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RELAZIONE     
PDF 234kWORD 176k
28 maggio 2002
PE 301.859 A5-0202/2002
a)   sulla dodicesima relazione annuale della Commissione sui Fondi strutturali (2000) ;
b)   sulla relazione annuale della Commissione del Fondo di Coesione 2000 ;
c)   sulla relazione annuale della Commissione dello strumento per le politiche strutturali di preadesione (Ispa) 2000
(COM (2001) 539, COM (2001) 602 e COM (2001) 616 – C5-0006/2002 – 2002/2009(COS))
Commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo
Relatore: Maurizio Turco
PAGINA REGOLAMENTARE
 PROPOSTA DI RISOLUZIONE
 MOTIVAZIONE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI, I DIRITTI DELL'UOMO, LA SICUREZZA COMUNE E LA POLITICA DI DIFESA
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER I BILANCI
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA PESCA
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER I DIRITTI DELLA DONNA E LE PARI OPPORTUNITÀ

PAGINA REGOLAMENTARE

Con lettere del 3, 22 e 31 ottobre 2001 la Commissione ha trasmesso al Parlamento: a) la sua dodicesima relazione annuale sui Fondi strutturali (2000), b) la sua relazione annuale del Fondo di Coesione 2000 e c) la sua relazione annuale dello strumento per le politiche strutturali di preadesione (Ispa) 2000 - (COM (2001) 539, COM (2001) 602 e COM (2000) 616 – 2002/2009(COS)).

Nella seduta del 16 gennaio 2002, il Presidente del Parlamento ha comunicato di aver deferito tali relazioni alla commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo per l'esame di merito e, per parere, alla commissione per gli affari esteri, i diritti dell'uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa, alla commissione per i bilanci, alla commissione per il controllo dei bilanci, alla commissione per i problemi economici e monetari, alla commissione giuridica e per il mercato interno, alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali, alla commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori, alla commissione per la pesca, nonché alla commissione per i diritti della donna e le pari opportunità (C5-0006/2002).

Nella riunione del 26 novembre 2001 la commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo aveva nominato relatore Maurizio Turco.

Nelle riunioni del 21marzo 2002 e del 21-22 maggio 2002 ha esaminato le proposte della Commissione e il progetto di relazione.

Nell'ultima riunione indicata ha approvato la proposta di risoluzione con 45 voti favorevoli, 1 contrario e 2 astensioni.

Erano presenti al momento della votazione Luciano Caveri (presidente), Gilles Savary (vicepresidente), Rijk van Dam (vicepresidente), Maurizio Turco (relatore), Emmanouil Bakopoulos, Rolf Berend, Philip Charles Bradbourn, Felipe Camisón Asensio, Luigi Cocilovo, Gerard Collins, Danielle Darras, Garrelt Duin, Giovanni Claudio Fava, Markus Ferber (in sostituzione di Carlos Ripoll i Martínez Bedoya), Fernando Fernández Martín (in sostituzione di José Javier Pomés Ruiz, a norma dell'articolo 153, paragrafo 2, del regolamento), Jacqueline Foster, Jean-Claude Fruteau (in sostituzione di Michel J.M. Dary), Mathieu J.H. Grosch, Konstantinos Hatzidakis, Ewa Hedkvist Petersen, Roger Helmer (in sostituzione di Christine de Veyrac ), Georg Jarzembowski, Giorgio Lisi, Sérgio Marques, Emmanouil Mastorakis, Erik Meijer, Joaquim Miranda (in sostituzione di Helmuth Markov ), Francesco Musotto, James Nicholson, Camilo Nogueira Román, Josu Ortuondo Larrea, Marit Paulsen (in sostituzione di Dirk Sterckx ), Karla M.H. Peijs, Wilhelm Ernst Piecyk, Alonso José Puerta, Reinhard Rack, Isidoro Sánchez García, Dana Rosemary Scallon, Ingo Schmitt, Brian Simpson, Renate Sommer, Ulrich Stockmann, Margie Sudre, Joaquim Vairinhos,Ari Vatanen, Herman Vermeer, Mark Francis Watts e Brigitte Wenzel-Perillo (in sostituzione di Dieter-Lebrecht Koch).

I pareri della commissione per gli affari esteri, i diritti dell'uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa, della commissione per i bilanci, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per la pesca e della commissione per i diritti della donna e le pari opportunità sono allegati ; la commissione per il controllo dei bilanci, la commissione per i problemi economici e monetari, la commissione giuridica e per il mercato interno e la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori hanno deciso rispettivamente il 23 gennaio 2002, 8 gennaio 2002, 24 gennaio 2002 e 22 gennaio 2002 di non esprimere parere.

La relazione è stata depositata il 28 maggio 2002.

Il termine per la presentazione di emendamenti sarà indicato nel progetto di ordine del giorno della tornata nel corso della quale la relazione sarà esaminata.


PROPOSTA DI RISOLUZIONE

Risoluzione del Parlamento europeo a) sulla dodicesima relazione annuale della Commissione sui Fondi strutturali, b) sulla relazione annuale della Commissione del Fondo di Coesione 2000 e c) sulla relazione annuale della Commissione dello strumento per le politiche strutturali di preadesione (Ispa) 2000, (COM (2001) 539, COM (2001) 602 e COM (2000) 616 - C5-0006/2002 – 2002/2009(COS)).

Il Parlamento europeo,

-   viste le relazioni della Commissione (COM(2001) 539, COM (2001) 602 e COM (2001) 616 – C5-0006/2002);

-   visti il regolamento (CEE) n. 2081/1993(1), in particolare l'articolo 16, e il regolamento (CEE) n. 2082/1993(2), in particolare l'articolo 31;

-   vista la relazione annuale della Corte dei conti per il 2000(3) a norma dell'articolo 248 del trattato CE e la relazione speciale n.10/2001(4);

-   vista la sua risoluzione del 7 febbraio 2002(5) sulla seconda relazione della Commissione sulla coesione economica e sociale a norma dell'articolo 159 del trattato CE,

-   visto l'articolo 47, paragrafo 1, del suo regolamento,

-   visti la relazione della commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo e i pareri della commissione per gli affari esteri, i diritti dell'uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa, della commissione per i bilanci, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per la pesca e della commissione per i diritti della donna e le pari opportunità (A5-0202/2002),

A.   considerando che un'esecuzione sana ed efficiente dei Fondi strutturali (FS), garantita da sistemi di valutazione e di vigilanza adeguati, è d'importanza fondamentale per l'attendibilità e l'efficacia delle istituzioni comunitarie, e questo nell'imminenza dell'ampliamento a nuovi Stati membri che hanno un reddito pro capite di gran lunga inferiore alla media dell'UE a quindici;

B.   considerando che il 2000 è stato il primo anno di applicazione del coordinamento degli interventi dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione previsto dai regolamenti approvati nel 1999,

C.   considerando che la semplificazione e l'accelerazione delle procedure promesse dalla Commissione con l'adozione dei nuovi regolamenti non sembrano aver avuto alcun effetto;

D.   considerando che, a norma dell'articolo 274 del trattato, la Commissione ha la responsabilità di accertare che la gestione corrente dei programmi affidati agli Stati membri sia adeguata, e gli Stati membri sono tenuti a collaborare con la Commissione per garantire che gli stanziamenti siano utilizzati secondo i principi della buona gestione finanziaria;

E.   considerando che la Corte dei conti, nella sua relazione annuale per il 2000 e nella sua relazione speciale n.10/2001, ha ancora evidenziato mancanze gravi, talvolta persistenti, nei sistemi di gestione e di controllo della Commissione e degli Stati;

F.   considerando che a giudizio della Corte(6) dovrebbero essere applicate per i controlli norme accettate a livello internazionale che dispongano, fra l’altro, che chi effettua i controlli sia indipendente da chi attua il progetto;

G.   considerando che dalle percentuali di esecuzione durante il primo anno del periodo 2000-2006 per tutto l'insieme degli obiettivi nn. 1, 2 e 3 dei Fondi strutturali si evincono ritardi analoghi a quelli prodottisi nel 1994, per il fatto che non ha avuto luogo il miglioramento richiesto e che nel 2000 nell'esecuzione del bilancio sono stati impegnati soltanto il 51,8% degli stanziamenti disponibili per tutto l'insieme degli obiettivi, delle iniziative comunitarie e delle azioni innovatrici,

H.   considerando che, per quanto riguarda i FS, solamente grazie ai meccanismi dell'anticipo del 7 % e dell'impegno annuale automatico è stato possibile raggiungere i tassi di esecuzione del 13 % per gli impegni e del 5 % per i pagamenti;

I.   considerando che nell'obiettivo n. 1 gli stanziamenti impegnati non hanno superato nel 2000 il 19% e i pagamenti il 3,3%; che nell'obiettivo n. 2 nel 2000 sono stati adottati solo i DPU di tre Stati (Danimarca, Finlandia e Svezia), cosicché il livello degli d'impegni si è ridotto al 15% e la percentuale dei pagamenti al 5%; che nell'obiettivo n. 3, a causa dei ritardi nell'approvazione dei QCS o dei DPU si è registrato soltanto un livello d'impegni del 10% e di pagamenti del 4,5%,

J.   considerando che gli orientamenti per le azioni innovatrici sono stati approvati soltanto all'inizio del 2001 e che nel 2000 non sono ancora state avviate azioni o progetti di questo tipo,

K.   considerando la necessità di rispettare gli aspetti fondamentali della legislazione ambientale negli interventi sovvenzionati dai Fondi strutturali, dal Fondo di coesione e dallo Strumento per le politiche strutturali di preadesione, quale uno dei principi di base dello sviluppo sostenibile,

L.   considerando che nel 2000 si sono dovuti avviare tutti i programmi della strategia europea per l'occupazione, il che ha comportato l'attribuzione di una priorità nel quadro dei programmi del FSE alle politiche per l'occupazione, in conformità del processo avviato a Lussemburgo,

M.   considerando che il livello degli errori constatati dalla Corte dei Conti nelle dichiarazioni per i pagamenti intermedi non cambia rispetto agli esercizi precedenti, e che gli errori più frequenti sono della stessa natura di quelli constatati in passato in diversi Stati membri;

N.   considerando che la realizzazione di audit e ispezioni evidenzia notevoli errori e irregolarità nelle spese del FESR, del FES e del FEAOG sezione Orientamento; che le frodi nei casi su cui ha indagato l'OLAF rappresentano in totale 114,2 milioni di euro,

O.   considerando che per assicurare l'efficacia dell'aiuto comunitario la valutazione ex ante non dovrebbe riguardare solo l'analisi dei costi e benefici, ma comprendere anche altri indicatori quantitativi e qualitativi;

P.   considerando che per quanto riguarda ISPA, secondo la Corte, la Commissione non ha valutato adeguatamente le necessità in materia d'assistenza tecnica, né definito le priorità;

Q.   considerando che la messa in opera di ISPA ha richiesto un notevole impegno da parte di ciascun paese candidato e che la Commissione avrebbe dovuto fornire orientamenti e consigli tecnici a tempo debito, sotto forma di manuali, metodi e norme di lavoro, allo scopo di aiutare il paese candidato ad impegnarsi nella misura necessaria;

Fondi strutturali: il periodo di programma 2002-2006

1.   prende atto che l'adozione delle nuove forme di intervento del periodo di programmazione 2000-2006 dei FS è risultata molto più lenta di quanto previsto e di quanto auspicabile e che questo ritardo ha determinato una rilevante sottoutilizzazione degli stanziamenti d'impegno e di pagamento; invita la Commissione a far luce sulla possibilità di distinguere, in futuro, i programmi obiettivo dalle iniziative comunitarie al fine di evitare interruzioni fra i periodi di programmazione nonché l'accumularsi dei periodi di preparazione e dei negoziati di tutti i programmi;

2.   si interroga se la mancata adozione di gran parte dei DOCUP relativi all'Obiettivo 2 non determini in futuro difficoltà di attuazione;

3.   deplora che fino al 2001 la Commissione non abbia avviato la valutazione del regolamento 2064/97 e chiede con la massima urgenza alla Commissione che, così come segnala la Corte dei conti, la semplificazione della procedura di attuazione in materia di azioni strutturali promessa in Agenda 2000 sia operativa con tutta la celerità che richiede la gravità dei problemi rilevati;

4.   chiede l'immediata correzione dei ritardi accumulati nel 2000 nell'applicazione delle risorse dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione, quale garanzia di raggiungimento degli obiettivi fissati per il cruciale periodo di programmazione 2000-2006;

5.   sottolinea che il periodo di programmazione 2000-2006 rispecchia infatti le difficoltà di attuazione del periodo precedente e che, come indicato dalla stessa Commissione nel suo rapporto annuale, i tassi di esecuzione del 2000, primo anno del nuovo programma quadro, sono paragonabili a quelli registrati nel 1994;

6.   richiama l'attenzione sulla necessità di un più stretto coordinamento dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione al servizio dell'obiettivo della coesione e dello sviluppo territoriale;

7.   rileva che quanto alle nuove iniziative comunitarie, in contraddizione con il fatto che queste si sono concentrate e semplificate per motivi di efficacia in quattro grandi iniziative (Leader, Interreg, EQUAL e URBAN), l’esecuzione di bilancio è stata dello 0 %, tanto per gli impegni quanto per i pagamenti, non essendo stato approvato alcun intervento;

8.   critica la Commissione e gli Stati membri per il fatto di non aver approvato e attuato interventi relativi alle iniziative comunitarie in tempo utile, affinché questi strumenti possano effettivamente avere un impatto positivo nel periodo di programmazione;

9.   chiede che nelle relazioni annuali venga incluso un riferimento adeguato sull'applicazione nei programmi dei Fondi strutturali e dei Fondi di coesione dei principi dello sviluppo sostenibile approvati a Göteborg;

10.   segnala che nella relazione non si constata l'applicazione di misure destinate a incorporare i programmi della PAC e della PCP, nonché quelli di R+S nella politica di coesione e di sviluppo territoriale;

11.   chiede che dinanzi alle nuove esigenze a livello di collegamenti di trasporto che si manifesteranno con l'ampliamento a nuovi Stati, venga esplicato lo sforzo necessario nell'applicazione del Fondo di coesione dei Fondi strutturali allo sviluppo delle reti transeuropee, soprattutto della rete europea di treni ad alta velocità, affinché questa venga estesa ai territori continentali periferici della UE formata da quindici Stati, nel periodo 2000-2006;

12.   si interroga se le nuove regole della programmazione consentano realmente di garantire la trasparenza della gestione di bilancio e di evitare strozzature nella liquidità;

13.   manifesta la propria inquietudine circa la chiusura degli interventi dei periodi precedenti; in particolare apprende con notevole sorpresa che a 11 anni dalla chiusura degli impegni e a nove dalla data ultima per effettuare i pagamenti, alla fine del 2000 ben 35 programmi anteriori al 1989 risultano essere ancora aperti;

14.   prende atto delle misure di assistenza tecnica fornite su iniziativa della Commissione nell'ambito dei QCS e degli interventi (PO e DOCUP), ma sottolinea l'assoluta mancanza di trasparenza per quanto riguarda la tabella relativa agli impegni per l'assistenza tecnica effettuati a titolo del FSE per 2000;

15.   rileva che nella relazione della Commissione non risulta chiaro se il coordinamento e la convergenza strategica tra gli obiettivi siano migliorati nella nuova programmazione;

Fondi strutturali: addizionalità e controllo

16.   prende atto delle informazioni fornite dalla Commissione relativa alla verifica ex ante dell'addizionalità, ma rileva come questi dati sembrano ancora essere non comparabili fra Stati membri e in alcuni casi addirittura basati su cifre e risultati ancora provvisori;

17.   chiede quindi alla Commissione ed agli Stati membri di effettuare la prossima verifica intermedia dell'addizionalità utilizzando criteri comparabili e dati definitivi;

18.   ricorda alla Commissione di averla già esortata ad approfondire i problemi connessi alla verifica del rispetto dell'addizionalità nelle relazioni annuali; esorta gli Stati membri a rispettare rigorosamente il principio dell'addizionalità e a collaborare con la Commissione per garantire una più grande trasparenza nell'applicazione di questo principio fondamentale;

19.   invita la Commissione a rafforzare il controllo dell’esecuzione dei programmi, aumentando considerevolmente il numero dei controlli in loco, e ad adoperarsi per stabilire criteri obiettivi per valutare la loro efficienza e qualità;

20.   reputa che il Parlamento debba poter controllare qualità ed efficacia dei programmi in modo più approfondito e in una fase anteriore; sottolinea che, oltre alle relazioni annuali, il Parlamento deve disporre di canali chiari e aperti per organizzare la ricezione dei dati e i controlli; chiede che, in quanto organo di controllo, esso sia informato segnalando per nome quali sono gli enti nazionali o regionali su cui ricade la massima responsabilità delle deficienze riscontrate dalla Corte dei conti, e ciò perché le loro relazioni non vengano prese in considerazione a scapito della validità del sistema generale dei Fondi regionali;

esorta gli Stati membri a riferire annualmente in merito alla realizzazione dei controlli obbligatori sull’utilizzo dei Fondi dell’UE;

21.   chiede altresì che la Commissione inserisca nella sua relazione annuale una sezione che illustri le misure con le quali ha reagito alle critiche espresse dal Parlamento negli anni precedenti e sulle misure concrete proposte in tale relazione;

22.   invita la Commissione a sforzarsi per rendere più efficaci i sistemi di controllo introdotti negli ultimi anni e fare in modo che le procedure di gestione utilizzate dagli organismi nazionali e le procedure di controllo applicate nel quadro del regolamento (CE) n.2064/97 contribuiscano realmente a garantire la legittimità e la regolarità delle operazioni finanziate con i Fondi comunitari;

Fondi strutturali: gestione finanziaria

23.   si compiace del fatto che sia stato possibile chiudere un gran numero di programmi relativi al periodo precedente il 1999 e può soltanto insistere affinché la Commissione chiuda entro breve termine i programmi in corso relativi al periodo precedente il 1999 o preveda dei disimpegni per chiudere tali fascicoli;

24.   sottolinea peraltro che anche per il periodo 1989-1993 sono ben 73 i programmi operativi ancora aperti; constata che le scadenze improrogabili e la minaccia di rigorose misure coercitive più volte proposte dalla Commissione per razionalizzare gli interventi dei FS sembrano dunque essere state ancora disattese; propone pertanto di sopprimere gli aiuti ai progetti dei paesi che più di una volta non hanno rispettato le scadenze e di assegnarli ai paesi e regioni che vantano una corretta esecuzione di bilancio;

25.   deplora lo scadente tasso di esecuzione degli impegni (55,3%) e dei pagamenti (79,4%) e s'interroga sulla precisione della previsione di bilancio, data l'esperienza della Commissione nella gestione dei Fondi strutturali nel corso degli anni 80; rileva che il tasso di esecuzione nel corso dell'anno 2001(7) è migliorato per quanto concerne gli impegni (99,6%), ma si è deteriorato per quanto riguarda i pagamenti (68,6%), la qual cosa implica un aumento dei RAL a 9.400 milioni di €;

26.   deplora che la relazione della Commissione sia stata resa disponibile soltanto alla fine del mese di ottobre 2001, vale a dire troppo tardi per essere presa in considerazione nel corso della procedura di bilancio 2002; chiede alla Commissione di presentare in futuro le relazioni prima della fine del mese di agosto;

27.   deplora che la Commissione non abbia fornito spiegazioni soddisfacenti circa l'adozione tardiva dei programmi, soprattutto di quelli già pronti dalla fine del 2000; ritiene che tale ritardo nell'adozione sia all'origine dello scarso tasso di esecuzione degli impegni; invita la Commissione a mettere tutto in opera al fine di determinare le cause per correggere e semplificare i meccanismi di adozione e di gestione;

28.   chiede alla Commissione di includere in futuro dati più precisi sulle modalità di cofinanziamento dei progetti e dei programmi;

29.   deplora che la relazione non fornisca dei dati specifici e precisi sugli importi da liquidare dei diversi Fondi strutturali;

30.   chiede che in futuro le relazioni non si limitino a una sintesi quantitativa dell'esecuzione e a una descrizione delle attività, ma comportino altresì una valutazione di natura scientifica che indichi, sulla base di parametri oggettivi, l'impatto economico e sociale sulle regioni che hanno beneficiato dei Fondi strutturali; tali parametri possono essere: il numero di posti di lavoro creati, il prodotto regionale lordo, le dotazioni infrastrutturali e gli scambi commerciali con altre regioni; chiede altresì che le relazioni riferiscano sugli effetti di "spill-over" delle azioni finanziate a titolo dei Fondi strutturali;

Programmi e questioni sociali

31.   constata che la Commissione ha approvato gli orientamenti generali per i programmi solo allorché la preparazione dei programmi negli Stati membri e nelle regioni era già in fase avanzata;

32.   in particolare, a tale riguardo deplora che:

- soltanto la metà dei programmi operativi nel quadro dell’obiettivo 1 del QCS ha potuto essere approvata;
- l’elenco delle regioni ammissibili agli aiuti dell’obiettivo 2, che non rappresenta che la base per l’inizio della programmazione del programma, è stato completato solo nel luglio 2000;
- a causa della tardiva approvazione degli orientamenti e della nuova strategia dell’iniziativa comunitaria EQUAL, i programmi nazionali hanno potuto essere approvati solo nel marzo 2001; si preoccupa del fatto che nella maggior parte dei casi non è stata ancora conclusa neanche la costituzione dei partenariati di sviluppo, cosa che rende difficilmente ipotizzabile un reale inizio dei lavori prima del 2002;

33.   ricorda che le misure innovative previste dai regolamenti sui Fondi strutturali sono venute del tutto meno nel 2000;

34.   ricorda che a causa dei ritardi in tutti i settori lo stato di esecuzione finanziario resta molto al disotto delle indicazioni delle previsioni finanziarie e non va oltre, in linea generale, l’anticipo forfetario del 7% degli stanziamenti; di conseguenza, gli Stati membri e le regioni si troveranno inevitabilmente esposti, nei rimanenti anni del periodo di programmazione, ad un’elevata pressione di assorbimento; ricorda che l’applicazione della regola “N+2” potrebbe provocare una massiccia perdita di mezzi dei Fondi strutturali nel caso in cui la capacità di assorbimento degli Stati membri non dovesse rivelarsi sufficiente;

35.   invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a rispettare rigorosamente e puntualmente gli obblighi relativi allo scambio di informazioni e alle procedure di autorizzazione previsti dai regolamenti sui Fondi strutturali e per questo fatto vincolanti; invita inoltre la Commissione a verificare sistematicamente, di concerto con tutte le parti interessate, gli iter amministrativi al fine di semplificarli quanto più possibile;

36.   lamenta in generale il fatto che le relazioni annuali della Commissione sui Fondi strutturali non rappresentano una base sufficiente per un'efficace sorveglianza dell'esecuzione dei Fondi stessi, poiché si limitano esclusivamente ad un esame ex post; pertanto esorta vivamente la Commissione, per il futuro, ad illustrare le conseguenze dello stato di attuazione osservato sugli anni successivi nonché ad inserire nelle relazioni dati aggiornati;

37.   ritiene inoltre che le relazioni annuali si limitino eccessivamente allo stato dell'impegno e del pagamento dei finanziamenti, trascurando così la valutazione qualitativa; osserva inoltre con rammarico che la valutazione non si differenzia quasi per nulla da quella dell'undicesima relazione annuale sui Fondi strutturali (1999);

38.   si associa alla conclusione cui è giunta la Corte dei conti nella sua relazione speciale 12/2001 secondo la quale le misure contro la disoccupazione di lunga durata non hanno avuto una vera incidenza, e invita la Commissione e gli Stati membri a far sì che gli interventi dei Fondi strutturali siano meglio concatenati con la strategia europea per l'occupazione;

39.   rinvia per il resto alla relazione speciale 10/2001 della Corte dei conti nonché alla sua relazione annuale sull'esercizio finanziario 2000, che mostrano le considerevoli carenze e i punti deboli rilevati in relazione al FSE;

40.   rammenta, come osservazione generale, che i mezzi dei Fondi strutturali non possono in alcun caso essere utilizzati per incentivare o consentire il trasferimento di posti di lavoro esistenti da un luogo ad un altro dell’Unione, ma sono bensì concepiti per stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro;

Fondi strutturali e pari opportunità

41.   rileva che la nuova regolamentazione sui Fondi strutturali per il periodo 2000-2006 fa della "eliminazione delle disparità e della promozione delle pari opportunità tra le donne e gli uomini" un principio centrale della politica e dell'azione comunitaria e sottolinea che l'integrazione della dimensione delle pari opportunità nei Fondi strutturali riveste una grande importanza, nella misura in cui la crescita, la competitività e l'occupazione potranno essere garantiti solo grazie alla mobilitazione di tutti i cittadini, uomini e donne;

42.   ritiene che, come risulta dalla relazione annuale all'esame, i nuovi programmi degli Stati membri siano nettamente legati al principio dell'integrazione delle pari opportunità ma che siano necessari sforzi supplementari per migliorare l'integrazione delle pari opportunità nei piani e nei programmi dei Fondi strutturali, soprattutto nei campi dell'occupazione, dell'istruzione e della formazione professionale, dell'imprenditoria e della conciliazione della vita professionale e familiare;

43.   fa tuttavia osservare che la relazione annuale in questione non contiene informazioni sufficienti per poter valutare le azioni intraprese a favore delle donne a titolo dei Fondi strutturali e delle iniziative comunitarie, tra cui Equal, nonché le risorse che sono state dedicate a tali azioni;

44.   ricorda che l'obiettivo dell'integrazione della dimensione delle pari opportunità nei Fondi strutturali è di eliminare le disparità persistenti tra le donne e il uomini in tutta la Comunità; invita a tal fine gli Stati membri a includere nei loro piani e programmi, conformemente alle disposizioni del regolamento generale sui Fondi strutturali, dei dati e delle informazioni suddivisi per sesso, concernenti in particolare i tassi di attività e d'inattività, la disoccupazione e la disoccupazione di lunga durata, la partecipazione al mercato del lavoro in tutti i settori di attività e a tutti i livelli di responsabilità e la creazione e lo sviluppo di imprese, nonché a definire gli obiettivi quantificati che consentano di accrescere la parità;

45.   si compiace per gli sforzi compiuti da taluni Stati membri nell'intento di conciliare vita familiare e vita professionale grazie allo sviluppo di servizi di custodia per i bambini e ricorda la necessità di adottare, in tutta la Comunità, misure analoghe miranti a migliorare le infrastrutture sociali, quali servizi di custodia per i bambini e i servizi di assistenza alle persone anziane o dipendenti;

46.   esprime la sua approvazione per il seminario che sarà organizzato, sotto gli auspici della Presidenza spagnola, il 14 e 15 giugno 2002 a Santander, in Spagna, su "i Fondi strutturali, le donne e l'occupazione" e auspica che i lavori del suddetto seminario portino al varo di nuovi programmi specifici per la partecipazione delle donne al mercato del lavoro;

Fondi strutturali e politica della pesca

47.   invita la Commissione a pubblicare con regolarità una relazione dettagliata sui progetti finanziati dagli Stati membri nel settore della pesca, compresi dettagli sugli importi previsti per ogni misura;

48.   invita la Commissione ad effettuare un’analisi dettagliata delle operazioni finanziate a titolo del precedente Strumento finanziario di orientamento per la pesca (1994-1999), nonché a precisare la consistenza del loro contributo agli obiettivi della politica comune di pesca;

49.   esorta la Commissione a mantenere i Fondi IFOP per la trasformazione e il miglioramento della flotta e, in particolare, per lo sviluppo dell’acquicoltura;

Fondo di coesione

50.   chiede alla Commissione di trasmettere al Parlamento europeo le valutazioni dell'impatto economico degli interventi del Fondo di coesione per quanto riguarda sia i singoli progetti sia la sua azione globale;

51.   si interroga, visto che la Commissione non si ritiene complessivamente soddisfatta della qualità della valutazione ex ante, se e in che modo la valutazione ex-post dei progetti già completati e relativi al periodo precedente 1994-1999 sia stata utilizzata per la nuova fase;

52.   chiede quali azioni di formazione la Commissione intende intraprendere affinché il criterio della valutazione ex-ante risulti omogeneo fra gli Stati membri e qualitativamente significativo;

53.   invita la Commissione a continuare nella sua rigorosa verifica dell'osservanza delle regole di trasparenza in materia di appalti pubblici;

54.   deplora il livello insufficiente degli impegni (84,4%) e dei pagamenti (57,0%); rileva che il tasso di esecuzione dell'anno 2001(8) è migliorato per quanto concerne gli impegni (100,0%) e i pagamenti (62,8%), la qual cosa implica, nonostante tutto, un aumento degli importi da liquidare pari a di 1.176 milioni di €;

55.   chiede alla Commissione di fornire nelle prossime relazioni informazioni più dettagliate sui progetti finanziati nonché sul loro contributo al rispetto della legislazione ambientale comunitaria e gli strumenti messi a punto per eliminare le strozzature esistenti nel settore dei trasporti nonché di indicare in quali misure i progetti ferroviari hanno sostituito il trasporto su strada;

56.   deplora il fatto che la relazione non fornisca dati specifici ed esatti sugli importi da liquidare del Fondo di coesione;

ISPA

57.   prende atto che la Commissione ha impegnato nel primo anno di programmazione circa un terzo dei Fondi previsti per il 2000;

58.   auspica che l'esecuzione possa essere notevolmente incrementata per garantire una piena utilizzazione di queste risorse fondamentali per lo sviluppo equilibrato dei paesi candidati;

59.   si interroga in ogni caso sulla effettiva capacità dei paesi beneficiari di presentare alla Commissione progetti idonei al finanziamento; a tale fine chiede alla Commissione di verificare se gli stanziamenti destinati all'assistenza tecnica non debbano essere potenziati per evitare elevate sotto-utilizzazioni nel periodo 2000-2006;

60.   prende atto della coerenza fra le misure ambientali finanziate e l'attuazione della politica comunitaria in materia ambientale e invita la Commissione a vigilare affinché questa coerenza sia pienamente rispettata;

61.   si preoccupa del fatto che l'Ungheria appare nella lista aggiornata - resa pubblica il 7 settembre 2001 - dei paesi o territori non cooperativi con il GAFI (Gruppo di azione finanziaria sul riciclaggio dei capitali) e che presentano lacune gravi;

62.   sollecita i dieci paesi beneficiari di ISPA a proseguire lo sforzo per adeguare le strutture amministrative nazionali alle esigenze comunitarie; sottolinea che un'efficace attuazione delle iniziative richiede una capacità di gestione adeguata, nonché la garanzia di risorse umane a tutti i livelli dell'amministrazione;

63.   invita la Commissione ad approvare d'ora in poi solo progetti ISPA che siano conformi ai piani nazionali di sviluppo, alle possibilità di sviluppo effettive nonché alle politiche orizzontali dell'UE, in particolare alle direttive 97/11/CE, 2001/42/CE, 2000/60/CE e 92/43/CEE; chiede inoltre che nel settore dei trasporti l'impostazione basata sui corridoi sia sostituita da quella territoriale, per ottenere effetti di coesione che comprendano l'accesso alle infrastrutture; chiede infine che vengano sostenuti prioritariamente gli investimenti nella gestione del traffico, poiché consentono un migliore rapporto costo/efficacia;

64.   invita la Commissione ad ammettere i gruppi di progetti, in particolare nel settore degli investimenti in campo ambientale, onde evitare che i progetti vengano ampliati solo per poter corrispondere ai criteri ISPA, e la invita inoltre ad esigere l'effettuazione di studi indipendenti nel caso di dubbi sull'efficacia rispetto ai costi; fa presente che Natura 2000 è stata designata quale presupposto per l'adesione e che perciò la sua attuazione dev'essere accelerata;

65.   invita la Commissione ad introdurre i paesi candidati a tutte la possibilità dell'assistenza tecnica (AT) e a far sì che la AT serva soprattutto a rafforzare gli elementi di democrazia e di controllo nell'azione amministrativa nonché a sviluppare le capacità delle ONG e delle parti sociali; chiede per contro che le banche non siano sovvenzionate al 100% per l'AT;

66.   invita la Commissione ad elaborare con maggiore precisione i futuri piani annuali e a riferire sulle procedure di partecipazione, sulle carenze dei progetti proposti, sui motivi di rigetto, sulle analisi costi-benefici, sul rispetto delle politiche orizzontali dell'UE, sulle carenze dei controlli e su un'analisi dell'efficienza interna dell'applicazione del regolamento;

ISPA: programmazione, gestione e controllo

67.   si compiace del livello di esecuzione degli impegni (96,1%), ma deplora l'esecuzione pressoché inesistente dei pagamenti (1,5%) e si interroga sull'esattezza della previsione di bilancio; rileva che il tasso d'esecuzione nel corso dell'anno 2001 è migliorato per quanto riguarda gli impegni (99,6%) e soprattutto i pagamenti, la qual cosa implica, nonostante tutto, un aumento degli importi da liquidare, pari a 147 milioni di €;

68.   chiede alla Commissione di fornire nelle prossime relazioni informazioni più dettagliate sui progetti finanziati nonché sul loro contributo al rispetto della legislazione ambientale comunitaria e gli strumenti messi a punto per eliminare le strozzature esistenti nel settore dei trasporti nonché di indicare in quali misure i progetti ferroviari hanno sostituito il trasporto su strada;

69.   chiede che in futuro le relazioni non si limitino a una sintesi quantitativa dell'esecuzione e a una descrizione delle attività, ma comportino altresì una valutazione che indichi i progressi registrati grazie a tale strumento per soddisfare le condizioni dell'acquis comunitario nel settore dell'ambiente e gli strumenti messi a punto per eliminare le strozzature nel settore dei trasporti; chiede altresì che le future relazioni riferiscano sugli effetti di "spill-over" delle azioni finanziate a titolo dell'ISPA;

70.   è interessato inoltre a conoscere quali misure di controllo siano state adottate dalla Commissione per la verifica della regolarità nell'utilizzo dei Fondi comunitari nei paesi beneficiari; chiede con insistenza alla Commissione di effettuare controlli più regolari in tutti i paesi beneficiari dello strumento strutturale di preadesione visto che tali controlli hanno un effetto preventivo;

71.   chiede che nelle future relazioni figurino dati più dettagliati sulle modalità di cofinanziamento dei progetti e dei programmi (contributo dei bilanci nazionali, prestiti nazionali, prestiti accordati dalle istituzioni finanziarie internazionali, ecc.); sottolinea che il tasso di cofinanziamento (64%) è molto inferiore al massimo del 75% (o 85% in taluni casi), la qual cosa dimostra un ottimo effetto moltiplicatore;

72.   chiede che in futuro le relazioni non si limitino a una sintesi quantitativa dell'esecuzione e a una descrizione delle attività; chiede altresì che le relazioni riferiscano sugli effetti di "spill-over" delle azioni finanziate a titolo del Fondo di coesione;

73.   è dell’avviso che, nei prossimi anni, la Commissione dovrà adoperarsi in modo particolare per :

- migliorare la qualità dei progetti, anche usando strumenti capaci di valutarne l’impatto e promuovendo i progetti più performanti;
- sorvegliare con grande attenzione la gestione dei progetti, assicurandosi che le regole e procedure comunitarie siano rigorosamente applicate;
- favorire al massimo, pur con l’esigenza sopra ricordata, una gestione decentralizzata dei progetti;

75.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri.

(1)GU L 193 del 31.7.1993, pag. 5.
(2)GU L 193 del 31.7.1993, pag. 20.
(3)GU C 349 del 15.12.2001, pag. 1.
(4)GU C 314 dell’8.11.2001, pag. 26.
(5)Testi adottati, punto 13.
(6)Relazione speciale n.10/2001, paragrafi 37-41 e 61-62, GU C 314 del 8.11.2001.
(7)Dati provvisori.
(8)Dati provvisori.


MOTIVAZIONE

La presente relazione esamina tre relazioni annuali della Commissione: la dodicesima relazione annuale dei Fondi strutturali che illustra l'esecuzione dei Fondi strutturali relativa al primo anno di programmazione del periodo 2000-2006, la relazione annuale del Fondo di coesione 2000 che riguarda le attività del Fondo di coesione per il primo anno di programmazione 2000-2006, nonché la prima relazione annuale sulle attività dell'ISPA, che è stato istituito nell'ambito dell'Agenda 2000.

Adozione dei programmi operativi dei FS per il periodo 2000-2006

Nella dodicesima relazione annuale dei Fondi strutturali si illustra l'applicazione dei regolamenti sui Fondi strutturali nel 2000. La gestione dei Fondi strutturali nel 2000 riguardava azioni relative a quattro periodi di programmazione, ossia al nuovo periodo 2000-2006, al periodo precedente 1994-1999, al periodo 1989-1993, nonché al periodo anteriore alla riforma del 1988.

Costatiamo che le previsioni di bilancio sono risultate, ancora una volta, molto lontane dall’esecuzione reale. Infatti, le nuove forme di intervento del periodo di programmazione 2000-2006 dei Fondi strutturali sono state adottate con un ritardo tale da determinare un utilizzo notevolmente insufficiente tanto degli stanziamenti d'impegno, quanto degli stanziamenti di pagamento. Questo spiega gli scarsi tassi di esecuzione - del 13 % per gli impegni e del 5 % per i pagamenti - che, a dire la verità, sono stati raggiunti solamente grazie ai meccanismi dell'anticipo del 7 % e dell'impegno annuale automatico. Come lo riconosce la Commissione, i tassi di esecuzione del 2000, primo anno del nuovo programma quadro, sono paragonabili a quelli registrati nel 1994. Questo significa che il periodo di programmazione 2000-2006 rispecchia le difficoltà di attuazione del periodo precedente.

Quanto alle nuove Iniziative comunitarie (Leader, Interreg, EQUAL e URBAN), il fatto che non sia stato approvato alcun intervento - l’esecuzione di bilancio è stata dello 0 %, tanto per gli impegni quanto per i pagamenti - lascia perplessi sulle reali possibilità della Commissione di approvare e di attuare interventi relativi alle iniziative comunitarie in tempo utile, affinché questi strumenti possano effettivamente avere un impatto positivo nel periodo di programmazione. Inoltre, la mancata adozione di gran parte dei DOCUP relativi all'Obiettivo 2 potrebbe determinare ulteriori difficoltà di attuazione.

Come segnalato dalla Corte dei Conti, la semplificazione e l’accelerazione delle procedure di attuazione in materia di azioni strutturali promesse nel documento strategico "Agenda 2000" (diminuzione degli obiettivi e delle iniziative comunitarie, concentrazione, semplificazione della programmazione, dell'amministrazione e della gestione finanziaria) non sembrano quindi avere avuto alcun seguito sulla programmazione 2000-2006.

Per quanto riguarda la chiusura degli interventi dei periodi precedenti, anche se notevoli sforzi sono stati compiuti dalla Commissione, il passivo rimane considerevole. Infatti, a 11 anni dalla chiusura degli impegni e a nove dalla data ultima per effettuare i pagamenti, alla fine del 2000 ben 35 programmi anteriori al 1989 risultano essere ancora aperti. Anche per il periodo 89-93 sono ben 73 i programmi operativi ancora aperti. Malgrado le scadenze improrogabili e la minaccia di rigorose misure coercitive più volte proposte dalla Commissione, la razionalizzazione degli interventi dei Fondi strutturali sembra dunque essere stata ancora disattesa.

Il rispetto dell'addizionalità

Le risorse dei Fondi strutturali assegnate a ciascuno Stato membro per i singoli obiettivi non possono sostituire le spese pubbliche (o analoghe) di tipo strutturale degli Stati membri nel territorio che rientra nello stesso obiettivo. Gli Stati membri devono mantenere almeno allo stesso livello del precedente periodo di programmazione le loro spese strutturali per ciascun obiettivo e ciascun territorio interessato. L'addizionalità è un principio centrale nella "filosofia" dei Fondi strutturali e dovrebbe continuare a rappresentare il più importante garante del fatto che la politica strutturale della Comunità rappresenti un valore aggiunto per le politiche regionali nazionali. E' pertanto importante che la Commissione vigili sul rispetto di tale principio.

Per questo è da deplorare che i dati forniti dalla Commissione relativi alla verifica ex ante dell'addizionalità non sembrano ancora comparabili fra Stati membri e in alcuni casi addirittura sembrano basati su cifre e risultati non definitivi. Il Parlamento non può che ribadire le sue esortazioni rivolte alla Commissione ad approfondire i problemi connessi alla verifica del rispetto dell'addizionalità nelle relazioni annuali nonché agli Stati membri a rispettare rigorosamente il principio dell'addizionalità e a collaborare con la Commissione per garantire una più grande trasparenza nell'applicazione di questo principio fondamentale.

Valutazione e controllo

Tutti concordiamo sul fatto che un'esecuzione sana ed efficiente dei Fondi strutturali, garantita da sistemi di valutazione e di vigilanza adeguati, è d'importanza fondamentale per l’attendibilità e l'efficacia delle istituzioni comunitarie. L'articolo 274 del trattato obbliga la Commissione ad accertare che la gestione corrente dei programmi affidati agli Stati membri sia adeguata, e gli Stati membri a collaborare con la Commissione per garantire che gli stanziamenti siano utilizzati secondo i principi della buona gestione finanziaria.

Il controllo degli interventi dei Fondi strutturali è in primo luogo di competenza degli Stati membri. Ciò nondimeno, la Commissione svolge anch'essa un ruolo importante, in primo luogo poiché si tratta del controllo di risorse di bilancio europee, ovvero di spese la cui responsabilità politica incombe alla Commissione, in secondo luogo poiché l'esperienza insegna che, proprio per quanto riguarda le risorse di bilancio europee, i controlli nazionali non permettono sempre di raggiungere i risultati auspicati.

Nella sua relazione annuale per il 2000 e nella sua relazione speciale n.10/2001, la Corte dei Conti ha ancora evidenziato mancanze gravi nei sistemi di gestione e di controllo della Commissione e degli Stati. Nelle dichiarazioni per i pagamenti intermedi, gli errori più frequenti sono della stessa natura di quelli constatati in passato in diversi Stati membri.

Le richieste più volte espresse dal Parlamento di rafforzare e di rendere più efficaci il controllo della legittimità e della regolarità delle operazioni finanziate con i Fondi comunitari vanno ribadite. La Commissione dovrebbe negli altri anni del quadro comunitario di sostegno aumentare considerevolmente il numero dei controlli in loco e adoperarsi per stabilire criteri obiettivi per valutare la loro efficienza e qualità, impegnandosi a trasmettere al Parlamento europeo, in quanto organo di controllo, rapporti maggiormente dettagliati e trasparenti sulle carenze individuate nell’ambito dei controlli finanziari e presentare un elenco delle misure volte ad aumentare la trasparenza e a rafforzare i controlli sull'impiego delle risorse, riducendo così le possibilità di abuso. Queste raccomandazioni valgono anche per gli Stati membri ai quali incombe riferire annualmente in merito alla realizzazione dei controlli obbligatori sull’utilizzo dei Fondi dell’UE.

Il relatore è del parere che è proprio al settore del controllo finanziario che in futuro occorrerà prestare maggiore attenzione al fine di garantire la corretta applicazione dei regolamenti dei Fondi strutturali negli Stati membri e di non erodere la credibilità dell’Unione europea nel settore della politica di coesione economica e sociale nonché, in particolare, del controllo finanziario delle risorse di bilancio europee. La riforma dell'Agenda 2000 che ha comportato un maggiore decentramento della politica regionale deve affiancarsi a un rafforzamento delle attività di controllo della Commissione. Il relatore è certo che la commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo continuerà ad esaminare tale aspetto con grande attenzione.

Le attività del Fondo di coesione per il primo anno di programmazione 2000-2006

L'articolo 130 D del trattato di Maastricht (attuale articolo 161 CE) prevede l'istituzione di un Fondo di coesione. Preceduto dallo strumento finanziario di coesione provvisorio, il Fondo di coesione è stato istituito nel maggio 1994 con regolamento del Consiglio, previo parere conforme del Parlamento. Da allora il Fondo ha fornito un volume sostanzialmente equivalente di finanziamenti nei settori delle reti di trasporto transeuropee, in particolare le reti stradali e ferroviarie, e dell'ambiente, principalmente il trattamento delle acque reflue, l'approvvigionamento di acqua potabile e il trattamento dei rifiuti.

Alla luce della relazione sulle attività del Fondo di coesione per il primo anno di programmazione 2000-2006, il relatore sottolinea l'insoddisfazione complessiva della Commissione rispetto alla qualità della valutazione ex ante e si chiede quali azioni di formazione la Commissione intende intraprendere affinché il criterio della valutazione ex-ante risulti omogeneo fra gli Stati membri e qualitativamente significativo. Inoltre ci si può interrogare se la valutazione ex-post dei progetti già completati e relativi al periodo precedente 94-99 sia stata utilizzata per la nuova fase.

Occorre sottolineare il numero insoddisfacente di controlli espletati dalla Commissione per l’esercizio 2000, le unità incaricate del controllo avendo svolto in questo anno meno controlli rispetto agli anni precedenti.

La verifica dell'osservanza delle regole di trasparenza in materia di appalti pubblici da parte della Commissione deve essere proseguita con rigore. La Commissione deve inoltre accingersi a trasmettere al Parlamento europeo le valutazioni dell'impatto economico degli interventi del Fondo di coesione per quanto riguarda sia i singoli progetti che la sua azione globale.

ISPA e la strada dell’ampliamento

Il programma ISPA (Strumento per le Politiche Strutturali di Preadesione) ideato nel quadro di Agenda 2000 destinato a sostenere lo sforzo dei dieci paesi candidati per adeguarsi alle norme comunitarie nel settore dell’ambiente e dei trasporti. Nel 2000, primo anno operativo del fondo, il comitato di gestione ISPA ha dato parere favorevole ad 85 progetti; 75 sono stati approvati successivamente dalla Commissione, 10 sono stati rinviati al 2001.

La tabella riporta il quadro del bilancio ISPA per il 2000 per i singoli paesi.

Equilibrio trasporti/ambiente
Quota di stanziamenti d'impegno

Paese beneficiario

Trasporti

Ambiente

Assistenza tecnica

TOTALE

Fondi ISPA €

%

Fondi ISPA €

%

Fondi ISPA €

%

Fondi ISPA €

%

Bulgaria

52 000 000

49,98

52 045 600

50,02

0

0

104 045 600

10,43

Repubblica ceca

41 671 864

59,54

27 588 844

39,42

728 000

1,04

69 988 708

7,02

Estonia

11 331 126

40,15

15 808 281

56,02

1 080 000

3,83

28 219 407

2,83

Ungheria

43 825 000

49,81

42 573 123

48,38

1 592 580

1,81

87 990 703

8,82

Lettonia

19 925 328

42,62

26 568 260

56,83

255 000

0,55

46 748 588

4,69

Lituania

34 042 528

65,16

18 200 000

34,84

0

0

52 242 528

5,24

Polonia

173 085 066

56,39

130 258 589

42,44

3 614 000

1,18

306 957 655

30,77

Romania

118 627 137

49,59

120 601 333

50,41

0

0

239 228 470

23,98

Slovacchia

30 853 200

72,66

11 606 372

27,34

0

0

42 459 572

4,26

Slovenia

7 500 000

38,20

11 175 275

56,91

960 000

4,89

19 635 275

1,97

TOTALE

532 861 249

53,42

456 425 677

45,76

8 229 580

0,83

997 516 506

I progetti, inseriti in strategie generali d'investimento per ogni singolo paese in modo da assicurare la massima coerenza tra gli interventi, sono presentati ed approvati singolarmente. Possono essere finanziati anche progetti di assistenza tecnica.

Una gestione da migliorare

Pur godendo dell'esperienza di altri programmi comunitari quali Phare e pur essendo stato modellato sullo schema ormai collaudato del fondo di coesione, ISPA ha avuto una fase iniziale piuttosto lenta e problematica. Tuttavia si può evidenziare che la suddivisione tra progetti nel settore ambiente e trasporti è stata praticamente rispettata.

Inoltre, il tasso medio di sovvenzione comunitaria del 64% (massimo possibile 75%) dimostra una buona capacità dei paesi candidati di trovare risorse nazionali e/o private per il cofinanziamento degli interventi comunitari. Se mantenuta questa percentuale potrà permettere il finanziamento di progetti aggiuntivi con gli stessi Fondi comunitari.

Si è evidenziata una certa debolezza tecnica, in particolare per quanto riguarda le analisi economiche e finanziarie, nella preparazione delle strategie nazionali, ed è auspicabile che i progetti di assistenza tecnica finanziati nel corso del 2000 possano ovviare a questa carenza strutturale dei paesi candidati. Solo in questo modo si potrà realmente evitare il rischio, come rivela il Rapporto annuale della Corte dei Conti (p. 303), che le strategie migliori non siano realizzate o che i progetti più validi non vengano identificati. Inoltre, secondo la Corte, la Commissione non ha valutato adeguatamente le necessità in materia d'assistenza tecnica, né definito le priorità.

E' ovvio che la messa in opera di ISPA ha richiesto un notevole impegno da parte di ciascun paese candidato e che la Commissione avrebbe dovuto fornire orientamenti e consigli tecnici a tempo debito, sotto forma di manuali, metodi e norme di lavoro, allo scopo di aiutare il paese candidato ad impegnarsi nella misura necessaria. Inoltre, la Commissione dovrebbe fornire maggiori informazioni sulle misure di controllo adottate per la verifica della regolarità nell'utilizzo dei Fondi comunitari nei paesi beneficiari.

Quanto ai dieci paesi beneficiari di ISPA, essi devono proseguire lo sforzo per adeguare le strutture amministrative nazionali alle esigenze comunitarie. A questo proposito, il fatto che l'Ungheria appare nella lista aggiornata - resa pubblica il 7 settembre 2001 - dei paesi o territori non cooperativi con il GAFI (Gruppo di azione finanziaria sul riciclaggio dei capitali) e che presentano lacune gravi, suscita preoccupazione.

Il relatore è dell’avviso che, nei prossimi anni, la Commissione dovrà adoperarsi in modo particolare per migliorare la qualità dei progetti, anche usando strumenti capaci di valutarne l’impatto e promuovendo i progetti più performanti, nonché sorvegliare con grande attenzione la gestione dei progetti, assicurandosi che le regole e procedure comunitarie siano rigorosamente applicate.


PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI, I DIRITTI DELL'UOMO, LA SICUREZZA COMUNE E LA POLITICA DI DIFESA

17 aprile 2002

destinato alla commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo

sulla relazione annuale della Commissione sullo strumento per le politiche strutturali di preadesione (ISPA) 2000

(COM(2001) 616 – C5-0006/2002 – 2002/2009(COS))

Relatrice per parere Elisabeth Schroedter

PROCEDURA

Nella riunione del 24 gennaio 2002 la commissione per gli affari esteri, i diritti dell'uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa ha nominato relatrice per parere Elisabeth Schroedter.

Nelle riunioni del 26 marzo e 15/16 aprile 2002 ha esaminato il progetto di parere.

Nell'ultima riunione indicata ha approvato le conclusioni in appresso all'unanimità.

Erano presenti al momento della votazione Geoffrey Van Orden (presidente f.f.), Christos Zacharakis (vicepresidente), Elisabeth Schroedter (relatrice per parere), Ole Andreasen, Alexandros Baltas, André Brie, John Walls Cushnahan, Joseph Daul (in sostituzione di Philippe Morillon), Pere Esteve, Glyn Ford, Michael Gahler, Per Gahrton, Gerardo Galeote Quecedo, Jas Gawronski, Vitaliano Gemelli (in sostituzione di Franco Marini), Alfred Gomolka, Vasco Graça Moura (in sostituzione di José Pacheco Pereira), Joost Lagendijk, Alain Lamassoure, Jules Maaten (in sostituzione di Bob van den Bos), Nelly Maes (in sostituzione di Reinhold Messner), Cecilia Malmström, Emilio Menéndez del Valle, Raimon Obiols i Germà, Doris Pack (in sostituzione di Jürgen Schröder), Jacques F. Poos, Lennart Sacrédeus (in sostituzione di Gunilla Carlsson), Jannis Sakellariou, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Jacques Santer, Amalia Sartori, Ioannis Souladakis, The Earl of Stockton (in sostituzione di Johan Van Hecke), Ilkka Suominen, Hannes Swoboda, Charles Tannock, Maj Britt Theorin (in sostituzione di Magdalene Hoff), Demetrio Volcic, Jan Marinus Wiersma, Matti Wuori.

BREVE GIUSTIFICAZIONE

Il presente parere si riferisce alla relazione annuale della Commissione sullo strumento per le politiche strutturali di preadesione (ISPA) 2000 (COM(2001) 616 – C5-0006/2002 – 2002/2009(COS)).

Problemi di attuazione dovuti a carenze del regolamento

Il bisogno di coesione economica e sociale presente nei paesi candidati all'adesione non corrisponde sempre ai progetti sovvenzionabili quali descritti all'articolo 2 del regolamento ISPA, che nel settore dei trasporti si concentrano esclusivamente sui corridoi TINA. Questi ultimi vengono in parte costruiti bypassando il polo di sviluppo economico e retrocedendo così molti paesi a meri Stati di transito. Per questo per le reti di trasporto la relatrice propone di tornare all'approccio territoriale già discusso a Helsinki (nel 1997). Gli investimenti dovrebbero concentrarsi sulla gestione del traffico, che ha un miglior rapporto costo/efficacia e sulle nuove priorità del Libro bianco sulla politica europea dei trasporti (COM(2001) 370). Non si possono escludere contraddizioni con i piani nazionali di sviluppo dei paesi candidati, che sono solo ora in corso di elaborazione. Pertanto, quando è necessario, i piani ISPA vanno corretti.

Nel settore dell'ambiente l'esigenza del coinvolgimento del maggior numero possibile di abitanti ha dato luogo a previsioni troppo ottimistiche in fatto di tassi di crescita e ha fato sì che venissero progettati collegamenti fra le città e le regioni rurali adiacenti che non costituiscono la soluzione più efficace rispetto ai costi; sono perciò indispensabili verifiche indipendenti. La causa sta nel fatto che per raggiungere la soglia dei 5 milioni di euro non è possibile raggruppare i progetti, come il Parlamento aveva invece proposto fin da quando il regolamento era allo stato di progetto.

Nel settore dell'ambiente i progetti si concentrano sull'approvvigionamento idrico e sullo smaltimento delle acque, e in parte sui piani di gestione dei rifiuti. I progetti di Natura 2000, per i quali l'adozione dell'acquis deve aver luogo prima dell'adesione e la cui preparazione in alcuni paesi, ad esempio la Slovacchia, causa problemi considerevoli, non sono stati presi in considerazione, sebbene proprio in questo settore si potrebbe avere maggiore sicurezza per gli investimenti.

Carenze nell'attuazione dell'assistenza tecnica (AT)

Dell'assistenza tecnica (AT - in totale 5%) la Commissione, per la sua parte della gestione, può utilizzare solo il 2%. La relazione ISPA non dice nulla sulle spese di AT per il rafforzamento delle capacità amministrative, ma vengono indicate solo le spese di sostegno diretto e indiretto della Commissione, ad eccezione del pagamento per AT (contributo del 100%) alla BEI e alla BERS per attività prestate da esperti. È lecito dubitare del fatto che le banche, che partecipano direttamente alla realizzazione dei progetti con un proprio utile, siano adatte a giudicare in modo indipendente i progetti e la loro sostenibilità. Per quanto riguarda il 3% di assistenza tecnica a disposizione dei paesi candidati (ad esempio assistenza per la realizzazione delle VIA, forum di pianificazione con i loro effetti di rafforzamento della democrazia, studi per soluzioni alternative) non viene fornita alcuna indicazione sull'impiego delle risorse.

Influenza di ISPA sull'adozione dell'acquis

Nell'anno 2000 i paesi candidati sono stati obbligati ad applicare la valutazione dell'impatto ambientale nelle sue linee essenziali, in modo particolare lo screening, l'analisi d'impatto e la partecipazione della popolazione. Secondo la Commissione quest'ultimo aspetto è stato attuato in maniera insufficiente. Vi è stata una "partecipazione successiva" formale della popolazione interessata, che in pratica non ha più avuto alcuna influenza sulle VIA.

Le insufficienti capacità e le modeste retribuzioni nelle amministrazioni, soprattutto a livello decentrato, si ripercuotono anche sulla capacità di attuare le politiche orizzontali dell'UE nella preparazione dei progetti. La Commissione ha organizzato seminari per informare le amministrazioni decentrate dei paesi candidati in merito alla realizzazione delle VIA e delle procedure d'appalto. Le parti sociali non erano ammesse ai seminari, sebbene sia noto che nelle procedure partecipative solo il metodo del partenariato consente di applicare rapidamente e senza problemi le disposizioni dell'UE e contribuisce a rendere più democratica l'azione locale delle amministrazioni.

In che misura sia stata assicurata la coerenza con Natura 2000 rimane un problema aperto, che la relazione annuale non affronta. È vero che, su specifica richiesta, è stato confermato che nel quadro dell'adozione dell'acquis è compito dei paesi candidati redigere una check list delle zone sensibili, ma dalla relazione ISPA non risulta se ciò sia stato loro chiesto anticipatamente né in che modo tale elenco abbia influenzato la selezione o l'esecuzione dei progetti nel quadro di ISPA. Esperti hanno accertato che la pianificazione di TINA minaccia circa 40 potenziali aree ZICO ("zone importanti per la conservazione degli uccelli"), il che rende necessari, per ogni piano di realizzazione, l'esame di alternative, compresa l'opzione zero, e studi di valutazione ambientale strategica (studi SEA), attività per le quali occorre prevedere una AT. Casi come quelli della "Krena Gorge" in Bulgaria (presso Tissato, riserva naturale nazionale e potenziale ZICO) e delle zone umide di Biebrza in Polonia (potenziale ZICO) richiedono verifiche e correzioni prima dell'inizio dei lavori di costruzione.

CONCLUSIONI

La commissione per gli affari esteri, i diritti dell'uomo, la sicurezza comune e la politica di difesa invita la commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti elementi:

1.   invita la Commissione ad approvare d'ora in poi solo progetti ISPA che siano conformi ai piani nazionali di sviluppo, alle possibilità di sviluppo effettive nonché alle politiche orizzontali dell'UE, in particolare alle direttive 97/11/CE, 2001/42/CE, 2000/60/CE e 92/43/CEE; chiede inoltre che nel settore dei trasporti l'impostazione basata sui corridoi sia sostituita da quella territoriale, per ottenere effetti di coesione che comprendano l'accesso alle infrastrutture; chiede infine che vengano sostenuti prioritariamente gli investimenti nella gestione del traffico, poiché consentono un migliore rapporto costo/efficacia;

2.   invita la Commissione ad ammettere i gruppi di progetti, in particolare nel settore degli investimenti in campo ambientale, onde evitare che i progetti vengano ampliati solo per poter corrispondere ai criteri ISPA, e la invita inoltre ad esigere l'effettuazione di studi indipendenti nel caso di dubbi sull'efficacia rispetto ai costi; fa presente che Natura 2000 è stata designata quale presupposto per l'adesione e che perciò la sua attuazione dev'essere accelerata;

3.   invita la Commissione ad introdurre i paesi candidati a tutte la possibilità dell'assistenza tecnica (AT) e a far sì che la AT serva soprattutto a rafforzare gli elementi di democrazia e di controllo nell'azione amministrativa nonché a sviluppare le capacità delle ONG e delle parti sociali; chiede per contro che le banche non siano sovvenzionate al 100% per l'AT;

4.   invita la Commissione ad elaborare con maggiore precisione i futuri piani annuali e a riferire sulle procedure di partecipazione, sulle carenze dei progetti proposti, sui motivi di rigetto, sulle analisi costi-benefici, sul rispetto delle politiche orizzontali dell'UE, sulle carenze dei controlli e su un'analisi dell'efficienza interna dell'applicazione del regolamento.


PARERE DELLA COMMISSIONE PER I BILANCI

20 marzo 2002

destinato alla commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo

sulla 12a relazione annuale sui Fondi strutturali (2000)

(COM(2001) 539– C5‑0006/02– 2002-2009(COS))

sulla relazione annuale del Fondo di coesione 2000
(COM(2001) 602 – C5-0006/02 – 2002/2009 (COS))

sulla relazione annuale dello strumento per le politiche strutturali di preadesione (ISPA) 2000
(COM(2001) 616 – C5-0006/02 – 2002/2009 (COS))

Relatore per parere: Giovanni Pittella

PROCEDURA

Nella riunione del 22 gennaio 2002 la commissione per i bilanci ha nominato relatore per parere Giovanni Pittella.

Nella riunione del 19 marzo 2002, ha esaminato il progetto di parere.

In quest'ultima riunione ha approvato le conclusioni in appresso all'unanimità.

Erano presenti al momento della votazione Terence Wynn (presidente), Reimer Böge (vicepresidente), Francesco Turchi (vicepresidente), Giovanni Pittella (relatore per parere), Ioannis Averoff, Joan Colom i Naval, Den Dover, Göran Färm, Salvador Garriga Polledo, Neena Gill, Catherine Guy-Quint, María Esther Herranz García, Juan de Dios Izquierdo Collado (in sostituzione di Bárbara Dührkop Dührkop), Constanze Angela Krehl, Wilfried Kuckelkorn, John Joseph McCartin, Jan Mulder, Juan Andrés Naranjo Escobar, Guido Podestà, Amalia Sartori (in sostituzione di Markus Ferber), Gerhard Schmid (in sostituzione di Jutta D. Haug), Esko Olavi Seppänen (in sostituzione di Chantal Cauquil), Per Stenmarck, Rijk van Dam (in sostituzione di Michel Raymond), Kyösti Tapio Virrankoski, Brigitte Wenzel-Perillo.

CONCLUSIONI

La commissione per i bilanci invita la commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti elementi:

Fondi strutturali

1.   si compiace del fatto che sia stato possibile chiudere un gran numero di programmi relativi al periodo precedente il 1999 e può soltanto insistere affinché la Commissione chiuda entro breve termine i programmi in corso relativi al periodo precedente il 1999 o preveda dei disimpegni per chiudere tali fascicoli; ritiene tuttavia opportuno valutare altre possibilità al fine di consentire il recupero degli importi inutilizzati al 31 dicembre 2001 e di riprogrammare tali importi a favore delle regioni che hanno ottenuto i migliori risultati e/o a favore dei progetti che non avevano una sufficiente dotazione finanziaria;

2.   deplora lo scadente tasso di esecuzione degli impegni (55,3%) e dei pagamenti (79,4%) e s'interroga sulla precisione della previsione di bilancio, data l'esperienza della Commissione nella gestione dei Fondi strutturali nel corso degli anni 80; rileva che il tasso di esecuzione nel corso dell'anno 2001(1) è migliorato per quanto concerne gli impegni (99,6%), ma si è deteriorato per quanto riguarda i pagamenti (68,6%), la qual cosa implica un aumento dei RAL a 9.400 milioni €;

3.   deplora che la relazione della Commissione sia stata resa disponibile soltanto alla fine del mese di ottobre 2001, vale a dire troppo tardi per essere presa in considerazione nel corso della procedura di bilancio 2002; chiede alla Commissione di presentare in futuro le relazioni prima della fine del mese di agosto;

4.   deplora che la Commissione non abbia fornito spiegazioni soddisfacenti circa l'adozione tardiva dei programmi, soprattutto di quelli già pronti dalla fine del 2000; ritiene che tale ritardo nell'adozione sia all'origine dello scarso tasso di esecuzione degli impegni; invita la Commissione a mettere tutto in opera al fine di determinare le cause per correggere e semplificare i meccanismi di adozione e di gestione;

5.   chiede alla Commissione di includere in futuro dati più precisi sulle modalità di cofinanziamento dei progetti e dei programmi;

6.   deplora che la relazione non fornisca dei dati specifici e precisi sugli importi da liquidare dei diversi Fondi strutturali;

7.   chiede che in futuro le relazioni non si limitino a una sintesi quantitativa dell'esecuzione e a una descrizione delle attività, ma comportino altresì una valutazione di natura scientifica che indichi, sulla base di parametri oggettivi, l'impatto economico e sociale sulle regioni che hanno beneficiato dei Fondi strutturali; tali parametri possono essere: il numero di posti di lavoro creati, il prodotto regionale lordo, le dotazioni infrastrutturali e gli scambi commerciali con altre regioni; chiede altresì che le relazioni riferiscano sugli effetti di "spill-over" delle azioni finanziate a titolo dei Fondi strutturali;

8.   richiama ancora una volta l'attenzione della Commissione sulla necessità di introdurre dei criteri che consentano una verifica quanto mai precisa del principio di addizionalità, sia all'interno di ciascuno Stato membro, sia in termini di paragone tra gli Stati membri;

9.   riafferma la necessità o l'opportunità che il Parlamento assuma un ruolo più attivo nell'attività di monitoraggio dell'esecuzione dei Fondi e che sia rappresentato, in quanto osservatore, in tutte le fasi della "comitatologia", nonché in tutti i negoziati che la legislazione comunitaria prevede tra Commissione e Stati membri;

10.   si compiace della cooperazione tra la Commissione e la BEI nonché con altri organismi finanziari; auspica che se ne riferisca nelle relazioni;

Fondi di coesione

11.   deplora il livello insufficiente degli impegni (84,4%) e dei pagamenti (57,0%); rileva che il tasso di esecuzione dell'anno 2001(2) è migliorato per quanto concerne gli impegni (100,0%) e i pagamenti (62,8%), la qual cosa implica, nonostante tutto, un aumento degli importi da liquidare pari a di 1.176 milioni €;

12.   chiede alla Commissione di fornire nelle prossime relazioni informazioni più dettagliate sui progetti finanziati nonché sul loro contributo al rispetto della legislazione ambientale comunitaria e gli strumenti messi a punto per eliminare le strozzature esistenti nel settore dei trasporti nonché di indicare in quali misure i progetti ferroviari hanno sostituito il trasporto su strada;

13.   deplora il fatto che la relazione non fornisca dati specifici ed esatti sugli importi da liquidare del Fondo di coesione;

14.   chiede con insistenza alla Commissione di effettuare controlli più regolari in tutti i paesi beneficiari del Fondo di coesione nella misura in cui tali controlli abbiano un effetto preventivo;

15.   chiede che in futuro le relazioni non si limitino a una sintesi quantitativa dell'esecuzione e a una descrizione delle attività; chiede altresì che le relazioni riferiscano sugli effetti di "spill-over" delle azioni finanziate a titolo del Fondo di coesione;

Lo strumento per le politiche strutturali di preadesione (ISPA)

16.   si compiace del livello di esecuzione degli impegni (96,1%), ma deplora l'esecuzione pressoché inesistente dei pagamenti (1,5%) e si interroga sull'esattezza della previsione di bilancio; rileva che il tasso d'esecuzione nel corso dell'anno 2001 è migliorato per quanto riguarda gli impegni (99,6%) e soprattutto i pagamenti, la qual cosa implica, nonostante tutto, un aumento degli importi da liquidare, pari a 147 milioni €;

17.   chiede alla Commissione di fornire nelle prossime relazioni informazioni più dettagliate sui progetti finanziati nonché sul loro contributo al rispetto della legislazione ambientale comunitaria e gli strumenti messi a punto per eliminare le strozzature esistenti nel settore dei trasporti nonché di indicare in quali misure i progetti ferroviari hanno sostituito il trasporto su strada;

18.   chiede che in futuro le relazioni non si limitino a una sintesi quantitativa dell'esecuzione e a una descrizione delle attività, ma comportino altresì una valutazione che indichi i progressi registrati grazie a tale strumento per soddisfare le condizioni dell'acquis comunitario nel settore dell'ambiente e gli strumenti messi a punto per eliminare le strozzature nel settore dei trasporti; chiede altresì che le future relazioni riferiscano sugli effetti di "spill-over" delle azioni finanziate a titolo dell'ISPA;

19.   chiede con insistenza alla Commissione di effettuare controlli più regolari in tutti i paesi beneficiari dell'ISPA nella misura in cui tali controlli abbiano un effetto preventivo;

20.   chiede che nelle future relazioni figurino dati più dettagliati sulle modalità di cofinanziamento dei progetti e dei programmi (contributo dei bilanci nazionali, prestiti nazionali, prestiti accordati dalle istituzioni finanziarie internazionali, ecc.)

21.   sottolinea che il tasso di cofinanziamento (64%) è molto inferiore al massimo del 75% (o 85% in taluni casi), la qual cosa dimostra un ottimo effetto moltiplicatore.

(1)Dati provvisori
(2)Dati provvisori


PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI

20 marzo 2002

destinato alla commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo

sulla relazione della Commissione “Dodicesima relazione annuale sui Fondi strutturali (2000)”

(COM(2001) 539 – C5‑0006/2002 – 2002/2009 (COS))

Relatrice per parere: Anne-Karin Glase

PROCEDURA

Nella riunione del 23 ottobre 2001 la commissione per l'occupazione e gli affari sociali ha nominato relatrice per parere Anne-Karin Glase.

Nelle riunioni del 18 febbraio e del 18 e 19 marzo 2002 ha esaminato il progetto di parere.

Nell'ultima riunione indicata ha approvato le conclusioni in appresso all'unanimità.

Erano presenti al momento della votazione .Theodorus J.J. Bouwman (presidente); Marie-Hélène Gillig (vicepresidente), Winfried Menrad (vicepresidente) e Marie-Thérèse Hermange (vicepresidente); Sylviane H. Ainardi, Jan Andersson, Elspeth Attwooll, Regina Bastos, Philip Bushill-Matthews, Alejandro Cercas, Luigi Cocilovo (in sostituzione di Enrico Ferri), Elisa Maria Damião, Harald Ettl, Jillian Evans, Carlo Fatuzzo, Ilda Figueiredo, Hélène Flautre, Stephen Hughes, Anna Karamanou, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Jean Lambert, Elizabeth Lynne, Thomas Mann, Mario Mantovani, Ria G.H.C. Oomen-Ruijten (in sostituzione di Roger Helmer), Manuel Pérez Álvarez, Bartho Pronk, Lennart Sacrédeus, Herman Schmid, Peter William Skinner (in sostituzione di Claude Moraes), Miet Smet, Gabriele Stauner (in sostituzione di Raffaele Lombardo), Helle Thorning-Schmidt, Ieke van den Burg, Anne E.M. Van Lancker, Barbara Weiler e Sabine Zissener (in sostituzione di Mario Clemente Mastella).

BREVE GIUSTIFICAZIONE

L’analisi dell’anno di avvio del nuovo periodo di programmazione 2000-2006 si concentra, conformemente allo stato di attuazione, essenzialmente sull’elaborazione e la trasposizione dei regolamenti e degli orientamenti nonché sui negoziati relativi al programma. Una trattazione approfondita della direzione del progetto, del finanziamento, del monitoraggio, della sorveglianza e della valutazione travalicherebbe i limiti imposti dal presente parere; su tali punti si ritornerà pertanto solo nella misura in cui il ritardo dei negoziati comporterà conseguenze dirette per essi.

Obiettivo dichiarato dei negoziati sull’Agenda 2000 era quello di dare attuazione tempestiva prima della pausa estiva del 1999, ai regolamenti sui Fondi strutturali. Per conseguire tale obiettivo è stata esercitata una pressione non indifferente sul PE, perché raggiungesse sollecitamente un’intesa con il Consiglio. Infine, è stato possibile adottare i regolamenti entro il giugno 1999, cioè ancora prima dell’inizio del periodo di programmazione del programma (PPP).

Per i successivi negoziati sul programma tra Commissione, Stati membri e regioni erano previsti 5 mesi; tuttavia, di fatto, sono stati necessari in media 10 mesi. Le parti in causa hanno indicato i seguenti motivi: la Commissione ricorda che non sempre gli Stati membri avrebbero trasmesso in tempo utile i documenti relativi alla programmazione del programma e le informazioni supplementari richieste. Né i documenti relativi alla programmazione del programma sono talvolta irreprensibili quanto alla loro precisione. Gli Stati membri e le regioni lamentano che gli orientamenti della Commissione sarebbero stati presentati troppo tardi e che sono stati di difficile interpretazione. Essi lamentano anche il ritmo di lavoro lento e i tempi lunghi delle risposte della Commissione, alla quale dovrebbero applicarsi anche i termini di risposta vigenti nell’ambito del processo negoziale.

I maggiori ritardi si sono verificati nell’ambito dell’iniziativa comunitaria EQUAL, ma ciò è stato imputabile anche alla sua nuova concezione particolarmente sofisticata. Purtroppo, anche per il 2001 sono prevedibili bassissimi tassi di esecuzione. Nel novembre 2001 la Commissione ha pubblicato un orientamento inteso ad aiutare i partenariati di sviluppo nella ricerca di partner transnazionali. Da ciò si desume che in questo momento non è stata ancora raggiunta da più parti la posizione di base per l’inizio dei lavori operativi.

Obiettivo della riforma dei Fondi strutturali era, tra l’altro, quello di certificare e chiarire le disposizioni relative all’impiego degli stanziamenti, migliorando in tal modo anche i tassi di esecuzione. A tal fine è stata introdotta la regola “N+2”, che prescrive che ogni misura deve essere adottata entro 3 anni dalla decisione di finanziamento. Questa regola, in linea di principio ragionevole, potrebbe, a causa dei notevoli ritardi, trasformarsi in una trappola.

Le relazioni annuali della Commissione dovrebbero servire ad indicare errori e debolezze e a consentirne la rettifica in tempi rapidi. A tal fine non basta indicare i tassi di esecuzione, bensì è piuttosto necessaria una valutazione qualitativa.

Conclusione:

Ancora una volta non è stato purtroppo raggiunto l’obiettivo di una transizione senza soluzione di continuità dal vecchio al nuovo periodo di programmazione del programma. I ritardi in sede di programmazione si ripercuoteranno sull’intero svolgimento dei programmi. I complicati iter amministrativi e i notevoli ritardi determinano grandi incertezze tra i partecipanti e i beneficiari finali a livello locale e regionale, che devono far fronte a lacune nel finanziamento e che vedono minacciata la prosecuzione dei programmi. È difficile convincere le imprese, in particolare quelle di piccole dimensioni, a partecipare a progetti UE la cui gestione è così farraginosa e le procedure così lunghe.

Nel primo anno dopo la riforma dei Fondi strutturali non possono quindi segnalarsi progressi, almeno a livello amministrativo. Per conseguire miglioramenti in tale settore, il Parlamento europeo confida in una fattiva collaborazione con la Commissione e si attende che dalle relazioni annuali, in futuro più particolareggiate, scaturirà una discussione proficua per tutte le parti.

CONCLUSIONI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti elementi:

1.   critica il fatto che nonostante la puntuale conclusione delle procedure legislative e gli auspicati snellimenti amministrativi, non è stato ancora raggiunto l’obiettivo di un tempestivo avvio del nuovo periodo di programmazione del programma;

2.   deplora a tale riguardo, in particolare, che

- soltanto la metà dei programmi operativi nel quadro dell’obiettivo 1 del QCS ha potuto essere approvata;
- l’elenco delle regioni ammissibili agli aiuti dell’obiettivo 2, che non rappresenta che la base per l’inizio della programmazione del programma, è stato completato solo nel luglio 2000;
- a causa della tardiva approvazione degli orientamenti e della nuova strategia dell’iniziativa comunitaria EQUAL, i programmi nazionali hanno potuto essere approvati solo nel marzo 2001; si preoccupa del fatto che nella maggior parte dei casi non è stata ancora conclusa neanche la costituzione dei partenariati di sviluppo, cosa che rende difficilmente ipotizzabile un reale inizio dei lavori prima del 2002;

3.   ricorda che le misure innovative, previste dai regolamenti sui Fondi strutturali, sono venute del tutto meno nel 2000;

4.   constata che la Commissione ha approvato gli orientamenti generali per i programmi solo allorché la preparazione dei programmi negli Stati membri e nelle regioni era già in fase avanzata;

5.   ricorda che a causa dei ritardi in tutti i settori lo stato di esecuzione finanziario resta molto al disotto delle indicazioni delle previsioni finanziarie e non va oltre, in linea generale, l’anticipo forfetario del 7% degli stanziamenti;

6.   ricorda che a causa dei ritardi già accumulati gli Stati membri e le regioni si troveranno inevitabilmente esposti, nei rimanenti anni del periodo di programmazione, ad un’elevata pressione di assorbimento; ricorda che l’applicazione della regola “N+2” potrebbe provocare una massiccia perdita di mezzi dei Fondi strutturali nel caso in cui la capacità di assorbimento degli Stati membri non dovesse rivelarsi sufficiente;

7.   invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a rispettare rigorosamente e puntualmente gli obblighi relativi allo scambio di informazioni e alle procedure di autorizzazione previsti dai regolamenti sui Fondi strutturali e per questo fatto vincolanti; invita inoltre la Commissione a verificare sistematicamente, di concerto con tutte le parti interessate, gli iter amministrativi al fine di semplificarli quanto più possibile;

8.   lamenta in generale il fatto che le relazioni annuali della Commissione sui Fondi strutturali non rappresentano una base sufficiente per un'efficace sorveglianza dell'esecuzione dei Fondi stessi, poiché si limitano esclusivamente ad un esame ex post; pertanto esorta vivamente la Commissione, per il futuro, ad illustrare le conseguenze dello stato di attuazione osservato sugli anni successivi nonché ad inserire nelle relazioni dati attuali;

9.   ritiene inoltre che le relazioni annuali si limitino eccessivamente allo stato dell'impegno e del pagamento dei finanziamenti, trascurando così la valutazione qualitativa; osserva inoltre con rammarico che la valutazione non si differenzia quasi per nulla da quella dell'undicesima relazione annuale sui Fondi strutturali (1999);

10.   si associa alla conclusione cui è giunta la Corte dei conti nella sua relazione speciale 12/2001 secondo la quale le misure contro la disoccupazione di lunga durata non hanno avuto una vera incidenza, e invita la Commissione e gli Stati membri a far sì che gli interventi dei Fondi strutturali siano meglio concatenati con la strategia europea per l'occupazione;

11.   rinvia per il resto alla relazione speciale 10/2001 della Corte dei conti nonché alla sua relazione annuale sull'esercizio finanziario 2000, che mostrano le considerevoli carenze e i punti deboli rilevati in relazione al FSE;

12.   rammenta, come osservazione generale, che i mezzi dei Fondi strutturali non possono in alcun caso essere utilizzati per incentivare o consentire il trasferimento di posti di lavoro esistenti da un luogo ad un altro dell’Unione, ma sono bensì concepiti per stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro.


PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA PESCA

20 marzo 2002

destinato alla commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo

sulla dodicesima relazione annuale sui Fondi strutturali (2000)

(COM(2001) 539 – C5-0006/2002 - 2002/2009(COS))

Relatore per parere: Yves Piétrasanta

PROCEDURA

Nella riunione del 22 gennaio 2002 la commissione per la pesca ha nominato relatore per parere Yves Piétrasanta.

Nelle riunioni del 24gennaio, 21 febbraio e 20 marzo 2002. ha esaminato il progetto di parere.

Nell'ultima riunione indicata ha approvato le conclusioni in appresso all'unanimità.

Erano presenti al momento della votazione Struan Stevenson (presidente); Brigitte Langenhagen (vicepresidente), Rosa Miguélez Ramos (vicepresidente), Hugues Martin (vicepresidente); Yves Piétrasanta (relatore per parere); Elspeth Attwooll, Pat the Cope Gallagher, Ian Stewart Hudghton, Heinz Kindermann, Giorgio Lisi, Bernard Poignant, Catherine Stihler, Daniel Varela Suanzes-Carpegna, Herman Vermeer (in sostituzione di Niels Busk).

BREVE GIUSTIFICAZIONE

Introduzione

Il 2000 è stato il primo anno del nuovo periodo di programmazione dei Fondi strutturali, comprendente lo Strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP). La relazione 2000 dovrebbe fornire al Parlamento e agli altri osservatori interessati informazioni sulle spese prioritarie dei vari Stati membri, nonché i relativi importi previsti per la ristrutturazione della flotta, l’acquacoltura, il settore della lavorazione, ecc.

Come la Commissione sostiene a chiare parole nel recente Libro Verde (COM(2001) 0135), il settore della pesca comunitaria si trova dinanzi a molte sfide. Le attività da finanziarsi sono importanti perché indicano quali componenti del settore approfitteranno del sostegno finanziario degli Stati membri e quali potranno sopravvivere nei prossimi anni.

La relazione 2000 sui Fondi strutturali non contiene informazioni dettagliate di tale tipo, ma si limita a segnalare che un determinato Stato membro attribuisce la priorità, ad esempio, al disarmo di navi e all’acquacoltura. Il documento non presenta alcun importo.

La Commissione ha sostenuto che tale relazione sommaria non è il luogo adatto per pubblicare dati sull'importo delle spese previste per il settore della pesca, tenendo conto del fatto che ad essa è destinato solo il 2% della dotazione totale dei Fondi strutturali. Altri metodi di diffusione possono essere meglio indicati per raggiungere quanti sono interessati all’aspetto finanziario della pesca.

In realtà, circa un anno fa, la Direzione generale Pesca della Commissione europea ha pubblicato abbondante informazione sul proprio sito Internet(1), ma essa riguarda per lo più il precedente periodo di programmazione 1994-1999. Stando a tali dati, la Comunità ha contribuito per 330 milioni di euro a progetti per il disarmo di navi (per un totale di 546 milioni di euro di aiuti pubblici) e per 461 milioni di euro a progetti per la costruzione di navi nuove o l'ammodernamento di quelle esistenti (di un totale di 592 milioni di euro di aiuti pubblici). D’altronde, soltanto 25 milioni di euro sono stati spesi a favore di aree marine protette e 9 milioni di euro per misure di carattere socioeconomico, come i prepensionamenti.

Il periodo di programmazione attuale

Per il periodo 2000-2006, la Commissione ha fornito informazioni provvisorie sui programmi per ogni azione idonea al finanziamento. I dati relativi alle spese previste per le misure cui è destinata la maggior parte degli aiuti sono i seguenti (per tutti gli Stati membri):

Misura

Spesa prevista 2000-2006

(milioni di € )

Lavorazione

637 (17% del totale)

Costruzione

533 (15% del totale)

Disarmo

402 (11% del totale)

Acquacoltura

321 (9% del totale)

Porti

266 (7% del totale)

Ristrutturazione

258 (7% del totale)

Tali importi sono provvisori e incompleti: non contengono ad esempio i programmi per i Paesi Bassi, poiché non sono stati ancora adottati. Inoltre, vi figurano unicamente le spese previste e, in quanto tali, forniscono solo un'indicazione di quali siano le priorità per gli Stati membri.

Le priorità degli Stati membri sono molto diverse. I due principali obiettivi degli aiuti sono ad esempio i seguenti:

Spagna   costruzione, lavorazione
Italia   disarmo, porti
Francia   lavorazione, non specificato
Portogallo   costruzione, non specificato
Germania   lavorazione, porti
Regno Unito   disarmo, lavorazione

Le risorse dei Fondi strutturali sono prevalentemente destinate alla struttura delle flotte europee: se si tiene conto di tutte le misure concernenti la ristrutturazione della flotta (esportazione, riconversione, ecc.), l’importo totale è pari a 1,4 miliardi di euro, ovvero al 38% del totale. Nonostante sia noto che le flotte sono troppo grandi rispetto allo stato delle risorse ittiche, in luogo di ridurne la capacità mediante il disarmo, saranno destinate ulteriori risorse all'ammodernamento di navi.

Trasparenza

Come già osservato, solo di recente la Commissione ha cominciato a mettere a disposizione informazioni sull’utilizzo dei Fondi strutturali nel settore della pesca. Se è opportuno apprezzare le iniziative in tale direzione, è altresì il caso di ricordare che la pubblicazione di informazione più puntuale e dettagliata gioverebbe alla trasparenza nell’utilizzo del finanziamento pubblico. La Commissione dovrebbe ad esempio pubblicare informazioni annualmente, sulla base di un'analisi dei risultati delle attività annuali.

E’ necessario disporre di un’analisi dettagliata dei benefici globali dei Fondi strutturali. Il Libro Verde si chiede se lo SFOP abbia contribuito alla sostenibilità degli stock ittici o se abbia causato distorsioni all’industria. Tutte le risorse fatte affluire per la ristrutturazione della flotta si sono tradotte in una flotta da pesca selettiva, in prodotti di elevata qualità e in massima occupazione o se abbiano semplicemente accelerato il processo di industrializzazione, sopprimendo le navi piccole e creandone di grandi, con tutte le conseguenze socioeconomiche che ciò implica? La Commissione deve dare una risposta a tale domanda nell’attuale dibattito sulla politica di pesca comune.

CONCLUSIONI

La commissione per la pesca invita la commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che i punti seguenti:

1.   invita la Commissione a pubblicare con regolarità una relazione dettagliata sui progetti finanziati dagli Stati membri nel settore della pesca, compresi dettagli sugli importi previsti per ogni misura.

2.   Invita la Commissione ad effettuare un’analisi dettagliata delle operazioni finanziate a titolo del precedente Strumento finanziario di orientamento per la pesca (1994-1999), nonché a precisare la consistenza del loro contributo agli obiettivi della politica comune di pesca.

3.   Esorta la Commissione a mantenere i Fondi IFOP per la trasformazione e il miglioramento della flotta e, in particolare, per lo sviluppo dell’acquicoltura.

(1)http://europa.eu.int/comm/fisheries/structures/index_en.htm


PARERE DELLA COMMISSIONE PER I DIRITTI DELLA DONNA E LE PARI OPPORTUNITÀ

28 febbraio 2002

destinato alla commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo

sulla relazione della Commissione - Dodicesima relazione annuale sui Fondi strutturali (2000)

(COM(2001)0539 – C5‑0006/2002 – 2002/2009 (COS))

Relatrice per parere: Christa Prets

PROCEDURA

Nella riunione del 22 gennaio 2002 la commissione per i diritti della donna e le pari opportunità ha nominato relatrice per parere Christa Prets.

Nella riunione del 26 febbraio 2002, ha esaminato il progetto di parere.

In quest'ultima riunione ha approvato le conclusioni in appresso all’unanimità.

Erano presenti al momento della votazione Anna Karamanou (presidente), Marianne Eriksson, (vicepresidente), Jillian Evans (vicepresidente), Lissy Gröner (in sostituzione di Christa Prets (relatrice per parere), María Antonia Avilés Perea, Regina Bastos, Lone Dybkjær, Fiorella Ghilardotti, Heidi Anneli Hautala, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Amalia Sartori, Miet Smet, Patsy Sörensen, Joke Swiebel, Helena Torres Marques, Feleknas Uca, Ilda Figueiredo (in sostituzione di Geneviève Fraisse), Anne E.M. Van Lancker (in sostituzione di Olga Zrihen Zaari).

CONCLUSIONI

La commissione per i diritti della donna e le pari opportunità invita la commissione per la politica regionale, i trasporti e il turismo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti elementi:

1.   rileva che la nuova regolamentazione sui Fondi strutturali per il periodo 2000-2006 fa della "eliminazione delle disparità e della promozione delle pari opportunità tra le donne e gli uomini" un principio centrale della politica e dell'azione comunitaria e sottolinea che l'integrazione della dimensione delle pari opportunità nei Fondi strutturali riveste una grande importanza, nella misura in cui la crescita, la competitività e l'occupazione potranno essere garantiti solo grazie alla mobilitazione di tutti i cittadini, uomini e donne;

2.   ritiene che, come risulta dalla relazione annuale all'esame, i nuovi programmi degli Stati membri siano nettamente legati al principio dell'integrazione delle pari opportunità ma che siano necessari sforzi supplementari per migliorare l'integrazione delle pari opportunità nei piani e nei programmi dei Fondi strutturali, soprattutto nei campi dell'occupazione, dell'istruzione e della formazione professionale, dell'imprenditoria e della conciliazione della vita professionale e familiare;

3.   fa tuttavia osservare che la relazione annuale in questione non contiene informazioni sufficienti per poter valutare le azioni intraprese a favore delle donne a titolo dei Fondi strutturali e delle iniziative comunitarie, tra cui Equal, nonché le risorse che sono state dedicate a tali azioni;

4.   ricorda che l'obiettivo dell'integrazione della dimensione delle pari opportunità nei Fondi strutturali è di eliminare le disparità persistenti tra le donne e il uomini in tutta la Comunità; invita a tal fine gli Stati membri a includere nei loro piani e programmi, conformemente alle disposizioni del regolamento generale sui Fondi strutturali, dei dati e delle informazioni suddivisi per sesso, concernenti in particolare i tassi di attività e d'inattività, la disoccupazione e la disoccupazione di lunga durata, la partecipazione al mercato del lavoro in tutti i settori di attività e a tutti i livelli di responsabilità e la creazione e lo sviluppo di imprese, nonché a definire gli obiettivi quantificati che consentano di accrescere la parità;

5.   invita gli Stati membri a garantire la partecipazione di organizzazioni che si occupano delle questioni delle pari opportunità nei comitati di monitoraggio, nei partenariati e in altre istanze incaricate della gestione dei piani e dei programmi e a fare in modo che la rappresentanza delle donne e degli uomini in seno a tali istanze sia equilibrata;

6.   invita gli Stati membri a includere nei piani e programmi dei Fondi strutturali un piano di finanziamento che indichi i mezzi finanziari destinati alle varie misure e interventi miranti a migliorare le pari opportunità, in modo da consentire una valutazione appropriata dell'efficacia delle azioni in questione;

7.   si felicita per gli sforzi compiuti da taluni Stati membri nell'intento di conciliare vita familiare e vita professionale grazie allo sviluppo di servizi di custodia per i bambini e ricorda la necessità di adottare, in tutta la Comunità, misure analoghe miranti a migliorare le infrastrutture sociali, quali servizi di custodia per i bambini e i servizi di assistenza alle persone anziane o dipendenti;

8.   invita gli Stati membri a migliorare i loro servizi di trasporto in comune, segnatamente nelle regioni rurali, in modo da consentire a un maggior numero di donne di accedere al mercato del lavoro e da creare nuove fonti d'impiego;

9.   invita gli Stati membri ad accordare Fondi adeguati alla promozione dello spirito imprenditoriale tra le donne e a garantire l'aiuto indispensabile alla creazione di imprese da parte delle donne, specialmente con il ricorso ai micro-crediti;

10.   invita gli Stati membri ad adottare le disposizioni necessarie per informare le popolazioni interessate e gli organismi incaricati delle questioni delle pari opportunità in merito alla nuova regolamentazione dei Fondi strutturali e alle possibilità di finanziamento per azioni a favore delle pari opportunità, in modo da incoraggiarli a presentare proposte di progetti;

11.   esprime la sua approvazione per il seminario che sarà organizzato, sotto gli auspici della Presidenza spagnola, il 14 e 15 giugno 2002 a Santander, in Spagna, su "i Fondi strutturali, le donne e l'occupazione" e auspica che i lavori del suddetto seminario portino al varo di nuovi programmi specifici per la partecipazione delle donne al mercato del lavoro.

Ultimo aggiornamento: 27 giugno 2002Avviso legale