“Non ci sono scuse”: gli eurodeputati chiedono misure contro la Turchia a seguito dell’operazione militare in Siria 

 
 

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Gli eurodeputati hanno criticato l’operazione militare in Siria e chiesto misure contro la Turchia durante un dibattito il 23 ottobre

dibattito sull'operazione militare turca in Siria nella plenaria di ottobre  

Il 9 ottobre la Turchia ha lanciato un’operazione militare nel nord est della Siria per creare una zona tampone tra i due paesi in cui poter trasferire i rifugiati siriani che vivono in Turchia.

Il trasferimento nella regione prevalentemente curda è stato rapidamente condannato da altri paesi per aver causato numerose vittime, lo spostamento di migliaia di cittadini e la destabilizzazione di una regione del mondo già instabile.

Durante il dibattito nella plenaria di mercoledì 23 ottobre, i deputati hanno criticato la Turchia anche per aver lanciato l’operazione, che potrebbe avere molte conseguenze.

Anna Fotyga, deputata polacca dei Conservatori e riformisti europei, ha dichiarato: “Anche se la Turchia ha delle preoccupazioni reali per la propria sicurezza, mi aspetto che il paese agisca con moderazione.” “Dobbiamo trovare strumenti adeguati per stabilizzare la regione e influenzare le attività in maniera da allentare la tensione,” ha aggiunto.

Özlem Demirel, deputata tedesca della Sinistra unitaria europea ha dichiarato: “L’incursione dell’esercito turco dovrebbe essere condannata in maniera inequivocabile. Nessun paese può invaderne un altro come se niente fosse.” Demirel ha però aggiunto: “Tutte le potenze mondiali, compresa l’UE, pensano solo ai propri interessi economici e geopolitici mentre il diritto internazionale è stato infranto e sono stati commessi crimini di guerra.”

Christos Stylianides, il commissario europeo per gli aiuti umanitari e la gestione delle crisi, ha affermato: “Non possono esserci scuse per le vittime civili, i danni alle infrastrutture civili e per l’assenza di protezione per le persone. Sono particolarmente preoccupato per l’orribile situazione che incontrano gli operatori sanitari.”

Tytti Tuppurainen, a nome della presidenza finlandese del Consiglio, ha dichiarato: “La Turchia ha fatto sforzi immensi per ospitare diversi milioni di rifugiati per molti anni - non c’è dubbio su questo.  Eppure l’azione militare turca non fa altro che rendere una situazione già complessa nella regione ancora più difficile da risolvere.” Ha inoltre aggiunto: “Per questo motivo i capi dell’UE hanno condannato l’incursione turca e hanno deciso di bloccare l’esportazione di armi in Turchia.”

Malik Azmani (Paesi Bassi) di Renew Europe ha affermato che la risposta dell’UE non è stata abbastanza forte nonostante i precedenti sforzi di porre fine alla violenza.
"Uniamo le nostre forze, mostriamoci uniti e poniamo fine alla violenza ora. Lo dobbiamo alle persone in quella regione e ai cittadini europei. Per favore Commissione, entra in campo e agisci.”


Le misure possibili

Sono molti i membri del Parlamento europeo che hanno richiesto misure contro la Turchia. Il tedesco Michael Gahler del Partito popolare europeo ha ricordato che il Parlamento aveva richiesto la sospensione dei negoziati di adesione con la Turchia già a marzo, ma ha dichiarato che erano necessari ulteriori provvedimenti:“Vorremmo che il Consiglio riflettesse su interventi economici mirati appropriati che non incidano sulla popolazione civile.” Gahler ha aggiunto che in ultima istanza si potrebbe sospendere l’unione doganale.

Tineke Strik, deputata olandese dei Verdi/ALE, ha dichiarato: “I Verdi invitano l’Unione europea ad assumere il ruolo di attore proattivo, per costringere Erdogan a ritirare le sue truppe e astenersi dal deportare i rifugiati siriani in Siria, ponendo sanzioni mirate sui funzionari governativi turchi, imponendo un embargo completo sulle armi e lavorando sulla sospensione dell’accordo commerciale.”


La situazione dei curdi

I membri del Parlamento hanno anche richiamato l’attenzione sulla situazione dei curdi che hanno rivestito un ruolo cruciale per sconfiggere lo Stato islamico.

Kati Piri, eurodeputata olandese dei Socialisti e democratici ha dichiarato: “Al di là di qualsiasi considerazione legale e politica, vorrei sottolineare che abbandonare tutti quelli che hanno sofferto per l’ISIS e che hanno lottato contro di esso, facendo l’estremo sacrificio per la nostra sicurezza, non è e non dovrebbe essere mai un’opzione.”

Lars Patrick Berg, tedesco del gruppo Identità e democrazia, ha affermato: “Migliaia di persone sono state uccise. Il popolo curdo è stato tradito. Dopo che i curdi hanno combattuto l’ISIS per noi, abbiamo lasciato i curdi al loro destino.” Aggiungendo: “È chiaro che il comportamento della Turchia è contrario alla pace e allo stato di diritto. Ci sta indebolendo tutti.”