Accordi commerciali: su cosa sta lavorando l'UE 

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Infografica che illustra gli accordi commerciali dell'UE  

L'UE ha negoziati commerciali con tutto il mondo, ma restano soggetti all'approvazione del Parlamento europeo. Ecco una panoramica sugli accordi in corso.

L'importanza degli accordi commerciali

Gli accordi commerciali sono una componente fondamentale della politica commerciale dell'UE. L'11 novembre il Parlamento europeo ha votato in favore di un accordo tra UE e Cina per la protezione della denominazione di 200 specialità enogastronomiche europee e cinesi dalla contraffazione.

Nei mesi precedenti il Parlamento ha approvato degli accordi di libero scambio e di protezione degli investimenti con il Vietnam, che sono entrati in vigore in estate.

Secondo i dati del 2020, l'Unione europea è il secondo maggiore esportatore di merci al mondo (15%), dopo la Cina (18%) e davanti agli Stati Uniti (10%). L'UE è anche il terzo maggiore importatore di servizi (13%), dopo gli Stati Uniti (16%) e davanti alla Cina (14%) nel 2020.

Stipulare nuovi accordi commerciali significa creare nuove opportunità per le aziende europee e quindi creare nuovi posti di lavoro, ampliare la scelta per i consumatori e abbassare i prezzi.

Fra i lavoratori europei esiste la preoccupazione che gli accordi commerciali possano portare alla perdita di posti di lavoro a causa della competizione, ma nei fatti questi accordi creano più posti di lavoro di quelli che eliminano. Un'altra preoccupazione riguarda il mantenimento degli alti standard di produzione, ad esempio di quella alimentare. Ma proprio perché l'Unione europea è un mercato tanto esteso, è nella migliore posizione per imporre i propri standard alle industrie straniere. Inoltre per gli eurodeputati gli standard di qualità sono un punto fermo in tutti gli accordi commerciali e tentativi di abbassarli condurrebbero a un probabile rifiuto dell'accordo da parte del Parlamento. I negoziatori europei spesso includono clausole sui diritti umani e sui diritti dei lavoratori che contribuiscono a migliorare le condizioni di vita e di lavoro nei paesi oggetto dell'accordo.

Le diverse tipologie di accordo


L'Unione europea ha accordi commerciali diversi a seconda dei paesi. In alcuni casi vengono ridotti o eliminati i dazi doganali, in altri è stata creata una vera e propria unione commerciale, che ha eliminato le tasse di frontiera o stabilito un’imposta doganale standard per le importazioni provenienti da quei paesi.

Non si tratta soltanto di dazi. L’attenzione è focalizzata anche sugli investimenti e sulla possibilità di risolvere le eventuali controversie in materia. Ad esempio: cosa potrebbe succedere se la decisione di un governo compromettesse gli investimenti di un’azienda in quel paese? In più, i confini sono fondamentali per far rispettare le regole sui prodotti. Per citare un caso, l’Europa ha vietato certe tipologie di ormoni somministrati ai bovini nelle aziende biologiche per la possibilità che siano pericolosi per la salute ed è fondamentale impedire che queste carni entrino nel continente da paesi in cui sono autorizzati.

Gli accordi possono anche aiutare a proteggere i prodotti alimentari tradizionali europei ottenendo il riconoscimento di indicazione geografica. Vale a dire che non si possono rivendicare certe descrizioni dei propri prodotti a meno che non vegano realizzati nella regione e con la tradizione a cui sono collegati. Questo si applica a prodotti come lo champagne francese e la feta greca, ma anche a tutta una serie di produzioni italiane: nella lista ci sono infatti l'aceto balsamico di Modena, la mozzarella di bufala campana, il pecorino romano e tanti altri ancora.

Gli accordi commerciali in vigore e quelli in attesa di firma  

Europa

L'Unione europea ed il Regno Unito, hanno siglato un accordo commerciale e di cooperazione che stabilisce condizioni per gli scambi a zero quote e tariffe zero, nonché regole di concorrenza leale.

Nord-America


L'accordo di libero cambio col Canada, noto anche come Accordo economico e commerciale globale (CETA), è entrato in vigore a titolo provvisorio il 21 settembre 2017. Entrerà in validità a pieno titolo solo dopo che tutti gli stati membri avranno ratificato l'accordo.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il Consiglio dell'UE ha approvato dei mandati di negoziazione per un accordo sull'eliminazione delle tariffe sui beni industriali e la reciproca riconoscimento. Le prossime tappe non sono ancora state definite. A giugno, l'UE e gli USA hanno lanciato il Consiglio per il commercio e la tecnologia UE-USA. L'idea è quella di lavorare insieme su questioni commerciali, economiche e tecnologiche globali, oltre ad approfondire le relazioni commerciali ed economiche.

Accordi con paesi asiatici


Il 13 febbraio 2019 gli eurodeputati hanno votato a favore dell'accordo commerciale e di protezione degli investimenti tra l'UE e Singapore, che eliminerà quasi tutte le tariffe doganali tra le due parti entro cinque anni. Un traguardo raggiunto dopo soli due mesi dalla chiusura dell'accordo commerciale e di partenariato strategico con il Giappone. L'accordo di libero scambio fra l'UE e il Giappone è stato approvato durante la plenaria di dicembre 2018 ed è entrato in vigore il 1° febbraio 2019.


Il 12 febbraio 2020 il Parlamento ha approvato gli accordi di libero scambio e di protezione degli investimenti con il Vietnam. L'8 giugno il Vietnam ha ratificato un accordo che è entrato in vigore nel 2020. L'accordo commerciale UE-Vietnam eliminerà praticamente tutti i dazi doganali tra le due parti nei prossimi dieci anni.

Non ci sono negoziati su accordi di libero scambio con la Cina, ma sono in corso altri tipi di negoziati, come quello per un accordo UE-Cina sugli investimenti. L'UE e la Cina hanno raggiunto a settembre 2020 un accordo bilaterale per proteggere da imitazioni e usurpazioni 100 indicazioni geografiche europee in Cina e altrettante 100 cinesi nell'UE. L'accordo è stato approvato dal Parlamento l'11 novembre 2020 e sarà ampliato con altri 175 prodotti europei e cinesi per parte nei prossimi quattro anni.

 

Oceania


Nel giugno 2022 l'UE e la Nuova Zelanda hanno concluso un accordo di libero scambio. Deve ancora essere approvato dal Parlamento e dal Consiglio prima che possa entrare in vigore.

I negoziati per un accordo commerciale completo con l'Australia sono iniziati il 18 giugno 2018.

America latina


A giugno 2019 è stato raggiunto un accordo con i paesi che fanno parte del mercato comune dell’America meridionale, Mercosur, cioè Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. L'accordo deve essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo.

I negoziati con il Messico, per aggiornare l'accordo globale fra il Messico e l'UE, sono iniziati nel giugno del 2016. È stato trovato un accordo politico il 21 aprile 2018, ma occorre ancora l'approvazione di Consiglio e Parlamento affinché possa entrare in vigore.

Mediterraneo e Medio Oriente


Ci sono diversi accordi, in particolare per aumentare i flussi di merci. Sul tavolo c'è anche l’espansione delle intese in altri settori come l’agricoltura e l’industria, da stabilire con trattative diverse per ciascun paese.

Il ruolo del Parlamento europeo


Dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona nel 2009, gli accordi commerciali hanno bisogno di approvazione da parte del Parlamento prima di entrare in vigore. La legislazione prevede, inoltre, che i deputati vengano regolarmente aggiornati sui progressi in corso durante i negoziati.

Il Parlamento si riserva di utilizzare il diritto di veto per questioni su cui ci siano preoccupazioni rilevanti, come ha già dimostrato in passato con il respingimento dell’accordo commerciale anticontraffazione (ACTA) del 2012.

Scopri la nostra infografica sull'UE e il commercio internazionale

Questo articolo è stato pubblicato il 19 ottobre 2016. L'ultimo aggiornamento è stato fatto a dicembre 2021.