Interrogazioni parlamentari
6 giugno 2006
O-0058/06
INTERROGAZIONE ORALE CON DISCUSSIONE a norma dell'articolo 108 del regolamento di Luis Yañez-Barnuevo García, Miguel Martínez Martínez, Carlos Carnero González, Willy Meyer Pleite, Raül Romeva i Rueda, Ignasi Guardans Cambó, Josu Ortuondo Larrea, Bernat Joan i Marí, Inés Ayala Sender, Maria Badia I Cutchet, Enrique Barón Crespo, Joan Calabuig Rull, Rosa Díez González, Bárbara Dührkop Dührkop, Iratxe García Pérez, David Hammerstein Mintz, Antonio Masip Hidalgo, Manuel Medina Ortega, Emilio Menéndez del Valle, Javier Moreno Sánchez, Rosa Miguélez Ramos, Raimon Obiols i Germà, Francisca Pleguezuelos Aguilar, Teresa Riera Madurell, María Salinas García, Antolín Sánchez Presedo, María Sornosa Martínez, Elena Valenciano Martínez-Orozco, André Brie, Evelyne Gebhardt, Lissy Gröner, Klaus Hänsch, Karin Jöns, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Helmut Kuhne, Heinz Kindermann, Constanze Krehl, Jo Leinen, Erika Mann, Helmuth Markov, Tobias Pflüger, Bernhard Rapkay, Heide Rühle, Martin Schulz, Frithjof Schmidt, Feleknas Uca, Ralf Walter, Sahra Wagenknecht, Gabriele Zimmer, Jörg Leichtfried, Hannes Swoboda, Karin Scheele, Johannes Voggenhuber, Philippe Busquin, Véronique De Keyser, Mia De Vits, Alain Hutchinson, Marc Tarabella, Adamos Adamou, Kyriacos Triantaphyllides, Ole Christensen, Poul Rasmussen, Vladimír Maňka, Borut Pahor, Mojca Drčar Murko, Toomas Ilves, Andres Tarand, Kader Arif, Marie-Hélène Aubert, Jean-Luc Bennahmias, Pervenche Berès, Guy Bono, Marie-Arlette Carlotti, Françoise Castex, Jean Cottigny, Harlem Désir, Anne Ferreira, Jean-Claude Fruteau, Catherine Guy-Quint, Jacky Henin, Pierre Moscovici, Gérard Onesta, Bernard Poignant, Marie-Line Reynaud, Catherine Trautmann, Gilles Savary, Yannick Vaugrenard, Bernadette Vergnaud, Francis Wurtz, Satu Hassi, Henrik Lax, Reino Paasilinna, Esko Seppänen, Stavros Arnaoutakis, Katerina Batzeli, Panagiotis Beglitis, Stavros Lambrinidis, Diamanto Manolakou, Dimitrios Papadimoulis, Nikolaos Sifunakis, Georgios Toussas, Marilisa Xenogiannakopoulou, Alexandra Dobolyi, Szabolcs Fazakas, Zita Gurmai, Gyula Hegyi, Edit Herczog, Csaba Tabajdi, Proinsias De Rossa, Mary McDonald, Vittorio Agnoletto, Giovanni Berlinguer, Giusto Catania, Giovanni Fava, Donata Gottardi, Umberto Guidoni, Lilli Gruber, Luisa Morgantini, Roberto Musacchio, Pasqualina Napoletano, Marco Rizzo, Guido Sacconi, Mauro Zani, Nicola Zingaretti, Aloyzas Sakalas, Robert Goebbels, John Attard-Montalto, Louis Grech, Joseph Muscat, Thijs Berman, Sophia in 't Veld, Joost Lagendijk, Kartika Liotard, Edith Mastenbroek, Erik Meijer, Margrietus van den Berg, Jan Wiersma, Genowefa Grabowska, Bogusław Liberadzki, Józef Pinior, Francisco Assis, Luis Capoulas Santos, Paulo Casaca, Manuel dos Santos, Edite Estrela, Emanuel Fernandes, Elisa Ferreira, Ilda Figueiredo, Ana Gomes, Pedro Guerreiro, Joel Hasse Ferreira, Jamila Madeira, Miguel Portas, Sérgio Sousa Pinto, Michael Cashman, Richard Corbett, Bairbre de Brún, Robert Evans, Richard Howitt, Glenys Kinnock, Caroline Lucas, David Martin, Linda McAvan, Arlene McCarthy, Peter Skinner, Terence Wynn, Richard Falbr, Jaromír Kohlíček, Jiří Maštálka, Miloslav Ransdorf, Vladimír Remek, Libor Rouček, Daniel Strož, Jan Andersson, Carl Schlyter, Jonas Sjöstedt, Eva-Britt Svensson, Åsa Westlund, Johan Van Hecke, Panayiotis Demetriou, Marios Matsakis, Marie Isler Béguin, Alain Lipietz, Marco Cappato, Lidia Geringer de Oedenberg, Mary Honeyball, Pierre Schapira, Justas Paleckis, Riitta Myller, Giovanni Pittella, Bernadette Bourzai, Gary Titley, Vincenzo Lavarra, Neena Gill, Martine Roure, Glyn Ford, Alfonso Andria, Lapo Pistelli, Tatjana Ždanoka e Bronisław Geremek al Consiglio

 Oggetto: Condanna del regime di Franco nel 70° anniversario del colpo di Stato franchista

Quest'anno ricorrono il 75° anniversario della proclamazione della Seconda Repubblica spagnola e il 70° anniversario della sollevazione fascista del 18 luglio che rovesciò il governo repubblicano democraticamente eletto, facendo scoppiare una guerra civile successivamente sfociata in una cruenta dittatura durata quarant'anni. Il regime dittatoriale stabilito con le armi, con l'aiuto e la partecipazione della Germania nazista e dell'Italia fascista, e guidato dal Generale Franco, tra le altre conseguenze nefaste per il popolo spagnolo, avrebbe avuto anche quella di ritardare di svariati decenni l'integrazione della Spagna nel progetto di costruzione europea diventato oggi l'UE.

L'esemplare transizione democratica del 1978-1982 si ispirò in parte ai valori e agli ideali della Seconda Repubblica spagnola. Ancor oggi le vittime del colpo di Stato e della dittatura non hanno ottenuto un risarcimento morale. Tra il 1939 e il 1975 oltre centomila spagnoli furono assassinati, e oltre 35.000 risultano tuttora scomparsi: i loro resti, tra cui quelli del grande poeta Federico García Lorca, sono sparsi nei fossati e nei campi di tutta la Spagna. La tortura e le esecuzioni extragiudiziali nonché altre violazioni di massa dei diritti dell'uomo erano pratica abituale durante la lunga dittatura. Mezzo milione di spagnoli furono costretti all'esilio, tra cui il Premio Nobel per la letteratura Juan Ramón Jiménez, e centinaia di migliaia subirono il carcere e la reclusione in campi di concentramento e di lavoro, l'ultimo dei quali venne chiuso nel 1962.

Il Consiglio d'Europa recentemente ha approvato ad ampia maggioranza una mozione a favore di una "condanna internazionale del regime franchista": si tratta della prima condanna internazionale emessa nei confronti di tale regime. Analogamente, ci sembrano importanti i riferimenti – che figurano nella relazione dell'on. Takkula sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce, per il periodo 2007-2013, il programma "Cittadini per l'Europa" mirante a promuovere la cittadinanza europea attiva – alle vittime di dittature in Europa, tra cui il regime franchista spagnolo purtroppo occupa senz'altro una posizione di spicco.

I deputati che sottoscrivono la presente interrogazione dichiarano che in nessuno Stato membro dovrà mai risorgere un regime dittatoriale come quello subito dalla Spagna per quattro decenni. Riteniamo che lo spirito dell'Unione europea, fondato sul rispetto dello Stato di diritto e sui principi di libertà, democrazia e tutela dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, avrebbe una pregnanza ancora maggiore se non si stendesse un velo di silenzio sulle atrocità dei regimi dittatoriali europei.

Intende il Consiglio seguire l'esempio della comunità internazionale, proponendo la condanna del regime di Franco a livello europeo nonché dichiarando il 18 luglio 2006 giornata ufficiale di condanna del regime franchista?

Lingua originale dell'interrogazione: ES
Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2006Avviso legale