L'UE deve rivedere le sue relazioni con la Bielorussia 

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  • Le sanzioni UE devono includere Aliaksandr Lukashenka, presidente illegittimo 
  • La violenza in Bielorussia deve cessare 
  • Devono essere indette nuove elezioni libere ed eque e sotto supervisione internazionale 
  • Il Consiglio di coordinamento (CC) di Sviatlana Tsikhanouskaya è il legittimo rappresentante del popolo 

Il PE sostiene che i negoziati sulle priorità del partenariato con la Bielorussia vadano sospesi fino all’organizzazione di nuove elezioni libere ed eque.

Il PE ha adottato mercoledì una serie di raccomandazioni su come l’UE dovrebbe rivalutare i suoi rapporti con la Bielorussia. Nella risoluzione, si fa il punto sugli avvenimenti prima e dopo le elezioni presidenziali fraudolente del 9 agosto, che hanno portato all’esplosione di una rivolta popolare contro l’attuale regime.


Il testo è stato approvato con 602 voti favorevoli, 44 contrari e 44 astensioni


Nel testo vengono ribaditi molti aspetti dell’ultima risoluzione del PE sulla Bielorussia, adottata il 17 settembre e inoltre:

  • si sostiene la decisione dell’UE e dei suoi Stati membri di non riconoscere i risultati elettorali fraudolenti annunciati dalla Commissione elettorale centrale bielorussa;

  • si sottolinea che Aliaksandr Lukashenka non sarà riconosciuto come legittimo presidente del Paese alla scadenza del suo attuale mandato, il 5 novembre 2020;

  • si sostiene in modo inequivocabile il popolo bielorusso nelle sue legittime richieste di nuove elezioni libere ed eque sotto la supervisione internazionale;

  • si osserva che secondo i sondaggi sociologici indipendenti Sviatlana Tsikhanouskaya ha ricevuto oltre la metà dei voti alle elezioni presidenziali del 2020 ed è agli occhi del popolo bielorusso il loro presidente eletto;

  • si riconosce il Consiglio di coordinamento (CC) istituito da Sviatlana Tsikhanouskaya quale rappresentante legittimo del popolo che chiede un cambiamento democratico e la libertà in Bielorussia;

  • si chiede l’immediata cessazione immediata della violenza, della repressione crudele, della tortura e della stretta nei confronti di manifestanti pacifici, e che tutti i prigionieri politici, i membri della società civile e i giornalisti vengano rilasciati immediatamente e senza condizioni;

  • si invita l’UE ad attuare quanto prima le sanzioni concordate dai ministri degli affari esteri dei Paesi UE e dal Consiglio europeo, rivolte ad un ampio gruppo di persone attraverso il congelamento dei beni e il divieto di ingresso in UE, oltre ad allargare il gruppo di persone per includervi Aliaksandr Lukashenka;

  • si sostiene l’iniziativa di istituire una missione ad alto livello in Bielorussia, composta da ex capi di Stato o di governo con il compito di contribuire a porre fine alla violenza, assistere nella liberazione di prigionieri e detenuti politici e promuovere un ambiente favorevole a un dialogo politico nel Paese;

  • si afferma che i negoziati sulle priorità del partenariato UE-Bielorussia devono essere sospesi fino a quando non si svolgeranno elezioni presidenziali libere ed eque.


Oltre alla situazione politica in Bielorussia, la lista completa delle raccomandazioni include, tra le altre cose, tematiche relative alla cooperazione economica e settoriale, ai contatti interpersonali e all’energia nucleare.


La lista sarà disponibile qui (cliccare su 21/10/2020).


Citazione


Dopo il voto, il relatore Petras Auštrevičius (Renew, LT) ha dichiarato: “La Bielorussia è nelle nostre immediate vicinanze; il suo popolo condivide i nostri valori europei e aspira alle stesse libertà e agli stessi diritti dei cittadini UE. Vogliono essere i responsabili delle decisioni nel loro paese. L'Unione europea non può essere un osservatore passivo. Devono essere adottate misure attive per prevenire interventi russi, ibridi o diretti, in Bielorussia. Esorto la Presidenza tedesca del Consiglio dell'Unione europea a guidare gli sforzi diplomatici per evitare qualsiasi interferenza e a sostenere le aspirazioni democratiche del popolo bielorusso.”.

Contesto


La relazione originale è stata redatta dalla commissione parlamentare affari esteri.


Anche la leader dell’opposizione bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya si è rivolta ai membri della commissione e a quelli della sottocommissione per i diritti umani durante la riunione del 21 settembre.


Per rivedere il dibattito, cliccare qui.