Procedura : 2013/2702(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0379/2013

Testi presentati :

B7-0379/2013

Discussioni :

PV 09/10/2013 - 15
CRE 09/10/2013 - 15

Votazioni :

PV 10/10/2013 - 9.4
CRE 10/10/2013 - 9.4

Testi approvati :

P7_TA(2013)0418

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0378/2013
4.9.2013
PE515.943v01-00
 
B7-0379/2013

presentata a seguito delle interrogazioni con richiesta di risposta orale B7‑0215/2013 e B7‑0216/2013

a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento


sui presunti casi di trasporto e detenzione illegale di prigionieri in paesi europei da parte della CIA (2013/2702(RSP))


Sarah Ludford, Nathalie Griesbeck, Graham Watson, Ramon Tremosa i Balcells, Sophia in ‘t Veld a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sui presunti casi di trasporto e detenzione illegale di prigionieri in paesi europei da parte della CIA (2013/2702(RSP))  
B7‑0379/2013

Il Parlamento europeo,

–   vista la sentenza del 13 dicembre 2012 con cui la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) ha condannato l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia per "l'estrema gravità" delle violazioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (articoli 3, 5, 8 e 13) commesse in occasione della consegna straordinaria (extraordinary rendition) di Khaled El-Masri,

–   visti i procedimenti pendenti dinanzi alla CEDU nelle cause Al-Nashiri/Polonia, Abu Zubaydah/Lituania e Abu Zubaydah/Polonia; visti, il ricorso presentato da. al-Nashiri contro la Romania nell'agosto 2012 e quello presentato dallo Human Rights Monitoring Institute (HRMI) e dalla Open Society Justice Initiative contro la Lituania nel dicembre 2012 per violazione del loro diritto all'informazione e del diritto a un ricorso efficace; visto il procedimento CEDU Nasr e Ghali/Italia(1),

–   vista la sentenza del settembre 2012 con cui la Corte di Cassazione italiana ha confermato la condanna di 23 cittadini americani coinvolti nel rapimento di Abu Omar del 2003, tra cui l'ex capo della CIA Station di Milano Robert Seldon Lady, condannato a nove anni di reclusione,

–   vista la decisione del febbraio 2013 con cui la Corte d'appello di Milano ha condannato altri tre agenti della CIA(2), che in precedenza si riteneva fossero protetti da immunità diplomatica, a pene detentive da sei a sette anni; vista la decisione con cui la medesima Corte d'appello ha condannato anche Nicolò Pollari, ex direttore del SISMI, a dieci anni di reclusione, l'ex vicedirettore del SISMI Marco Mancini a nove anni e tre agenti del SISMI a sei anni ciascuno,

–   vista la decisione del 5 aprile 2013 con cui il Presidente della Repubblica Napolitano ha concesso la grazia al colonnello americano Joseph Romano, condannato in Italia per la sua partecipazione al rapimento ivi eseguito ai danni di Abu Omar; vista la lettera inviata dai relatori al Presidente Napolitano nel luglio 2013 per ottenere spiegazioni al riguardo,

–   vista la propria risoluzione dell'11 settembre 2012 sui presunti casi di trasporto e detenzione illegale di prigionieri in paesi europei da parte della CIA: seguito della relazione della commissione TDIP del Parlamento europeo (2012/2033(INI)(3),

–   visti i documenti trasmessi al relatore dalla Commissione, tra cui le lettere non country-specific inviate nel marzo 2013 a tutti gli Stati membri, a cui solo pochi di questi hanno dato risposta (Finlandia, Ungheria, Spagna e Lituania),

–   viste le risoluzioni su Guantánamo, compresa la più recente del 23 maggio 2013 su Guantanamo: sciopero della fame dei prigionieri(4),

–   vista la sua risoluzione del 12 dicembre 2012 sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea (2010-2011)(5),

–   viste le lettere inviate dal relatore nel novembre 2012 ai procuratori e ai capi di Stato della Romania, della Polonia e della Lituania, recanti le raccomandazioni specifiche per paese formulate nella precitata risoluzione del Parlamento dell'11 settembre 2012, a cui nessuno Stato membro ha risposto,

–   visti i dati di volo ricevuti da Eurocontrol fino al settembre 2012,

–   viste, la richiesta di collaborazione per la comunicazione dei dati di volo inviata dal relatore all'Agenzia per la sicurezza della navigazione aerea in Africa e Madagascar (ASECNA) nell'aprile 2013 e la risposta positiva dell'agenzia pervenuta nel giugno 2013,

–   viste le Conclusioni del Consiglio sui diritti fondamentali e lo stato di diritto e sulla relazione 2012 della Commissione relativa all'applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (Lussemburgo, 6 e 7 giugno 2013),

–   visto il "Programma di Stoccolma – Un'Europa aperta e sicura al servizio e a tutela dei cittadini (2012‑2014)",

–   visto il discorso di apertura pronunciato in occasione della 23a sessione del Consiglio dei diritti umani (Ginevra, maggio 2013) dall'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Navi Pillay, la quale, citando la summenzionata risoluzione del Parlamento dell'11 settembre 2012, ha chiesto "indagini credibili e indipendenti" in quanto "primo passo fondamentale verso l'assunzione di responsabilità", e ha invitato gli Stati "a rivolgere un'attenzione prioritaria alla questione",

–   vista la relazione annuale del 2013(6) del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nell'ambito della lotta contro il terrorismo, Ben Emmerson, che cita l'attività del Parlamento e sostiene alcune delle raccomandazioni formulate nella suddetta risoluzione dell'11 settembre 2012,

–   visto l'elevato numero di informazioni pubblicate dai media e le numerose inchieste giornalistiche, segnatamente il servizio trasmesso dal canale televisivo rumeno Antena 1 nell'Aprile 2013,

–   viste le ricerche e le indagini condotte in particolare dalle organizzazioni Interights, Redress e Reprieve, nonché le relazioni pubblicate dopo l'approvazione della relazione del Parlamento da ricercatori indipendenti, organizzazioni della società civile e organizzazioni non governative nazionali e internazionali, segnatamente la relazione della Open Society Justice Initiative sul tema Globalising Torture: CIA Secret Detention and Extraordinary Rendition (Globalizzazione della tortura: detenzione segreta e consegne straordinarie della CIA - febbraio 2013), lo studio indipendente e bipartisan condotto negli Stati Uniti dalla task force per il trattamento dei detenuti del Constitution Project (aprile 2013), i dati sui Rendition Flights pubblicati nel quadro del Rendition Project (progetto accademico britannico - maggio 2013), la relazione di Amnesty International sul tema "Unlock the truth: Poland’s involvement in CIA secret detention" (giugno 2013) e la lettera inviata da Human Rights Watch alle autorità lituane (giugno 2013),

–   viste le interrogazioni al Consiglio e alla Commissione sul presunto trasporto e detenzione illegale di prigionieri in paesi europei da parte della CIA (O 00079/2013 – B7 0215/2013 e O-000080/2013 – B7 0216/2013),

–   visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il Parlamento ha condannato i programmi di consegna e detenzione segreta della CIA promossi dagli Stati Uniti, che hanno comportato molteplici violazioni dei diritti umani, tra cui casi di detenzione arbitraria e illegale, tortura e altri maltrattamenti, violazioni del principio di non respingimento e sparizioni forzate mediante l'utilizzo dello spazio aereo e del territorio europei da parte della CIA; che il Parlamento ha più volte ribadito la necessità di indagini a tutto campo sulla collaborazione dei governi e delle agenzie nazionali ai programmi della CIA;

B.  considerando che il Parlamento si è impegnato a proseguire nell'adempimento del mandato conferitogli dalla commissione temporanea a norma degli articoli 2, 6 e 7 del TUE e ha incaricato le commissioni competenti a intervenire in Aula sull'argomento un anno dopo l'adozione della suddetta risoluzione dell'11 settembre 2012, dal momento che ritiene fondamentale valutare in che misura siano state attuate le raccomandazioni approvate dal Parlamento;

C. considerando è essenziale garantire l'assunzione delle responsabilità in relazione alle consegne straordinarie al fine di proteggere e promuovere efficacemente i diritti umani nelle politiche interne ed esterne dell'UE e di assicurare politiche di sicurezza legittime ed efficaci fondate sulla legalità; che le istituzioni dell'UE hanno recentemente avviato un dibattito sulle modalità con cui l'UE può proteggere e promuovere più efficacemente i diritti fondamentali e la preminenza del diritto;

D. considerando che il Consiglio e la Commissione non hanno fornito una risposta concreta alle raccomandazioni del Parlamento;

E.  considerando che le autorità lituane hanno ribadito il proprio impegno a riaprire l'indagine penale sulla partecipazione della Lituania al programma della CIA se dovessero emergere nuovi elementi, ma non hanno ancora provveduto in tal senso; che nelle loro osservazioni alla CEDU nel caso di Abu Zubaydah, le autorità lituane hanno evidenziato gravi lacune nelle indagini e l'incapacità di cogliere il significato delle nuove informazioni; che le autorità lituane esercitano la presidenza del Consiglio dell'Unione europea in questa seconda metà del 2013;

F.  considerando che l'indagine approfondita trasmessa dal canale televisivo Antena 1 nell'aprile 2013 ha fornito ulteriori indicazioni del ruolo centrale della Romania nella rete di carceri; che l'ex consigliere per la sicurezza nazionale Ioan Talpeş ha dichiarato che la Romania ha fornito sostegno logistico alla CIA; che un ex senatore rumeno ha riconosciuto i limiti della precedente inchiesta parlamentare e ha invitato gli inquirenti ad avviare un procedimento giudiziario;

G. considerando che l'11 giugno 2013 i magistrati polacchi hanno presentato per un terzo uomo, lo yemenita Waleed Mohammed Bin Attash, una richiesta affinché sia ufficialmente riconosciuto come vittima, dopo essere stato arrestato illegalmente in Pakistan nel 2003 e tenuto prigioniero in un carcere segreto in Polonia dal giugno al settembre 2003 per essere successivamente trasferito a Guantánamo dove è attualmente detenuto; che i magistrati polacchi hanno prorogato fino all'ottobre 2013 le indagini penali avviate cinque anni fa;

H. considerando che le autorità britanniche sollevano ostacoli procedurali all'azione civile portata avanti nel Regno Unito dal libico Abdel Hakim Belhadj, che sarebbe stato consegnato per fini di tortura dalla CIA alla Libia con l'assistenza britannica, e manifestano l'intenzione di chiedere che le prove siano esaminate in segreto;

I.   considerando che nel dicembre 2012 l'Italia ha spiccato un mandato di arresto internazionale contro Robert Seldon Lady, arrestato a Panama nel luglio 2013; che la successiva richiesta di estradizione avanzata dall'Italia non è stata accolta da Panama e che Robert Seldon Lady è stato consegnato agli Stati Uniti nel luglio 2013; che il 5 aprile 2013 il Presidente Napolitano ha deciso di concedere la grazia al colonnello americano Joseph Romano, condannato da un tribunale italiano per le sue responsabilità nel caso del sequestro di Abu Omar in Italia;

J.   considerando che nel 2012 l'Ombudsman parlamentare della Finlandia ha avviato un'indagine sull'uso del territorio e dello spazio aereo finlandesi e dei sistemi di registrazione dei dati di volo in connessione con il programma di consegne della CIA, inviando per iscritto una dettagliata richiesta di informazioni a 15 agenzie governative e chiedendo alle autorità lituane di fornire informazioni specifiche sui voli in questione;

K. considerando che il Presidente degli Stati Uniti Obama ha ribadito il suo impegno a chiudere Guantánamo annunciato il 23 maggio 2013, a riprendere il rilascio dei detenuti e a revocare la moratoria sulla liberazione di prigionieri yemeniti il cui ritorno nel paese era già ritenuto sicuro, nonostante le resistenze del Congresso USA; considerando che le autorità staunitesi devono onorare i loro obblighi internazionali avviando l'azione penale contro Robert Seldon Lady;

1.  esprime profondo rammarico per la mancata attuazione delle raccomandazioni contenute nella sua citata risoluzione del Parlamento dell'11 settembre 2012, in particolare da parte del Consiglio, della Commissione, dei governi degli Stati membri, dei paesi candidati e associati, della NATO e delle autorità statunitensi, soprattutto alla luce delle gravi violazioni dei diritti umani subite dalle vittime dei programmi della CIA;

2.  ritiene che il clima di impunità concernente i programmi della CIA abbia favorito il protrarsi delle violazioni dei diritti fondamentali nelle politiche antiterroristiche dell'UE e degli USA, secondo quanto rivelato anche dalle attività di spionaggio di massa del programma di sorveglianza dell'Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e dalle attività degli organismi di sorveglianza in vari Stati membri, su cui sta attualmente indagando il Parlamento;

Processo di assunzione di responsabilità negli Stati membri

3.  chiede nuovamente agli Stati membri che non hanno rispettato il preciso obbligo di condurre indagini indipendenti ed efficaci, a investigare sulle violazioni dei diritti umani, tenendo conto di tutti i nuovi elementi emersi, e di divulgare tutte le necessarie informazioni su tutti i velivoli sospetti legati alla CIA e ai rispettivi territori; invita, in particolare, gli Stati membri ad accertare se abbiano avuto luogo operazioni nell'ambito del programma della CIA in cui persone siano state detenute in strutture segrete site nel loro territorio;

4.  esorta la Lituania, che esercita attualmente la Presidenza di turno del Consiglio dell'UE ed è pertanto nella posizione di svolgere un ruolo di guida e di esempio, a riaprire le sue indagini penali sui centri di detenzione segreti della CIA e a condurre un'indagine rigorosa tenendo conto di tutte le prove valide divulgate, in particolare per quanto concerne la causa Abu Zubaydah/Lituania avviata dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo; chiede alla Lituania di consentire agli investigatori di condurre un'analisi completa della rete dei voli e delle persone di contatto che hanno notoriamente organizzato o partecipato ai voli in questione; chiede alle autorità Lituane di effettuare analisi di polizia scientifica nel luogo di detenzione e di analizzare le registrazioni telefoniche; sollecita le autorità lituane a cooperare appieno con la CEDU nei procedimenti Abu Zubaydah/Lituania e HRMI/Lituania; invita la Lituania, nell'ambito della riapertura delle indagini penali, a valutare la possibilità che altre potenziali vittime possano richiedere il riconoscimento del loro status o partecipare alle indagini; esorta la Lituania a rispondere in maniera approfondita alle richieste di informazioni presentate da altri Stati membri dell'UE, in particolare alla richiesta di informazioni del mediatore finlandese sul o sui voli che potrebbero collegare la Finlandia e la Lituania in una possibile rotta per le rendition;

5.  esorta le autorità rumene a individuare tutti i documenti parlamentari di inchiesta mancanti e ad avviare prontamente un'indagine indipendente, imparziale, scrupolosa ed efficace; deplora l'intransigenza e il silenzio che esse hanno dimostrato al riguardo, che sono incompatibili con i loro obblighi;

6.  chiede alla Polonia di proseguire le indagini con maggiore trasparenza, segnatamente attraverso la presentazione di prove che dimostrino i progressi concreti raggiunti durante le indagini, la possibilità offerta ai rappresentanti delle vittime di rappresentare significativamente i loro clienti, e il riconoscimento del loro diritto di accedere a tutto il pertinente materiale riservato e di esaminare il materiale raccolto; invita le autorità polacche ad avviare procedimenti penali nei confronti di qualsiasi attore statale implicato; esorta la Procura generale polacca ad esaminare e decidere con urgenza in merito alla domanda presentata da Walid Bin Attash; invita la Polonia a collaborare appieno con la CEDU in relazione alle cause Al-Nashiri/Polonia e Abu Zubaydah/Polonia;

7.  invita le autorità britanniche a cooperare pienamente nelle attuali indagini penali e a permettere lo svolgimento dei procedimenti civili in totale trasparenza, onde portare a termine le indagini e le connesse azioni civili sulla consegna all'estero di cittadini stranieri; chiede alle autorità britanniche di intraprendere un'inchiesta rispettosa dei diritti umani sulla consegna, tortura e maltrattamento delle persone detenute all'estero;

8.  condanna la grazia concessa da parte del Presidente Napolitano al colonnello americano Joseph Romano, che ha contribuito alla situazione generale di impunità per quanti sono implicati nei programmi di consegna e detenzione segreta organizzati dagli Stati Uniti; incoraggia le autorità italiane a proseguire nei loro sforzi tesi a ottenere giustizia per le violazioni dei diritti umani commesse dalla CIA sul territorio italiano, insistendo sull'estradizione di Robert Seldon Lady e richiedendo quella degli altri 22 cittadini statunitensi condannati in Italia;

9.  esorta l'Ombudsman finlandese a portare a termine le proprie indagini con trasparenza e responsabilità e, a tal fine, esorta tutte le autorità nazionali a fornire piena collaborazione; chiede alla Finlandia di seguire qualsiasi indizio che possa condurre al coinvolgimento di attori statali finlandesi nel programma di consegne;

Risposta delle istituzioni dell'Unione

10. esprime profondo rammarico per il rifiuto della Commissione di dare un seguito concreto alle raccomandazioni del Parlamento e ritiene che le lettere inviate dalla Commissione agli Stati membri non siano sufficienti ai fini della responsabilità/rendicontabilità per via del loro carattere generico;

11. ribadisce le proprie raccomandazioni specifiche alla Commissione:

–   verificare se la collaborazione al programma della CIA abbia comportato o meno la violazione di norme dell'UE, in particolare in materia di asilo e di cooperazione giudiziaria;

–   agevolare e sostenere l'assistenza giuridica e la cooperazione giudiziaria reciproche nel rispetto dei diritti umani tra le autorità responsabili delle indagini nonché la cooperazione tra gli avvocati coinvolti nell'attività di individuazione delle responsabilità negli Stati membri,

–   adottare un quadro regolamentare, comprendente obblighi di segnalazione per gli Stati membri, al fine di controllare e sostenere i processi nazionali di accountability,

–   adottare misure intese al rafforzamento della capacità dell'UE di impedire violazioni dei diritti umani e porvi rimedio a livello UE e prevedere il rafforzamento del ruolo del Parlamento,

–   presentare proposte per elaborare accordi per il controllo democratico delle attività transfrontaliere di intelligence nel contesto delle politiche di lotta al terrorismo da parte dell'UE;

12. esorta le autorità lituane a cogliere l'opportunità offerta dalla presidenza del Consiglio dell'UE per garantire la piena attuazione delle raccomandazioni contenute nella relazione del Parlamento, iscrivendo la questione all'ordine del giorno del Consiglio "Giustizia e affari interni" (GAI) prima della fine della presidenza lituana;

13. ribadisce le proprie raccomandazioni specifiche al Consiglio:

–   presentare le proprie scuse per aver violato il principio, sancito dai trattati, della cooperazione leale tra le istituzioni dell'Unione, quando ha tentato in modo inopportuno di persuadere il Parlamento ad accettare le versioni deliberatamente abbreviate dei processi verbali delle riunioni dei gruppi di lavoro COJUR e COTRA con i funzionari americani di alto livello;

–   rilasciare una dichiarazione che riconosca il coinvolgimento degli Stati membri nel programma della CIA e le difficoltà che essi hanno incontrato nel contesto delle indagini,

–   sostenere appieno i processi di ricerca della verità e di accountability negli Stati membri, trattando formalmente la questione nelle sessioni del Consiglio GAI, condividendo la totalità delle informazioni, offrendo assistenza alle indagini e, in particolare, acconsentendo alle richieste di accesso ai documenti;

–   tenere audizioni con le competenti agenzie per la sicurezza dell'UE per chiarire se fossero a conoscenza del coinvolgimento degli Stati membri nel programma della CIA e per precisare la risposta dell'UE,

–   proporre salvaguardie per garantire il rispetto dei diritti umani nella condivisione delle informazioni e una rigorosa distinzione dei ruoli tra le attività di intelligence e di applicazione della legge, affinché non sia conferita ai servizi di sicurezza la facoltà di effettuare arresti e detenzioni;

14. invita il Consiglio e la Commissione a includere, nei rispettivi programmi pluriennali successivi al Programma di Stoccolma, misure specifiche volte a garantire la legalità e l'accountability per le violazioni dei diritti fondamentali, soprattutto da parte dei servizi di intelligence e delle autorità preposte all'applicazione della legge; chiede alla Commissione di iscrivere la questione relativa all'accountability all'ordine del giorno della conferenza "Assises de la Justice", che si svolgerà nel novembre 2013;

15. rammenta che al fine di garantire la credibilità del Parlamento è essenziale rafforzare considerevolmente il suo diritto d'inchiesta per indagare sulle violazioni dei diritti fondamentali nell'Unione, includendo la piena facoltà di sentire sotto giuramento le persone coinvolte, tra cui i ministri di governo(7);

16. chiede a Eurocontrol di riconoscere, come ha fatto l'American Federal Aviation Authority, che i dati sulle tratte aeree non vanno in alcun modo considerati riservati e di trasmettere i dati necessari ai fini dell'efficacia delle indagini;

17. si attende un'inchiesta di questo Parlamento sul programma di sorveglianza dell'Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e sugli organi di sorveglianza di diversi Stati membri, al fine di proporre misure per un controllo parlamentare efficace e democratico sui servizi di intelligence;

18. chiede all'UE di esaminare attentamente i progressi compiuti dall'ex Repubblica jugoslava di Macedonia nell'attuare la sentenza della CEDU nella causa El-Masri/Macedonia, sottoposta dal comitato dei ministri alla procedura migliorata nell'ambito della richiesta di adesione presentata dalla Macedonia; esorta le autorità macedoni ad avviare un'indagine penale sulla complicità di attori statali nella causa El‑Masri e ad assicurare che i responsabili siano chiamati a rispondere dei loro atti;

19. invita il governo statunitense a collaborare con gli Stati membri dell'UE in relazione a tutte le loro richieste di informazioni in relazione al programma della CIA e in particolare alle richieste di estradizione; esorta il governo Usa ad abbandonare i provvedimenti cautelari draconiani che impediscono ai rappresentanti legali dei detenuti di Guantánamo Bay di divulgare informazioni riguardanti eventuali dettagli della loro detenzione segreta in Europa; incoraggia il governo Usa a portare a termine quanto prima il progetto di chiusura del carcere di Guantánamo Bay; chiede agli Stati membri di accettare i detenuti di Guantánamo che hanno ottenuto l'autorizzazione al reinsediamento;

20. invita l'Agenzia per la sicurezza della navigazione aerea in Africa e Madagascar ad avviare tempestivamente la cooperazione con il Parlamento, fornendo le informazioni richieste in merito ai dati di volo;

21. invita il prossimo Parlamento (2014-2019) a proseguire nell'adempimento ed esecuzione del mandato conferitogli dalla commissione temporanea e, di conseguenza, ad assicurare che sia dato seguito alle sue raccomandazioni, a esaminare i nuovi elementi eventualmente emersi nonché a utilizzare appieno e sviluppare ulteriormente i propri diritti d'inchiesta;

22. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

Communication, Corte europea dei diritti dell'uomo, 11 novembre 2011.

(2)

Tra questi figura Jeffrey W. Castelli, ex capo della CIA Station di Roma.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2012)0309.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2013)0231.

(5)

Testi approvati, P7_TA(2012)0500.

(6)

Framework Principles for securing the accountability of public officials for gross or systematic human rights violations committed in the context of State counter-terrorism initiatives (Principi quadro per assicurare l'assunzione di responsabilità da parte dei funzionari pubblici in relazione alle gravi o sistematiche violazioni dei diritti umani commesse nel contesto delle iniziative nazionali antiterrorismo), A/HRC/22/52, 1° marzo 2013.

(7)

Cfr.: proposta di regolamento del Parlamento europeo relativo alle modalità per l'esercizio del diritto d'inchiesta del Parlamento europeo e che abroga la decisione del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione del 19 aprile 1995 (95/167/CE, Euratom, CECA), 23 maggio 2012, testi approvati, P7_TA(2012)0219.

Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2013Avviso legale