Procedura : 2010/0003(BUD)
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A7-0021/2010

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PV 09/03/2010 - 6.3
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P7_TA(2010)0043

RELAZIONE     
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25 febbraio 2010
PE 438.399v03-00 A7-0021/2010

sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria

(COM(2010)0008 – C7-0012/2010 – 2010/0003(BUD))

Commissione per i bilanci

Relatore: Reimer Böge

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO: DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E  DEL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
 MOTIVAZIONE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria

(COM(2010)0008 – C7-0012/2010 – 2010/0003(BUD))

The European Parliament,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2010)0008 – C7-0012/2010),

–   visto l'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(1) (AII del 17 maggio 2006), in particolare il punto 28,

–   visto il regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione(2) (regolamento FEG),

–   visti la relazione della commissione per i bilanci e il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A7-0021/2010),

A. considerando che l'Unione europea ha predisposto appositi strumenti legislativi e di bilancio per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei principali cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali e per agevolare il loro reinserimento nel mercato del lavoro,

B.  considerando che il sostegno finanziario dell'Unione ai lavoratori licenziati per esubero dovrebbe essere dinamico e reso disponibile nel modo più rapido ed efficiente possibile, in conformità della dichiarazione congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, adottata durante la riunione di concertazione del 17 luglio 2008, e rispettando debitamente l'AII del 17 maggio 2006 con riferimento all'adozione di decisioni di mobilitazione del Fondo,

C. considerando che la Lituania ha richiesto assistenza in relazione a casi concernenti degli esuberi nel settore della produzione dei frigoriferi, che hanno interessato in un'impresa – AB "Snaigė" plc – e in due dei suoi fornitori(3),

D. considerando che le domande di assistenza presentate soddisfano le condizioni di ammissibilità stabilite dal regolamento FEG,

1.  chiede alle istituzioni interessate di compiere gli sforzi necessari per accelerare la mobilitazione del FEG;

2.  ricorda l'impegno delle istituzioni mirante a garantire una procedura agevole e rapida per l'adozione delle decisioni relative alla mobilitazione del FEG, apportando un aiuto specifico, una tantum e limitato nel tempo ai lavoratori in esubero a causa della globalizzazione;

3.  sottolinea che l'Unione europea dovrebbe avvalersi di tutti gli strumenti a sua disposizione per far fronte alle conseguenze della crisi economica e finanziaria mondiale; rileva il ruolo che può svolgere il FEG ai fini del reinserimento nel mercato del lavoro dei lavoratori in esubero;

4.  sottolinea che, in conformità dell'articolo 6 del regolamento FEG, occorre garantire che il Fondo sostenga il reinserimento nel mercato del lavoro dei singoli lavoratori in esubero; ribadisce che l'assistenza del FEG non sostituisce le azioni che sono di competenza delle imprese in forza della legislazione nazionale o dei contratti collettivi, né le misure relative alla ristrutturazione di imprese o settori;

5.  invita la Commissione a includere, nelle proposte per la mobilitazione del FEG, nonché nelle sue relazioni annuali, informazioni precise sui finanziamenti complementari ricevuti dal Fondo sociale europeo e da altri Fondi strutturali;

6.  ricorda alla Commissione, nel quadro della mobilitazione del FEG, di non effettuare sistematicamente storni di stanziamenti di pagamento dal FSE, in quanto il FEG è stato creato come strumento specifico e distinto con obiettivi e scadenze propri;

7.  ritiene che il funzionamento e il finanziamento del FEG debbano essere esaminati nel contesto della valutazione generale dei programmi e dei diversi strumenti creati dall'AII del 17 maggio 2006, nell'ambito del riesame di medio termine del quadro finanziario pluriennale 2007-2013;

8.  osserva che le nuove proposte di decisione della Commissione relative alla mobilizzazione del FEG fanno riferimento alla domanda di un solo Stato membro, in linea con le richieste del Parlamento europeo;

9.  approva la decisione allegata alla presente risoluzione;

10. incarica il suo Presidente di firmare tale decisione congiuntamente al Presidente del Consiglio e di provvedere alla sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

11. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, compreso l'allegato, al Consiglio e alla Commissione.

(1)

GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.

(2)

GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.

(3)

EGF/2009/010 LT/Snaigė.


ALLEGATO: DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E  DEL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

del xxx febbraio 2010

concernente la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in conformità del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

visto l’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(1), in particolare il punto 28,

visto il regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione(2), in particolare l’articolo 12, paragrafo 3,

vista la proposta della Commissione europea,

considerando quanto segue:

1)        Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ("FEG") è stato istituito per fornire sostegno supplementare ai lavoratori licenziati che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali e per assisterli nel reinserimento nel mercato del lavoro.

2)        L’ambito di applicazione del FEG è stato ampliato e a partire dal 1° maggio 2009 è possibile chiedere un sostegno per i lavoratori in esubero a causa della crisi economica e finanziaria mondiale.

3)        L'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 consente di mobilitare il Fondo nei limiti di un importo annuo massimo di 500 milioni di euro.

4)        Il 23 luglio 2009 la Lituania ha presentato una domanda di mobilitazione del FEG relativamente ai licenziamenti effettuati presso AB Snaigė e due dei suoi fornitori. Dal momento che la domanda è conforme ai requisiti per la determinazione dei contributi finanziari stabiliti all’articolo 10 del regolamento (CE) n. 1927/2006, la Commissione propone di mobilitare un importo di 258 163 euro.

5)        Pertanto, si dovrebbe procedere alla mobilitazione del FEG per fornire un contributo finanziario in relazione alla domanda presentata dalla Lituania.

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

Nel quadro del bilancio generale dell’Unione europea stabilito per l’esercizio 2010, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è mobilitato per fornire l’importo di 258 163 EUR in stanziamenti d’impegno e di pagamento.

Articolo 2

La presente decisione entra in vigore il […] giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il

Per il Parlamento europeo                           Per il Consiglio

Il Presidente                                                  Il Presidente

(1)

              GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.

(2)

              GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.


MOTIVAZIONE

I. Premessa

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito per fornire sostegno supplementare ai lavoratori che risentono delle conseguenze dei grandi cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali.

In base alle disposizioni del punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria(1) e dell'articolo 12 del regolamento (CE) n. 1927/2006(2), il Fondo non può superare un importo massimo annuo di 500 milioni di euro, che possono essere prelevati da qualsiasi margine esistente al di sotto del massimale globale di spesa dell'anno precedente e/o dagli stanziamenti di impegno annullati nel corso dei due esercizi precedenti, esclusi quelli relativi alla rubrica 1b. Gli importi adeguati sono iscritti in bilancio come accantonamenti non appena sono stati individuati margini sufficienti e/o impegni cancellati.

Per quanto riguarda la procedura, in caso di valutazione positiva di una domanda, per attivare il Fondo, la Commissione presenta all'autorità di bilancio una proposta di mobilitazione dello stesso, contestualmente a una corrispondente proposta di storno. Parallelamente, si organizza un dialogo a tre per trovare un accordo sulla necessità di ricorrere al Fondo e sull'importo necessario. Il dialogo a tre può assumere una forma semplificata.

II. Situazione attuale: la proposta della Commissione

Il 22 gennaio 2010 la Commissione ha adottato tre nuove proposte di decisione sulla mobilitazione del FEG. In seguito alla richiesta del Parlamento europeo, tutte le proposte di decisione saranno d'ora in poi presentate in documenti separati.

I nuovi casi riguardano gli esuberi verificatisi in Lituania (settore della produzione di frigoriferi e settore edile) e la Germania (settore automobilistico). Si tratta delle prime richieste da esaminare nel quadro del bilancio 2010.

L'attuale proposta riguarda la mobilizzazione di un importo totale di EUR 258.163 dal Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) a favore della Lituania, per coprire l'assistenza ai lavoratori in esubero nell'impresa AB Snaigė (produttrice di frigoriferi) e in due dei suoi fornitori (UAB Jugos kabeliai e UAB Hoda).

La domanda della Lituania (caso EGF/2009/010 LT/Snaigė) presentata il 23 luglio 2009 alla Commissione, si riferisce a 651 esuberi, 480 dei quali sono ammissibili all'aiuto del Fondo.

Tale domanda si basa sul criterio di intervento di cui all'articolo 2, lettera c), del regolamento FEG, che consente ai richiedenti di derogare ai criteri generali di intervento:

"una richiesta di contributo del FEG potrà essere considerata ammissibile anche se le condizioni fissate alle lettere a) e b) non sono interamente soddisfatte, qualora gli esuberi abbiano un'incidenza molto grave sull'occupazione e sull'economia locale".

La Lituana ha giustificato tali esuberi mediante le circostanze eccezionali dovute alla situazione particolarmente difficile dell'economia e del mercato del lavoro ad Alytus, dove sorge la sede di Snaigė. Alytus ha già subito esuberi su larga scala, specie nel settore tessile, che ha usufruito di un precedente contributo del Fondo nel 2008 (EUR 298 994, 1 089 esuberi).

In seguito alla valutazione del numero totale di posti di lavoro perduti nel periodo indicato, congiuntamente alla preesistenza di una grave crisi economica ad Alytus, la Commissione ha concluso che la domanda della Lituania soddisfa i criteri di ammissibilità di cui all'articolo 2, lettera c).

In base alla valutazione della Commissione, la domanda soddisfa i criteri di ammissibilità stabiliti dal regolamento FEG. Tale valutazione conclude inoltre che lo Stato membro ha fornito informazioni sufficienti che attestano l'esistenza di un legame diretto e dimostrabile tra gli esuberi e la crisi economica e finanziaria mondiale nonché di importanti ripercussioni negative sull'economia locale, regionale e nazionale. La Commissione raccomanda pertanto all'autorità di bilancio di approvare le richieste.

Per mobilitare il Fondo, la Commissione ha presentato all'autorità di bilancio una richiesta di storno (DEC 02/2010) per un importo complessivo di 258 163 EUR dalla riserva FEG (40 02 43) in stanziamenti d'impegno e dalle linee di bilancio FSE (04 02 17 -convergenza FSE) in stanziamenti di pagamento verso le linee di bilancio FEG (04 05 01) per gli impegni e i pagamenti.

L'accordo interistituzionale consente la mobilitazione del Fondo entro il massimale annuo di 500 milioni di EUR. Si tratta della prima proposta di mobilitazione del Fondo nel 2010.

III. Procedura

La Commissione ha presentato una richiesta di storno(3) per iscrivere nel bilancio 2010 gli stanziamenti d'impegno e di pagamento specifici, conformemente al punto 28 dell'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006.

Il dialogo a tre sulla proposta di decisione della Commissione concernente la mobilitazione del FEG potrebbe svolgersi in forma semplificata (scambio di lettere), come disposto dall'articolo 12, paragrafo 5, della base giuridica, a meno che non sussista un accordo tra il Parlamento e il Consiglio.

In base a un accordo interno, la commissione per l'occupazione e gli affari sociali (EMPL) dovrebbe essere associata al processo, al fine di fornire un sostegno e un contributo costruttivi alla valutazione dell'attuazione del Fondo.

A seguito della sua valutazione, la commissione EMPL del Parlamento europeo ha espresso la propria posizione in merito alla mobilitazione del Fondo, che figura nel parere allegato alla presente relazione.

La dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, adottata nella riunione di concertazione del 17 luglio 2008, ha confermato l'importanza di garantire una procedura rapida, rispettando l'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 con riferimento all'adozione delle decisioni relative alla mobilitazione del Fondo.

(1)

GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.

(2)

GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.

(3)

DEC 02/2010 del 22 gennaio 2010.


PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'OCCUPAZIONE E GLI AFFARI SOCIALI

ES/sg

D(2010)4484

On. Alain Lamassoure

Presidente della commissione per i bilanci

ASP 13E158

Oggetto: Parere sulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) per il caso EGF/2009/010 LT/Snaigé (COM(2010)0008 def.)

Onorevole Presidente,

la commissione per l'occupazione e gli affari sociali (EMPL) e il gruppo di lavoro sul FEG hanno esaminato la mobilitazione del Fondo per il caso EGF/2009/010 LT/Snaigé, adottando il seguente parere.

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali e il gruppo di lavoro sul FEG sono a favore della mobilitazione del Fondo in merito alla domanda. A questo proposito, la commissione EMPL formula alcune osservazioni senza tuttavia mettere in discussione il trasferimento dei pagamenti.

Le deliberazioni della commissione per l'occupazione e gli affari sociali si basano sulle seguenti considerazioni:

a) considerando che i 651 licenziamenti sono legati allo stesso evento imputabile alla crisi economica e finanziaria,

b) considerando che gli esuberi colpiscono per lo più lavoratrici di età compresa tra i 25 e i 54 anni di età rientranti nella categoria di "artigiani e lavoratori assimilati",

c) considerando che gli orientamenti europei per l'occupazione promuovono la conciliazione della vita familiare e della vita lavorativa,

d) considerando che gli esuberi in oggetto si verificano in un momento in cui il tasso di disoccupazione in Lituania è aumentato, nel giro di un anno, dal 6,4% al 16,7%,

e) considerando che le misure finanziate a titolo del FEG sono volte in primo luogo "al reinserimento dei lavoratori in esubero nel mercato del lavoro",

f) considerando che l'aiuto finanziario temporaneo è volto a motivare i lavoratori in esubero ad accettare un nuovo posto di lavoro con una retribuzione inferiore rispetto a quello precedente,

g) considerando che l'approccio fondato sul rispetto dell'articolo 12, paragrafo 4, del regolamento FEG suscita a tutt'oggi malumore in seguito alla risposta della Commissione alle osservazioni della commissione per l'occupazione e gli affari sociali sulle domande EGF/2009/007 SE/Volvo, EGF/2009/009 AT/Stiria e EGF/2009/011 NL/Heijmans, risposta secondo cui la natura della gestione concorrente (articolo 4 del regolamento FEG, articolo 53 del regolamento finanziario e articolo 42 delle modalità di esecuzione) prevede che l'esecuzione spetti allo Stato membro e che la corretta attuazione sia verificata dalla Commissione mediante controlli in loco e audit, rettifiche finanziarie e recuperi e che, in sede di applicazione, la correttezza dell'attuazione non può ancora essere verificata,

h) considerando che, a prescindere dagli aspetti finanziari, la commissione per l'occupazione e gli affari sociali deve essere debitamente informata delle modalità di impiego del FEG da parte degli Stati membri in vista del futuro sviluppo del Fondo e necessita pertanto di informazioni complete sulla complementarità tra FEG ed FSE, in particolare, e tra altri Fondi strutturali, in generale,

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella sua proposta di risoluzione i seguenti suggerimenti relativi alla domanda della Lituania:

1) approva la decisione della Commissione di accettare la domanda della Lituania, pur non essendo pienamente soddisfatti i criteri d'intervento di cui all'articolo 2, lettera a), del regolamento (CE) n. 1927/2006 (FEG) e riconosce che, pertanto, i lavoratori aventi diritto all'assistenza debbono beneficiarne ai sensi dell'articolo 2, lettera c), del medesimo regolamento;

2) deplora, tuttavia, che le misure a favore dei lavoratori in esubero siano state rese disponibili soltanto a decorrere dal 1° agosto 2009 laddove alcuni lavoratori avevano già perso il posto di lavoro nel novembre 2008;

3) accoglie con soddisfazione le misure messe in atto per favorire la conciliazione tra lavoro e vita familiare e invita gli Stati membri a includere la cura dei figli e di altri familiari non solo nelle domande che riguardano per lo più le donne ma, in maniera più sistematica e strategica, per eliminare ulteriormente le disuguaglianze tra donne e uomini sul mercato del lavoro;

4) rinnova l'invito alla Commissione a includere nella sua relazione annuale non soltanto informazioni dettagliate circa la conformità con l'articolo 7 del regolamento FEG dell'attuazione pratica del Fondo da parte degli Stati membri ma anche un'analisi delle misure che promuovono in particolare la parità tra uomini e donne per quanto riguarda l'inserimento nel mondo del lavoro;

5) invita gli Stati membri e la Commissione a compilare un elenco degli interventi realizzati grazie all'aiuto del FEG che si sono dimostrate più efficaci ad accrescere la mobilità dei lavoratori sul mercato del lavoro nazionale nonché a livello transfrontaliero, per quanto riguarda la possibilità di trovare un lavoro in paesi limitrofi;

6) sottolinea che gli incentivi all'occupazione sono misure alquanto controverse; invita pertanto la Commissione a prestare particolare attenzione alle esperienze acquisite con tali misure nel quadro dell'assistenza a titolo del FEG e di riferire quanto prima al Parlamento;

7) invita la Commissione ad informarlo qualora essa presti particolare attenzione alle spese nel quadro del FEG per quanto riguarda la procedura speciale e chiede gli venga presentata una relazione sui risultati degli audit delle domande di assistenza a titolo del FEG del 2007 e il 2008;

8) invita la Commissione ad includere nelle sue relazioni annuali informazioni complete sulla complementarietà del FEG con le misure finanziate a titolo di altri Fondi strutturali, ivi incluse informazioni sulle strutture amministrative poste in essere negli Stati membri per gestire la conformità con l'articolo 6 del regolamento FEG;

9) sottolinea l'importanza, accanto a una buona gestione finanziaria, di disporre di valide strutture di coordinamento, soprattutto quando sono coinvolti numerosi soggetti.

Gradisca, onorevole Presidente, i miei più distinti saluti.

Pervenche Berès


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

23.2.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alexander Alvaro, Francesca Balzani, Lajos Bokros, Andrea Cozzolino, Jean-Luc Dehaene, Göran Färm, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazábal Rubial, Salvador Garriga Polledo, Jens Geier, Ivars Godmanis, Ingeborg Gräßle, Carl Haglund, Jiří Havel, Monika Hohlmeier, Sidonia Elżbieta Jędrzejewska, Anne E. Jensen, Alain Lamassoure, Vladimír Maňka, Barbara Matera, Miguel Portas, László Surján, Helga Trüpel, Derek Vaughan, Angelika Werthmann, Jacek Włosowicz

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Frédéric Daerden, Giovanni La Via

Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2010Avviso legale