Quali sono le cause dei difficili rapporti tra UE e Russia? 

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Il rafforzamento militare della Russia attorno all'Ucraina è solo uno degli ultimi motivi di tensione nelle relazioni con l'UE. Scoprite di più.

La tensione nei rapporti tra Unione europea e Russia è cresciuta costantemente negli ultimi dieci anni, basti ricordare l'ingerenza del Cremlino in Ucraina a seguito dell'annessione della Crimea nel 2014. Il supporto del governo di Mosca ai separatisti nell’Ucraina orientale ha solo esacerbato la situazione. Altri segnali ostili sono stati la campagna di disinformazione e gli attacchi informatici da parte della Russia, senza contare i tentativi di Mosca di interferire nei processi democratici occidentali.

Ucraina


A seguito del dispiegamento di truppe russe lungo i confini del paese nel dicembre 2021 e gennaio 2022, l'UE insieme a vari altri paesi occidentali ha rinnovato il sostegno all'Ucraina. In una risoluzione adottata nel dicembre 2021, il Parlamento europeo ha invitato la Russia al ritiro delle proprie truppe ai confini con l'Ucraina, affermando che qualsiasi aggressione da parte di Mosca avrebbe avuto un alto prezzo economico e politico.

Un delegazione composta da membri della commissione per gli affari esteri (AFET) e della sottocommissione per la sicurezza e la difesa (SEDE) del Parlamento europeo, si è recata in Ucraina per una missione conoscitiva dal 30 gennaio al 1 febbraio 2022 .

Non è la prima volta che il Parlamento respinge l'interferenza russa nel paese, a sostegno del desiderio ucraino di legami più stretti con l'UE.

Nella risoluzione del 29 aprile 2021, il Parlamento ha espresso gravi preoccupazioni per lo schieramento di forze militari russe al confine con l'Ucraina e nella Crimea occupata illegalmente. I deputati hanno avvertito che il prezzo per un'eventuale invasione dell'Ucraina sarebbe stato alto. I deputati hanno anche deprecato il coinvolgimento dei servizi di intelligence russi nell'esplosione del 2014 di un deposito di munizioni in Cechia, ribadendo nuovamente la richiesta di rilascio immediato e incondizionato del leader dell'opposizione Alexei Navalny.

Il 15 settembre 2021 il Parlamento ha adottato una risoluzione nella quale si afferma che l'UE deve respingere le politiche aggressive, gettando le basi per la cooperazione con una futura Russia democratica.

Nel dibattito sulle relazioni UE-Russia tenutosi il 16 febbraio 2022, gli eurodeputati hanno chiesto una risposta comune sulla sicurezza europea e sulla minaccia militare della Russia nei confronti dell'Ucraina. Anche la presidente del Parlamento Roberta Metsola e i leader dei gruppi politici hanno rilasciato una dichiarazione sulla situazione in Ucraina.


Scontri tra manifestanti con la polizia durante una manifestazione per Alexei Navalny a Mosca il 23 gennaio 2021. ©Irill KUDRYAVTSEV/AFP  

L’arresto di Alexey Navalny


A seguito della lunga convalescenza per l'avvelenamento del 2020, al suo ritorno in Russia il 17 gennaio 2021 Alexei Navalny veniva arrestato.

Durante un’intervista live su Facebook del 27 gennaio 2021, il vicepresidente della Commissione per gli affari esteri, Urmas Paet, ha chiesto che vengano emesse delle sanzioni contro “coloro che hanno la responsabilità diretta per l’arresto e le vessazioni su Alexey Navalny”. Dopo essersi ristabilito dall’avvelenamento dell’anno scorso, che ne ha quasi provocato la morte, il leader dell’opposizione è stato imprigionato al suo ritorno in Russia il 17 gennaio.

Nella risoluzione adottata a quattro giorni dopo il suo arresto, il Parlamento europeo ha richiesto di rafforzare le sanzioni dell’UE contro la Russia, oltre al rilascio immediato e incondizionato di Alexey Navalny e di tutte le persone fermate in occasione del suo rientro a Mosca.

Nel dicembre 2021, il Parlamento europeo ha assegnato a Navalny il Premio Sacharov per la libertà di pensiero per la sua lotta contro la corruzione e le violazioni dei diritti umani da parte del Cremlino. È stato accettato da Daria Navalnaya a nome del padre imprigionato.

Le sanzioni dell’UE contro la Russia


A partire dall’annessione della Crimea nel 2014, le sanzioni economiche dell'UE sono mirate al settore economico, a quello energetico e a quello della difesa. La Russia ha risposto con delle contromisure, vietando circa la metà delle proprie importazioni agroalimentari. Prima di Natale i leader europei hanno deciso all’unanimità di estendere le proprie sanzioni fino al 31 luglio 2021. Le misure, che vengono rinnovate due volte l’anno, hanno colpito gravemente la Russia: si stima che la sua economia sia diminuita del 6% alla fine del 2018 a causa delle sanzioni dell’UE e degli USA.

L’UE ha anche imposto delle sanzioni su alcuni funzionari russi a seguito dell’avvelenamento di Navalny. In una risoluzione adottata nel dicembre 2021, il Parlamento ha chiesto ulteriori sanzioni in caso di aggressione russa contro l'Ucraina.

Il gasdotto Nord Stream 2


Un altro aspetto dei rapporti tra UE e Russia è rappresentato dal settore energetico e dalla controversia sul nuovo gasdotto Nord Stream 2, che ha evidenziato il potere russo quale principale fornitore di energia dell'Unione europea. Nella risoluzione del gennaio 2021, gli europarlamentari hanno chiesto all’UE di interrompere immediatamente i lavori di completamento del gasdotto che dovrebbe collegare la Germania direttamente alla Russia.


Fine del “partenrariato strategico”


Ci sono molti temi sui quali UE e Russia condividono interessi e preoccupazioni comuni. Per esempio, la Russia ha giocato un ruolo decisivo nei negoziati per l’accordo sul nucleare con l’Iran, sia la Russia che l’Unione europea auspicano la soluzione dei due Stati al conflitto israelo-palestinese ed entrambe sono firmatarie dell’accordo di Parigi sul clima. L’UE è ancora il maggior partner commerciale e di investimento per Mosca (ha infatti rappresentato il 42% delle esportazioni della Russia nel 2019).

La risoluzione del Parlamento europeo del marzo 2019, sottolineava come la Russia non potesse essere più considerata un "partner strategico", alla luce della linea di condotta tenuta dal governo. Nel testo si legge che relazioni più strette saranno possibili solo qualora la Russia coopererà pienamente per porre fine alla guerra nell'Ucraina orientale e inizierà a rispettare il diritto internazionale.

Il 22 febbraio vari eurodeputati hanno espresso una ferma condanna al riconoscimento, da parte del presidente russo Vladimir Putin, delle aree non controllate dal governo degli oblast di Donetsk e Luhansk in Ucraina come entità indipendenti.

Due giorni dopo, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e i leader dei gruppi politici, hanno denunciato l'attacco militare russo all'Ucraina a poche ore dal suo svolgimento e hanno annunciato una sessione plenaria speciale il 1° marzo.