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Pollici in alto o pollici in basso: come votano gli eurodeputati?

Regolamento del Parlamento europeo - 18-08-2009 - 15:45
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Pollice in alto significa "votare a favore", in basso "votare contro"

I coordinatori indicano ai colleghi la linea del gruppo politico su ogni emendamento

Centinaia di mani si alzano poi si abbassano. Indici che schiacciano e poi lasciano bottoni. Pollici girati verso il basso ed altri puntati in alto. Così i deputati europei danno il loro sì o il loro no ai testi legislativi che approvano: il momento del voto è una vera lingua dei segni. Ecco un breve abbecedario per decifrarla.

A detta delle statistiche, nell'ultima legislatura (2004-2009) gli eurodeputati hanno votato più di 25.000 volte. Normalmente il voto all'interno del Parlamento avviene semplicemente per alzata di mano, come ai tempi dell'assemblea greca di Pericle. Il Presidente della sessione in un colpo d'occhio valuta la quantità di mani alzate e stabilisce l'approssimativa maggioranza vincente senza contare l'esatto numero di favorevoli e contrari. Quando, per il tipo di legge su cui si sta votando, è richiesta la maggioranza semplice (la sola maggioranza dei votanti) dei deputati presenti alla seduta, questo metodo sbrigativo è di solito corretto ed efficace, anche se a volte i due schieramenti, il sì ed il no, si avvicinano molto e la valutazione viene contestata da deputati che alzano le mani esclamando: "Check!" Check!" ("Verifica!" Verifica!"). Può essere anche il Presidente stesso ad avere dei dubbi nella valutazione. In questi casi può decidere di far ripetere il voto con il sistema elettronico. I deputati allora votano attraverso i 3 bottoni (favorevole, contrario o astenuto) che si trovano su un display inserito nella loro postazione. Perché il voto sia valido, ogni deputato deve però aver inserito la propria carta elettronica d'identificazione nella fessura apposita del display elettronico.
 
Come si vota?
 
Nella votazione elettronica, il risultato esatto dello scrutinio è visualizzato sugli schermi in sala. Questo sistema è utile sia in caso di contestazione del voto, che nel caso in cui sia richiesta, a seconda del tipo di legge da votare, la maggioranza assoluta (metà più uno del numero complessivo dei membri del parlamento). Diventa essenziale quando si sta votando una legge che richiede la maggioranza qualificata (maggioranze particolari, ad esempio dei 2/3 dei membri del parlamento).
 
Il tipo di maggioranza richiesta dipende dal tipo di decisione da prendere e dalla materia su cui verte la questione. Il voto elettronico è il voto segreto per eccellenza , essendo impossibile sapere chi ha votato a favore o come ha votato il dato deputato.
 
Oltre al voto per alzata di mano che non è propriamente segreto, l'unico voto veramente palese è il voto con scrutinio per "appello nominale", dove il voto personale di ogni deputato viene registrato a verbale. La denominazione viene dall'epoca in cui il presidente della seduta chiamava letteralmente ogni deputato con il suo nome perché si pronunciasse sulla questione. Il presidente chiamava, ad esempio, il "signor Rossi" ed il deputato Rossi si alzava esclamando il suo sì o il suo no! Il voto si svolgeva per chiamata in ordine alfabetico, a partire da una lettera estratta a caso e terminando con il presidente stesso. Immaginatevi la durata dei voti con questo sistema, considerato che oggi ci sono 736 deputati!
 
 Il moderno voto elettronico ad appello nominale permette quindi di evitare sedute senza fine. Un ultimo tipo di voto è il voto per scrutinio segreto, i deputati votano attraverso una scheda elettorale che viene infilata in un'apposita urna. Normalmente, questo tipo di voto è riservato alle nomine, ma qualsiasi voto può essere reso segreto a condizione che almeno un quinto dei membri lo richieda. Lo spoglio dei voti è affidato a scrutinatori, da due a sei, estratti a sorte tra i deputati.
 
Come si arriva al momento del voto?
 
Da luglio 2004, sono stati presentati circa 52.557 documenti. I deputati non possono essere specialisti in tutto. È per questo che tutti i gruppi politici del parlamento (è per affiliazione politica e non nazionale che si raccolgono gli eurodeputati) hanno i loro "coordinatori" responsabili di settori specifici (mercato interno, industria, agricoltura, ecc.). Per ogni documento (rapporto), viene inoltre designato un "relatore", responsabile della stesura del testo da votare. 
 
I coordinatori ed i relatori, conoscendo perfettamente il progetto di legge in questione, propongono ai deputati del loro gruppo politico una lista di voto nella quale indicano come votare ogni singolo emendamento per conformarsi alla linea politica del partito. Sono loro, nelle sessioni plenarie, che girano il pollice verso l'alto o verso il basso per indicare ai deputati del proprio gruppo politico come votare, stesso gesto del dipinto di Jean-Léon Gérôme, "Pollice verso". L'unica differenza è che in parlamento non si decide della vita o della morte di un gladiatore e questo gesto ha il solo scopo di dare un'indicazione di voto ai deputati dello stesso colore politico. Semplice indicazione: infatti ogni deputato ha comunque il diritto e la libertà di votare come meglio crede, seguendo o no le direttive di partito.
 
RIF.: 20060628STO09319