d’estinzione. Per contrastare la perdita di biodiversità, a maggio 2020 l’UE ha presentato una strategia sulla biodiversità, che punta a proteggere la natura e fermare la degradazione degli ecosistemi.

L'8 giugno, il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione riguardo alla strategia europea sulla biodiversità per il 2030: riportare la natura nelle nostre vite, insistendo affinché la sua attuazione sia coerente con altre strategie del Green Deal europeo.

Scopri di più a proposito della strategia europea sulla biodiversità per il 2030

Il Parlamento europeo ha invocato una gestione sostenibile delle foreste, dato che queste ultime ricoprono un ruolo essenziale nell'assorbimento e nella compensazione delle emissioni di carbonio. Il Parlamento ha anche riconosciuto il contributo delle foreste nel fornire lavoro per le comunità rurali e il ruolo che l'UE potrebbe svolgere nella protezione e nel ripristino delle foreste nel mondo.

 

Leggi di più sulle azioni dell’UE per il clima