Fondo per una transizione giusta: sostegno a regioni per transizione energetica 

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Il JTF fornirà sostegno alle persone, all'economia e all'ambiente. ©Pkproject/Adobe Stock  
  • Ampliato l'ambito di applicazione del nuovo Fondo per una transizione giusta (JTF) 
  • La coesione sociale è il principio guida del JTF 
  • Attenzione particolare a regioni meno sviluppate, regioni ultraperiferiche e isole 
  • Il Consiglio europeo deve aumentare le risorse per soddisfare le reali necessità 

Deputati pronti ad avviare i negoziati con il Consiglio sul Fondo per una transizione giusta, con l’obiettivo di mitigare l'impatto sociale della transizione verso un'economia più verde.

Mercoledì 16 settembre, i deputati europei hanno approvato la posizione negoziale del PE sulla proposta della Commissione relativa al JTF, con 417 voti favorevoli, 141 contrari e 138 astenuti.


Il Parlamento ha insistito per un sostanziale aumento delle risorse del JTF dal bilancio UE per il periodo 2021-2027 (25 miliardi di euro a prezzi 2018, rispetto agli 11 miliardi proposti dalla Commissione e alla riduzione a 7.5 miliardi di euro concordata dal Consiglio europeo). Questo importo dovrebbe essere integrato da ulteriori 32 miliardi, a prezzi correnti, come proposto dallo Fondo UE per la ripresa.


Inoltre, i deputati hanno confermato le disposizioni fondamentali delineate dalla commissione per lo sviluppo regionale nei suoi progetti di raccomandazione:


  • fornire sostegno alle persone, all'economia e all'ambiente;
  • creare un "meccanismo di ricompensa ecologica" che permetta l'assegnazione del 18% del totale delle risorse del Fondo ai Paesi UE che riducono le emissioni di gas serra più rapidamente;
  • una quota dell'1% della somma totale assegnata alle isole e un altro 1% alle regioni ultraperiferiche;
  • un tasso di cofinanziamento fino all'85% dei costi per i progetti ammissibili in tutta l'UE;
  • la possibilità di trasferire le risorse da altri fondi di coesione su base volontaria;
  • l'ampiamento dell'ambito di applicazione per includere: microimprese, turismo sostenibile, infrastrutture sociali, università e istituti di ricerca pubblici, tecnologie per lo stoccaggio di energia, teleriscaldamento a basse emissioni, mobilità intelligente e sostenibile, innovazione digitale, comprese l'agricoltura digitale e di precisione, progetti per la lotta alla povertà energetica, nonché cultura, istruzione e sviluppo delle comunità;
  • una deroga per gli investimenti in attività collegate al gas naturale per le regioni che dipendono fortemente dall'estrazione e dalla combustione di carbone, lignite, scisto bituminoso o torba, posto che possano considerarsi "ecosostenibili" a norma del regolamento in materia di tassonomia e che rispettino sei condizioni cumulative aggiuntive.

Citazione

Manolis Kefalogiannis (PPE, GR), relatore, ha affermato: "L'obiettivo dell'UE, nel contesto del Green Deal europeo, è la trasformazione socioeconomica delle regioni che dipendono da combustibili fossili e da industrie ad alta intensità di carbonio. Il 6 luglio, la commissione per lo sviluppo regionale ha approvato il progetto di relazione che istituisce il Fondo per una transizione giusta. Il JTF diventerà una componente chiave della politica di coesione dell'Unione. Siamo adesso pronti per avviare i negoziati interistituzionali e, nel contempo, il Fondo per una transizione giusta sarà strettamente collegato al QFP per il periodo 2021-2027 e al nuovo strumento per la ripresa (Next Generation EU)".

Prossime tappe

I negoziati interistituzionali dovrebbero iniziare il prima possibile e riguardare tutti i temi in discussione, tranne la dotazione finanziaria, su cui si dovrà trovare un accordo durante i colloqui sul quadro finanziario pluriennale (QFP), organizzati in parallelo.

Contesto


A gennaio la Commissione ha pubblicato una proposta legislativa sul Fondo per una transizione giusta (JTF), la prima proposta legislativa che attua le priorità definite nel Green Deal europeo, seguita, a maggio, da una proposta modificata contenente un aumento delle risorse del Fondo.


Al fine di garantire un rapido avvio dei negoziati con il Consiglio, la commissione per lo sviluppo regionale ha chiesto che sia il progetto di relazione sia il mandato negoziale siano votati direttamente in plenaria. A norma dell'articolo 71 del Regolamento, se il Parlamento respinge la decisione di una commissione di avviare i negoziati, la relazione potrebbe essere votata solamente durante la sessione plenaria successiva, ritardando così i negoziati tra il Parlamento, il Consiglio e la Commissione.