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Giovedì 13 febbraio 2003 - Strasburgo Edizione definitiva
Diritti umani nello Zimbabwe
P5_TA(2003)0066B5-0112, 0142, 0148 e 0151/2003

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione dei diritti umani nello Zimbabwe

Il Parlamento europeo ,

–   viste le sue precedenti risoluzioni del 13 aprile 2000(1) , 18 maggio 2000(2) , 6 luglio 2000(3) , 15 marzo 2001(4) , 6 settembre 2001(5) , 13 dicembre 2001(6) , 14 marzo 2002(7) , 4 luglio 2002(8) e 5 settembre 2002(9) sulla situazione nello Zimbabwe,

A.   considerando che la posizione comune dell'Unione europea del 18 febbraio 2002 - che dovrà essere sottoposta a revisione il 18 febbraio 2003 - ha introdotto sanzioni mirate nei confronti del regime di Mugabe, preso atto dell'inasprimento della repressione contro la popolazione dello Zimbabwe, e che fra le sanzioni rientra il divieto di lasciare il paese per gli alti dirigenti della ZANU-PF (Unione nazionale africana – Fronte patriottico),

B.   considerando che nello Zimbabwe l'oppressione politica si è intensificata e che il leader del partito di opposizione MDC (Movimento per il cambiamento democratico), Morgan Tsvangirai, il segretario generale Welshman Ncube, e un deputato al Parlamento, Renso Gasela, sono ora processati sulla base di pretestuose accuse di tradimento,

C.   considerando che lo Zimbabwe non è più un paese democratico, poiché le elezioni politiche, presidenziali e tutte le successive elezioni amministrative sono state caratterizzate da episodi di intimidazione, repressione, frodi elettorali e violenza politica favorita dalle autorità pubbliche, e si registrano sistematiche violazioni dei diritti umani fondamentali,

D.   considerando che 7,2 milioni di abitanti, più della metà della popolazione dello Zimbabwe, stanno per morire di fame e che a quanti non sono in grado di presentare la tessera di appartenenza alla ZANU-PF vengono negati i generi alimentari controllati dal governo,

E.   considerando che la situazione economica generale sta degradando vertiginosamente, che il tasso di disoccupazione è pari al 70%, che l'inflazione supera il 100% e che attualmente è coltivato solo il 50% dei terreni agricoli di un tempo,

F.   considerando che i sostenitori dello MDC arrestati, inclusi taluni deputati al Parlamento, segnalano che negli interrogatori la polizia ricorre a tecniche sempre più violente, fra cui rientrano torture come i pestaggi, l'elettroshock e l'avvelenamento,

G.   considerando che la giovane milizia di Mugabe non viene perseguita, nonostante perpetri massicce intimidazioni e violenze nei confronti di civili innocenti,

H.   considerando che Robert Mugabe è stato invitato al vertice franco-africano in programma a Parigi il 19 febbraio 2003,

I.   considerando che il Parlamento europeo ha coerentemente chiesto l'estensione delle sanzioni e la loro rigorosa applicazione, oltre ad aver sollecitato altre misure intese a rendere più efficace l'azione internazionale contro il regime di Mugabe,

J.   considerando che i prossimi avvenimenti, quali la revisione della posizione dello Zimbabwe all'interno del Commonwealth, la questione delle modalità di applicazione delle sanzioni UE in relazione al vertice UE-Africa e l'esame della questione dello Zimbabwe da parte delle Nazioni Unite, saranno fondamentali per aumentare la pressione sul regime di Mugabe,

K.   considerando che il Sudafrica in particolare, il vicino più potente dello Zimbabwe nonché suo principale partner economico, ha la possibilità e la responsabilità di dimostrare capacità di leadership contribuendo a far sì che nello Zimbabwe la situazione cambi rapidamente in meglio,

L.   considerando che l'Unione europea è impegnata a mantenere strette relazioni con tutti i suoi partner ACP e a collaborare con loro e con la comunità internazionale nella ricerca di un approccio comune per ripristinare la democrazia e porre fine alle sofferenze della popolazione dello Zimbabwe,

M.   considerando che le nazioni africane non debbono permettere che il regime di Mugabe tenga in scacco le loro relazioni con i paesi dell'Unione europea e che è pertanto nell'interesse dell'Unione africana e della SADC attivarsi con urgenza, congiuntamente al resto della comunità internazionale, per far sì che nello Zimbabwe la situazione cambi rapidamente in meglio,

N.   considerando che una parte significativa della relazione del gruppo di esperti delle Nazioni Unite dell'ottobre 2002 sullo sfruttamento illecito delle ricchezze naturali della Repubblica democratica del Congo è dedicata al ruolo illecito di gruppi di interesse dello Zimbabwe, sostenuti dal governo del paese, e documenta in modo allarmante come l'operato dei corrotti seguaci di Mugabe si ripercuota non solo sulla popolazione dello Zimbabwe, ma anche sui paesi vicini, e considerando altresì che nella relazione viene citato il presidente del Parlamento dello Zimbabwe, Emmerson Mnangagwa,

O.   considerando che esponenti di spicco del regime di Mugabe hanno trovato modo di eludere il divieto di lasciare il paese e che il Consiglio non è riuscito a impedire che ciò avvenisse,

P.   considerando che il Parlamento europeo è intervenuto direttamente nel novembre 2002 per rifiutare l'accesso ai propri edifici a due cittadini dello Zimbabwe colpiti dal divieto, cui le autorità belghe avevano rilasciato visti,

1.   condanna la mancanza di coerenza che caratterizza la politica dell'UE e invita il Consiglio e i governi degli Stati membri a non derogare dal regime di sanzioni imposto dall'UE stessa;

2.   chiede al Consiglio di garantire, quando riesaminerà la sua posizione comune del 18 febbraio 2002, che le sanzioni contro il regime di Mugabe continuino ad essere applicate senza interruzioni e senza eccezioni, e di precisare, con assoluta chiarezza, le modalità di applicazione del divieto di visto nei confronti dei membri della ZANU-PF;

3.   insiste perché le accuse false e infondate mosse nei confronti di Morgan Tsvangirai, Welshman Ncube e Renson Gasela siano ritirate e perché cessino le violenze e le intimidazioni sistematiche ai danni degli oppositori del regime di Mugabe;

4.   chiede che un governo rappresentativo sia quanto prima liberamente ed equamente scelto nell'ambito di elezioni correttamente gestite e monitorate a livello internazionale;

5.   condanna l'uso degli aiuti alimentari quale arma politica contro i sostenitori dell'opposizione e chiede al governo dello Zimbabwe di garantire la distribuzione di cibo alla popolazione indipendentemente dall'affiliazione politica; chiede alla comunità internazionale, segnatamente le Nazioni Unite, di adottare un approccio più interventista per quanto concerne la distribuzione di generi alimentari, e di fornire protezione in vista di una consegna sicura ed equa di questi ultimi a coloro che ne hanno bisogno, nonché di cooperare con i paesi vicini dello Zimbabwe che devono affrontare il problema dei profughi;

6.   invita le Nazioni Unite a nominare un relatore speciale incaricato di far luce sulla situazione dei diritti dell'uomo nello Zimbabwe;

7.   chiede al Consiglio e alla Commissione di estendere le sanzioni esistenti e di colpire anche quegli uomini d'affari che sono responsabili del finanziamento del regime della ZANU-PF; chiede altresì l'introduzione di misure addizionali che includano la revoca, per coloro cui si applicano le sanzioni dell'UE, del diritto di soggiorno in Europa e l'impossibilità, per i membri delle loro famiglie, di avere accesso a posti di lavoro o a istituti di istruzione nell'UE;

8.   chiede nuovamente alla Commissione e al Consiglio di fornire maggiori informazioni sul congelamento dei conti bancari di coloro cui si applicano le sanzioni dell'UE;

9.   chiede che sia prenda in esame l'imposizione al regime dello Zimbabwe di sanzioni più diversificate, ivi compreso un boicottaggio di eventi sportivi e culturale a livello internazionale, evitando però di aggravare le sofferenze della popolazione;

10.   elogia il coraggio dei giocatori di cricket Andy Flower e Henry Olonga, che hanno sfidato Mugabe, e la posizione della squadra inglese di cricket, che ha rifiutato di giocare nello Zimbabwe;

11.   chiede che l'UE, i partner ACP e la comunità internazionale tengano maggiormente conto del desiderio che l'MDC nutre in vista di un'applicazione rigorosa delle sanzioni dell'Unione, nonché dell'appello del Presidente dell'MDC Morgan Tsvangirai per un'applicazione severa del divieto di visto;

12.   critica il fatto che Mugabe sia stato invitato ad assistere al vertice franco-africano nel febbraio 2003;

13.   insiste perché il Consiglio rifiuti a Mugabe, e a qualsiasi altro cittadino dello Zimbabwe che sia stato colpito dal divieto, il visto per essere presente al vertice franco-africano di Lisbona, e deplora che un'altra opportunità di dialogo fra l'UE e l'Africa rischi di essere compromessa a causa dei problemi provocati dal regime dello Zimbabwe;

14.   chiede, in conformità dell'Accordo di Cotonou, che le questioni del buon governo e della promozione dei diritti dell'uomo e dello Stato di diritto, segnatamente nello Zimbabwe, siano messe in evidenza in tutte le discussioni dell'UE con i paesi africani e le loro organizzazioni regionali, e che non siano semplicemente riservate al dialogo con l'Africa meridionale;

15.   sollecita il Presidente del Sudafrica Mbeki, quale attuale Presidente dell'Unione africana, e il Presidente Dos Santos, nella sua qualità di Presidente della SADC, a prendere l'iniziativa di fare pressione sullo Zimbabwe, attraverso efficaci iniziative regionali, e a chiedere nuove elezioni presidenziali nel paese, che si svolgano sotto la supervisione internazionale;

16.   sollecita il Commonwealth a rinnovare la sospensione dello Zimbabwe;

17.   respinge l'opinione secondo cui la sostituzione del Presidente Mugabe con Emmerson Mnangagwa risolverebbe i problemi dello Zimbabwe, dal momento che quest'ultimo ha un'evidente responsabilità nello stato attuale dell'economia del paese e della sua amministrazione, ed è coinvolto nelle violenze politiche e in brogli elettorali;

18.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio nonché ai governi degli Stati membri, al Consiglio ACP-UE, al governo e al parlamento dello Zimbabwe, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale dell'Unione africana e al Segretario generale della SADC.

(1) GU C 40 del 7.2.2001, pag. 425.
(2) GU C 59 del 23.2.2001, pag. 241.
(3) GU C 121 del 24.4.2001, pag. 394.
(4) GU C 343 del 5.12.2001, pag. 304.
(5) GU C 72 E del 21.3.2002, pag. 339.
(6) GU C 177 E del 25.7.2002, pag. 305.
(7) P5_TA(2002)0131.
(8) P5_TA(2002)0376.
(9) P5_TA(2002)0412.

Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2004Avviso legale