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Giovedì 18 maggio 2000 - Strasburgo Edizione GU

Lotta contro la tratta delle donne
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  Turco (TDI ). - Signor Presidente, a nome dei deputati della Lista Bonino ringrazio la relatrice per l'eccellente relazione sul drammatico problema della tratta delle donne. Questa relazione, estremamente equilibrata, siamo sicuri che sarà approvata da questo Parlamento a larghissima maggioranza. Ne siamo sicuri perché nessuno può tollerare la violenza oggi esercitata sulle donne rapite o costrette con l'inganno e le minacce ad entrare nel territorio dell'Unione europea per essere spesso destinate alla prostituzione coatta o a qualunque altro lavoro forzato.

Tutti noi conosciamo le storie raccappriccianti di prostitute, spesso minorenni, rapite nei loro Stati di origine, fatte entrare nell'Unione - si dice - illegalmente, violentate, minacciate di ritorsioni sui loro cari o magari uccise se, con coraggio, decidono di denunciare i loro sfruttatori. La relazione indica alcune soluzioni possibili già applicate con successo, quali la concessione di permessi di soggiorno, la protezione e l'assistenza sanitaria gratuita. Queste misure, già applicate con successo in alcuni Stati, devono essere estese a tutto il territorio dell'Unione.

Vorrei però attirare l'attenzione su una questione di massima importanza: non sono forse la proibizione, diretta e indiretta, della prostituzione e le leggi restrittive sull'immigrazione che causano la tratta e la prostituzione coatta? Le vittime della criminalità legate alla prostituzione non sono forse costrette a svolgere tale attività a causa della loro condizione di clandestine, di illegali, di soggetto debole, schiacciato tra la violenza dei loro sfruttatori e la repressione delle forze dell'ordine? Insomma, non è il proibizionismo stesso a rendere incontrollabile, drammatico, disumano il fenomeno che si prefiggeva di governare? E perché le persone che vogliono volontariamente prostituirsi, sebbene la prostituzione sia formalmente legale in molti Stati membri, devono scontrarsi con la proibizione sostanziale che colpisce le attività connesse e con gli escamotage che criminalizzano nei fatti l'esercizio della prostituzione volontaria? E ancora, la legalizzazione della prostituzione volontaria non permetterebbe anche alle prostitute straniere di migliorare la loro situazione uscendo dalle condizioni di clandestinità, illegalità e violenza nelle quali si trovano oggi?

Per questo motivo noi abbiamo presentato due emendamenti: con il primo chiediamo l'elaborazione di un'analisi costi/benefici delle differenti leggi e politiche in atto e di quelle possibili; con il secondo, proponiamo misure per proteggere dallo sfruttamento e dalla violenza della criminalità le persone adulte che, libere da coercizione, diretta o indiretta, si prostituiscono consentendo forme legali di esercizio di tale attività.

 
Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2004Avviso legale