Torna al portale Europarl

Choisissez la langue de votre document :

 Indice 
 Precedente 
 Seguente 
 Testo integrale 
Testi approvati
PDF 86k
Giovedì 13 febbraio 2003 - Strasburgo Edizione definitiva
Crisi del settore siderurgico e misure da attuare sul piano comunitario
P5_TA(2003)0067B5-0133, 0139 e 0140/2003

Risoluzione del Parlemanto europeo sulla crisi del settore siderurgico

Il Parlamento europeo ,

–   vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e, in particolare, le disposizioni relative ai diritti sociali, nonché le disposizioni del trattato CE, in particolare l'articolo 136, a norma del quale gli Stati membri hanno come obiettivi la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, una protezione sociale adeguata e il dialogo sociale al fine di consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l'emarginazione,

–   viste le conclusioni del Consiglio europeo di Lisbona del 23 e 24 marzo 2000, del Consiglio europeo di Göteborg del 15 e 16 giugno 2001, del Consiglio europeo di Barcellona del 15 e 16 marzo 2002, nonché le conclusioni del 16 settembre 2002 sull'esito del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile,

–   vita la direttiva 77/187/CEE del Consiglio, del 14 febbraio 1977, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di stabilimenti(1) ,

–   vista la direttiva 94/45/CE del Consiglio, del 22 settembre 1994, concernente l'istituzione di un comitato aziendale europeo o di una procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie(2) ,

–   vista la direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi(3) ,

–   vista la direttiva 2002/14/CE del parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2002, che istituisce un quadro generale relativo all'informazione ed alla consultazione dei lavoratori(4) nelle imprese della Comunità europea,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sul settore siderurgico, le ristrutturazioni e le fusioni industriali,

–   viste le continue perdite di posti di lavoro nel settore siderurgico,

A.   considerando che la società ARCELOR, società siderurgica risultante dalla fusione tra Arbed, Usinor e Aceralia, ha annunciato nel mese di gennaio 2003 l'intenzione di sopprimere le linee a caldo in tutti gli stabilimenti continentali del gruppo, il che comporterà la soppressione di migliaia di posti di lavoro in tutta Europa,

B.   considerando che malgrado le sue dichiarazioni secondo cui i siti continentali di produzione a caldo non sono più sostenibili, la direzione dell'Arcelor si è candidata all'acquisto di quattro siti continentali nel sud della Polonia; che alla luce di ciò il governo polacco ha peraltro previsto un intervento per 2,7 miliardi di zloty,

C.   tenendo conto della mobilitazione dei lavoratori dipendenti interessati, delle loro organizzazioni sindacali, delle popolazioni e dei rappresentanti delle regioni colpite,

D.   considerando che la decisione unilaterale statunitense di imporre dazi straordinari sulle importazioni di acciaio, principalmente dall'Unione europea, è in contrasto con l'accordo dell'Organizzazione mondiale del commercio e sta arrecando un notevole pregiudizio ai produttori comunitari del settore,

1.   ricorda ad Arcelor i suoi impegni di impresa e chiede che assuma la sua responsabilità sociale e che tutti i suoi stabilimenti continentali siano trattati su un piede di parità, in modo non discriminatorio;

2.   chiede alla Commissione di garantire un'applicazione rigorosa dei trattati a qualsiasi domanda d'aiuto il governo polacco dovesse presentare in relazione all'operazione annunciata dall'Arcelor in Polonia, rigettando l'uso di motivazioni contraddittorie;

3.   ricorda alla Commissione che rientra nelle sue competenze, dopo l'estinzione della CECA, trattare le conseguenze economiche e sociali per la siderurgia derivanti dall'apertura dell'Europa ai nuovi Stati membri;

4.   chiede alla Commissione di studiare, in cooperazione con le autorità interessate, un impiego efficace e mirato dei fondi comunitari, in particolare del FSE, per la formazione professionale e la riconversione dei lavoratori interessati;

5.   chiede alla Commissione di continuare ad adoperarsi con determinazione, sia in ambito OCSE che OMC, in vista dell'elaborazione e dell'adozione di rigorose normative multilaterali contro la concorrenza sleale dei paesi terzi attuata mediante sovvenzioni, il ricorso abusivo a disposizioni commerciali o altre misure;

6.   incoraggia la Commissione ad adottare misure decise per proteggere le imprese europee dagli effetti negativi derivanti da tale azione unilaterale, nel rispetto delle norme commerciali multilaterali e tenendo conto degli interessi a lungo termine dell'economia europea;

7.   accoglie con favore la creazione di un gruppo di commissari, presieduto da Erkki Liikanen, commissario responsabile delle imprese e composto dai commissari preposti al commercio, alla concorrenza, all'ampliamento e alle politiche economica, sociale ed estera, ai fini della definizione di una risposta coerente alle difficoltà che si prospettano; ritiene tuttavia opportuno che Margot Wallström, commissario per l'ambiente venga associata a tale compito;

8.   chiede alla Commissione e agli Stati membri di promuovere l'innovazione, sviluppare nuove azioni nel senso della specializzazione e della qualità anche in tale settore o prevedere piani adeguati per la riconversione; giudica necessario garantire il mantenimento di un settore siderurgico forte e moderno nell'UE, in grado di soddisfare le esigenze di sviluppo duraturo e di creazione di posti di lavoro soprattutto al fine di rafforzare la protezione dei lavoratori e dei consumatori;

9.   invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare una strategia più determinata di fronte alle ristrutturazioni industriali e al loro impatto sociale, al fine di prevenirne le ripercussioni negative sull'occupazione e sulle condizioni di lavoro, ma anche sulla gestione del territorio;

10.   deplora che, in numerose e recenti ristrutturazioni di imprese, non siano state rispettate le vigenti disposizioni a livello comunitario concernenti i licenziamenti collettivi, i trasferimenti di imprese e i comitati di impresa europei; in particolare chiede alla Commissione di verificare, laddove necessario, che gli Stati membri applichino le direttive 98/59/CE e 94/45/CE;

11.   ritiene che tutte le sovvenzioni accordate nel quadro dei fondi pubblici dovrebbero essere subordinate ad accordi per quanto riguarda l'occupazione, lo sviluppo locale e gli investimenti destinati a modernizzare la produzione;

12.   invita gli Stati membri a promuovere e a rafforzare il dialogo sociale nel rispetto della legislazione nazionale ed europea in materia di informazione e di consultazione dei lavoratori, e ad adottare misure efficaci miranti a proteggere i rappresentanti sindacali;

13.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché alle parti sociali.

(1) GU L 61 del 5.3.1977, pag. 26.
(2) GU L 254 del 30.9.1994, pag. 64.
(3) GU L 225 del 12.8.1998, pag. 16.
(4) GU L 80 del 23.3.2002, pag. 29.

Ultimo aggiornamento: 6 maggio 2004Avviso legale