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  • Espandere i servizi di pagamenti online per ridurre i costi e aumentare le entrate IVA
  • Nuove regole per le aziende che vendono beni materiali e servizi non elettronici
  • Migliore coordinamento tra le amministrazioni fiscali riguardo i soggetti passivi

Il Parlamento vuole consentire anche alle imprese che vendono beni e servizi non elettronici di pagare l'IVA online, per ridurre i costi e aumentare le entrate per gli Stati membri.

I deputati hanno approvato- con 540 voti in favore, 30 voti contrari e 68 astensioni - la proposta di ampliare l’uso del "mini sportello unico" (MOSS), attualmente utilizzato per calcolare e riscuotere l'IVA sui beni elettronici, le telecomunicazioni e i servizi di radiodiffusione transfrontalieri.

 

Si propone di estendere l'uso del sistema MOSS anche alle imprese che vendono beni tangibili e servizi non elettronici, cosicché possano beneficiare di un metodo di calcolo e pagamento dell'IVA più efficiente, che consenta loro di versare il dovuto in un unico Stato membro per tutte le loro vendite all'interno dell’UE.

 

Secondo la Commissione europea, le aziende che operano attualmente al di fuori del MOSS devono pagare in media 8.000 euro all'anno a ciascuno Stato membro in cui operano. Un'estensione del sistema MOSS potrebbe ridurre i costi per le imprese per 2,3 miliardi di euro, mentre gli Stati membri potrebbero vedere aumentare il loro gettito IVA di oltre 7 miliardi di euro all'anno.

 

I deputati hanno inoltre approvato, con 576 voti in favore, 30 voti contrari e 32 astensioni, una misura correlata, volta a migliorare il coordinamento tra le autorità fiscali in materia di informazioni sui soggetti d’imposta per facilitare il funzionamento del sistema online.

 

Citazioni

 

Il relatore Catalin Sorin Ivan (S&D, RO), ha dichiarato: “Questo aggiornamento delle norme IVA per il commercio elettronico, che è assolutamente necessario, ridurrà i costi di adeguamento, stimolerà gli scambi commerciali e agevolerà anche l’accesso delle piccole imprese al mercato europeo".

 

Il relatore Ludek Niedermayer (PPE, CZ), ha dichiarato: "Questo è un altro passo verso un sistema fiscale moderno adatto al XXI secolo. Il risultato sarà la prevenzione delle frodi e una riscossione dell'IVA più efficiente".

 

Prossime tappe

 

La proposta sarà ora trasmessa alla Commissione europea e al Consiglio per un esame finale.

 

Contesto

 

Questi due atti legislativi fanno parte di una più ampia revisione del sistema IVA dell'UE, che mira a creare un sistema più semplice, a prova di frode e favorevole alle imprese.  Le riforme contribuiranno inoltre a ridurre il "divario IVA", vale a dire la differenza tra il gettito IVA previsto e l’importo effettivamente riscosso, stimato dalla Commissione europea a 170 miliardi di euro.