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Giovedì 18 maggio 2000 - Strasburgo Edizione GU

Parità di trattamento fra le persone (proseguimento)
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  Turco (TDI ). - Signor Presidente, innanzitutto ringraziamo la relatrice per aver saputo migliorare la proposta della Commissione. Ma un ringraziamento particolare pensiamo debba andare al Commissario, signora Diamantopoulou, perché ha saputo cogliere l'importanza dell'introduzione dell'articolo 13 nei Trattati e ha saputo tradurre una norma astratta in un pacchetto di direttive.

L'Europa diventa giorno dopo giorno un continente che, come ci rivelano le relazioni delle Nazioni Unite sulla tendenza della popolazione europea, ospita cittadini di Stati terzi, ma che soprattutto necessita del loro apporto, della loro cultura, delle loro capacità, delle loro iniziative. In un contesto di questo tipo l'Unione deve riaffermare i principi fondamentali della democrazia, garantendo a tutti i cittadini e a tutti i residenti gli stessi diritti e gli stessi doveri.

Partendo da questa premessa, sia la relazione che la direttiva ci trovano scettici su tre punti: non condividiamo e siamo fermamente contrari al principio del rovesciamento dell'onere della prova, che è in contrasto con i principi elementari del diritto. Noi non crediamo che i fini giustifichino i mezzi ma che i mezzi utilizzati prefigurino il fine.

Non condividiamo, inoltre, la creazione negli Stati membri di organismi indipendenti, incaricati di monitorare le discriminazioni legate alla razza e alle origini etniche. Questo perché in termini generali diffidiamo di istituzioni che, in violazione del principio democratico della divisione dei poteri, interferiscono con le altre istituzioni, con il risultato o di alterare il gioco degli equilibri tra i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, oppure di non trovare una funzione specifica perché già svolta da altre istituzioni.

Non condividiamo, infine, i richiami alle discriminazioni positive. Ci opponiamo alle discriminazioni positive in generale quando imposte dallo Stato, perché crediamo che il merito debba essere privilegiato rispetto alla politica delle quote che, in ultima analisi, discrimina tra gli individui volendo combattere le discriminazioni stesse.

Con questi distinguo i deputati della Lista Bonino appoggeranno la relazione e la direttiva, augurandosi che il Parlamento europeo e la Commissione vogliano riflettere ed apportare le opportune modifiche sui punti che abbiamo appena evocato.

 
Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2004Avviso legale