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Mercoledì 11 febbraio 2004 - Strasburgo Edizione GU

Progressi compiuti nella realizzazione dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (SLSG), 2003
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  Turco (NI ). – Signor Presidente, io raccolgo l’invito del Commissario Vitorino affinché i cittadini siano informati. Il problema è: quale informazione diamo? Abbiamo sentito la Presidenza del Consiglio darci delle cifre strabilianti per quanto riguarda la trasparenza dei lavori del Consiglio, decine di migliaia di documenti. Peccato che in quei documenti manchi un dato e cioè la posizione dei singoli Stati membri, che non è un dato sensibile ma è un dato essenziale nell’ambito del processo democratico. Non a caso poi si afferma – secondo me con leggerezza – che il mandato di cattura europeo è stato già approvato da otto Stati membri. Ma come? Un documento approvato all’unanimità durante una pausa pranzo, senza dibattito, non è stato ancora attuato e poi viene dato quasi per scontato, come se ormai facesse parte delle le procedure di fatto di questa Istituzione.

Non si fa assolutamente alcun riferimento al ne bis in idem, benché per un semestre la Presidenza italiana ci abbia ricordato che nel campo della cooperazione giudiziaria il ne bis in idem è un pilastro per quanto riguarda le garanzie dei cittadini. Non una parola! Per quanto riguarda poi Europol, la Presidenza afferma che il protocollo è un passo avanti: ebbene, proprio in questo protocollo è stato negato ciò che il Parlamento chiede da anni, cioè il controllo democratico. Sinanche i parlamenti francese e inglese sono attualmente contrari a una tale posizione comunitaria su Europol.

A fronte di tutto ciò noi vorremmo informare i cittadini. Sì, ma di cosa?

 
Ultimo aggiornamento: 13 agosto 2004Avviso legale