Stato di diritto: Il PE citerà in giudizio la Commissione per inadempienza 

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  • Crescente rischio di uso improprio dei fondi UE da parte degli Stati membri 
  • I deputati esortano la Commissione ad agire rapidamente nell'applicazione del regolamento sulla condizionalità 
  • Il Parlamento dovrà avviare immediatamente i preparativi necessari per un potenziale procedimento giudiziario 

Il PE incarica il Presidente Sassoli di invitare la Commissione, al più tardi entro due settimane, ad “adempiere agli obblighi” del Regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto.

In una risoluzione adottata giovedì con 506 voti favorevoli, 150 contrari e 28 astensioni, i deputati fanno notare che, nonostante il nuovo strumento di condizionalità per proteggere il bilancio UE (e che si applica anche al Recovery) sia in vigore dal 1° gennaio 2021, la Commissione non ha proposto alcuna misura nell'ambito delle nuove regole e non ha rispettato la scadenza del 1° giugno, data dal Parlamento nella risoluzione del 25 marzo, per mettere a punto le linee guida sull'applicazione del regolamento. Ciò "costituisce una base sufficiente per intraprendere un'azione legale contro la Commissione ai sensi dell'articolo 265 TFUE".


Nel testo, viene sottolineato il crescente rischio di un uso improprio del bilancio dell'Unione come mezzo per deteriorare lo Stato di diritto. Per questo, Il Parlamento incarica il Presidente Sassoli di invitare la Commissione, al più tardi entro due settimane dalla data di adozione della risoluzione, ad adempiere agli obblighi previsti dal regolamento. Per essere pronto, il Parlamento, dovrà, nel frattempo, “avviare immediatamente i necessari preparativi per un potenziale procedimento giudiziario ai sensi dell'articolo 265 TFUE nei confronti della Commissione”.


I deputati esortano la Commissione a reagire rapidamente alle gravi violazioni in corso dei principi dello Stato di diritto in alcuni Stati membri, che costituiscono un grave pericolo per la distribuzione equa, legale e imparziale dei fondi UE.


Dovrebbe inoltre utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, compresa la procedura prevista dall'articolo 7 del trattato UE, il quadro sullo Stato di diritto e le procedure di infrazione, per affrontare le persistenti violazioni della democrazia e dei diritti fondamentali nell'Unione, compresi gli attacchi contro la libertà dei media e i giornalisti, i migranti, i diritti delle donne, i diritti delle persone LGBTIQ e la libertà di associazione e di riunione.


Contesto


Il Regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto, progettato per proteggere i fondi UE dal possibile uso improprio da parte dei governi degli Stati membri, è entrato in vigore il 1° gennaio 2021. Il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione di ritardarne l'applicazione in modo che gli Stati membri potessero impugnarlo davanti alla Corte di giustizia UE (la Polonia e l'Ungheria lo hanno fatto l'11 marzo 2021), e fino a quando la Commissione non avesse sviluppato linee guida specifiche per l'applicazione.


In una risoluzione adottata nel marzo 2021, il Parlamento ha ribadito che le conclusioni del Consiglio europeo in materia non hanno alcun effetto giuridico e che l'applicazione del nuovo regolamento non può essere soggetta ad alcuna linea guida. Se la Commissione ritiene necessarie tali linee guida, esse dovrebbero essere adottate entro e non oltre il 1° giugno. I deputati hanno anche chiesto alla Commissione di consultare il Parlamento prima della loro adozione. Il 26 maggio, nel corso di riunione delle commissioni parlamentari competenti, la Commissione ha indicato che intende consultare il Parlamento nella prima metà di giugno.