Comunicati stampa
 

Standard di qualità per le acque di superficie europee

Ambiente - 17-06-2008 - 13:53
Sessioni plenarie
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Il Parlamento ha approvato definitivamente una direttiva che fissa standard di qualità ambientale per le acque di superficie dell'UE. Entro il 2018, gli Stati membri dovranno avvicinarsi ai limiti di concentrazione massima ammissibile nell'acqua per un elenco di 33 sostanze inquinanti, che possono anche essere pericolose, come il cadmio o il mercurio. Dovranno poi tenere un inventario delle emissioni, degli scarichi e delle perdite di tali inquinanti per ciascun bacino idrografico.

L’inquinamento chimico delle acque di superficie rappresenta una minaccia per l’ambiente acquatico, con effetti quali la tossicità acuta e cronica per gli organismi acquatici, l’accumulo negli ecosistemi e la perdita di habitat e di biodiversità, e una minaccia per la salute umana.
 
Approvando con 673 voti favorevoli, 10 contrari e 5 astensioni un pacchetto di emendamenti di compromesso negoziati con il Consiglio dalla relatrice Anne LAPERROUZE (ALDE/ADLE, FR), il Parlamento ha adottato definitivamente una direttiva volta a istituire, come previsto dalla "direttiva quadro sulle acque", standard di qualità ambientale (SQA) per gli inquinanti o gruppi di inquinanti che presentano un rischio significativo per l'ambiente acquatico, ossia le "sostanze prioritarie" e, all'interno di questa categoria, le sostanze "prioritarie pericolose". Gli Stati membri dovranno attuare le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva entro 18 mesi dalla sua entrata in vigore.
 
Più in particolare, gli standard di qualità ambientale rappresentano «la concentrazione di un particolare inquinante o gruppo di inquinanti nelle acque, nei sedimenti e nel biota che non deve essere superata, per tutelare la salute umana e l'ambiente». Essi sono differenziati a seconda che si tratti di acque interne (fiumi e laghi) o di altra acque di superficie (di transizione, costiere e territoriali). Accogliendo la richiesta del Parlamento, la direttiva ricorda che la politica comunitaria in materia ambientale si basa sui principi di precauzione e d'azione preventiva, sul principio della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente, nonché sul principio "chi inquina paga". La Commissione dovrà verificare, entro il 2018, se gli Stati membri avranno fatto progressi verso l'osservanza degli obiettivi di riduzione graduale dell'inquinamento causato dalle "sostanze prioritarie" e di arresto o eliminazione graduale di emissioni, scarichi e perdite di "sostanze prioritarie pericolose". La data del 2018 rappresenta un compromesso tra la proposta del Consiglio di fissarla al 2025 e quella del Parlamento di anticiparla al 2015.
 
In totale sono 33 le sostanze considerate prioritarie e, tra queste, tredici sono identificate come pericolose, ad esempio il cadmio e il mercurio e gli idrocarburi policiclici aromatici. I deputati avrebbero auspicato introdurre altre 14 sostanze, tra le quali le diossine e i PCB, in un elenco di quelle da dover esaminare per valutare il loro inserimento tra le sostanze "prioritarie" o "pericolose prioritarie". Il compromesso raggiunto, fatto salvo per l'ETBE, prevede che la Commissione, entro due anni dall'entrata in vigore della direttiva, dovrà considerare questa possibilità e renderne conto al Parlamento europeo e al Consiglio, avanzando eventualmente proposte per identificare nuove sostanze prioritarie e nuove sostanze prioritarie pericolose, e fissare, degli Standard di qualità ambientale per le acque di superficie, i sedimenti o il biota, se necessario.
 
In una prima fase si è ritenuto opportuno, per la maggior parte delle sostanze, limitare la definizione di SQA a livello comunitario alle sole acque di superficie. Tuttavia, per garantire una protezione contro gli effetti indiretti e l’avvelenamento secondario provocato da esaclorobenzene, esaclorobutadiene e mercurio, gli Stati membri possono decidere di applicare gli SQA per i sedimenti e/o il biota (pesci, molluschi, crostacei e altro biota).
 
In prossimità degli scarichi da fonti puntuali le concentrazioni degli inquinanti sono di solito più elevate delle concentrazioni ambiente nelle acque. Pertanto, gli Stati membri dovrebbero poter avvalersi di "zone di mescolamento" adiacenti ai punti di scarico, in cui le concentrazioni di uno o più inquinanti possano superare gli SQA applicabili a condizione, però, che «tale superamento non abbia conseguenze sulla conformità del resto del corpo idrico superficiale ai suddetti standard». Gli Stati membri che ricorrono a questa possibilità, dovranno descrivere nei piani di gestione dei bacini idrografici elaborati a norma della direttiva quadro sulle acque gli approcci e le metodologie applicati per ottenere tali zone. Come richiesto dai deputati, dovranno anche descrivere le misure adottate al fine di ridurre in futuro le dimensioni delle zone di mescolamento.
 
Gli Stati membri dovranno inoltre assicurare che l'estensione di ciascuna di tali zone sia limitata alle vicinanze del punto di scarico e sia proporzionata, «conformemente all'applicazione delle migliori tecniche disponibili». Come richiesto dai deputati, la Commissione dovrà definire, secondo la procedura di regolamentazione, il metodo che gli Stati membri devono applicare per individuare le zone di mescolamento.
 
In base alle informazioni raccolte o ad altri dati disponibili, gli Stati membri dovranno istituire un inventario, corredato di eventuale mappatura, delle emissioni, degli scarichi, delle perdite di sostanze prioritarie e degli inquinanti indicati dalla direttiva per ciascun bacino idrografico o parte di esso all’interno del loro territorio specificandone, se necessario, le concentrazioni per i sedimenti e il biota. Spetterà alla Commissione stabilire le specifiche tecniche per le analisi nonché il metodo che gli Stati membri dovranno utilizzare per istituire gli inventari.
 
16/06/2008
Anne LAPERROUZE (ALDE/ADLE, FR)
Relazione relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque e recante modifica delle direttive 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 86/280/CEE e 2000/60/CE
Procedura: Codecisione, seconda lettura
Dibattito: 16.6.2008
Votazione: 17.6.2008
RIF.: 20080616IPR31747