Procedura : 2011/2555(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0120/2011

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B7-0120/2011

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OJ 16/02/2011 - 108

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PV 17/02/2011 - 6.4
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P7_TA(2011)0064

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0120/2011
10.2.2011
PE459.652v01-00
 
B7-0120/2011

presentata a seguito di una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sull'Egitto


Ioannis Kasoulides, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Elmar Brok, Cristian Dan Preda, Monica Luisa Macovei, Tokia Saïfi, Mario Mauro, Simon Busuttil, Vito Bonsignore, Joachim Zeller, Filip Kaczmarek, Elena Băsescu, Inese Vaidere, Michael Gahler, Alf Svensson a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo sull'Egitto  
B7‑0112/2011

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sull’Egitto,

–   vista la politica dell'Unione in materia di diritti umani e democratizzazione nei paesi terzi, adottata dal Consiglio nel dicembre 2005,

–   vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2006 sulla clausola relativa ai diritti umani e alla democrazia negli accordi dell'Unione europea,

–   vista la comunicazione della Commissione del 4 dicembre 2006 sullo sviluppo della politica europea di vicinato (COM(2006)0726),

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Bilancio della politica europea di vicinato nel 2009: relazione sui progressi compiuti dall'Egitto" (COM(2010)0207 - SEC(2010)0517),

–   visti l'accordo di associazione UE-Egitto del 2004 e il piano di azione concordato nel 2007,

–   vista la sua risoluzione del 14 maggio 2010 sulle politiche dell'Unione europea a favore dei difensori dei diritti umani,

–   vista la dichiarazione del Consiglio europeo sull’Egitto e la regione, del 4 febbraio 2011,

–   viste le dichiarazioni di Catherine Ashton, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, sulla situazione in Egitto e sui giornalisti e i difensori dei diritti umani in Egitto del 4 febbraio 2011,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che le recenti manifestazioni in vari paesi arabi dell'Africa settentrionale e del Medio Oriente hanno chiesto la realizzazione di riforme politiche, economiche e sociali e sono state l'espressione di una forte domanda popolare di libertà, democrazia e condizioni di vita migliori per i cittadini,

B.  considerando che le proteste pacifiche in corso dal 25 gennaio contro il regime egiziano sono state violentemente represse dalle forze di polizia che hanno utilizzato gas lacrimogeni, cannoni ad acqua, proiettili di gomma nonché proiettili veri, causando la morte di centinaia di persone,

C. considerando che le forze di polizia si sono in seguito ritirate, lasciando senza protezione i quartieri circostanti in modo tale da consentire saccheggi e furti per dimostrare che l'alternativa alla polizia è il caos; che è stato permesso a bande e gruppi criminali che sostengono il presidente Mubarak di avvicinarsi ai manifestanti, provocando la perdita di altre vite e l'aumento del numero dei feriti,

D. considerando che la domanda popolare di libertà e giustizia sociale in Egitto potrà essere soddisfatta soltanto con un dialogo serio e aperto cui partecipino tutte le forze politiche che rispettano la democrazia, i diritti umani e le libertà fondamentali e sostegono lo Stato di diritto,

E.  considerando che i colloqui tra il governo e i gruppi all'opposizione costituiscono un passo nella direzione giusta ma che, finora, non sono stati sufficienti per istaurare un dialogo politico nazionale pienamente inclusivo,

F.  considerando che il Consiglio, nelle sue conclusioni del 31 gennaio 2011, ha confermato l'impegno dell'UE ad accompagnare, attraverso un partenariato, il processo di trasformazione egiziano, mediante la mobilitazione, il rinnovo e l'adeguamento degli strumenti esistenti per sostenere le riforme politiche, economiche e sociali, e ha ribadito che l'UE è disposta ad assistere il popolo egiziano in questo processo di trasformazione, in considerazione di ulteriori sviluppi,

G. considerando che l'Unione europea deve ancora elaborare un'autentica politica estera che sia coerente ed efficace nei confronti dei partner e che le permetta di parlare con una voce forte e unitaria; che ribadisce la richiesta di affiancare sistematicamente alle clausole sui diritti umani negli accordi di associazione un meccanismo per la loro attuazione; che, in tale contesto, occorre tenere conto della necessaria revisione della politica di vicinato in corso,

H. considerando che l'Egitto è un partner centrale nel mondo arabo, sia per Israele che per l'Unione europea, poiché svolge un ruolo di sostegno attivo e fondamentale nel processo di pace del Medio Oriente e nella riconciliazione interpalestinese,

1.  esprime solidarietà al popolo egiziano e ne sostiene le legittime aspirazioni democratiche; condanna fortemente la violenza e l'uso sproporzionato della forza contro i manifestanti ed esprime profondo rammarico per le ingenti perdite in termini di vite umane e l'elevato numero di feriti che ne sono derivati; porge le sue condoglianze alle famiglie delle vittime; chiede che sia effettuata un'indagine indipendente sugli incidenti che hanno causato morti, feriti e detenzioni e che i responsabili siano consegnati alla giustizia;

2.  esorta le autorità egiziane a porre immediatamente fine ad ogni ulteriore violenza; sottolinea che la violenza non costituisce una soluzione per nessuno dei problemi espressi dalle manifestazioni di protesta della popolazione egiziana; ricorda alle autorità del paese e alle forze di sicurezza il loro obbligo di garantire la sicurezza di tutti i cittadini e delle loro proprietà e di proteggere il patrimonio culturale;

3.  esorta le autorità egiziane a fornire una rapida risposta alla richiesta generalizzata di riforme democratiche, a porre fine allo stato di emergenza, a ripristinare senza indugio tutte le reti di comunicazione, tra cui Internet, e a rispettare pienamente la libertà d'informazione, espressione e associazione; condanna le intimidazioni e le aggressioni di cui sono oggetto giornalisti, media stranieri e difensori dei diritti umani; chiede che vengano immediatamente liberati tutti i manifestanti pacifici, i giornalisti e i difensori dei diritti umani;

4.  esorta le autorità egiziane a garantire una transizione pacifica, anche tramite la creazione delle condizioni necessarie allo svolgimento di elezioni libere e giuste cui possano partecipare tutte le forze democratiche; chiede, in tale contesto, che sia avviato un autentico dialogo politico nazionale sulle riforme che coinvolga tutti gli attori principali della politica e della società civile onde garantirne la legittimità e assicurare il sostegno della popolazione;

5.  invita l'UE e i suoi Stati membri a sostenere attivamente una transizione rapida verso un Egitto in cui regnino pace, pluralismo e giustizia; esorta le autorità egiziane a non ostacolare tale transizione;

6.  esprime con determinazione il suo sostegno alle riforme verso la democrazia, lo Stato di diritto e la giustizia sociale; ribadisce l'importanza di rafforzare il buon governo, la lotta contro la corruzione, l'indipendenza della magistratura e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali in Egitto, con particolare riguardo alla libertà di coscienza, religione e pensiero, alla libertà di espressione, alla libertà di stampa e dei media, alla libertà di associazione, ai diritti delle donne e alla tutela delle minoranze;

7.  prende atto della dichiarazione del governo egiziano relativa all'istituzione di tre commissioni incaricate di modificare la Costituzione, attuare gli accordi conseguiti con un dialogo nazionale ed effettuare un'indagine sugli scontri che hanno avuto luogo durante le manifestazioni di protesta, per poi trasmetterne i risultati al procuratore generale; sottolinea, tuttavia, quanto sia importante che le commissioni operino con la massima trasparenza e partecipazione possibili onde raggiungere un consenso nazionale sulla via da seguire;

8.  esorta, inoltre, le autorità egiziane ad accelerare considerevolmente le riforme economiche e sociali dal momento che la libertà, lo sviluppo economico e un più elevato standard di vita sono essenziali ai fini della stabilità politica e sociale del paese;

9.  chiede che l'UE apporti un sostegno significativo ed efficiente alla trasformazione democratica e allo sviluppo economico e sociale in Egitto, così come in altri paesi limitrofi interessati della sponda meridionale del Mediterraneo, mobilitando, rivedendo e adattando gli strumenti dell'Unione esistenti finalizzati ad assistere le riforme politiche, economiche e sociali; chiede all'Alto Rappresentante/Vicepresidente della Commissione di ricorrere maggiormente allo strumento dell'UE per la promozione della democrazia e dei diritti umani;

10. invita l'UE, gli Stati membri, i partiti e le fondazioni ad assistere l'opposizione democratica e le organizzazioni della società civile a organizzarsi in modo migliore per poter essere in grado di partecipare pienamente alla transizione verso la democrazia;

11. sottolinea che gli eventi in Egitto, e in altri paesi della regione, evidenziano ancora una volta l'urgente necessità di sviluppare politiche e strumenti più ambiziosi ed efficienti nonché di incoraggiare e sostenere le riforme politiche, economiche e sociali nei paesi vicini meridionali dell'UE; sottolinea che la revisione strategica in corso della politica europea di vicinato deve riflettere gli attuali sviluppi nella regione e trovare nuovi metodi migliori per soddisfare le esigenze e le aspirazioni delle popolazioni;

12. ribadisce la richiesta che l'UE riesamini la sua politica di sostegno alla democrazia e ai diritti umani in modo tale da creare uno strumento di attuazione della clausola sui diritti umani in tutti gli accordi con i paesi terzi; insiste sul fatto che la revisione della politica di vicinato deve privilegiare criteri relativi all'indipendenza della magistratura, al rispetto delle libertà fondamentali, al pluralismo, alla libertà di stampa e alla lotta contro la corruzione; chiede che sia migliorato il coordinamento con le altre politiche dell'Unione nei confronti di detti paesi;

13. esorta l'Unione per il Mediterraneo a riflettere sugli eventi recenti e ad agire con urgenza al fine di presentare proposte sulla forma migliore per promuovere la democrazia e i diritti umani nei paesi che vi aderiscono e nella regione nonché sulle riforme possibili per rendere il proprio ruolo più incisivo ed efficace;

14. ritiene che il buon governo, la lotta contro la corruzione e il rafforzamento dello Stato di diritto nei paesi terzi costituiscano criteri fondamentali per soddisfare le aspettative della popolazione e per attirare gli investimenti esteri; sottolinea la necessità di indagare sui presunti casi di corruzione e di perseguire tutti i responsabili;

15. riconosce il ruolo cruciale che l'Egitto svolge nel mondo arabo e nel processo di pace in Medio Oriente nonché l'importanza dell'accordo di pace con Israele; esorta l'Egitto, in tale contesto, a mantenere il suo impegno e a svolgere un ruolo attivo e costruttivo in qualità di mediatore negli sforzi volti a trovare una pace duratura in Medio Oriente, con particolare riguardo al conflitto israelo-palestinese e al processo di riconciliazione palestinese;

16. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Vicepresidente della Commissione/Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, all'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo nonché al governo egiziano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                              

Ultimo aggiornamento: 14 febbraio 2011Avviso legale