Quali sono le cause dei difficili rapporti tra UE e Russia? 

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L’arresto di Alexey Navalny è solo una delle ultime scintille nei già tesi rapporti tra UE e Russia. Scopri quali sono i motivi di contrasto e qual è la posizione del Parlamento europeo.

La tensione nei rapporti tra Unione europea e Russia è cresciuta costantemente negli ultimi dieci anni: basta ricordare l’annessione della Crimea nel 2014. Il supporto del Cremlino ai separatisti nell’Ucraina orientale e solo esacerbato la situazione. Altri segnali ostili sono stati la campagna di disinformazione e gli attacchi informatici da parte della Russia, senza contare i tentativi di Mosca di interferire nei processi democratici occidentali.


L’arresto di Alexey Navalny

Durante un’intervista live su Facebook del 27 gennaio 2021, il vicepresidente della Commissione per gli affari esteri, Urmas Paet, ha chiesto che vengano emesse delle sanzioni contro “coloro che hanno la responsabilità diretta per l’arresto e le vessazioni su Alexey Navalny”. Dopo essersi ristabilito dall’avvelenamento dell’anno scorso, che ne ha quasi provocato la morte, il leader dell’opposizione è stato imprigionato al suo ritorno in Russia il 17 gennaio.

Nel voto tenutosi quattro giorni dopo il suo arresto, il Parlamento europeo ha richiesto di rafforzare le sanzioni dell’UE contro la Russia, oltre al rilascio immediato e incondizionato di Alexey Navalny e di tutte le persone fermate in occasione del suo rientro a Mosca. Le sanzioni dovrebbero essere allargate anche ai membri della cerchia ristretta del presidente Putin e ai propagandisti dei media russi: secondo gli europarlamenti infatti queste misure potrebbero rientrare nel regime globale di sanzioni in materia di diritti umani dell'UE. Paet ha descritto il nuovo meccanismo come uno strumento “assolutamente appropriato” e ha aggiunto che “è impossibile per le società libere europee non reagire di fronte a una dura violazione dei diritti umani”.

Le sanzioni dell’UE contro la Russia

A partire dall’annessione della Crimea nel 2014, le sanzioni economiche dell'UE sono mirate al settore economico, a quello energetico e a quello della difesa. La Russia ha risposto con delle contromisure, vietando circa la metà delle proprie importazioni agroalimentari. Prima di Natale i leader europei hanno deciso all’unanimità di estendere le proprie sanzioni fino al 31 luglio 2021. Le misure, che vengono rinnovate due volte l’anno, hanno colpito gravemente la Russia: si stima che la sua economia sia diminuita del 6% alla fine del 2018 a causa delle sanzioni dell’UE e degli USA.

L’UE ha anche imposto delle sanzioni su alcuni funzionari russi a seguito dell’avvelenamento di Navalny. Nell’intervista del 27 gennaio, Paet ha fatto riferimento ai recenti “tristi esempi” della politica estera russa e ha detto “se un paese non sta rispettando i diritti fondamentali e la legge internazionale, non c’è altra opzione per le nazioni dell’UE”.

L’eco della Bielorussia

Nella stessa intervista il relatore permanente per la Russia del Parlamento europeo, Andrius Kubilius, ha descritto le sanzioni come uno strumento “efficace”. Kubilius ha sottolineato che decine di migliaia di cittadine e cittadini russi hanno affrontato aggressioni, arresti e temperature proibitive di -50°C per protestare contro l’arresto di Navalny. Ha parlato anche dell’influenza delle proteste in Bielorussia sui recenti sviluppi in Russia: “Lukashenko ha provato ad appropriarsi delle elezioni presidenziali in Bielorussia ed è chiaro che il regime del Cremlino sta provando ad appropriarsi delle elezioni alla Duma. Dobbiamo punire questo atteggiamento”.

Ha aggiunto: “Possiamo trarre una conclusione molto semplice: la democrazia è molto importante per la popolazione russa e Alexey Navalny, che sta combattendo per questi diritti, sta facendo il lavoro di un eroe. Questo è il motivo per cui condanniamo il comportamento autocratico del Cremlino”.

Il gasdotto Nord Stream 2

Un altro aspetto dei rapporti tra UE e Russia è rappresentato dal settore energetico e dalla controversia sul nuovo gasdotto Nord Stream 2, che ha evidenziato il potere russo quale principale fornitore di energia dell'Unione europea. Nella risoluzione del 21 gennaio, gli europarlamentari hanno chiesto all’UE di fermare immediatamente i lavori di completamento del gasdotto che dovrebbe collegare la Germania direttamente alla Russia. Paet ha manifestato la sua speranza che i ministri dell’UE prendano seriamente la posizione del Parlamento europeo e ha sottolineato che il progetto Nord Stream 2 “viola la politica comune dell’UE in materia di sicurezza energetica”.


Non più un “partner strategico”

La risoluzione del Parlamento europeo di marzo 2019 chiarisce che la Russia non può più essere considerata un "partner strategico”. Tuttavia, nonostante le tensioni, ci sono molti temi su cui UE e Russia condividono interessi e preoccupazioni comuni. Per esempio, la Russia ha giocato un ruolo decisivo nei negoziati per l’accordo sul nucleare con l’Iran, sia la Russia che l’Unione europea auspicano la soluzione dei due Stati al conflitto israelo-palestinese ed entrambe sono firmatarie dell’accordo di Parigi sul clima. L’UE è ancora il maggior partner commerciale e di investimento per Mosca (ha infatti rappresentato il 42% delle esportazioni della Russia nel 2019).

Paet ha evidenziato che la Russia è un paese europeo e il Parlamento vuole vedere tutti i cittadini e le cittadine della Russia godere di tutte le libertà dell’Unione europea. Ha precisato però che “i cambiamenti reali possono provenire in via definitiva solo dall’interno, non dall’esterno”. Kubilius ha aggiunto che “siamo solidali ai cittadini e alle cittadine del popolo russo” e che anche se “la Russia ha abbandonato la strada dello sviluppo democratico, può sempre tornare indietro”.

Gli ultimi sviluppi

In occasione del voto del 29 aprile, gli eurodeputati hanno espresso la loro preoccupazione per le operazioni militari russe vicino al confine con l’Ucraina e nella Crimea, occupata illegalmente. Gli eurodeputati hanno chiarito che il prezzo da pagare per la Russia nel caso di un’invasione dell’Ucraina sarebbe alto e hanno inoltre condannato il coinvolgimento dei servizi segreti russi nell’esplosione del 2014 di un deposito di armi in Cechia. Come più volte già fatto, richiedono il rilascio immediato e incondizionato di Alexei Navalny.

Il 30 aprile i Presidenti di Parlamento, Consiglio e Commissione hanno condannato la decisione della Russia di vietare l’ingresso nel territorio russo a otto cittadini europei, tra i quali il presidente del Parlamento europeo David Sassoli. La reazione del Presidente Sassoli su Twitter è stata immediata: “Nessuna sanzione nè intimidazione fermerà me o il Parlamento europeo dal difendere i diritti umani, la libertà e la democrazia.”