Pesca UE: videosorveglianza su navi “a rischio” per contrastare le infrazioni 

Comunicati stampa 
Tornata 
 
 

Condividi questa pagina: 

  • Telecamere a bordo (CCTV) obbligatorie per le navi che rischiano di violare le regole 
  • Sanzioni anche per chi pratica pesca ricreativa e non rispetta le misure UE 
  • Nuove misure per ridurre la perdita in mare di attrezzi da pesca 
  • Tracciamento del pesce nella catena alimentare, compresi i prodotti lavorati e importati 

Il PE ha adottato la propria posizione negoziale sul nuovo sistema di controllo della pesca, che modificherà le norme sulle attività UE di pesca in vigore dal 2010.

Con 401 voti favorevoli, 247 contrari e 47 astensioni, i deputati hanno approvato, mercoledì, l’utilizzo di nuove tecnologie per migliorare l’applicazione delle regole sulla pesca, la sicurezza e la trasparenza. Inoltre, hanno introdotto misure per consentire ai consumatori di sapere quando, dove e come vengono pescati i prodotti che acquistano.


L'uso di telecamere a bordo (CCTV) per effettuare controlli sugli obblighi di sbarco delle specie soggette a limiti di cattura dovrebbe essere obbligatorio secondo una "percentuale minima" di navi lunghe almeno 12 metri che sono identificate come "a grave rischio di non conformità". L'attrezzatura di sorveglianza sarà imposta anche come sanzione di accompagnamento per tutte le navi che commettono due o più infrazioni gravi. Ai pescherecci che sono disposti ad adottare la CCTV su base volontaria dovrebbero essere offerti incentivi come l'assegnazione di quote aggiuntive o la rimozione dei punti di infrazione.


I deputati appoggiano inoltre la proposta di armonizzare le sanzioni e chiedono la creazione di un "registro dell'Unione Europea" sulle infrazioni, per centralizzare le informazioni di tutti i Paesi UEi, e di un "apposito sistema sanzionatorio in caso di inottemperanza" per le infrazioni commesse da chi svolga pesca ricreativa.


Ridurre i rifiuti e aumentare trasparenza


In linea con la strategia UE “Farm-to-Fork” (dal produttore al consumatore), il PE chiede che l'origine dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura sia tracciabile lungo tutta la catena alimentare, compresi i prodotti lavorati e importati. Devono essere resi disponibili i dati sulle specie di pesce, il luogo, la data e l'ora in cui è stato pescato e il tipo di attrezzatura utilizzata.


In linea con la strategia UE per ridurre i rifiuti marini, il PE concorda che tutte le navi dovrebbero essere obbligate a informare le autorità nazionali in caso di perdita degli attrezzi da pesca ed essere in possesso a bordo delle attrezzature necessarie per poterli recuperare.


Come misura necessaria per migliorare la sicurezza marittima, tutte le navi dovrebbero essere dotate di un dispositivo di geolocalizzazione che permetta loro di essere localizzate e identificate automaticamente.


Infine, il Parlamento propone di aumentare il margine di errore accettato (margine di tolleranza) relativo al peso di alcune specie stimato a bordo dai pescatori a bordo.


Citazione


La relatrice Clara Aguilera (S&D, ES), ha dichiarato: Abbiamo fatto passi importanti per disporre di norme comuni. Non è normale che le ispezioni sulla pesca in Spagna siano diverse da quelle in Danimarca, Polonia o Italia. Devono essere armonizzate e rese più efficienti, senza provocare più burocrazia per il settore".


Prossime tappe


Con il voto di oggi, il PE è ora pronto ad avviare i negoziati con il Consiglio. Secondo l'attuale proposta, gli operatori avrebbero quattro anni dall'entrata in vigore delle regole per equipaggiare le navi con le nuove tecnologie richieste.


Contesto


Il 5 febbraio, la commissione parlamentare per la pesca ha adottato la sua posizione sul sistema di controllo della pesca nell’UE. La proposta aggiorna cinque regolamenti esistenti e armonizza i sistemi di controllo e ispezione, così come le sanzioni tra gli Stati membri.