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Seduta plenaria 8-11 marzo 2010

Istituzioni - 05-03-2010 - 18:31
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Un'immagine della plenaria di Strasburgo

Un'immagine della plenaria di Strasburgo

Due relazioni sulla politica estera dell'UE sono state dibattute con l'Alto rappresentante Ashton e votate mercoledì. L'aula ha anche espresso sostegno al controverso Rapporto Goldstone dell'ONU sul conflitto di Gaza del 2009. Approvato un testo sulla semplificazione degli obblighi di notifica delle PMI, e la posizione dell'assemblea sulla strategia 2020 varata il 3 marzo dalla Commissione europea. Dossier aggiornato GIOVEDI 11 alle 12:00.

 
 
 
Fra le altre questioni passate al varo dell'assemblea: una risoluzione sull'Accordo commerciale Anti-contraffazione, l'aiuto a due Paesi per il Fondo europeo per la Globalizzazione, e la proposta di valutare una tassazione finanziaria per far fronte ai costi della crisi ed scoraggiare future speculazioni.
 
Lunedì, si è celebrata la Giornata internazionale della Donna con dibattito in Aula.
 
Cliccando in basso avrai accesso ai dossier più rilevanti della seduta.
 
 
RIF.: 20100226FCS69663

I punti forti della sessione

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La politica estera dell'UE sotto la lente dei deputati - I deputati europei ritengono che l'Unione debba potenziare la sua autonomia strategica e portare avanti una politica estera e di sicurezza più decisa e efficace. Sono pronti a usare i propri poteri di bilancio e di scrutinio democratico a tal fine, inclusa la questione del finanziamento del nuovo servizio diplomatico, come spiegano due relazioni che saranno dibattute e votate a Strasburgo. Catherine Asthon, vice Presidente della Commissione e Alto rappresentante per la politica estera, sarà presente al dibattito per rispondere alle domande dei deputati.

Conflitto a Gaza: dare un seguito alle raccomandazioni della relazione Goldstone - Dopo aver tenuto un dibattito, lo scorso 24 febbraio, sulla relazione della missione esplorativa dell'ONU sul conflitto di Gaza, guidata dall'ex giudice sudafricano Richard Goldstone i deputati voteranno una risoluzione su tale questione.

Ridurre gli oneri amministrativi per le piccole imprese - Le micro-imprese potrebbero essere esentate da obblighi in materia d'informativa finanziaria grazie ad una modifica della legislazione UE in materia di diritto societario che sarà votata dai deputati mercoledì. Tali esenzioni, se approvate, dovrebbero comunque ricevere l'approvazione dei singoli Stati membri per entrare in vigore e le imprese dovrebbero in tutti i casi registrare le loro transazioni commerciali e la loro situazione finanziaria.

Votazione sull'UE 2020 e la crisi del debito greco - I deputati sono chiamati a votare una risoluzione sul seguito della riunione informale dei Capi di stato o di governo tenutasi l'11 febbraio scorso a Bruxelles. Nel corso della riunione, i leader dell'Unione europea si sono impegnati - qualora si rendesse necessario - a aiutare la Grecia ad affrontare la propria crisi del debito, e hanno inoltre discusso un nuovo piano UE per la crescita e l'occupazione, la strategia UE 2020. Il Parlamento aveva tenuto un dibattito in Aula su tali questioni il 24 febbraio.

Investire nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio - I deputati chiedono ai governi dell'Unione europea di dare priorità agli investimenti in tecnologie a basse emissioni di carbonio. In un'interrogazione al Consiglio dei ministri dell'Unione europea, la commissione per l'industria invita gli Stati membri a fare del finanziamento delle tecnologie a basse emissioni di carbonio una delle priorità della tabella di marcia 2010-2020.

Maggior tutela per i turisti UE: revisione della direttiva "pacchetto viaggio" - Il Parlamento ascolterà le proposte della Commissione europea per la revisione della direttiva del 1990 sui viaggi, volta a proteggere i diritti dei consumatori quando prenotano un pacchetto tramite un'agenzia di viaggi. Su reiterata richiesta dei deputati, il risarcimento dei passeggeri in caso di insolvenza delle compagnie aeree sarà incluso anche nella prevista modifica della legislazione, alla luce della recente serie di fallimenti delle compagnie "low cost".

I fondi per l'emancipazione dei Rom devono essere utilizzati meglio - Il tema dell'inclusione dei rom sarà discusso martedì con il Consiglio e la Commissione, in vista del secondo Vertice europeo sui rom organizzato dalla Presidenza spagnola (Cordoba, 8 aprile). I deputati adotteranno una risoluzione nel corso della prossima sessione.

Giornata internazionale della donna: combattere la violenza contro le donne - Il Presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek, aprirà lunedì la sessione plenaria con una dichiarazione per commemorare la celebrazione della novantanovesima Giornata internazionale della donna.
 
 

Per ulteriori informazioni :

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Apertura della seduta

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Apertura della sessione, 8 marzo 2010

Apertura della sessione, 8 marzo 2010

Il Presidente ha reso omaggio alle vittime dei recenti terremoti in Turchia, Cile e Haiti e a quelle delle tempeste in Francia. Ha poi ricordato il 20° anniversario della proclamazione d'indipendenza in Lituania e in Estonia. Commemorando il 51° anniversario della sollevazione tibetana, ha reiterato l'appello alle autorità cinesi di aprirsi al dialogo con il Tibet. L'Aula ha respinto la proposta di discutere dell'autorizzazione alla coltivazione di una patata transgenica.
 
 
Aprendo la seduta, il Presidente Buzek ha voluto esprimere le condoglianze del Parlamento alle famiglie delle vittime colpite dai terremoti in Turchia, Cile e Haiti e delle tempeste in Francia.
 
Il Presidente ha poi ricordato che l'11 marzo cade il 20° anniversario della proclamazione d'indipendenza della Lituania, il primo paese del blocco dell'ex URSS a liberarsi dal giogo. Ha anche sottolineato che tra i firmatari della dichiarazione d'indipendenza figurano quattro attuali deputati del Parlamento europeo.
 
L'11 marzo dello stesso anno, ha aggiunto Buzek, è anche la data in cui il Congresso dell'Estonia - "l'allora parlamento democratico" - adottò una dichiarazione sulla "rinascita del paese" (in cui si affermava il diritto all'indipendenza dell'Estonia, ndr) "dopo 50 anni di occupazione sovietica".
 
Il Presidente ha rilevato anche che il 10 marzo cade il 51° anniversario dell’insurrezione tibetana al seguito della quale il Dalai Lama e altre 80.000 persone hanno dovuto abbandonare il paese. Buzek ha affermato che il Parlamento ha costantemente fatto appello alle autorità cinesi "perché cambino atteggiamento nei confronti della Nazione tibetana e per "un dialogo fruttuoso con i suoi rappresentanti".
 
Patata OGM
 
Con 82 voti favorevoli, 182 contrari e 15 astensioni, l'Aula ha respinto la proposta del gruppo dei Verdi/ALE e della GUE/NGL di tenere un dibattito sulla recente autorizzazione alla coltivazione di una patata transgenica. Francesco Speroni (Lega, EFD) si era pronunciato a favore della proposta, mentre Martin Schulz (S&D) aveva suggerito di prendere più tempo per preparare una relazione che obblighi la Commissione europea a presentare una nuova proposta legislativa.
 
 
 
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Una tassa sulle operazioni finanziarie per coprire i costi della crisi

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La risoluzione sulla tassazione finanziaria approvata mercoledì 10 marzo

La risoluzione sulla tassazione finanziaria approvata

Il Parlamento sollecita una posizione comune dell'UE in ambito G20 in merito a una tassa sulle operazioni finanziarie volta a coprire i costi della crisi e per stabilizzare il sistema bancario. Invitando la Commissione a valutare le possibili opzioni, precisa che tale tassa non deve ridurre la competitività dell'UE o ostacolare la crescita. Incita poi il settore bancario ad aumentarela capacità di finanziare investimenti nell'economia reale.
 
 
In una risoluzione adottata con 536 voti favorevoli, 80 contrari e 33 astensioni il Parlamento europeo rileva che i leader del G20 "hanno la responsabilità collettiva di attenuare l'impatto sociale della crisi" e che una tassa sulle operazioni finanziarie "potrebbe contribuire a coprire i costi generati dalla crisi". Ritiene quindi che l'Unione europea debba concordare una posizione comune in ambito del G20 riguardo alle modalità con cui "il settore finanziario potrebbe fornire un contributo equo e sostanziale alla copertura degli eventuali oneri da esso generati per l'economia reale o che sono associati agli interventi governativi finalizzati a stabilizzare il sistema bancario".

Valutare vantaggi e svantaggi della tassa

I deputati chiedono alla Commissione di elaborare, con sufficiente anticipo rispetto , una valutazione d'impatto della tassazione delle operazioni finanziarie a livello mondiale, "esaminandone vantaggi e svantaggi", per arrivare a una posizione comune dell'UE in vista del prossimo G20.

Da tenere in conto parametri come le esperienze passate - "soprattutto in termini di evasione fiscale e migrazione di capitali" - e il loro impatto sui singoli investitori e sulle PMI.  Bisognerà valutare i vantaggi e gli svantaggi dell'introduzione di una tale tassa nella sola Unione europea, della sua introduzione a livello globale e della situazione attuale.

Il Parlamento ritiene che la Commissione dovrebbe analizzare il potenziale di generare entrate sostanziali rispetto ad altre fonti di gettito fiscale, i costi di riscossione e la distribuzione dei ricavi tra Paesi.
 
La tassa, se mai esisterà, dovrà tenere in conto gli effetti collaterali negativi solitamente associati alle imposte indirette sulla raccolta di capitali. Lo scopo è anche quello di "contribuire alla stabilizzazione dei mercati finanziari" e prevenire una futura crisi finanziaria prendendo di mira alcuni tipi di operazioni "indesiderabili", di carattere speculativo, che dovrebbero essere definite dalla Commissione.

Non minare la competitività e la capacità di finanziamento delle banche

Il Parlamento sottolinea comunque che qualunque soluzione "deve assolutamente evitare di ridurre la competitività dell'Unione europea o di ostacolare gli investimenti sostenibili, l'innovazione e la crescita".
 
Attenzione anche al settore bancario, che deve "creare capitali sani, garantendo la sua capacità di finanziare investimenti nell'economia reale, nonché di prevenire l'eccessiva assunzione di rischi".

Infine, i deputati invitano la Commissione e il Consiglio a valutare il potenziale di diverse opzioni fiscali per le transazioni finanziarie "ai fini del contributo al bilancio dell'Unione europea" e in quale misura le opzioni in esame possano essere utilizzate anche come meccanismi finanziari innovativi per sostenere l'adattamento ai cambiamenti climatici e la loro attenuazione nei paesi in via di sviluppo, nonché per finanziare la cooperazione allo sviluppo.
 
 
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Gaza: rispetto dei diritti umani e accertamento delle responsabilità

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Una bomba israeliana esplosa nella città di Rafah, striscia di Gaza, 13 gennaio 2009 ©BELGA/EPA/ABED RAHIM KHATIB

Una bomba israeliana esplosa nella città di Rafah, striscia di Gaza, 13 gennaio 2009 ©BELGA/EPA/ABED RAHIM KHATIB

Il rispetto dei diritti umani è condizione essenziale per una pace giusta e duratura in Medio Oriente. E' quanto afferma il Parlamento chiedendo all'UE di sostenere le raccomandazioni della relazione Goldstone sul conflitto di Gaza e l'accertamento delle responsabilità per i presunti crimini di guerra. Sollecita anche Israele e Palestina a svolgere indagini indipendenti e a non ostacolare l'attività delle ONG. A fronte della crisi umanitaria chiede l'apertura dei valichi di frontiera.
 
Approvando con 335 voti favorevoli, 287 contrari e 43 astensioni una risoluzione sostenuta dall'ala sinistra del Parlamento (S&D, ALDE, Verdi/ALE e GUE/NGL), il Parlamento sottolinea nuovamente l'importanza "di raggiungere una pace giusta e duratura in Medio Oriente, e tra israeliani e palestinesi in particolare".
 
In proposito, i deputati rilevano che il rispetto del diritto umanitario internazionale e del diritto internazionale sui diritti umani da parte di tutti e in qualsiasi circostanza è elemento essenziale "di un processo di pace che porti a due Stati che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza" e costituisce un prerequisito "per il conseguimento di una pace giusta e duratura nel Medio Oriente".
 
Il Parlamento reitera l'invito rivolto alla Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e agli Stati membri a impegnarsi affinché l'Unione europea "adotti una ferma posizione comune sul seguito da dare alla relazione sulla missione d'inchiesta" del giudice Goldstone sul conflitto a Gaza e nel sud di Israele iniziato il 27 dicembre 2008 e terminato il 18 gennaio 2009.
 
A suo parere, UE e Stati membri dovrebbero chiedere pubblicamente "l'attuazione delle sue raccomandazioni e l'accertamento della responsabilità per tutte le violazioni del diritto internazionale, tra cui i presunti crimini di guerra". La Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante UE e gli Stati membri dovrebbero inoltre "monitorare attivamente l'attuazione delle raccomandazioni contenute nella relazione Goldstone mediante la consultazione delle missioni esterne dell'UE e delle ONG del settore".
 
I deputati esortano entrambe le parti a svolgere, entro cinque mesi, indagini "che soddisfino gli standard internazionali di indipendenza, imparzialità, trasparenza, tempestività ed efficacia", in linea con le risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottate il 5 novembre 2009 e il 26 febbraio 2010. Rilevano poi che "la responsabilità e la credibilità dell'Unione europea e dei suoi Stati membri richiedono che l'Unione controlli in modo esauriente tali indagini".

Sottolineando l'importanza della cooperazione tra le autorità ufficiali e le organizzazioni non governative nelle indagini di follow-up e nell'attuazione delle raccomandazioni contenute nella relazione Goldstone, i deputati invitano le autorità di tutte le parti ad "astenersi da qualsiasi azione che possa avere un impatto negativo sulle attività di tali organizzazioni".
 
Infine, il Parlamento rileva che la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza "si è ulteriormente aggravata a causa dell'embargo, che è in violazione del diritto internazionale umanitario". Accoglie pertanto con favore l'invito fatto dal Consiglio, in data 8 dicembre 2009, "per un'apertura immediata, sostenuta e incondizionata dei valichi".
 
 
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Rafforzare la politica estera e di sicurezza dell'UE

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Danjean, Albertini e l'Alto Rappresentante Catherine Ashton durante il dibattito

Danjean, Albertini e l'Alto Rappresentante Catherine Ashton durante il dibattito

L'Unione deve rafforzare la propria autonomia strategica e portare avanti una vera politica estera di sicurezza e difesa. E' quanto sostiene il Parlamento esprimendo la propria determinazione ad esercitare il suo potere di bilancio e il suo controllo democratico su queste politiche, incluse le modalità di finanziamento del Servizio di Azione Esterna dell'Unione europea.
 
 
Approvando con 592 voti a favore, 66 contrari e 11 astensioni la relazione di Gabriele Albertini (PdL, PPE), i deputati sottolineano che, con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, emerge la necessità di accrescere la legittimità democratica della politica estera e di sicurezza comune (PESC), attraverso, per esempio, una sistematica consultazione del Parlamento prima di avviare qualsiasi missione all'estero.

Il Parlamento chiede maggiori poteri di controllo sulla nomina e sul mandato conferito ai rappresentanti speciali dell'UE. Ritiene inoltre che la commissione competente dovrebbe essere consultata dall'Alto rappresentante in merito alle nomine dei vertici del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE). Annuncia, fra l'altro, che intende invitare alcuni RSUE e capi delegazione a comparire dinanzi alla commissione parlamentare in occasione della loro nomina.

Visti gli accresciuti poteri di bilancio del parlamento, i deputati chiedono di rivedere i vigenti accordi interistituzionali al fine di garantire la corretta applicazione delle procedure di bilancio e di consultazione per la PESC e la PESD. Sollecitano inoltre un ampliamento dell'accesso alle informazioni sensibili (classificate come "top secret", segrete o confidenziali).

I deputati esprimono preoccupazione per le conseguenze del sottofinanziamento della rubrica del bilancio "L'UE come attore globale" e, dunque, sulla sua capacità di portare avanti una politica estera "credibile e proattiva": è necessario dotare l'Unione dei mezzi finanziari necessari ai fini di una risposta "coerente ed adeguata alle sfide globali impreviste".
Tra alcune delle tematiche affrontate dalla relazione figura quella dell'approvvigionamento energetico in Europa."´Preoccupato" per il ripetersi delle crisi del gas, il Parlamento si compiace della firma europea sul progetto Nabucco. Importante "garantire la sicurezza energetica  dell'Unione europea mediante anche via un corridoio meridionale attraverso l'oleodotto paneuropeo "Costanza-Trieste".

La relazione di Arnaud Danjean, popolare francese, - adottata con 480 voti favorevoli, 111 contrari e 64 astensioni , è dedicata invece alla politica di Sicurezza e Difesa (PESD) "Maggiore autonomia strategica" dell'Unione europea e necessità di "istituire un Consiglio della difesa nel quadro del Consiglio degli affari esteri", insieme a un centro operativo permanente dell’Unione, posto sotto l’autorità dell'Alto rappresentante, per la guida delle operazioni militari, sono le proposte chiave. Insiste infine sulla necessità di istituire "quanto prima" l'Accademia europea per la sicurezza e la difesa, che potrebbe essere istituita a Firenze, come deciso dal Consiglio nel dicembre 2008.

Scudo antimissile e armi nucleari
I deputati ritengono che la nuova versione dello scudo antimissile prospettata dall'amministrazione americana debba essere studiata e verificata in modo approfondito, con una visione comune dei paesi europei per la protezione dell'Europa dalle minacce balistiche, favorendo la partecipazione dell'industria di difesa europea alla realizzazione dello scudo.

Il Parlamento ribadisce poi la sua preoccupazione di fronte alla situazione in Iran e nella Corea del Nord e rammenta l'impegno assunto dall'Unione "di utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per prevenire, scoraggiare, sospendere e, ove possibile, annullare tutti i programmi di proliferazione che sono fonte di preoccupazione a livello mondiale". 

Esorta il Consiglio e la Commissione ad accrescere sostanzialmente le risorse per la partecipazione civile in Afghanistan "ai fini della credibilità e della visibilità della priorità civile dell'Unione europea agli occhi sia dei cittadini afgani sia dei partner internazionali".

Più rapido dispiegamento delle missioni UE

Il Parlamento accoglie con favore i progressi compiuti in termini di capacità militari e civili e sollecita rapidi miglioramenti per quanto riguarda i progetti intesi a una più rapida dislocazione delle missioni PESD e delle forze dell'Unione (inclusa la creazione di una flotta europea di trasporto aereo), i progetti finalizzati a una migliore informazione dei reparti militari dispiegati dall'Unione europea (compresa la nuova generazione di satelliti di osservazione) e la creazione di una sistema di monitoraggio marittimo sulla base del modello baltico (SUBCAS).
 
 
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Ridurre gli oneri amministrativi sulle piccole imprese

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PMI, alleggerire la burocrazia

PMI, alleggerire la burocrazia

Le piccole imprese potrebbero essere esentate dall'obbligo di redigere conti annuali. E' quanto sostiene il Parlamento in merito alla proposta di revisione della direttiva sulle norme contabili applicabili alle 'microentità'. Spetterebbe a ogni Stato membro concedere tali esenzioni, tenendo presente l'impatto che avrebbe la direttiva. Le piccole imprese mantengono comunque l'obbligo di tenere un registro delle loro operazioni commerciali e della situazione finanziaria.
 
 
Approvando con 445 voti a favore, 196 contrari e 21 astensioni la relazione di Klaus-Heiner Lehne (PPE, DE), il Parlamento si è pronunciato sulla proposta di direttiva che consentirebbe agli Stati membri di semplificare gli obblighi in materia di informativa finanziaria a carico delle microentità, al fine di accrescerne la competitività e realizzare il loro potenziale di crescita. Le modifiche intendono ridurre gli oneri amministrativi, garantendo allo stesso tempo una tutela adeguata e l'informazione delle parti in causa.

Le microentità, infatti, sono attualmente soggette alle stesse norme che si applicano alle grandi imprese e, col tempo, è emerso che le complesse norme in materia di informativa finanziaria a esse applicate non sono proporzionate alle loro specifiche esigenze contabili e generano oneri finanziari, oltre a ostacolare l'uso efficiente dei capitali a fini produttivi.

Il raggio d'azione delle microimprese commerciali, secondo il relatore, "è generalmente limitato al mercato regionale e locale e non hanno alcun impatto transfrontaliero sul mercato unico europeo, sarebbe quindi logico non vincolarle al rispetto delle norme sul mercato interno". Circa 7,2 milioni di imprese dell'UE sono soggette a regole di informativa ai sensi delle direttive contabili dell'Unione europea. Di queste, 5,4 milioni (circa il 75%) sono "microentità", quali fiorai o fornai.

L'esenzione dall'obbligo di redigere conti annuali si applicherebbe alle aziende che soddisfano due dei seguenti criteri: bilancio totale inferiore a 500.000 euro, fatturato netto inferiore a 1.000.000 di euro e/o media di 10 dipendenti nel corso dell'esercizio in questione.

Per il Parlamento europeo gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di scegliere o meno di esentare le micro-imprese, "tenendo conto in particolare della situazione a livello nazionale riguardante il numero di società" che rientrano in questi criteri.

Per rispondere alle preoccupazioni secondo cui tale esenzione potrebbe ostacolare l'organizzazione interna e ridurre la trasparenza e l'accesso alle informazioni, il Parlamento precisa che sulle microentità dovrebbe continuare a incombere l'obbligo di mantenere registrazioni che indichino le transazioni commerciali e la situazione finanziaria della società "quale criterio minimo", cui gli Stati membri potrebbero aggiungere ulteriori obblighi.

Nel corso del dibattito il relatore ha sottolineato che la proposta è rimasta bloccata in sede di Consiglio ed ha quindi rivolto un appello alla minoranza di blocco affinché riconsideri la sua posizione.

Il Parlamento chiede comunque che, nel 2010, venga effettuata una revisione generale della quarta e della settima direttiva sul diritto societario.
 

Per ulteriori informazioni :

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Bastone e carota per l'attuazione della strategia UE 2020

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Un momento del voto, Strasburgo 10 marzo

momento del voto, Strasburgo 10 marzo

Il Parlamento sollecita un approccio ambizioso alla crisi attraverso un maggior coordinamento delle politiche economiche nazionali, unito a sanzioni e incentivi per garantire l'attuazione della "strategia UE 2020". Chiede poi di assicurare la stabilità dell'euro, intensificare la vigilanza finanziaria, completare il mercato unico e sostenere le PMI. Occorre promuovere la formazione, riformare i sistemi di sicurezza sociale e aumentare la flessibilità dei lavoratori e dell'età pensionabile.
 
 
Approvando con 462 voti favorevoli, 140 contrari e 58 astensioni una risoluzione sostenuta da PPE, S&D e ALDE, il Parlamento rileva anzitutto che la caduta del PIL del 4%, il crollo della produzione industriale e un totale di più di 23 milioni di disoccupati "rappresentano un disastro sotto il profilo umano ed economico". La strategia di Lisbona, pertanto, "non ha dato i risultati auspicati", anche a causa dell'assenza di incentivi efficaci e di strumenti vincolanti a livello comunitario.

Ritenendo quindi che la strategia UE 2020 dovrebbe fornire un approccio alla crisi economica "ambizioso, più coerente e mirato", il Parlamento esorta l'abbandono del "metodo aperto di coordinamento" e chiede di ricorrere a tutte le pertinenti disposizioni del trattato di Lisbona "per coordinare le riforme economiche e i piani d'azione degli Stati membri". Invita poi la Commissione a proporre nuove misure e "possibili sanzioni" per gli Stati membri che non attuano la strategia UE 2020 e incentivi per quanti invece lo fanno. I governi dovrebbero anche indicare come utilizzano i fondi UE per conseguire gli obiettivi stabiliti, mentre i finanziamenti dell'Unione "dovrebbero essere subordinati ai risultati e alla compatibilità con gli obiettivi della strategia".

Coordinare le politiche economiche e intensificare la vigilanza finanziaria

Il Parlamento rileva che il consolidamento di bilancio e le politiche economiche devono essere "strettamente coordinate" al fine di rafforzare la crescita, creare occupazione e assicurare la futura stabilità dell'euro. Giudicando "inopportuna" l'assenza di meccanismi per salvaguardare la stabilità dell'euro, ritiene che gli Stati membri debbano conformarsi ai criteri del patto di stabilità e di crescita, "cercando al contempo un equilibrio tra la riduzione dei disavanzi nazionali, gli investimenti e le esigenze sociali".

I deputati sottolineano poi la necessità di un supervisore europeo unico per assicurare un'efficace vigilanza micro e macroprudenziale, "prevenendo in tal modo crisi future". Rilevano inoltre l'esigenza di istituire un sistema bancario europeo efficace, "in grado di finanziare l'economia reale e di assicurare che l'Europa rimanga a livello mondiale uno dei maggiori centri finanziari e una delle principali economie".

Completare il mercato unico e sostenere le PMI

Mettendo in luce come il mercato unico contribuisca considerevolmente alla prosperità europea, i deputati chiedono al Consiglio e alla Commissione di presentare proposte ai fini del suo completamento. Plaudono, peraltro, all'assegnazione a Mario Monti del compito di proporre idee nuove ed equilibrate per spronare il mercato comune europeo.

Il Parlamento ritiene inoltre che la Commissione avrebbe dovuto porre maggiormente l'accento sulla promozione e il sostegno delle piccole e medie imprese e giudica necessarie ulteriori proposte volte a ridurre il carico burocratico e promuovere idee innovative. Sottolinea poi che, per avere successo, la strategia 2020 dovrebbe concentrarsi sulla promozione delle PMI e sull'occupazione "non solo nel settore del commercio e dei servizi, ma anche in quelli industriale e agricolo". Occorre poi una legislazione che incoraggi l'imprenditorialità e un migliore accesso delle PMI ai finanziamenti.

Piena occupazione ed economia sociale di mercato

I deputati esortano l'attuazione delle riforme necessarie per perseguire "l'obiettivo della piena occupazione sostenibile e di elevata qualità". In tale contesto,  ritengono che l'UE debba mettere in atto un programma sociale ambizioso volto, tra la l'altro, a conciliare l'occupazione con le responsabilità di assistenza, ridurre l'abbandono scolastico precoce, favorire l'apprendimento permanente, prevenire la "fuga di cervelli", promuovere l'eccellenza e sviluppare una rete di università di primo piano. Esortano poi la Commissione a presentare una strategia per combattere la disoccupazione giovanile.

L'UE dovrebbe inoltre "creare mercati del lavoro inclusivi e competitivi mediante la ristrutturazione dei sistemi di sicurezza sociale e una maggiore flessibilità per i lavoratori, in combinazione con adeguate indennità di disoccupazione a breve termine e un appropriato sostegno al reinserimento professionale". Al contempo, occorrono politiche in materia di apprendimento permanente e un'età pensionabile più flessibile (se i lavoratori così scelgono) per far fronte all'invecchiamento della popolazione.

Promuovere l'innovazione per favorire la crescita

Il Parlamento sollecita la Commissione a presentare una proposta di bilancio ambiziosa per portare a buon fine la strategia UE 2020, ritenendo che quello attuale "non rifletta adeguatamente il fabbisogno finanziario per affrontare le sfide del XXI secolo".

In tale contesto, chiede anche di mantenere nella nuova strategia, sia per il bilancio dell'UE che per i bilanci nazionali, l'obiettivo della strategia di Lisbona del 3% del PIL a favore della R&S. La Commissione è poi invitata a presentare una proposta "per accrescere l'efficienza della ricerca europea semplificando le strutture esistenti, riducendo il carico burocratico e creando un clima di investimenti più favorevole alla ricerca e all'innovazione nel settore pubblico e in quello privato".

Implicare il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali

I deputati ritengono infine necessaria l'elaborazione di un accordo interistituzionale che includa l'impegno da parte del Consiglio di non modificare la strategia 2020 nei prossimi anni senza prima aver consultato il Parlamento. Sottolineano poi la necessità di una cooperazione migliore con i parlamenti nazionali e la società civile.
 
 

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