Procedura : 2007/2118(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A6-0225/2008

Testi presentati :

A6-0225/2008

Discussioni :

PV 08/07/2008 - 4
CRE 08/07/2008 - 4

Votazioni :

PV 08/07/2008 - 8.22
CRE 08/07/2008 - 8.22
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P6_TA(2008)0336

RELAZIONE     
PDF 231kWORD 143k
4 giugno 2008
PE 390.769v03-00 A6-0225/2008

sull'impatto ambientale del gasdotto di cui è prevista la realizzazione nel Mar Baltico per collegare Russia e Germania (Petizioni 0614/2007 e 0952/2007)

(2007/2118(INI))

Commissione per le petizioni

Relatore: Marcin Libicki

PR_INI_art192

ERRATA/ADDENDA
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per gli affari esteri
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'impatto ambientale del gasdotto di cui è prevista la realizzazione nel Mar Baltico per collegare Russia e Germania (Petizioni 0614/2007 e 0952/2007)

(2007/2118(INI))

Il Parlamento europeo,

–   viste la petizione 0614/2007 presentata da Radvile Morkunaite, con oltre 20.000 firme, la petizione 952/2006 presentata da Krzysztof Mączkowski e le altre petizioni presentate sul tema oggetto della presente relazione,

–   visto il trattato di Lisbona sottoscritto da tutti gli Stati membri il 13 dicembre 2007,

–   vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio su una strategia tematica per la protezione e la conservazione dell'ambiente marino, (COM(2005)0504),

–   visto il sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente,

–   viste la direttiva 97/11/CE del Consiglio che modifica la direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati(1) e le direttive del Consiglio 92/43/CEE(2) e 79/409/CEE(3), le quali ultime costituiscono il pacchetto legislativo Natura 2000,

–   vista la sua risoluzione del 14 novembre 2006 su una strategia tematica per la protezione e la conservazione dell'ambiente marino(4),

–   vista la sua risoluzione del 16 novembre 2006 su una strategia per la Dimensione settentrionale incentrata sull'area del Baltico(5),

–   vista la convenzione sulla protezione dell'ambiente marino della zona del Mar Baltico (Convenzione di Helsinki),

–   viste le raccomandazioni formulate dalla commissione di Helsinki (HELCOM), in particolare la raccomandazione 17/3 del 12 marzo 1996, che enuncia la necessità di effettuare una valutazione dell'impatto ambientale e di consultare gli Stati che potrebbero risentire dell'impatto negativo di un progetto proposto,

–   vista la convenzione del 25 febbraio 1991 sulla valutazione d'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero (Convenzione di Espoo),

–   vista la convenzione del 25 giugno 1998 sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico al processo decisionale e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (Convenzione di Aarhus)

–   vista la convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS),

–   visto il principio di precauzione, che la giurisprudenza della Corte di giustizia europea include fra i principi generali del cosiddetto acquis communautaire e che, ai sensi del diritto comunitario e internazionale, rappresenta uno degli aspetti di uno sviluppo sostenibile,

–   visto il principio del buon governo, che costituisce uno dei principi generali del diritto comunitario,

–   viste le attività dell'intergruppo "regione baltica" in seno al Parlamento europeo,

–   viste le proposte formulate in occasione dell'audizione pubblica svoltasi il 29 gennaio 2008,

–   vista la decisione n. 1364/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 settembre 2006, che stabilisce orientamenti per le reti transeuropee nel settore dell'energia(6),

–   visto il piano d'azione per il Mar Baltico adottato nella riunione dei ministri dell'Ambiente degli Stati del Baltico svoltasi a Cracovia il 15 novembre 2007,

–   visto l'articolo 10 del trattato che istituisce la Comunità europea, che impone agli Stati membri un obbligo di lealtà nei confronti della Comunità,

–   visto l'articolo 192, paragrafo 1, del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per le petizioni e i pareri della commissione per gli affari esteri e della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A6-0225/2008),

A.     considerando che sul bacino del Mar Baltico si affacciano ben otto Stati membri dell'Unione europea e che l'80% delle sue coste si trova nel territorio dell'Unione europea; considerando che OAO Gazprom è azionista di maggioranza del consorzio Nord Stream AG,

B.     considerando che l'attenzione per l'ambiente marino del Mar Baltico è uno dei principali obiettivi della dimensione settentrionale dell'Unione, come confermato a più riprese dalle comunicazioni della Commissione e dalle risoluzioni del Parlamento,

C.     considerando che il settore agricolo e industriale di tutti gli Stati membri rivieraschi e della Russia sono i principali inquinatori del Mar Baltico e creano i problemi maggiori al suo equilibrio ecologico,

D.     considerando che l'Unione è impegnata in modo particolare a favore della protezione dell'ambiente, inclusa la protezione dell'ambiente marino,

E.     considerando che la Commissione ha ripetutamente confermato, nel quadro dei procedimenti avviati dinanzi alla Corte di giustizia europea, che la protezione dell'ambiente è uno degli obiettivi centrali della Comunità e che la Corte ha riconosciuto la competenza della Comunità per quanto riguarda la protezione e conservazione dell'ambiente marino,

F.     considerando che esistono attualmente piani per la costruzione di numerosi progetti infrastrutturali nel Mar Baltico (il consorzio Nord Stream, i parchi eolici, la condotta Scanled nel Mar Baltico, il gasdotto situato tra la Finlandia e l'Estonia, i cavi elettrici tra la Svezia e la Lituania, i terminal per il gas naturale a Świnoujścje, ecc.),

G.     considerando che il crescente contributo del gas naturale al bilancio energetico europeo è stato – soprattutto a partire dal 1990 – la principale unica fonte di riduzione delle emissioni di anidride carbonica (CO2),

H.     considerando che il principio di precauzione di cui all'articolo 174, paragrafo 2, del trattato CE dispone che tutte le parti interessate si adoperino al fine di valutare il possibile impatto ambientale delle nuove decisioni o dell'inizio dei lavori e di adottare adeguate misure preventive in presenza di una verosimile minaccia per l'ambiente,

I.      considerando che, in conformità con il principio secondo cui le prescrizioni in materia di tutela ambientale devono essere integrate in politiche settoriali specifiche, sarebbe opportuno tenere nella dovuta considerazione tali prescrizioni nell'esercizio di tutte le attività comunitarie e nel perseguimento degli obiettivi della Comunità,

J.      considerando che l'articolo 194 del futuro trattato sul funzionamento dell'Unione europea, come inserito dal trattato di Lisbona dispone esplicitamente che la politica energetica dell'Unione dovrebbe essere sostenuta da uno spirito di solidarietà tra gli Stati membri nell'intento di salvaguardare e migliorare l'ambiente,

K.     considerando che l'Organizzazione marittima internazionale (IMO) ha confermato che il Mar Baltico è particolarmente esposto ai rischi ambientali, qualificandolo come "un'area estremamente vulnerabile",

L.     considerando che oggigiorno il Mar Baltico è uno degli ambienti marini più inquinati al mondo e considerando che, nella fattispecie, le concentrazioni di sostanze pericolose nelle sue acque e negli organismi che vivono in esse si confermano anormalmente elevate,

M.    considerando che il Mar Baltico è un tipico mare interno, che esso è poco profondo e che, unitamente al Mar Nero, è contraddistinto dal ciclo di ricambio idrico con l'oceano più lento al mondo (trent'anni circa),

N.     considerando che il tempo di vita del gasdotto di trasmissione si aggira intorno ai 50 anni e che l'entità del lavoro necessario allo smantellamento del gasdotto sarà all'incirca pari a quello previsto per l'impianto; considerando che, quando si valuta l'impatto ambientale ed economico del progetto, sarebbe opportuno tenere in considerazione tale aspetto in funzione del tempo necessario al pieno ripristino della flora e della fauna allo stato originale,

O.     considerando che l'esposizione ai metalli pesanti, agli inquinanti e ad altre sostanze nocive comporta rischi sanitari e conseguenze sulla catena alimentare che occorre esaminare,

P.     considerando che numerosi fattori, fra cui i lunghi tempi di ritenzione delle acque, la colonna d'acqua stratificata, il vasto bacino imbrifero industrializzato e la particolare intensificazione dell'agricoltura nell'area del Mar Baltico, rendono il Mar Baltico particolarmente vulnerabile sotto il profilo ambientale,

Q.     considerando che l'esecuzione dei lavori nel rispetto delle condizioni particolari presenti nel Mar Baltico comporterà un incremento improvviso della popolazione delle alghe, mettendo a rischio soprattutto la Finlandia, la Svezia e la Germania,

R.     considerando che le circa 80.000 tonnellate di munizioni scaricate sui fondali del Baltico dopo la Seconda guerra mondiale contenenti sostanze tossiche come l'iprite, l'iprite solforosa, l'azotiprite, la lewisite, gli agenti asfissianti Clark I e Clark II e l'adamsite, che costituiscono una minaccia sia per l'ambiente marino del Baltico che per la vita e la salute umana, rappresentano un ulteriore, importante fattore di rischio ambientale,

S.     considerando che dal 1945 sino alla fine degli anni Sessanta alcuni Stati hanno seguitato a scaricare in mare contenitori di munizioni,

T.     considerando inoltre che detti contenitori sono in cattive condizioni, che il loro livello di corrosione dovrebbe aggirarsi intorno all'80% e considerando che non si riesce sempre a localizzare con esattezza la loro posizione,

U.     considerando egualmente che il piano d'azione per il Mar Baltico varato a Cracovia il 15 novembre 2007 impone ai paesi che si affacciano sul Baltico di garantire lo stoccaggio in condizioni di sicurezza delle vecchie partite di prodotti chimici e dispositivi contenenti sostanze pericolose,

V.     considerando il potenziale impatto dell'oleodotto sull'ambiente marino del Mar Baltico e sugli Stati rivieraschi,

W.    considerando l'incremento del traffico nel Mar Baltico in termini di marittimi e di petroliere e il potenziale pericolo di incendi sulle navi a seguito di un danneggiamento del gasdotto durante la fase di costruzione, installazione e funzionamento, con il rischio di perdita di galleggiabilità e di affondamento, nonché il potenziale impatto umano, economico e ambientale,

X.     considerando che la costruzione del gasdotto nordeuropeo avrà ripercussioni tecnogeniche su un corridoio sottomarino lungo 1.200 km e largo circa 2 km e interesserà un'area di 2.400 km², che diverrà pertanto il più grande sito di costruzione sottomarina al mondo,

Y.     considerando che la pesca, il turismo e il trasporto marittimo saranno influenzati negativamente dalla costruzione, installazione e funzionamento del progetto, il che costituirà una minaccia significativa per l'economia delle regioni costiere,

Z.     considerando che l'articolo 123 della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, che forma parte integrante dell'acquis communautaire, fa obbligo agli Stati che si affacciano su mari semichiusi di cooperare tra loro e di coordinare nella fattispecie l'esercizio dei loro diritti e l'adempimento dei loro obblighi relativi alla protezione e alla preservazione dell'ambiente marino,

AA.  considerando che, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, della Convenzione di Espoo, le parti sono tenute ad adottare, individualmente o congiuntamente, ogni misura appropriata ed efficace per prevenire, ridurre e controllare qualsiasi impatto pregiudizievole importante che le attività proposte potrebbero avere sull'ambiente a livello transnazionale,

AB.  considerando che, ai sensi dell'articolo 5, lettera a), della Convenzione di Espoo , le consultazioni con le parti esposte agli effetti nocivi dei progetti transfrontalieri possono coprire possibili alternative ad un progetto proposto, incluso il suo abbandono,

AC.  considerando che, ai sensi dell'articolo 12 della Convenzione di Helsinki, ciascuna parte contraente adotta tutte le misure atte a prevenire l'inquinamento dell'ambiente marino della regione del Mar Baltico risultante dall'esplorazione e dallo sfruttamento del fondo marino o da attività connesse,

AD.  considerando che, stando al tracciato proposto, il gasdotto nordeuropeo attraverserà siti inseriti nel programma Natura 2000 e classificati dalla direttiva 92/43/CEE del Consiglio come zone speciali di conservazione,

AE.   considerando che l'articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 92/43/CEE impone agli Stati membri di adottare le opportune misure per evitare il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie nelle zone speciali di conservazione,

AF.   considerando che l'articolo 6, paragrafo 3, della direttiva 92/43/CEE dispone che gli Stati membri debbano effettuare un'adeguata valutazione di qualsiasi piano o progetto non direttamente connesso o necessario per la gestione di un sito di conservazione, ma che possa avere un notevole impatto su di esso, visti gli obiettivi di conservazione del sito,

AG.  considerando che, ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 3 della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, le autorità nazionali competenti danno il loro accordo su un piano o progetto solo alla luce delle conclusioni della succitata valutazione, dopo aver accertato che la sua realizzazione non pregiudica l'integrità del sito in causa, se del caso previo parere dell'opinione pubblica,

AH.  considerando che il gasdotto progettato sarebbe il gasdotto a due condotte più lungo al mondo, nonché quello situato alla minore profondità, il che lo rende particolarmente vulnerabile,

AI.    considerando che la decisione n. 1364/2006/CE inserisce il gasdotto nordeuropeo tra i progetti prioritari di interesse europeo,

AJ.   considerando che, dati i rischi ad essa associati, qualsiasi opera ingegneristica di grandi dimensioni realizzata in mare deve essere oggetto di un'analisi particolarmente accurata ed esauriente, nonché di una valutazione d'impatto ambientale che, per produrre risultati affidabili, deve coprire almeno un'intera stagione vegetativa, che nel caso di alcune specie può estendersi sino a due anni, ossia un arco di tempo ben più lungo del periodo di studio di sei mesi proposto dall'investitore,

AK.  considerando che, secondo la Convenzione di Espoo, qualsiasi progetto di questo tipo dovrebbe essere preceduto da un'analisi delle alternative, in particolare per quanto concerne i costi di realizzazione e la sicurezza ambientale, che nel caso specifico consisterebbe in un'analisi di possibili tracciati terrestri per il gasdotto,

AL.   considerando che, in base all'articolo 1 della Convenzione di Aarhus, ciascuna parte garantisce il diritto di accesso alle informazioni, di partecipazione del pubblico ai processi decisionali e di accesso alla giustizia in materia ambientale,

AM. considerando i requisiti giuridici connessi alla preparazione di un'accurata valutazione d'impatto ambientale che tenga conto di tutti i rischi citati in precedenza,

AN.  considerando altresì che è necessario analizzare la minaccia terroristica e la capacità di adottare contromisure efficaci,

1.      ritiene che Nord Stream rappresenti un progetto infrastrutturale con un'ampia dimensione strategica e politica sia per la UE che per la Russia; comprende le preoccupazioni espresse dagli Stati membri dell'UE in merito alla costruzione e alla manutenzione del gasdotto; sottolinea che la capacità dei piccoli Stati costieri di agire quali guardiani della sicurezza nella regione del Mar Baltico non può essere vista in isolamento dalla capacità dell'UE di agire quale entità unificata e di parlare con una sola voce sui temi energetici e ricorda la sua risoluzione del 26 settembre 2007 su una politica estera energetica europea comune(7); sottolinea che la decisione 1364/2006/CE ( che incorpora gli orientamenti TEN-E) riconosce che Nord Stream è un progetto di interesse europeo che contribuirà a soddisfare i futuri fabbisogni energetici della UE; sottolinea che questo progetto insieme ad altri gasdotti complementari, quali Yamal II e Amber, dovrebbe essere pianificato nello spirito di una politica estera energetica europea comune e tenere pienamente conto del loro impatto sull'ambiente e sulla sicurezza degli Stati membri UE;

2.      ribadisce il parere che, tenendo conto della crescente dipendenza della UE da un numero limitato di fonti energetiche, di fornitori e di rotte di trasporto, è essenziale sostenere iniziative volte alla loro diversificazione, sia geografica sia mediante lo sviluppo di alternative sostenibili; richiama in particolare l'esigenza di sostenere lo sviluppo di infrastrutture portuali utilizzate per la manipolazione dei carburanti; ricorda che Nord Stream è solo uno dei molti progetti di infrastruttura del gas, quali i gasdotti e le strutture LNG, che saranno essenziali per soddisfare i fabbisogni comunitari in termini di consumi di gas naturale, che - secondo numerosi studi - aumenteranno notevolmente nei prossimi anni e allo stesso tempo consentirà di sostituire carburanti fossili più nocivi per l'ambiente; ritiene necessario valutare l'impatto di lungo termine sull'ambiente della nuova infrastruttura del gasdotto, per quanto riguarda l'importanza di garantire una fornitura di gas stabile;

3.  ribadisce la proposta contenuta nella suddetta risoluzione del Parlamento del 14 novembre 2006, in base alla quale la futura strategia dell'UE per l'ambiente marino dovrebbe sfociare in obblighi soprannazionali vincolanti che possano comportare anche impegni comuni in paesi terzi;

4.  sottolinea che la sicurezza energetica deve essere considerata un componente essenziale della sicurezza globale dell'Unione europea, per cui la definizione del concetto di sicurezza energetica non dovrebbe limitarsi esclusivamente all'assenza di produzione interna dell'UE ma dovrebbe anche tenere in considerazione gli aspetti geopolitici della dipendenza dalle importazioni e le relative possibili conseguenze delle interruzioni legate a motivi politici; ritiene che il terzo pacchetto energetico ridurrà la dipendenza energetica di ogni Stato membro in quanto in un mercato energetico completamente liberalizzato e integrato nessuno Stato può essere disconnesso da un fornitore di un paese terzo;

5.  esprime rammarico per il ruolo marginale svolto dall'UE, e in particolare dalla Commissione, in tale progetto; sottolinea che un maggiore coinvolgimento dell'UE ridurrebbe l'incertezza manifestata da molti Stati membri nei confronti del progetto Nord Stream;

6.  prende atto dell'opposizione manifestata da alcuni Stati membri nei confronti del progetto di gasdotto di cui è prevista la realizzazione nell'area del Baltico, che è un patrimonio comune dei paesi che si affacciano su tale bacino e non una questione attinente alle relazioni bilaterali tra gli Stati; ritiene, pertanto, che il progetto dovrebbe essere realizzato in collaborazione con ciascuno degli Stati che si affacciano sul bacino del Mar Baltico, conformemente alla Convenzione di Espoo, alla Convenzione di Helsinki e a tutti gli altri strumenti giuridici pertinenti;

7.  si oppone, a tale riguardo, all'attuazione del progetto nella scala proposta senza il previo consenso degli Stati litorali;

8.  esprime la convinzione che i progetti energetici che coinvolgono gli Stati membri dell'UE e i paesi terzi dovrebbero essere questioni di interesse comune europeo e riguardare l'intera Unione europea e i suoi cittadini,

9.  riconosce che Nord Stream ha effettuato la valutazione di impatto ambientale in corso che sarà presentata alle parti di origine quali definite nella Convenzione Espoo (Russia, Finlandia, Svezia, Danimarca e Germania) perché diano la loro approvazione; sollecita la compagnia a mettere a disposizione i risultati degli studi e tutta la serie dei dati di ricerca concernenti la situazione ecologica del sito del progetto, raccolti nel corso delle indagini ambientali, non solo degli Stati suddetti ma anche di HELCOM e di tutte le parti interessate;

10. sottolinea che una soluzione sostenibile a lungo termine presuppone la totale trasparenza di tutte le parti sia durante la fase di costruzione che durante la fase operativa e che la fiducia nei confronti di tale progetto importante si intensificherà se sarà consentito agli Stati che si affacciano sul Mar Baltico di monitorare i lavori;

11. ritiene che la sfida intesa a garantire la fornitura energetica nel rispetto dell'impegno UE nei confronti della salvaguardia ambientale e dello sviluppo sostenibile rende necessaria l'attuazione di una politica europea coerente e coordinata relativamente ad una fornitura di gas naturale basata sull'attenta valutazione su scala europea degli aspetti ambientali legati a soluzioni alternative nonché sulla solidarietà reciproca tra gli Stati membri;

12.    invita pertanto la Commissione e il Consiglio a impegnarsi pienamente ad analizzare l'impatto ambientale della realizzazione del gasdotto nordeuropeo, soprattutto in presenza di situazioni in cui vengono addotte considerazioni che richiedono un parere della Commissione, come specificato all'articolo 6, paragrafo 4, della direttiva 92/43/CEE del Consiglio;

13.    sottolinea che il principio di reciprocità deve essere rispettato appieno in termini di investimento qualora l'interdipendenza tra l'UE e la Russia si sviluppi in un partenariato; precisa che i paesi terzi traggono maggiore profitto dal mercato aperto europeo, mentre agli investitori europei in Russia non sono concessi simili vantaggi;

14.    deplora il fatto che la Commissione non abbia accolto la proposta contenuta nella sua risoluzione del 16 novembre 2006, in base alla quale la Commissione dovrebbe predisporre valutazioni d'impatto ambientale obbiettive per i progetti proposti, e chiede nuovamente che venga predisposta una siffatta valutazione da parte di un organismo indipendente nominato in seguito all'approvazione di tutti gli Stati litorali,

15.    esorta il Consiglio e la Commissione a valutare attentamente se l'attuazione del progetto è in linea con il diritto comunitario e internazionale;

16.    esprime preoccupazione per il progetto di calendario adottato dal consorzio Nord Stream, che impedirà un esame approfondito dei risultati della valutazione d'impatto ambientale da parte degli Stati interessati, delle organizzazioni non governative e degli esperti dell'HELCOM;

17.    sottolinea che varie decine di mesi di lavoro in un'area che potrebbe interessare sino a 2.400 km², che comporteranno l'impiego di un gran numero di navi e altre attrezzature, rappresentano una seria minaccia per la biodiversità e il numero di habitat, nonché per la sicurezza e il corretto funzionamento del trasporto marittimo nella regione;

18.    deplora la mancanza di una definizione accurata della misura in cui sarà necessario incidere sui fondali per l'interramento del gasdotto, che potrebbe avere un impatto critico sull'ecosistema bentonico;

19.    esprime profonda preoccupazione per le notizie in base alle quali, prima di mettere in servizio il gasdotto, l'investitore intende utilizzare un composto estremamente tossico noto come aldeide glutarica; sottolinea che bisognerebbe evitare qualsiasi azione che possa causare un grave disastro ambientale dalle conseguenze irreversibili;

20.     invita la Commissione a condurre uno studio ambientale attendibile e indipendente inteso ad esaminare le emissioni agricole e industriali che inquinano il Mar Baltico e a valutare la situazione in relazione alle possibili minacce ambientali causate dai gasdotti che attraversano attualmente il Mar Baltico; esorta inoltre la Commissione ad analizzare l'impatto aggiuntivo del progetto Nord Stream sul Mar Baltico;

21.    esorta il committente a garantire che la costruzione e il funzionamento del gasdotto non mettano in pericolo molte specie di pesci e uccelli come pure l'esistenza di una popolazione di focene comprendente appena 600 esemplari che è una specie presente solo in questa regione geografica;

22.    ritiene che la protezione dell'ambiente marino del Mar Baltico è un elemento della dimensione settentrionale dell'UE;

23.    sottolinea che la prosperità delle regioni costiere e la competitività delle loro economie sono altamente sensibili al danneggiamento delle aree costiere e al deterioramento dell'ambiente marino, che comporta altresì seri pericoli; sottolinea che, considerato fino a che punto le regioni costiere sono influenzate dalle attività e politiche marittime, la sostenibilità ambientale a lungo termine è un presupposto per la tutela della loro prosperità economica, sociale e ambientale;

24.    mette in luce l'assenza di qualsiasi strategia intesa a far fronte alle avarie strutturali e alle minacce esterne alla sicurezza del gasdotto; sottolinea la necessità di definire chiaramente tutti gli aspetti legati alla sicurezza e alle emergenze, incluse le risorse finanziarie, gli attori, i ruoli e le procedure;

25.    sottolinea che, alla luce dei seri rischi ambientali e dei costi elevati del progetto in parola, in primo luogo, si dovrebbero esaminare tracciati alternativi per il gasdotto, che prendano in considerazione sia gli aspetti ambientali che economici, incluso il calendario relativo a tali tracciati; osserva che è possibile far passare tali tracciati via terra per raggiungere il confine con la Russia unicamente attraversando il territorio di Stati membri dell'Unione europea;

26.    sottolinea che la questione della compensazione economica in caso di avarie o danni deve essere perfettamente chiara ancora prima dell'inizio dei lavori; sottolinea che un'importante avaria del gasdotto può generare complicazioni per gli Stati che si affacciano sul Mar Baltico e sarebbe devastante per l'ambiente marino; ritiene che il consorzio Nord Stream dovrebbe assumersi la piena responsabilità pecuniaria;

27.    invita la Commissione ad avviare tale esame dialogando con i paesi coinvolti, l'investitore e la commissione di Helsinki, con la partecipazione delle ONG interessate;

28.    esorta la Commissione e gli Stati membri a effettuare un'attenta valutazione degli aspetti economici, finanziari e inerenti alla trasparenza del progetto Nord Stream nonché delle aziende coinvolte;

29.    si compiace delle seguenti decisioni da parte delle autorità degli Stati membri:

         –  decisione del 12 febbraio 2008 del governo svedese che rifiuta di concedere il permesso a Nord Stream di costruire il gasdotto a causa di notevoli carenze procedurali e sostanziali e in particolare della mancanza di un'analisi di un tracciato alternativo e dell'opzione di abbandonare la costruzione del gasdotto;

         –  la posizione del Parlamento lituano del 27 marzo 2007 che sottolinea l'esigenza di sospendere l'attuazione di progetti infrastrutturali di larga scala nel Mar Baltico in attesa di un'analisi approfondita di soluzioni alternative insieme a valutazioni di impatto ambientale indipendenti ed esaurienti;

         –  la decisione del governo estone del 21 settembre 2007 di non concedere il permesso all'effettuazione di studi sottomarini nella zona economica esclusiva dell'Estonia, a causa di dubbi sul raggio d'azione e l'ampiezza degli studi stessi;

30.    deplora il fatto che il Libro verde intitolato "Verso una politica marittima dell'Unione" ignori il problema di progetti di grandi dimensioni quali gli oleodotti sottomarini;

31.    invita a commissionare una reale valutazione d'impatto ambientale indipendente, con l'approvazione di tutti gli Stati litorali, pur riconoscendo la valutazione d'impatto ambientale condotta da Rambøll;

32.    deplora il fatto che, nelle sue proposte di strumenti giuridici e nelle sue comunicazioni concernenti le strategie marittime, la Commissione eluda di solito il problema dei gasdotti sottomarini, che è un problema cruciale sia dal punto di vista della protezione dell'ambiente che per la sicurezza energetica dell'UE;

33.    mette in luce l'importanza di avviare una strategia di comunicazione trasparente in merito ai risultati ottenuti dalla valutazione d'impatto ambientale e di notificare solertemente tali risultati a tutti gli Stati membri e in particolare agli Stati che si affacciano sul Mar Baltico;

34.    ribadisce pertanto la richiesta formulata nella sua risoluzione del 14 novembre 2006 e relativa a un meccanismo obbligatorio di negoziazione tra Stati membri e insiste affinché il Consiglio si attivi a livello internazionale per pervenire a valutazioni d'impatto ambientale obbligatorie nelle relazioni tra l'UE e i paesi terzi;

35.    sottolinea che il tracciato del gasdotto nordeuropeo dovrebbe raggiungere gli obiettivi strategici ed economici fissati nella decisione n. 1364/2006/CE, evitando nel contempo massicci danni ambientali;

36.    invita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri ad avvalersi di tutti gli strumenti giuridici a loro disposizione per evitare la costruzione del gasdotto nordeuropeo nei termini proposti dall'investitore qualora sia evidente il rischio di un disastro ambientale nell'area del Mar Baltico;

37.    invita la Commissione, in particolare, a garantire il rispetto delle disposizioni dei testi citati in precedenza, ossia la Convenzione sul diritto del mare, la Convenzione di Helsinki, la Convenzione di Espoo, la Convenzione di Aarhus, le direttive 85/337/CEE, 97/11/CE, 92/43/CEE e 79/409/CEE, nonché dell'articolo 10 del trattato CE, del principio di precauzione e del principio dello sviluppo sostenibile, e ad avviare un'azione ai sensi dell'articolo 226 del trattato CE qualora tali obblighi siano disattesi;

38.    invita la Commissione, in particolare, ad intervenire risolutamente conformemente al principio del buon governo, in base al quale gli organi decisionali dotati di ampi poteri discrezionali sono tenuti ad effettuare tempestivamente un'analisi della situazione e a consultare esperti, ove necessario, per evitare decisioni arbitrarie;

39.    esorta la Commissione, nell'ambito delle proprie competenze, a valutare la situazione in termini di concorrenza del mercato provocata dalla possibile realizzazione del gasdotto Nord Stream e, laddove necessario, a prendere misure intese a evitare che Gazprom assuma un ruolo dominante sui mercati del gas europei qualora non siano accordati alle società europee pari diritti di ingresso sul mercato energetico russo;

40.    propone di istituire un sistema di supervisione comune del gasdotto, che includa tutti i paesi della regione del Mar Baltico; suggerisce inoltre che l'obbligo di versare una compensazione pecuniaria in caso di danni ambientali dovrebbe valere soltanto per il consorzio Nord Stream;

41.    nota la mancanza di strutture istituzionali in grado di rispondere adeguatamente ai temi di sicurezza ambientale e geopolitica associati col presente progetto; propone pertanto che la Commissione crei un posto adeguato che si occupi dei progetti correnti e futuri, funzionante sotto l'autorità dell'Alto Rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e il Vicepresidente della Commissione;

42.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi degli Stati membri.

(1)

GU L 73 del 14.3.1997, pag. 5.

(2)

GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7.

(3)

GU L 103 del 25.4.1979, pag. 1.

(4)

GU C 314E del 21.12.2006, pag. 131.

(5)

GU C 314E del 21.12.2006, pag. 330.

(6)

GU L 262 del 22.9.2006, pag. 1.

(7)

Testi approvati, P6_TA(2007)0413.


MOTIVAZIONE

L'anno scorso il Parlamento europeo ha ricevuto petizioni sostenute da circa trentamila cittadini dell'Unione europea, in particolare dei paesi baltici, che esprimono preoccupazione a causa del progetto di costruire un gasdotto che, attraversando il Mar Baltico, colleghi la Russia e la Germania. In dette petizioni si afferma che tale investimento rappresenta una grave minaccia per l'ambiente e potrebbe violare il diritto comunitario.

Nel rispetto del considerevole numero di firmatari e sulla base della serietà del problema, la commissione per le petizioni, che esamina a nome del Parlamento europeo le petizioni dei cittadini dell'Unione relative alle azioni della Comunità, ha deciso all'unanimità di preparare una relazione sull'impatto ambientale del gasdotto di cui è prevista la realizzazione nel Mar Baltico per collegare Russia e Germania.

Considerando la natura molteplice della questione, che va al di là della tutela ambientale e riguarda altresì la problematica della sicurezza energetica dell'Unione europea e gli affari internazionali, le due commissioni competenti del Parlamento europeo, ossia le commissioni per gli affari esteri e per l'industria, la ricerca e l'energia, hanno presentato i propri pareri.

L'entità senza precedenti di detto investimento e l'enorme impatto che potrebbe conseguirne in settori fondamentali dell'attività dell'Unione europea, quali in particolare la salute dei cittadini europei, la tutela ambientale, la sicurezza energetica come pure l'aumento del costo del gas, che in ultima analisi graverebbe sui consumatori, sono stati lo stimolo per analizzare dettagliatamente i problemi connessi al suddetto progetto. A tal fine il Parlamento europeo ha organizzato un'audizione pubblica in cui tutte le parti e i gruppi d'interesse erano rappresentati e hanno esposto il proprio punto di vista.

Dopo aver analizzato numerosi pareri e valutazioni e aver ascoltato i partecipanti all'audizione pubblica, il relatore ha acquisito la convinzione che l'Unione europea dovrebbe affrontare detto progetto con estrema cautela e inquietudine, in quanto rappresenta una minaccia diretta per l'ambiente dell'intero bacino del Mar Baltico. Il problema ha dimensioni realmente europee dato che costituisce una grave minaccia per 8 Stati membri dell'Unione europea, ossia: Germania, Svezia, Finlandia, Lettonia, Lituania, Estonia, Danimarca e Polonia. Per tanto il relatore fa appello al Consiglio e alla Commissione affinché ricorrano a tutti gli strumenti giuridici a loro disposizione per opporsi alla realizzazione di un gasdotto nordico dalle dimensioni proposte dall'investitore. Il relatore ritiene che un tracciato via terra del gasdotto nordico attraverso il territorio dell'UE consentirebbe di conseguire gli obiettivi strategici ed energetici indicati nella decisione 1364/2006/CE e al contempo di non sottoporre l'ambiente a un grave rischio e di evitare l'aumento dei prezzi che ricadrebbe sui consumatori.

Il relatore esprime profonda preoccupazione per il fatto che, nel corso degli ultimi mesi, gli esperti del settore, gli organi governativi competenti in materia di ambiente e i rappresentanti di organizzazioni ambientaliste di quasi tutti i paesi baltici hanno esaminato rigorosamente le basi del progetto e rilevato gravi rischi per l'ambiente, in particolare:

1.        Danni ai siti della rete Natura 2000

2.        Possibilità di alterare discariche di armi chimiche tedesche risalenti ai tempi della II guerra mondiale, mine, ordigni inesplosi o navi affondate che si trovano in particolare nel Golfo finlandese e lungo il tracciato proposto del gasdotto

3.        L'estensione senza precedenti dell'area del cantiere, pari a 2400 km2 (paragonabile all'intera superficie del Lussemburgo) in confronto al Mar Baltico, un mare chiuso e dalle dimensioni ridotte

4.        Rischio di inquinamento su larga scala conseguente dallo scarico nelle acque del Mar Baltico di migliaia di tonnellate di sostanze chimiche (aldeidi), necessarie per pulire il gasdotto prima della sua messa in attività

Le minacce ambientali, ampiamente esposte dagli esperti in occasione dell'audizione pubblica, hanno trovato conferma anche nelle posizioni e nelle opinioni di altre organizzazioni inviate ai deputati del Parlamento europeo, tra cui Greenpeace nordica che ha inviato una dichiarazione in cui presenta la propria inquietudine e, opponendosi al tracciato proposto da Nord Stream, si esprime a favore di una alternativa via terra.

Il relatore reputa inaccettabile che un progetto relativo al fondo marino del Mar Baltico sia considerato una questione bilaterale tra Russia e Germania. La tutela ambientale del Mar Baltico è uno dei compiti più importanti di competenza della cosiddetta dimensione nordica dell'UE, che riguarda una serie di atti giuridici e di risoluzioni relativi a detto problema.

Alla luce di quanto esposto, l'obbligo di proteggere l'ambiente del Mar Baltico ricade in primo luogo sull'UE, senza tralasciare inoltre la solidarietà e la sicurezza energetica così come la tutela dei consumatori. Esistono vari esempi di progetti intrastatali, ossia concernenti un solo Stato membro, che hanno provocato una reazione determinata da parte delle istituzioni europee a causa delle incertezze che essi destavano dal punto di vista della tutela ambientale. Risulta difficile immaginare che le istituzioni dell'UE sottovalutino una questione che riguarda de facto quasi un terzo degli Stati membri e l'unico mare chiuso della Comunità.

Occorre sottolineare in particolare che l'investitore non ha preso in considerazione la necessità, in primo luogo, di analizzare tracciati alternativi per la realizzazione del gasdotto che non alterino l'ambiente del Mar Baltico, richiamando l'attenzione sulla possibilità esistente di condurre tali tracciati dal confine russo via terra passando unicamente attraverso gli Stati membri dell'Unione europea. Per tanto il relatore invita la Commissione a svolgere tale analisi, dialogando con gli Stati membri interessati, l'investitore e la commissione di Helsinki e con la partecipazione delle organizzazioni non governative interessate.

Il relatore appoggia la decisione adottata dal governo svedese il 12 febbraio 2008, concernente il rifiuto di esaminare la richiesta di concedere al consorzio Nord Stream AG il permesso di costruire il gasdotto a causa di significative carenze procedurali e sostanziali, e in particolare a causa della mancata presa in considerazione di un tracciato alternativo e dell'opzione di rinunciare alla costruzione del gasdotto.

Il relatore appoggia altresì la posizione espressa il 27 marzo 2007 dal Parlamento lituano, che indica la necessità di sospendere la realizzazione, nel Mar Baltico, di progetti di infrastrutture di grandi dimensioni fintanto che non sarà stata effettuata un'analisi approfondita delle soluzioni alternative, corredata di valutazioni indipendenti ed esaustive dell'impatto ambientale.

Il relatore prende atto della decisione del governo estone del 21 settembre 2007 relativa al rifiuto di concedere al consorzio Nord Stream il permesso di svolgere ricerche subacquee nell'area economica esclusiva dell'Estonia.

Il relatore richiama inoltre l'attenzione sul problema della copertura dei danni che deriveranno dalla costruzione e dall'uso del gasdotto nonché dei costi dello smantellamento al termine della durata di vita.

Oltre agli aspetti ambientali, occorre considerare anche i pareri di illustri esperti e media europei che fanno riferimento a un aumento dei costi dell'investimento fino a un massimo di 20 miliardi di euro. Prevedono inoltre che i tempi di costruzione saranno considerevolmente più lunghi a causa della necessità di condurre ricerche e consultazioni esaustive a livello politico e sociale. Sono del parere che, se anche il progetto fosse completato, dopo alcuni anni, applicando misure eccezionali di sicurezza e pagando la compensazione per i danni ai siti protetti Natura 2000, il suo enorme costo si ripercuoterebbe sui costi del gas sostenuti dai cittadini europei, in particolare dai consumatori tedeschi e dalle imprese di costruzione del gasdotto. Gli esperti ritengono che si tratterebbe di un costo considerevolmente più alto di quello di un gasdotto alternativo via terra.


PARERE della commissione per gli affari esteri (13.5.2008)

destinato alla commissione per le petizioni

sull'impatto ambientale del previsto gasdotto nel Mar Baltico per collegare Russia e Germania

(2007/2118(INI))

Relatore per parere: Christopher Beazley

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per le petizioni, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ribadisce che, considerata la crescente dipendenza dell'UE da un numero limitato di fonti energetiche, fornitori e rotte di trasporto, è fondamentale sostenere iniziative volte alla loro diversificazione, sia del punto di vista geografico, sia per quanto concerne lo sviluppo di alternative sostenibili; evidenzia, in particolare, la necessità di sostenere lo sviluppo di infrastrutture portuali destinate alla manipolazione dei carburanti;

2.  sottolinea che la sicurezza energetica deve essere considerata una componente essenziale della sicurezza generale dell'Unione europea, e che pertanto la definizione di sicurezza energetica non dovrebbe semplicemente limitarsi all'assenza di una produzione interna all'UE, ma anche tener conto degli aspetti geopolitici legati alla dipendenza dalle importazioni;

3.  sottolinea la necessità di un maggior dialogo con i principali paesi produttori, di transito e consumatori; riconosce che la solidarietà europea nel settore dell'energia dipende in modo determinante sia da accordi trasparenti e reciprocamente applicabili con i paesi produttori, sia dall'esistenza di un mercato interno dell'energia efficiente nonché dall'interconnessione delle infrastrutture energetiche;

4.  ritiene che gli aspetti riguardanti la solidarietà energetica all'interno dell'Unione europea debbano essere presi in considerazione da tutti gli Stati membri nelle decisioni in merito a progetti di infrastrutture energetiche; lamenta la mancanza di progressi verso una politica energetica europea comune e nutre preoccupazione per gli accordi bilaterali tra diversi Stati membri, che potrebbero minare la capacità dell'Unione di esprimersi ad una sola voce nei confronti dei principali paesi fornitori; invita ancora una volta gli Stati membri a informare la Commissione e gli altri Stati membri prima di prendere decisioni strategiche su importanti accordi bilaterali relativi a progetti nel settore energetico che potrebbero avere ripercussioni sugli interessi di altri Stati membri e dell'intera UE, come sarebbe opportuno fare riguardo a tutti gli aspetti della politica estera di interesse comune;

5.  ritiene che il gasdotto Nord Stream sia un progetto infrastrutturale di grande importanza politica e strategica sia per l'UE, sia per la Russia; comprende le preoccupazioni espresse dagli Stati membri dell'UE riguardo alla costruzione e alla manutenzione del gasdotto; sottolinea che la capacità dei piccoli Stati litoranei di svolgere una funzione di sicurezza nella regione del Mar Baltico non può essere considerata separatamente dalla capacità dell'UE di agire come un'unica entità e di esprimersi con una sola voce in materia di energia e rammenta la risoluzione del 26 settembre 2007 su una politica estera comune dell'Europa in materia di energia(1); sottolinea che il gasdotto è stato definito come progetto di interesse europeo negli ultimi orientamenti relativi alle reti transeuropee nel settore dell'energia (RTE-E) approvati nel settembre 2006 e che dovrebbe essere elaborato nello spirito della politica estera comune dell'Europa in materia di energia;

6.  sottolinea l'importanza di una valutazione di impatto ambientale accurata, indipendente e obiettiva del progetto Nord Stream, tenendo conto in particolare della fragilità del fondale marino del Baltico; ritiene che tutti gli aspetti ambientali e di sicurezza rilevanti debbano essere tenuti in debito conto durante le fasi di allestimento, costruzione e funzionamento di qualsiasi gasdotto nel Mar Baltico; evidenzia che una valutazione finale degli effetti ambientali del progetto Nord Stream non può essere eseguita prima del completamento della valutazione di impatto;

7.  ribadisce l'importanza del partenariato con la Russia nel settore dell’energia e sottolinea nuovamente che tale partenariato strategico può essere basato unicamente sul principio della non discriminazione e del trattamento equo e sulla parità delle condizioni di accesso al mercato; invita il Consiglio e la Commissione ad affrontare le questioni ambientali e le preoccupazioni riguardanti la sicurezza energetica nell'ambito del dialogo dell'UE con la Russia in materia di energia e ritiene che tale dialogo debba essere rafforzato in base ai principi sanciti dalla Carta dell'energia; rammenta il suo parere secondo il quale i principi e il contenuto della Carta dell'energia e del relativo protocollo sul transito devono essere inclusi negli accordi di cooperazione con paesi terzi, incluso il nuovo accordo di partenariato e di cooperazione con la Russia, sottolineando l'importanza della ratifica della Carta dell'energia e del relativo protocollo sul transito da parte della Russia, dal momento che tale ratifica ridurrà i potenziali conflitti relativi a progetti come Nord Stream;

8.  nota che, se attuato, il progetto Nord Stream potrebbe provocare un disastro ambientale a causa dei sedimenti industriali altamente tossici scaricati in particolare nel golfo di Finlandia e di un volume significativo di armi chimiche successive alla seconda guerra mondiale disseminate lungo il fondale marino del Baltico, qualora tali residui siano interessati dai lavori di costruzione, dato inoltre il probabile aumento delle attività di trasporto di prodotti energetici liquidi nel Mar Baltico; invita il consorzio Nord Stream ad assumere la responsabilità finanziaria del risarcimento dei danni;

9.  si rammarica del ruolo marginale dell'UE in questo progetto, in particolare quello della Commissione; sottolinea che un maggior coinvolgimento dell'UE ridurrebbe l'incertezza di numerosi Stati membri riguardo al progetto Nord Stream;

10. invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a:

    –  valutare i vari aspetti di trasparenza, di bilancio, economici, giuridici e normativi    relativi al progetto Nord Stream;

    –  condurre uno studio sul contributo del progetto Nord Stream al fabbisogno energetico dell'Europa, inclusa un'analisi di tutte le eventuali alternative;

    –  garantire l'avvio, da parte di Nord Stream e delle società ad esso associate, di un dialogo aperto e trasparente e una stretta cooperazione con tutte le parti interessate su tutti gli aspetti e durante tutte le fasi precedenti e successive alla costruzione del gasdotto Nord Stream;

    –  far sì che i timori espressi da tutti gli Stati litoranei siano tenuti in debito conto nella valutazione d'impatto ambientale indipendente;

    –  ribadire il suo invito alla Russia a ratificare e impegnarsi nella piena attuazione delle disposizioni della Convenzione di Espoo e della Carta dell'energia, compreso il relativo protocollo sul transito;

11. invita gli Stati membri e la Commissione a garantire l'esecuzione di valutazioni di impatto ambientale complete e indipendenti prima di prendere decisioni riguardanti tutti i principali investimenti infrastrutturali, inclusi i progetti di gasdotti terrestri e marini; esprime la convinzione che l'attuale dibattito sulla necessità di migliorare gli standard ambientali per l'attuazione del progetto di gasdotto Nord Stream aiuterà a definire standard appropriati per progetti futuri; a questo proposito, accoglie con favore la recente decisione di Nord Stream di commissionare alla Svezia e alla Finlandia uno studio sui rischi ambientali derivanti dalla presenza di munizioni scaricate nel fondale marino del Baltico dopo la seconda guerra mondiale, contenenti sostanze altamente tossiche;

12. suggerisce la creazione di un sistema comune di controllo del gasdotto che includa tutti i paesi della regione del Mar Baltico; ritiene inoltre fondamentale che la Commissione presti grande attenzione al controllo di un aspetto ambientale della costruzione del progetto di gasdotto servendosi di tutti gli strumenti giuridici a disposizione della Commissione e, su richiesta di uno Stato membro, mediante il coinvolgimento diretto e la stretta collaborazione della commissione di Helsinki (HELCOM);

13. rileva la mancanza di adeguate strutture istituzionali capaci di affrontare in modo appropriato i problemi di sicurezza ambientale e geopolitica legati allo sviluppo di infrastrutture energetiche esterne e invita nuovamente il Consiglio a valutare la proposta di creare la carica di Alto funzionario per la politica energetica estera, che, in una duplice veste, agirebbe sotto l'autorità del Vicepresidente della Commissione e Alto Rappresentante dell'Unione per la politica estera e di sicurezza, da poco istituito con poteri rafforzati;

14. esprime il suo fermo sostegno al terzo pacchetto di misure di liberalizzazione, inclusa la clausola sui paesi terzi, poiché soltanto un mercato europeo dell'energia dinamico e liberalizzato, dotato degli strumenti necessari per contrastare l'atteggiamento monopolistico, può garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici;

15. esprime preoccupazione per le proposte relative alla messa in sicurezza con mezzi militari dei gasdotti previsti.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

6.5.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

55

3

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Christopher Beazley, Angelika Beer, Colm Burke, Marco Cappato, Véronique De Keyser, Giorgos Dimitrakopoulos, Hanna Foltyn-Kubicka, Bronisław Geremek, Maciej Marian Giertych, Ana Maria Gomes, Klaus Hänsch, Richard Howitt, Anna Ibrisagic, Jelko Kacin, Ioannis Kasoulides, Maria Eleni Koppa, Helmut Kuhne, Joost Lagendijk, Vytautas Landsbergis, Johannes Lebech, Willy Meyer Pleite, Francisco José Millán Mon, Raimon Obiols i Germà, Vural Öger, Ria Oomen-Ruijten, Justas Vincas Paleckis, Ioan Mircea Paşcu, Alojz Peterle, Tobias Pflüger, João de Deus Pinheiro, Mirosław Mariusz Piotrowski, Michel Rocard, Libor Rouček, Katrin Saks, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Jacek Saryusz-Wolski, György Schöpflin, Hannes Swoboda, Konrad Szymański, Charles Tannock, Inese Vaidere, Kristian Vigenin, Jan Marinus Wiersma, Luis Yañez-Barnuevo García, Zbigniew Zaleski, Josef Zieleniec

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Laima Liucija Andrikienė, Alexandra Dobolyi, Carlo Fatuzzo, Evgeni Kirilov, Marios Matsakis, Rihards Pīks, Dariusz Rosati, Wojciech Roszkowski, Inger Segelström, Adrian Severin, Jean Spautz

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Renate Weber

(1)

Testi approvati, P6_TA(2007)0413.


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (7.5.2008)

destinato alla commissione per le petizioni

sull'impatto ambientale del previsto gasdotto nel Mar Baltico per collegare Russia e Germania

(2007/2118(INI))

Relatore per parere: Andres Tarand

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per le petizioni, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda il calo della produzione di gas nell'UE e il corrispondente aumento della domanda di importazioni di gas nel corso dei prossimi anni sia per soddisfare i crescenti bisogni delle famiglie e dell'industria sia per sostituire i combustibili fossili più dannosi per l'ambiente; giudica necessario valutare l'impatto sull'ambiente a lungo termine della nuova infrastruttura per il gas, in relazione alle garanzie di forniture stabili di gas;

2.  ricorda le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo dell' 8 e 9 marzo 2007 a sostegno del piano d'azione del Consiglio europeo (2007-2009) per la realizzazione degli obiettivi della politica energetica per l'Europa, sulla base della solidarietà e della diversificazione delle forniture, al fine di far fronte alla crescente dipendenza dell'UE dalle forniture energetiche;

3.  deplora che, essendo gli Stati membri competenti in materia di mix energetico, talune decisioni strategiche nazionali concernenti importanti accordi bilaterali con paesi terzi stiano pregiudicando lo sviluppo di una politica energetica comune credibile, efficace e coerente;

4.  invita gli Stati membri ad attuare, in modo trasparente, una strategia coordinata per garantire le forniture energetiche; prende atto della decisione n. 1364/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 settembre 2006 che stabilisce orientamenti per le reti transeuropee nel settore dell'energia con l’obiettivo di diversificare a livello geografico le rotte di trasporto e i fornitori delle importazioni di energia; ricorda, in tale contesto, che il gasdotto Nord Stream rappresenta solamente una delle numerose rotte per la fornitura di gas incluse nelle reti transeuropee nel settore dell'energia;

5.  ricorda che il Mar Baltico è stato definito dall'Organizzazione marittima internazionale un'"area marittima particolarmente sensibile" e che, essendo il Baltico un mare relativamente poco profondo e con un lento ricambio idrico, i suoi ecosistemi sono estremamente vulnerabili alla più lieve perturbazione e al minimo inquinamento; raccomanda pertanto la massima attenzione in sede di esame del progetto di gasdotto Nord Stream;

6.  ricorda che, sebbene la posa di condotte sottomarine sulla piattaforma continentale sia in linea con il principio della libertà dell’alto mare, l'articolo 79 della Convenzione ONU del 1982 sul diritto del mare stabilisce che “il percorso delle condotte posate sulla piattaforma continentale è subordinato al consenso dello Stato costiero”;

7.  invita Nord Stream AG, il promotore del gasdotto, a giustificare la scelta della rotta attuale e a valutare attentamente rotte alternative, comprese rotte interne, per il gasdotto tra la Russia e la Germania; chiede che gli studi integrati ambientali, economici e tecnici siano allegati alla valutazione d'impatto ambientale (VIA) in fase di esecuzione;

8.  invita Nord Stream AG ad effettuare una valutazione dei potenziali effetti negativi cumulativi sia della posa del gasdotto sia delle fasi operative, come parte della più ampia VIA, e a integrare nella VIA una valutazione degli eventuali effetti del progetto di gasdotto Nord Stream sulle aree protette e i siti della rete Natura 2000 nel Mar Baltico;

9.  invita Nord Stream AG a pubblicare le misure per la riduzione degli effetti negativi sull'ambiente, qualora tale progetto venga realizzato; sollecita Nord Stream AG a posare il gasdotto nel momento più adeguato e ad evitare di utilizzare in sede d'installazione e manutenzione del gasdotto la glutaraldeide, sostanza potenzialmente dannosa, per ridurre al minimo gli effetti negativi sugli ecosistemi;

10. considera sia le navi da guerra affondate sia le armi chimiche gettate durante gli anni '40 sul fondo del Mar Baltico un'eventuale minaccia all'efficace posa del gasdotto e invita pertanto Nord Stream AG a elaborare un inventario, da comunicare alle autorità nazionali competenti, di tutti i relitti di navi e delle sostanze chimiche o esplosive situate nelle vicinanze della rotta proposta, come i due "cimiteri di navi" delle imbarcazioni affondate con le loro munizioni nell'agosto 1941 vicino all'isola di Hogland e a metà strada tra Helsinki e il Parco nazionale Lahemaa dell'Estonia; l'inventario dovrebbe comprendere altresì una valutazione dei rischi derivanti da tali sostanze e relitti di navi ;

11. ritiene che l'inquinamento causato dalle attività delle basi militari russe possa avere conseguenze ecologiche una volta ultimato il progetto Nord Stream e chiede pertanto che venga esaminato anche tale aspetto;

12. invita gli Stati direttamente coinvolti nel progetto di gasdotto Nord Stream a specificare, prima dell'autorizzazione finale per la costruzione del gasdotto, la responsabilità giuridica delle eventuali conseguenze di incidenti sull'equilibrio ecologico del Mar Baltico nonché sulle coste, gli abitanti e le economie degli Stati che si affacciano sul Mar Baltico, compresi i casi di danni causati al gasdotto dall'affondamento di navi nelle strette zone di navigazione del Golfo di Finlandia e del Baltico vero e proprio;

13. ricorda i recenti terremoti come quello del 2004 nella regione di Kaliningrad ed esorta il promotore del progetto a presentare studi pertinenti come richiesto dalla VIA;

14. riconosce che Nord Stream AG ha effettuato il processo VIA in corso e sollecita pertanto la società a mettere a disposizione di HELCOM e di tutti gli Stati interessati i risultati degli studi e tutti i dati delle ricerche concernenti la situazione ecologica del sito del progetto, raccolti nell'ambito delle indagini ambientali;

15. sollecita la Commissione a includere, nella sua prossima relazione di attuazione relativa alla decisione n. 1364/2006/CE, una valutazione dei progressi compiuti individuando chiaramente qualsiasi eventuale violazione del diritto comunitario perpetrata da Nord Stream AG;

16. esorta la Commissione europea a esaminare la VIA del gasdotto effettuata dalla società Nord Stream, la sua conformità alla legislazione ambientale UE come pure la sua precisione, completezza e obiettività;

17. esorta la Commissione, in quanto firmataria di HELCOM, a cercare di applicare la raccomandazione HELCOM per la fissazione di requisiti standard per quanto riguarda la portata delle indagini necessarie per le procedure di approvazione relative ai cavi sottomarini e alle condutture nel Mar Baltico;

18. in considerazione del terzo pacchetto legislativo sul mercato interno nel settore del gas, esorta Nord Stream AG a mantenere un facile accesso al gasdotto Nord Stream per gli Stati membri limitrofi qualora desiderino essere connessi direttamente al gasdotto mediante derivazioni rigide.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

6.5.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

31

0

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jan Březina, Jerzy Buzek, Jorgo Chatzimarkakis, Giles Chichester, Pilar del Castillo Vera, Den Dover, Nicole Fontaine, Norbert Glante, András Gyürk, Fiona Hall, Romana Jordan Cizelj, Werner Langen, Anne Laperrouze, Eluned Morgan, Angelika Niebler, Reino Paasilinna, Atanas Paparizov, Francisca Pleguezuelos Aguilar, Anni Podimata, Miloslav Ransdorf, Vladimír Remek, Herbert Reul, Teresa Riera Madurell, Paul Rübig, Andres Tarand, Catherine Trautmann, Nikolaos Vakalis, Alejo Vidal-Quadras

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Dorette Corbey, Göran Färm, Juan Fraile Cantón, Vittorio Prodi, Silvia-Adriana Ţicău


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

27.5.2008

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Sir Robert Atkins, Margrete Auken, Inés Ayala Sender, Victor Boştinaru, Michael Cashman, Alexandra Dobolyi, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, David Hammerstein, Marian Harkin, Carlos José Iturgaiz Angulo, Lasse Lehtinen, Marcin Libicki, Miguel Angel Martínez Martínez, Manolis Mavrommatis, Mairead McGuinness, Willy Meyer Pleite, Marie Panayotopoulos-Cassiotou, Eoin Ryan, Frank Vanhecke, Diana Wallis, Rainer Wieland

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Thijs Berman, Marie-Hélène Descamps, Georgios Georgiou, Henrik Lax, Grażyna Staniszewska, Margie Sudre

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Urszula Gacek, Tunne Kelam, Vytautas Landsbergis, Markus Pieper, Konrad Szymański

Ultimo aggiornamento: 26 giugno 2008Avviso legale