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Giovedì 19 febbraio 2009 - Bruxelles Edizione definitiva
Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo
P6_TA(2009)0077A6-0502/2008

Risoluzione del Parlamento europeo del 19 febbraio 2009 sul Processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo (2008/2231(INI))

Il Parlamento europeo ,

–   vista la dichiarazione di Barcellona adottata in occasione della conferenza euromediterranea dei ministri degli affari esteri tenutasi a Barcellona il 27 e 28 novembre 1995, che istituisce un partenariato euromediterraneo,

–   vista la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2008 dal titolo "Il processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo" (COM(2008)0319),

–   vista l'approvazione da parte del Consiglio europeo di Bruxelles del 13 e 14 marzo 2008 del processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo,

–   vista la dichiarazione comune del Vertice di Parigi per il Mediterraneo, tenutosi il 13 luglio 2008,

–   vista la dichiarazione finale adottata al termine della riunione dei ministri degli affari esteri dell'Unione per il Mediterraneo, tenutasi a Marsiglia il 3 e 4 novembre 2008,

–   viste le conclusioni della conferenza dei ministri degli affari esteri euromediterranei, tenutasi a Lisbona il 5 e 6 novembre 2007,

–   viste le conclusioni del Vertice euromediterraneo, tenutosi a Barcellona il 27 e 28 novembre 2005 per celebrare il decimo anniversario del partenariato euromediterraneo,

–   viste la dichiarazione dell'Ufficio di presidenza dell'Assemblea parlamentare euromediterranea (APEM) del 12 luglio 2008, la dichiarazione dell'APEM del 13 ottobre 2008 sul processo di pace in Medio Oriente e la raccomandazione dell'APEM del 13 ottobre 2008 per la prima riunione dei ministri degli affari esteri del processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo,

–   visto il parere del Comitato delle regioni del 9 ottobre 2008,

–   vista la dichiarazione del Vertice euromediterraneo dei Consigli economici e sociali di Rabat del 16 ottobre 2008,

–   viste la dichiarazione finale della presidenza dell'APEM e le raccomandazioni adottate dall'APEM in occasione della sua quarta sessione plenaria ad Atene, il 27 e 28 marzo 2008,

–   vista la prima riunione di EuroMedScola, cui hanno partecipato a Strasburgo il 16 e 17 novembre 2008, giovani cittadine e cittadini dei paesi partner e dei paesi dell'Unione europea,

–   viste le sue risoluzioni precedenti sulla politica mediterranea dell'Unione europea, in particolare quella del 5 giugno 2008 sul processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo(1) ,

–   vista la comunicazione della Commissione del 21 maggio 2003 dal titolo "Imprimere un nuovo impulso alle azioni dell'UE coi partner mediterranei nel campo dei diritti umani e della democratizzazione - Documento d'orientamento strategico" (COM(2003)0294),

–   vista la comunicazione della Commissione del 4 dicembre 2006 sullo sviluppo della politica europea di vicinato (COM(2006)0726),

–   vista la sua risoluzione del 15 novembre 2007 sullo sviluppo della politica europea di vicinato(2) ,

–   viste le sue priorità per la presidenza dell'APEM (marzo 2008 - marzo 2009),

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per gli affari esteri e i pareri della commissione per il commercio internazionale, della commissione per gli affari costituzionali e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A6-0502/2008),

A.   considerando la centralità che assume il bacino mediterraneo e i crescenti interessi comuni tra l'Unione europea e i paesi partner di fronte alle sfide della globalizzazione e della convivenza pacifica e, di conseguenza, la necessità di garantire maggiore coesione regionale e lo sviluppo di una comune strategia politica nell'area,

B.   considerando che l'Unione si adopera per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite e che dovrebbe continuare a impegnarsi in tal senso,

C.   considerando che le due sponde a nord e a sud del Mediterraneo stanno allontanandosi sempre più sotto il profilo economico, politico e culturale, e che tali disparità devono essere colmate al fine di creare a termine uno spazio di pace, sicurezza e prosperità condivisa,

D.   considerando la necessità di rinnovare profondamente e di intensificare, privilegiandone i risultati, le relazioni tra Unione europea e paesi partner mediterranei, partendo dal principio dell'uguaglianza tra tutti i partner e dalla valorizzazione di quanto è stato compiuto, ma anche tenuto conto dei limiti e delle carenze delle politiche fin qui realizzate e, in particolare, del bilancio deludente del processo di Barcellona,

E.   considerando i limiti della politica europea di vicinato (PEV) con i paesi mediterranei che, privilegiando le relazioni bilaterali, si sta rivelando priva di equilibrio e incapace di contribuire a un processo comune di riforme significative nella regione,

F.   considerando la necessità di instaurare relazioni tra Unione europea e paesi mediterranei dell'intero bacino mediterraneo basate su uno stretto partenariato e fondate sul rispetto dei diritti dell'uomo e dello stato di diritto,

G.   considerando che, dall'avvio del processo di Barcellona, alcuni paesi partner non hanno compiuto progressi significativi in termini di adesione a taluni valori e principi comuni formulati nella dichiarazione di Barcellona che essi stessi hanno sottoscritto nel 1995 e di rispetto di tali valori e principi, in particolare per quanto concerne la democrazia, i diritti dell'uomo e lo stato di diritto,

H.   considerando l'esigenza di promuovere l'integrazione territoriale ed economica tra i paesi del bacino mediterraneo, e considerando che l'unico modo per ottenere una reale integrazione regionale ed economica consiste nel compiere progressi concreti nella composizione dei conflitti in corso e nel campo della democrazia e dei diritti dell'uomo,

I.   considerando che relazioni più strette tra l'Unione europea e i paesi del Mediterraneo hanno visto aumentare in modo importante il traffico tra questi paesi, senza che tale aumento sia stato tuttavia accompagnato da un necessario miglioramento e ammodernamento delle relative infrastrutture,

J.   considerando che nella dichiarazione comune del Vertice di Parigi per il Mediterraneo del 13 luglio 2008 i Capi di Stato e di governo hanno riconosciuto che l'APEM rappresenterà la legittima espressione parlamentare del processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo, caldeggiando altresì il rafforzamento del ruolo dell'APEM nelle relazioni con i partner mediterranei,

K.   sottolineando che la dimensione intergovernativa non può esaurire il complesso delle relazioni politiche tra i paesi della regione euromediterranea,

L.   sottolineando l'importanza del ruolo dell'APEM, che costituisce la sola assemblea parlamentare che permette il dialogo e la cooperazione nell'area euromediterranea e riunisce i 27 Stati membri dell'Unione e tutte le parti associate al processo di pace in Medio Oriente,

M.   considerando l'importanza di assicurare la partecipazione delle collettività locali e regionali ai progetti e alle iniziative definiti dal processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo e di prendere in considerazione le proposte recentemente avanzate da tali collettività,

N.   considerando l'importanza di assicurare la partecipazione delle parti sociali e della società civile al rilancio delle relazioni euromediterranee,

O.   ricordando l'esigenza di non duplicare e sovrapporre strumenti, politiche e livelli istituzionali già esistenti e di garantire una coerenza a tutto il sistema delle relazioni euromediterranee,

P.   sottolineando la necessità di una composizione rapida e pacifica di tutti i conflitti che vedono coinvolti i paesi del Mediterraneo e prendendo atto dell'importanza di proseguire il dialogo interculturale a tale riguardo,

Q.   considerando che la recente recrudescenza del conflitto israelo-palestinese incide sul dialogo politico del partenariato euromediterraneo e può pregiudicare il raggiungimento dei diversi obiettivi perseguiti dalla nuova istituzione,

R.   considerando che la mancanza persistente di una soluzione alle gravi tensioni politiche nel Sahara occidentale non contribuisce al rilancio del partenariato euromediterraneo,

1.   ritiene che la proposta del processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo, approvata dai Capi di Stato e di governo in occasione del Vertice per il Mediterraneo svoltosi a Parigi il 13 luglio 2008, costituisca uno strumento al servizio della pace e della prosperità e rappresenti un passo avanti verso l'integrazione economica e territoriale e la cooperazione nell'ambito ecologico e climatico tra i paesi del Mediterraneo, a condizione che siano realizzate le promesse e siano conseguiti risultati concreti e visibili; richiama l'attenzione sul fatto che l'apertura del processo a paesi non coinvolti nel partenariato accresce le possibilità di stabilire relazioni paritarie tra l'Unione europea e i paesi partner mediterranei e di gestire i problemi della regione in modo globale;

2.   ribadisce la sua posizione espressa nella risoluzione del 15 gennaio 2009 sulla situazione nella striscia di Gaza(3) ed esprime la propria preoccupazione per la recrudescenza del conflitto israelo-palestinese che ha già avuto un impatto sul dialogo politico fra i partecipanti al partenariato euromediterraneo; ritiene importante evitare ulteriori ritardi in questa fase iniziale dell'Unione per il Mediterraneo ed auspica che la cooperazione acceleri nuovamente e quanto prima il passo, fornendo il suo contributo all'obiettivo condiviso di pace nel Medio Oriente; sottolinea che, visti i principi adottati al summenzionato Vertice di Parigi del 13 luglio 2008 e nella succitata riunione dei ministri degli affari esteri a Marsiglia il 3 e 4 novembre 2008, le nuove istituzioni dell'Unione per il Mediterraneo dovrebbero concentrarsi su una chiara dimensione impostata sul progetto che costituisce il suo principale valore aggiunto;

3.   osserva che la riunione dei ministri degli affari esteri del 3 e 4 novembre 2008 a Marsiglia ha proposto che il "processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo" sia da ora in poi denominato "Unione per il Mediterraneo"; ritiene che tale denominazione permetta di valorizzare il carattere paritario del partenariato con l'obiettivo di realizzare progetti di integrazione economica e territoriale; ritiene tuttavia necessario che il valore strategico delle relazioni euromediterranee e l'acquis del processo di Barcellona, e segnatamente il coinvolgimento della società civile, siano riaffermati a partire dalle politiche che l'Unione europea sta già sviluppando con i partner mediterranei attraverso programmi regionali e subregionali nonché orientamenti comuni che sono alla base della cooperazione bilaterale;

4.   chiede a tale riguardo al Consiglio e alla Commissione di garantire la coerenza dell'azione dell'Unione soprattutto per quanto concerne i possibili sviluppi istituzionali (in particolare il ruolo dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza in qualità di vicepresidente della Commissione) e l'utilizzazione del bilancio comunitario;

5.   esprime il proprio apprezzamento per il fatto che la creazione dell'Unione per il Mediterraneo sia stata sostenuta nel quadro delle istituzioni dell'Unione europea;

6.   condivide la scelta di privilegiare un quadro multilaterale attraverso l'individuazione di alcuni grandi progetti da realizzare attraverso i nuovi strumenti del processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo; rileva, tuttavia, l'assenza di strategie di integrazione economica e territoriale all'interno del bacino mediterraneo come supporto ai progetti stessi;

7.   ritiene che per la realizzazione dei progetti debba essere adottata la formula degli "accordi di programma" che, ispirandosi al principio di sussidiarietà, definiscano con chiarezza le responsabilità finanziarie, gestionali e di controllo dei diversi livelli istituzionali: Unione europea, Stati membri, regioni, imprese, parti sociali;

8.   evidenzia che i progetti finanziati nel quadro dell'Unione per il Mediterraneo dovrebbero ottenere il sostegno finanziario della Comunità, dei paesi partner e del settore privato; invita a tal fine il Consiglio e la Commissione a precisare e rafforzare il ruolo e le iniziative del Fondo euromediterraneo di investimento e partenariato (FEMIP) che, attraverso il suo programma di investimenti, facilita l'apertura economica e la modernizzazione dei paesi mediterranei; riafferma il suo sostegno alla creazione di una banca euromediterranea per gli investimenti e al coordinamento con gli investitori internazionali; sottolinea l'importanza delle rimesse effettuate dagli emigrati dei paesi della sponda meridionale del Mediterraneo verso i rispettivi paesi d'origine e ritiene che esse rappresentino un formidabile strumento di sviluppo finora sottoutilizzato;

9.   ritiene che la quota di finanziamento dell'Unione europea ai progetti mediterranei, in attesa della revisione delle prospettive finanziarie, debba essere assicurata senza pregiudizio per i programmi regionali euromediterranei in atto o previsti e il cui rafforzamento è stato più volte chiesto dal Parlamento europeo; sottolinea, in questo contesto, il potere del Parlamento europeo nella procedura di bilancio dell'Unione europea; auspica che il Parlamento venga regolarmente informato in merito allo stato di avanzamento dei progetti;

10.   ritiene che il segretariato possa rappresentare un potenziale significativo per il rilancio delle relazioni euromediterranee grazie alla sua capacità operativa e al valore politico della sua composizione; chiede che il segretariato sia reso operativo con urgenza per dimostrare che è possibile superare le attuali tensioni, promuovendo progetti reali e concreti di cooperazione reciproca; si compiace del fatto che sia stato trovato un accordo unanime sulla sede del segretariato; ricorda che la città di Barcellona rappresenta il luogo in cui il partenariato euromediterraneo ha avuto inizio;

11.   concorda sul fatto che, dal punto di vista dell'Unione europea, la copresidenza debba essere compatibile con la rappresentanza esterna dell'Unione , conformemente alle disposizioni del trattato vigenti; auspica a tale riguardo, partendo dal presupposto che il trattato di Lisbona entri in vigore, che l'Unione europea garantisca la coerenza e la continuità della sua rappresentanza nelle nuove istituzioni dell'Unione per il Mediterraneo;

12.   si compiace per la decisione della conferenza interministeriale del 3 novembre 2008, che ha debitamente preso atto della raccomandazione adottata dall'APEM il 13 ottobre 2008 in Giordania; sostiene la decisione di dare una dimensione parlamentare forte all'Unione per il Mediterraneo, rafforzando così la sua legittimità democratica, appoggiandosi all'APEM, che dovrebbe essere ulteriormente rafforzata e le cui attività dovrebbero essere meglio coordinate con quelle delle altre istituzioni del partenariato, prevedendo la possibilità di riconoscerle personalità giuridica, il diritto di proposta e di valutazione delle strategie di integrazione economica e territoriale e dei progetti nonché la possibilità di presentare raccomandazioni alla riunione dei ministri degli affari esteri; si attende che tale riconoscimento istituzionale dell'APEM si traduca altresì nella sua partecipazione come osservatore a tutte le riunioni dell'esecutivo, alle riunioni dei capi di Stato e di governo, alle riunioni dei ministri nonché alle riunioni preparatorie degli alti funzionari;

13.   si compiace per la decisione dei ministri degli affari esteri dell'Unione per il Mediterraneo di includere la Lega degli stati arabi come partecipante a tutte le riunioni a tutti i livelli, in considerazione del suo contributo positivo agli obiettivi della pace, della prosperità e della stabilità nella regione mediterranea;

14.   sottolinea la necessità di includere le autorità regionali e locali nel nuovo quadro istituzionale; si compiace per il parere emesso dal Comitato delle regioni e per la proposta di creare un'assemblea regionale e locale euromediterranea (ARLEM);

15.   ritiene che, parallelamente al rafforzamento della dimensione parlamentare, uno sviluppo analogo sia necessario per ottenere il coinvolgimento della società civile all'interno dell'idonea struttura istituzionale dell'Unione per il Mediterraneo, in particolare grazie a meccanismi che garantiscono la consultazione della società civile sulla scelta, l'attuazione e il monitoraggio dei progetti; invita, in tale contesto, l'APEM a coinvolgere maggiormente le società civili dalla sponda settentrionale alla sponda meridionale del Mediterraneo nelle sue attività; chiede di valorizzare il ruolo delle parti sociali nella prospettiva di istituire un Comitato economico e sociale euromediterraneo;

16.   osserva che alcuni paesi che partecipano al processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo non partecipano al partenariato euromediterraneo; invita al riguardo il Consiglio, la Commissione e tutti gli Stati che partecipano al processo di Barcellona: l'Unione per il Mediterraneo ad attuare un quadro coerente di relazioni imperniato sull'integrazione economica e territoriale tra l'Unione europea e tutti i paesi del bacino mediterraneo; chiede al Consiglio e alla Commissione di garantire la possibilità che tutti i paesi membri dell'Unione per il Mediterraneo possano avere accesso ai programmi regionali già previsti dal partenariato euromediterraneo;

17.   sottolinea che la partecipazione all'Unione per il Mediterraneo non rappresenta un'alternativa all'allargamento dell'Unione europea e non incide sulle prospettive di adesione dei paesi candidati attuali o futuri; ritiene che l'Unione per il Mediterraneo non ostacolerà le altre iniziative di cooperazione regionale;

18.   insiste sulla necessità di rinnovare profondamente l'intera politica euromediterranea, rafforzandone la dimensione politica e il cosviluppo, e ricorda che, in ogni caso, l'iniziativa processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo non esaurisce la prospettiva più ampia di tale politica;

19.   ritiene che il processo di Barcellona: l'Unione per il Mediterraneo debba rafforzare le forme di cooperazione esistenti nel quadro di Euromed onde offrire a tutti i paesi partner la possibilità di partecipare ai programmi regionali e alle politiche dell'Unione europea corrispondenti, sulla base di priorità e obiettivi fissati di comune accordo; ricorda che è importante rafforzare l'estensione dei programmi comunitari alla partecipazione dei paesi partner, segnatamente nei settori dell'istruzione, della ricerca e della formazione professionale (scambi di studenti ecc.);

20.   ritiene che i problemi della pace e della sicurezza, dei diritti dell'uomo e della democrazia nonché della cooperazione culturale debbano essere affrontati nella dimensione euromediterranea; ribadisce che l'Unione per il Mediterraneo persegue l'obiettivo di affrontare problemi territoriali, infrastrutturali e ambientali attraverso piani strategici e progetti specifici; auspica che tale dimensione concreta possa contribuire a ripristinare il partenariato euromediterraneo;

21.   ricorda le prime iniziative proposte al Vertice di Parigi per il Mediterraneo del 13 luglio 2008: disinquinamento del Mediterraneo, autostrade del mare e autostrade terrestri, protezione civile, piano solare mediterraneo, istruzione superiore e ricerca, iniziativa mediterranea di sviluppo delle imprese;

22.   ricorda che per raggiungere gli ambiziosi obiettivi del processo di Barcellona è necessario ampliare rapidamente i settori di cooperazione, includendovi la gestione idrica, l'agricoltura, la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, l'energia, la formazione professionale, la cultura, la sanità, il turismo e così via;

23.   sostiene vivamente la dimensione ambientale del processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo e le iniziative e progetti relativi, quali la nuova iniziativa mediterranea per il disinquinamento del Mediterraneo e il progetto mediterraneo per l'energia solare;

24.   ritiene che l'integrazione di tutti i paesi mediterranei nel processo di Barcellona: l'Unione per il Mediterraneo offra la possibilità di gestire i problemi della regione in maniera più globale nonché di articolare e coordinare, in modo più efficace, il processo con programmi già in corso, come il piano d'azione per il Mediterraneo del PNUA (Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente);

25.   accoglie con favore la proposta avanzata nella dichiarazione finale della presidenza della quarta sessione plenaria dell'APEM, del 27 e 28 marzo 2008, di creare una comunità euromediterranea dell'energia, sostenuta dall'APEM; riconosce l'importanza di rafforzare la cooperazione tra partner euromediterranei nel settore energetico e la necessità di sviluppare un mercato energetico regionale al fine di realizzare progetti su ampia scala nei settori delle energie rinnovabili e delle infrastrutture energetiche nella regione euromediterranea;

26.   auspica che il rafforzamento delle relazioni euromediterranee dia nuovo impulso allo sviluppo di un'area di pace e prosperità; sottolinea che la pace e la stabilità politica nel Mediterraneo sono fondamentali per la sicurezza collettiva e individuale, e ciò ben al di là delle sponde di tale mare; sottolinea che solo una composizione negoziata e globale dei conflitti nella regione può permettere la realizzazione di questo obiettivo; ritiene che l'Unione europea debba assumere un ruolo guida nella composizione di tali conflitti conquistando la fiducia di tutte le parti implicate; sottolinea la necessità di proseguire formalmente la cooperazione nella lotta al terrorismo internazionale, al traffico di stupefacenti, alla criminalità organizzata e alla tratta di esseri umani; si compiace per l'appello della dichiarazione di Marsiglia alle parti interessate di impegnarsi per realizzare un processo graduale di smilitarizzazione e disarmo in Medio Oriente, in particolare allo scopo di creare un'area priva di armi nucleari e di armi di distruzione di massa;

27.   ritiene che, al fine di allentare le tensioni nell'area del Mediterraneo, sia necessario migliorare la comprensione sociale e culturale tra i popoli e che, a questo scopo, delle iniziative quali l'Alleanza di civiltà debbano pertanto essere sostenute in quanto piattaforme privilegiate di dialogo che contribuiscono alla stabilizzazione della regione; sollecita il Consiglio e la Commissione a presentare strategie per promuovere tale dialogo; incoraggia il rafforzamento dei legami tra l'APEM e la Fondazione Anna Lindh, anche mediante l'organizzazione di riunioni tra le principali reti della Fondazione e la commissione per la cultura dell'APEM;

28.   sottolinea che uno degli obiettivi principali della politica euromediterranea è la promozione dello stato di diritto, della democrazia, del rispetto dei diritti dell'uomo e del pluralismo politico, e osserva che continuano a esistere violazioni molto gravi; ribadisce l'importanza della promozione dei diritti dell'uomo e dello stato di diritto; chiede di valutare i risultati fin qui raggiunti e l'adeguatezza degli strumenti messi in atto nell'ambito del partenariato; sollecita la Commissione a elaborare criteri di ammissibilità ben definiti per tali strumenti, anche per quanto riguarda altre organizzazioni internazionali, come il Consiglio d'Europa, e a istituire un sistema efficace per il monitoraggio della loro attuazione; in tale contesto invita tutte le parti coinvolte dall'iniziativa ad approfondire e favorire il rispetto della libertà religiosa di ciascuno e di coscienza e dei diritti delle minoranze; auspica la definizione di un quadro politico-istituzionale condiviso che permetta di valorizzare la dimensione della reciprocità sia nell'individuazione dei problemi che nella ricerca di soluzioni comuni;

29.   esorta pertanto il Consiglio e la Commissione a iscrivere chiaramente la promozione dei diritti dell'uomo e della democrazia negli obiettivi della nuova iniziativa, a rafforzare ulteriormente l'applicazione dei meccanismi esistenti, tra cui la clausola sui diritti dell'uomo contenuta negli accordi di associazione, nonché l'istituzione di sottocommissioni per i diritti dell'uomo, e a creare un meccanismo per l'applicazione di tale clausola negli accordi di nuova generazione e nei piani d'azione bilaterali della PEV; sottolinea che gli strumenti di promozione dei diritti dell'uomo della PEV devono essere utilizzati in modo ottimale, garantendo una maggiore coerenza politica tra le istituzioni europee;

30.   invita tutti i paesi del partenariato, la Commissione e le future istituzioni dell'Unione per il Mediterraneo a dare nuovo slancio alla gestione di politiche migratorie comuni, allo scopo di valorizzare le risorse umane e di rafforzare gli scambi tra i popoli del bacino del Mediterraneo, evitando una visione esclusivamente securitaria; ritiene che gli aspetti dell'immigrazione su cui concentrarsi debbano essere le opportunità di migrazione legale, la lotta ai flussi migratori illegali, una migliore integrazione degli immigrati e l'esercizio del diritto di asilo; sottolinea l'importanza della stretta collaborazione e dello spirito di corresponsabilità esistente tra gli Stati membri dell'Unione europea e i paesi della sponda meridionale del Mediterraneo; si compiace dello svolgimento della Conferenza ministeriale Euromed sulla migrazione nel novembre 2007 e ritiene che l'Unione per il Mediterraneo debba accordare un'attenzione prioritaria alla gestione strutturata dei flussi migratori;

31.   prende atto della dichiarazione comune dei Capi di Stato e di governo in occasione del Vertice di Parigi per il Mediterraneo, del 13 luglio 2008, secondo la quale il processo di Barcellona: Unione per il Mediterraneo conferma la determinazione a favorire lo sviluppo delle risorse umane e dell'occupazione conformemente agli obiettivi del Millennio per lo sviluppo, anche lottando contro la povertà, e auspica la nascita di nuove iniziative, di nuovi programmi e di nuove disposizioni finanziarie a tale riguardo;

32.   ritiene che le iniziative economiche e commerciali dell'Unione per il Mediterraneo volte a consentire la realizzazione di una zona euromediterranea di libero scambio reciprocamente vantaggiosa debbano favorire la crescita economica della regione, un suo migliore inserimento nell'economia mondiale e la riduzione del divario di sviluppo tra il nord e il sud del Mediterraneo, rafforzando nel contempo la coesione sociale;

33.   sottolinea che è necessario valutare e tener conto sistematicamente dell'impatto sociale dei processi di liberalizzazione, soprattutto in termini di sicurezza alimentare; sottolinea anche che tale impatto può variare fortemente da un settore all'altro e da un paese all'altro;

34.   sottolinea l'importanza del settore informale e dell'economia popolare nei paesi del Mediterraneo meridionale e orientale; ritiene che per lo sviluppo della regione occorra sostenere l'integrazione progressiva di queste attività nell'economia formale;

35.   fa notare che, dopo le adesioni del 2004 e del 2007, gli scambi commerciali tra i nuovi Stati membri dell'Unione e i suoi partner mediterranei sono in costante aumento; chiede che si tenga conto di questa tendenza e che essa sia sostenuta nel quadro del partenariato;

36.   sottolinea la necessità di incoraggiare i giovani a creare piccole imprese, anche facilitando l'accesso al credito e al microcredito; ritiene peraltro che occorra rafforzare il sostegno al FEMIP;

37.   osserva che gli accordi tra l'Unione europea e gli Stati membri, da un lato, e i paesi mediterranei, dall'altro, prevedono misure di cooperazione nei settori dell'immigrazione e dell'asilo politico, tra cui il finanziamento di centri per immigrati, e sollecita l'Unione e gli Stati membri a verificare che in tali centri i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali siano pienamente rispettati;

38.   considera essenziale raggiungere obiettivi concreti e tangibili in campo sociale; ricorda a questo proposito che l'obiettivo di un'area di libero scambio non può essere valutato solo in rapporto alla crescita economica, ma soprattutto in termini di creazione di posti di lavoro; ricorda che la disoccupazione giovanile e femminile costituisce la prima emergenza sociale nei paesi del Mediterraneo;

39.   invita i paesi partner del Mediterraneo meridionale a sviluppare gli scambi commerciali sud-sud sul modello dell'accordo economico di Agadir, sottoscritto da Egitto, Giordania, Marocco e Tunisia; sottolinea che le istituzioni dell'Unione europea devono accogliere le richieste di assistenza tecnica al fine di agevolare l'integrazione economica sud-sud;

40.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e ai governi e ai parlamenti di tutti i paesi partner dell'Unione per il Mediterraneo.

(1) Testi approvati, P6_TA(2008)0257.
(2) GU C 282 E del 6.11.2008, pag. 443.
(3) Testi approvati, P6_TA(2009)0025.

Ultimo aggiornamento: 22 dicembre 2009Avviso legale