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Interrogazioni parlamentari
28 novembre 2007
E-4787/2007
Risposta data dal sig. Dimas a nome della Commissione

Il trattamento dei rifiuti è disciplinato, a livello comunitario, dalla direttiva 2006/12/CE del Parlamento e del Consiglio, del 5 aprile 2006, relativa ai rifiuti(1), la quale impone agli Stati membri di garantire che i rifiuti, compresi quelli pericolosi, vengano smaltiti o recuperati senza pericolo per la salute umana e senza danni per l’ambiente. La direttiva esclude dal suo campo d’applicazione i rifiuti già presi in considerazione da altre normative comunitarie come, ad esempio, i residui radioattivi.

Qualora si opti per la collocazione a discarica dei rifiuti, è necessario attenersi al disposto della direttiva 1999/31/CE, del 26 aprile 1999, relativa alle discariche di rifiuti(2), la quale istituisce requisiti per la progettazione, il funzionamento, la chiusura e la gestione successiva alla chiusura delle discariche, compresi la gestione dei colaticci, il controllo dei gas e i criteri e le procedure per l’ammissione dei rifiuti. Tale direttiva vieta la collocazione a discarica di rifiuti di ospedali o provenienti da altre attività mediche, che la direttiva del Consiglio 91/689/CE, del 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti pericolosi(3), definisce «infettivi». I rifiuti ammessi nelle discariche a norma della relativa decisione del Consiglio(4) devono essere previamente sottoposti a trattamento allo scopo di ridurne il volume o la natura pericolosa e di facilitarne il trasporto o favorirne il recupero.

L’allegato I della direttiva sulle discariche specifica che, per l’ubicazione di una discarica, occorre tener conto dell’esistenza di acque freatiche e costiere e di zone di protezione naturale nelle vicinanze e delle condizioni geologiche e idrogeologiche della zona. Inoltre, le discariche debbono essere progettate in modo tale da soddisfare le condizioni necessarie per impedire l’inquinamento del terreno, delle acque freatiche e delle acque superficiali; la costruzione di una barriera geologica e di un rivestimento della parte inferiore è altresì resa obbligatoria.

La Commissione non dispone di elementi comprovanti che le attività militari svolte sul sito debbano essere messe in relazione con effetti sulla salute. Per quanto riguarda il monitoraggio della radioattività nell’ambiente, causato da una qualsiasi fonte di attività umane, ciascuno Stato membro «provvede agli impianti necessari per effettuare il controllo permanente del grado di radioattività dell’atmosfera, delle acque e del suolo, come anche al controllo sull’osservanza delle norme fondamentali» (articolo 35 del trattato Euratom). Spetta agli Stati membri applicare la sopra citata normativa UE nei singoli casi e far sì che né l’ambiente né la salute umana siano messi a repentaglio dalla gestione dei rifiuti.

Le informazioni trasmesse dall’onorevole parlamentare non consentono alla Commissione di stabilire se la sopra citata normativa UE sia stata infranta e, di conseguenza, se la gestione dei rifiuti nel comune di Lentini costituisca effettivamente un grave rischio sia in termini ambientali che sanitari. Ciò nonostante, la Commissione chiederà alle competenti autorità ulteriori precisazioni e chiarimenti in merito. La Commissione gradirebbe, inoltre, ricevere altri elementi ed informazioni che la possano aiutare a stabilire se ci si trovi in presenza di un’infrazione della normativa UE in materia.

(1)GU L 114 del 27.4.2006.
(2)GU L 182 del 16.7.1999.
(3)GU L 377 del 31.12.1991.
(4)Decisione del Consiglio 2003/33/CE, del 19 dicembre 2002, che stabilisce criteri e procedure per l’ammissione dei rifiuti nelle discariche ai sensi dell’articolo 16 e dell’allegato II della direttiva 1999/31/CE, GU L 11 del 16.1.2003.

GU C 191 del 29/07/2008
Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2007Avviso legale